Quella cicciona di Repubblica

June 5th, 2006 § 5 comments

Casomai non ve ne foste accorti, il sito di Repubblica ha cambiato look durante il ponte. Ecco le principali novità:

– ora è ottimizzato per display con risoluzione minima di 1024×768, quindi chi ha lo schermo a 800×600 si attacca al tram e si rassegna ad un umiliante scrolling orizzontale, che sta al piacere informatico come le ciabatte stanno all’erotismo. Francamente, era ora. Sono anni che gli schermi dei computer sono più risoluti del vecchio 800×600 e ben pochi siti sembrano adeguati. Certo, c’è una minoranza di persone che naviga a bassa risoluzione con computer obsoleti (su questo blog sono circa il 9% di chi legge tramite browser e l’1% di chi usa i feed, quindi circa il 5% in totale), ma prima o poi bisogna andare avanti, no?

– l’infame colonna blu [(c) Delio] ora è vagamente cambiata come layout, ha qualche linguetta ed è mescolata ai contenuti multimediali, ma la linea editoriale è sempre quella alla Gualtiero Jacopetti: curiosità/gossip + gnocca pretestuosa + sensazionalismi e schifezze da tutto il pianeta.

– ora è tutto scritto un po’ più grosso: i presbiti ringraziano.

A proposito di presbiopia e siti, il fatto che per far piacere ai tanti presbiti sia stato necessario allargare il sito di Repubblica mi fa un po’ ridere. Qualsiasi medio programmatore Web, infatti, è in grado di creare siti in cui è l’utente stesso, grazie ad un CSS astuto, a scegliersi la dimensione dei caratteri ideale. Perfino un sito Web obsoleto (nonostante sia stato felicemente riordinato) come quello de La Stampa lo consentiva (ora no: bel colpo!).

MA QUANTO MI COSTI

Crescono le dimensioni dei font, ma non diminuisce il peso delle pagine: la home page di Repubblica continua a pesare una quantità notevole di Kb (nel momento in cui scrivo, la bellezza di circa 500 Kb; e il tutto è un passo avanti rispetto a prima, quando si raggiungeva il Megabyte di peso come niente). Tradotto in termini pratici, se vi accedo con un cellulare UMTS/EDGE/GPRS con un piano ordinario TIM, che quota il traffico e non il tempo, ogni caricamento della pagina mi costa 3 euro (e se non carico le immagini, mi costa circa 1 euro e 20). Ovvio è colpa degli operatori che fanno tariffe oscene per i dati in mobilità, ma anche Repubblica potrebbe pensarci, no?  

Su tutto basti un esempio: le news in alto a destra, quelle intitolate "24 ore" e che si susseguono in tempo reale come lanci d’agenzia, nella versione vecchia del sito non erano altro che titoli cliccabili in HTML, che rimandavano alla notizia per esteso. Ora sono racchiuse in un box eccessivamente spaziato, che ha l’entusiasmante effetto di evidenziare in azzurro il titolo su cui si trascina il puntatore del mouse.
Il risultato è che si vedono meno titoli di news e, soprattutto, sul browser del mio vecchio e amatissimo Nokia 6630 non si vedono affatto e il box risulta vuoto. Colpa di quel fondamentale javascript (o Flash o chissà cosa) che realizza l’irrinunciabile alone blu dove passa il mouse.
Ecco un caso in cui un’evoluzione di un sito porta a un peggioramento delle funzioni: vedo meno cose e non vi accedo in mobilità. Certo, non è la fine del mondo (il 6630 è il mio cellulare secondario), ma è un fastidio in più, oltre che un passo evolutivo all’indietro, no?

Insomma, nel momento in cui erano lì a ridisegnare il layout del sito, perché a Repubblica non hanno pensato ad una versione mobile del proprio giornale? Non ci va molto: basta fare un layout mono-colonna per display piccoli, senza immagini e con le notizie essenziali (cioè senza colonna blu) ed il gioco è fatto. Possono anche inserire un po’ di normalissime pubblicità testuali, che non si scandalizza nessuno.

A chi pensa che realizzare la versione mobile di un sito sia un investimento mostruoso, credo bastino due esempi: una rivista come Autosport (che non è esattamente il NY Times, come capacità di spesa) ha la sua versione mobile che è raffinatissima e permette di scegliere quali contenuti visualizzare tra i tanti proposti. Restando più vicini a casa, un blog come quello di Degra ha una sua versione mobile, casomai mi prendesse l’ansia improvvisa di sapere i cavoli suoi mentre sono in giro e non ho un computer sotto mano.

