Come a Valle Giulia: detestare i freak nullafacenti è di sinistra

June 22nd, 2006 § 15 comments

Non so voi, ma tra un punkabbestia e un poliziotto sto dalla parte del poliziotto. E se il poliziotto è proprio stronzo, sto dalla parte del cane del punkabbestia.
Soprattutto se i punkabbestia sono quelle zecche luride che impestano certe zone di Bologna (ricordo che fu proprio a Bologna che a 16 anni aprii gli occhi e mi resi conto che detestare i freak nullafacenti mantenuti era di sinistra).

Poi, volendo, uno può anche fare il democratico a tutto tondo che si occupa di problemi giovanili. Ma il fatto è che tra i punkabbestia faticherei a trovare veramente un ragazzo problematico. Non so altrove, ma qui a Torino è un vezzo borghese dei peggio figli di papà.

Per esempio qui a Torino c’è una fricchettona (italiana) che chiede moneta al semaforo in Corso San Maurizio all’altezza dei giardini reali. Non reca nessun segno di disagio, di tossicodipendenza, di povertà conclamata. Anzi, è piuttosto rubizza, non è conciata affatto male e insomma, fa un po’ specie vederla chiedere l’elemosina nel fiore dei suoi vent’anni. Il fatto è che lo fa come filosofia: un misto di fricchettonismo, estetica da backpacker, hippyismo fuori tempo massimo e atteggiamenti da “robbosa”, genere “c’hai du piotte” alla Verdone.

Ecco, credo che sia una cosa di sinistra tirare giù il finestrino mentre si sosta al semaforo e alla richiesta di moneta dirle un sano “vai a lavorare”, non con tono reazionario (genere “va a lavurà, barbun!), ma come reale consiglio democratico e civile. Vuoi i soldi? Guadagnateli. Non umiliarti ad elemosinare, che peraltro è ingiusto perché il mondo è pieno di gente onesta che si suda ogni cazzo di centesimo. E se vuoi gustarti la tua perversione borghese di fingerti povera quando di fatto non lo sei, fallo pure ma autofinanziati, perché a me le perversioni mentali non le paga nessuno. E non vedo perché il prossimo debba pagare le tue

Ecco, volevo togliermi questo peso e dirlo. E che cazzo. Sgrunt!

§ 15 Responses to Come a Valle Giulia: detestare i freak nullafacenti è di sinistra"

  • degra says:

    eh, urza, il blog è sempre quello del diessino onesto, ma è che non ci si può coprire gli occhi e non vedere che *certa* gente fa casino e distrugge cose pubbliche…
    Essere di sinistra non vuol dire dover raccattare i pezzi che i punkabbestia lasciano delle strutture cittadine, il mattino dopo, e fregarsene. E non vuol dire che il sindaco, se è Cofferati, debba far finta di nulla solo perchè è di sinistra.
    La “repressione” fine a sè stessa è di destra (in occidente), ma se c’è il fine dell’ordine pubblico non è nè di destra, nè di sinistra, è sacrosanta!
    E purtroppo, pur tolleranti che si voglia essere, c’è e ci sarà sempre “l’albanese che fa la festa a qualcuna”, e non è leghismo, è cronaca, purtroppo…

    Portare le università in periferia, potrebbe andare bene se si pensa ai campus universitari americani, ma per come l’hanno fatto a Torino, è stato abbastanza devastante per chi lo ha subito: il primo anno non c’era nemmeno un telefono pubblico, e le segreterie erano dall’altra parte della città e, come si sa, chiudono alle 11…

  • urza says:

    oddio, ma dove siamo finiti?
    ‘un albanese che se la carica in macchina e le fa la festa’, ‘il braccialetto elettronico’, ‘il decentrare le universita’ in periferia’? ma è un blog frequentato da repubblicani teocon (o da leghisti nostrani) o di un onesto blogger diessino con il quale non mi trovo mai d’accordo, ma che rispetto?

  • Roberta Amato says:

    Il problema sono i punkabbestia e quelle migliaia di cazzari universitari che infestano la zona. Non servono a niente le misure proibizioniste: chiudere bar e rivendite alimentari alle 10 di sera è inutile: tanto la birra se la portano dietro.
    Bisognerebbe decentrare TUTTE le facoltà universitarie in periferia, lontani dal centro storico, in una specie di campus, dotato di ogno facilitazione edilizia e di svago (ristoranti a prezzi calmierati, campi sportivi).
    Rimanessero in centro soltanto le biblioteche storiche (non di facoltà), gli uffici amministrartive e le segreterie.
    Costa parecchio, ma anche riparare i danni di questi incivili non è economico per il comune.
    E la smettano di dire che Cofferati è un fascista.
    E poi, ci fosse l’introduzione di misure serie di identificazione e controllo per chi delinque, come il braccialetto elettronico. In inghilterra, per gli habitués del pub ha funzionato.

