Suzuki as talent scout – aka “La poliziotta a New York”

June 18th, 2006 § 3 comments

Come è tradizione, qui si fanno poche segnalazioni musicali, ma ben meditate e meritevoli.

Quindi è con somma gioia che tesso le lodi (musicali, estetiche, culturali) di Joan As Police Woman, cioè l’autrice di quello che attualmente è il disco più bello del 2006. E per "più bello" non intendo quello che si solleva un po’ dalla mediocrità assoluta di un indie-rock che ha francamente sfrangiato le balle, ma bello nel senso di nuovo, con un’idea dietro, con delle canzoni bellissime e un’autrice che ha personalità (e un bel po’ di esperienza).

Detto tutto questo, spiegare Joan As Police Woman è difficile: nella sua carriera musicale – finora abbastanza sottoterra – pare abbia una predilezione per i sessualmente confusi (giusto per dirne due: Rufus Wainwright e Antony & The Johnsons), ma in generale pare avere la capacità di fare quelle ballate che ti sciolgono e contemporaneamente turbarle con un’inquietudine di fondo che è il requisito numero uno per fare arte. Musica non conciliata, insomma. Magari conciliante nei suoni, ma irrequieta, metropolitana e ben poco paracula.

Giornalisti più coraggiosi del sottoscritto hanno raccontato una Dusty Springfield contemporanea. Senza timore di passare per esagerato, sottoscrivo. Direi più la Dusty Springfield di "Spooky", tenue e inquieta (nota: ma perché nel video qui linkato è vestita come Biancaneve?) che quella un po’ trita e obsoleta che si sente in Pulp Fiction.

Ogni tanto New York è così: tira fuori qualcosa di universalmente bello, di sorprendente. Altre volte si perde nella noia metropolitana, ma non in questo caso. Sotto sotto – non so spiegarmi perché, forse perché in fondo Manhattan e Torino hanno molto in comune, a partire dalla razionalità dechirichiana delle strade perfettamente ortogonali – ho sempre pensato che una bella vibrazione nella Grande Mela resta tale anche se esportata a Torino. E Joan sembra una che potresti incontrare – se sei molto fortunato – ai Murazzi o da Comunardi mentre ravana tra i libri alternativi.

Per di più da un’artista così non posso sfuggire: apro la sua biografia e scopro che cita come sue influenze solo ed esclusivamente gruppi e musicisti che a-d-o-r-o. E ha suonato praticamente solo con musicisti e gruppi che mi piacciono. In più è una donna di gusto, visto che era fidanzata nientemeno che di Jeff Buckley (per le lettrici: non siate troppo invidiose a posteriori, please).

Dopo aver passato anni a scrivere recensioni, mi sono accorto che alla fine un mp3 vale più di 1000 parole. Quindi l’occasione migliore è cliccare qui e ascoltarsi un po’ di estratti dall’album, oppure cliccare qui e sbarcare direttamente sul suo MySpace , casomai voleste "farla amica".

A conferma che questo è un anno in cui le cose vanno inspiegabilmente bene (tranne che per gli juventini, i monarchici e i fascisti), ecco che l’artista esordiente più promettente dell’anno non solo fa un grande disco, ma viene pure a suonare in Italia. Anzi, addirittura gratis e a 300 metri da casa tua, nella serata newyorkese del Traffic Festival sabato 15 luglio.

Il consiglio, tanto per cambiare, è di procurarvi il suo album e gustarvelo fino in fondo, magari dando finalmente una destinazione d’uso decente all’iPod che non avete potuto fare a meno di comprare per non sfigurare in ufficio.

§ 3 Responses to Suzuki as talent scout – aka “La poliziotta a New York”"

  • D’accordo al 1000%. La fanciulla è davvero tosta! Ci piace, ci piace! Ci piace assaje! 😉

  • Ecco il nome! Me l’avevo segnalata FDL la sera che ci siamo visti a Milano e io non ricordavo più il nome – ma che fosse stata fidanzata con JB sì. 🙂

  • Chiara says:

    Ma dai! Mi stavo giusto arrovellando per trovare qualcosa da fare per il 15, dato che saro’ in città e pure accompagnata da amici bolognesi!!! Grasssie. Magari ci si vede li? Ciau, Ch!

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