Detta tutta, non ci andava molto. Per di più da Repubblica – che esplicitamente punta molto sul proprio sito come punto di riferimento quotidiano per molti (altrimenti non avrebbero quelle dirette Web che fanno ogni giorno, col pastone sulla politica e sullo scandalo Moggi-juve) – c’era da attendersi una banalissima versione mobile e magari anche una versione accessibile (quest’ultima sarebbe anche una cosa giusta, oltre che intelligente). L’avrebbero realizzata con un decimo dei soldi che spendono in un servizio come Repubblica Voice, ne sono certo.

Ho anche provato a darmi torto e a dire che in fondo Repubblica punta molto sui feed RSS, tanto che perfino la home page è leggibile tramite feed. Poi mi sono accorto che non è così. Il fatto è che i feed di Repubblica permettono agli utenti di leggere titolo, sommario e occhiello delle notizie, ma non il corpo del testo. Per leggere le notizie per intero bisogna aprire il sito di Repubblica e siamo alle solite: centinaia di Kb che piovono come niente e il rischio di incappare in bollette telefoniche astronomiche. (e le news "24 ore", che sono le mie preferite, non hanno il feed!)
La soluzione, in questo caso, potrebbe essere banale: Repubblica si ravvede e pubblica coi feed le notizie per intero e non solo i titoli. E, di nuovo, nessuno si scandalizza (a parte il buon Mantellini! 🙂 ) se mettono un po’ di pubblicità nei feed.

Tanto per non lasciare nulla intentato, ho provato anche a chiedermi il perché di queste mancanze e di questa "inimicizia" tra Repubblica e l’accesso mobile (nota: gli altri quotidiani sono generalmente messi peggio, tanto che non li prendo in considerazione). L’unica spiegazione risale alla vecchia versione del sito: mi pareva di aver capito che Repubblica fornisse i suoi contenuti in esclusiva e a pagamento ad un operatore (credo Tre) sul mercato mobile. Quindi poteva essere ovvio che facessero di tutto per sabotare altre forme di accesso mobile. Ora non ne trovo più traccia (sul sito di Repubblica), ma c’è una paginetta scarna sul sito di Tre.
Probabilmente la spiegazione è questa (e non so quanto ci guadagni Repubblica da una cosa simile) o in alternativa su www.repubblica.it non hanno ancora maturato alcuna forma di sensibilità nei confronti dell’accesso mobile ad Internet. In entrambi i casi mi girano le balle.

§ 5 Responses to Quella cicciona di Repubblica"

  • exxos says:

    ci sono decine di siti che si adattano a tutto. i css sono stati inventati apposta. ci va un minimo investimento in termini di progettazione per avere un sito che si vede con lynx in modalità testo e con firefox a 1600×1400. il problema vero del sito di repubblica è che non lo possono fare perchè devono infarcire il tutto di pubblicità, e per le pubblicità paghi per il loro posizionamento. è davvero impossibile leggere un’home page dove quasi al centro scorre un video. assolutamente da quel punto di vista trovo che repubblica sia uno dei siti più illeggibili nel panorama dell’informazione “ufficiale”. inoltre è davvero impossibile non notare che la nuova grafica abbia puntato tutto sul rendere il più possibile omogenei pubblicità e informazioni utili, obbligando l’utente a dover cercare le notizie in modo che l’occhio cada per forza sui vari banner e video.
    penoso… e pensare che i giornalisti di repubblica online che insegnano all’università si premurano di spiegare che http://www.repubblica.it è il miglior sito informativo del web italiano.

  • andre says:

    il sito di repubblica è fra i miei preferiti (lo visito parecchie volte al giorno)
    però la nuova grafica non mi piace proprio per niente -per usare un eufemismo-…insomma fa cagare.
    in più il tipo di carattere utilizzato è osceno…certe volte si uniscono parti delle lettere e fanno un effetto davvero orribile…

    grande sito ma con questa grafica peggiora…

  • eloise_ says:

    penseresti male se ti dicessi che non c’è quasi nessuna differenza dal mio punto di vista??? ^__^

  • Ale says:

    Personalmente trovo Repubblica.it uno dei siti che mi distraggono di più: lo visito per sapere quello che succede e mi perdo a leggere l’infame colonna “Novella 2000”!

  • degra says:

    miii, pure la citazione 😛

    e comunque a fare un portale che si adatti a qualsiasi risoluzione ci vuole veramente molto poco… chissà quanto hanno pagato per poter avere un sito *così* accessibile 😛

What's this?

You are currently reading Quella cicciona di Repubblica at Suzukimaruti.

meta