  • stranigiorni says:

    ragazza del semaforo: cazzi suoi. il giorno che trova un albanese che se la carica in macchina e le fa la festa, vedrai che le passa la voglia di fare l’altrenativa e torna da mamma.

    bologna: qui è uno schifo. siamo tutti di sn e abbiamo votato tutti il cinese. i fatti recenti ci stanno rendendo intolleranti come non mai. odiamo i punkabbestia ogni giorno di più. io spero che la prossima volta gli sbirri menino più forte. e + forte ancora.
    e continuerò a votare DS e cinese.

    con stima.

  • marco.inge says:

    c’è pieno di parassiti che sopravvivono nei centri sociali, nei ministeri, nelle industrie, nei sindacati, nelle segreterie dei partiti (a spartirsi i gettoni di presenza dai CdA dai consorzi irrigui in su…).
    non mi scandalizzerei piu’ di tanto di una punkabbestia che chiede l’elemosina…
    anche perchè fare di ogni erba un fascio (i punkabbestia sono tutti figli di papà, i barboni hanno i soldi nel materasso, il mondo è pieno di gente onesta che si suda ogni centesimo) è sempre un esercizio abbastanza superficiale, che puzza tanto di luogo comune…
    basta aggiungere “non ci sono più le mezze stagioni e si stava meglio quando si stava peggio” e abbiamo trovato la quadratura del cerchio.

  • Suzukimaruti says:

    Axell & Hobosapiens: wait, la ragazza ha assolutamente le forze, l’età e la sanità fisica e mentale per cercarsi un lavoro.

    In ogni caso adotto una politica che è realmente progressista: tollero anche se non condivido. Ma ci tengo a dire che non condivido. E – come capita con molte cose che sono costretto a tollerare – spesso detesto, antipatizzo, mi incazzo, ecc. Ma non impedirei mai a quella fricchettona nullafacente di chiedere l’elemosina, per un sano principio di libertà.
    Lo stesso principio di libertà per cui mi sento di considerarla un’idiota che vive alle spalle della società, non contribuisce alla collettività, ecc.

    Insomma, tra la tolleranza e l’avalutatività c’è di mezzo il mare (e l’isola di Lost).
    E tra chi chiede l’elemosina per fame e chi lo fa per scelta/vezzo/posa, c’è un altro mare. Avrò ascoltato troppo De Andrè, ma solidarizzo coi primi.

  • Hobosapiens says:

    Tutti i punkabbestia son figli di papà, tutti i barboni hanno i milioni nel materasso, chi non si spacca la schiena non è un cittadino onesto… Mi sembra una china un poco pericolosa.
    Elemosinare vuol dire (anche) passare la propria vita sulla strada, che non è propriamente un posto sicuro (anche nella nostra civilissima Torino). Una scelta che non condivido, umanamente e politicamente, ma, come dire, sono affari di chi la fa.

  • Axell says:

    condivido sul pancabestismo… Sono detestabili.
    Ma non farei di tutta l’erba un fascio…
    Non sai chi è quella ragazza e perché è lì.
    Magari potresti scoprire che non è quel che sembra.
    Non ci fermiamo alle apparenze. 😉

  • Zurbaran says:

    Analisi condivisibilissima. Trovo che Cofferati sia uno dei principali rappresentanti di una sinistra “riformista”, pragmatica e pronta a confrontarsi con le sfide della modernità.
    Basta con gli argomenti tabù per la sinistra.

    P.S. Ho avuto modo di confrontarmi (poco poco) con il suo entourage e posso dire che il cinese non brilla certo per diplomazia.
    Il principio comunque è sacrosanto: dialogo e partecipazione per chi accetta i confini della legalità.
    Come disse Parisi al riguardo: “la legalità è un mezzo, e la solidarietà è un fine”.

    Ciao

  • Gilthas says:

    Standing ovation!
    (il punkabbestia capo del mio liceo era figlio di un assessore di rifondazione con appartamento di 300 metri quadri in Via Bogino)

  • Tevez says:

    Quale intolleranza, capisco che nel 30 elemosinare era reato, ma ora non lo è +… per cui se uno desidera trascorrere la usa vita così lascialo fare.. per diamine .. si progressista

  • xlthlx says:

    ‘Non so altrove, ma qui a Torino è un vezzo borghese dei peggio figli di papà.’ anche qui a Milano. si vede che e’ un vizio.

  • ugo says:

    qui a Roma Valle Giulia, oltre ad essere sede della indispensabile Facoltà di Architettura de la Sapienza, durant le ore notturne è anche sede di più amene attività commerciali, destinate ad un preciso target di ometti dall’ormone in palla.

  • Suzukimaruti says:

    eh?

  • ugo says:

    a Valle Giulia i soldi se li guadagnano, eccome.
    Dicono…

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