Oggi su Casa Torino

May 23rd, 2006 § 0 comments § permalink

Stanchi, provati e un po’ sudaticci come un qualsiasi senatore dell’UDC dopo l’ennesima bagarre parlamentare, eccoci qui sull’etere di Radio Centro, che voi ascoltate gioiosamente sui 91.2 in FM.

Puntata intensa, piena di bella gente e con un po’ di ospiti di pregio. Iniziamo con Pixel Pancho, ovvero il graffitaro emergente più apprezzato degli ultimi tempi. Materiale da galleria d’arte, insomma. Ovviamente è torinese e ci racconta i muri della città e cosa gli fanno venire in mente.

Ma non ci fermiamo qui; parliamo con Gianluca Gozzi, cioè una delle menti ispiratrici di uno dei locali più avanti nella programmazione musicale in città:lo Spazio 211.

E poi, tanto per gradire, sentiamo Giancarlo Cagliero dei Doctor Jazz’s Universal Remedy, che tra l’altro sono quelli che fanno la musichetta di attesa del call-center di Fastweb, quindi uno dei gruppi involontariamente più odiati dell’universo (visti i tempi d’attesa)

Chiude la trasmissione il saggio della settimana, ovvero Alessandro Battaglino, che dallo scranno più alto dell’Environment Park ci racconterà che cosa significa per una città avere un "parco ambientale" e soprattutto divagherà bellamente in giro per l’etere, pungolato da noi in persona.

In mezzo a tutto questo, come del prezzemolo, le incursioni di Tosca, cioè la nostra inviata in perenne stato di movimento (con figlia annessa).

Ovviamente se volete darci fastidio mentre trasmettiamo, scriveteci un SMS al 335-6193738 o una mail a diretta@radiocentro95.it.

Lost: ancora una puntata

May 23rd, 2006 § 16 comments § permalink

Innegabilmente la serie si fa sempre più inquietante e ormai mi viene addosso una strana elettricità prima di guardare ogni puntata. Il tragico è che giovedì prossimo ci sarà il season finale e poi fino all’autunno saremo ko, presi da congetture che ci trascineremo dietro per mesi. E vi assicuro che scervellarsi da fine maggio a ottobre è decisamente pesante.

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Detto questo, proprio solo nel mondo della fiction accade che la gente non si accorge di cose palesi come la finzione di Michael. Ma si sa che senza gli equivoci non ci sarebbe commedia (e nemmeno il dramma). In ogni caso, meno male che c’è Sayid a drizzare le antenne. 

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Ah, nel mentre è pure finita Veronica Mars, ovviamente col botto (nel vero senso della parola) e come di consuetudine con un cliffhanger in sospeso per la prima puntata della prossima stagione. Se tra la prima e la seconda l’ìinterrogativo era "chi ha bussato alla porta?", ora siamo ad un classico alla Pulp Fiction: "cosa c’è nella valigetta"?

Le biciclette non le portano via i livornesi: siete voi che le perdete per strada

May 21st, 2006 § 12 comments § permalink

Onde evitare che i livornesi si lancino all’assalto, faccio subito che dire cosa penso di Pisa e dei pisani, dopo tre giorni intensi di full-immersion nella pisanità.

Alcune premesse

Primo: ovviamente da buon torinese non riesco a cogliere tutto questo astio che cova tra le varie bande di toscani. Per metterla sul razzistello, è come coi coreani ai tempi del clamoroso 4 a 0: a me sembrano tutti uguali, come accento e come tipologie di atteggiamenti. Cioè, ovviamente se mi impegno riesco a cogliere fini distinzioni, ma insomma. (e con questa TUTTI i toscani che conosco, inclusi alcuni parenti di sangue, mi odieranno, lo so)

Secondo: pur essendo simpatizzante del Livorno, lo sono pure del Pisa, non fosse altro perché per anni i suoi ultras avevano come simbolo in mezzo allo striscione una bella bandiera del PCI. Anzi, in generale simpatizzo per le squadre toscane, Siena escluso (per ovvie ragioni moggesco-cromatiche). Per la Fiorentina, invece, faccio proprio il tifo (ma si sa che noi del Toro siamo anche del Genoa e della Viola).

Terzo: Pisa è una città bellissima in ogni suo angolo. Tra l’altro è pulita, è amministrata benissimo e ho l’impressione che sia un luogo dove si mangia bene (almeno finora è sempre stato così). Voci non confermate mi dicono pure che è una città "piena di gnocca", qualsiasi cosa voglia dire.

Detto questo, i pisani in genere mi hanno fatto un’ottima impressione: tutti gentili, tutti disponibilissimi e tutti generalmente molto rilassati. Il che confermava una mia vecchia impressione, che datava agli anni Novanta e risaliva ad un campo estivo dell’Internazionale Socialista (erano altri tempi) in cui mi trovai a solidarizzare con un gruppo di militanti pisani vagamente b-boys e simpaticissimi (a parte un’abitudine pessima: tirarsi a vicenda una manata nelle palle a sorpresa, "così per ridere").

Di Pisa, in compenso, ho capito tre cose. La prima è che è grossa come un terzo del quartiere in cui abito a Torino. La può girare tutta a piedi perfino un Oblomov come me. La seconda è che come tutte le città non perfettamente squadrate e ossessivamente regolari e dechirichiane, è un disastro per noi torinesi urbanisticamente ortogonali e abituati al perfetto alternarsi di vie dritte e sensi unici opposti. E così capita che ci perdiamo spesso e volentieri (che poi basta raggiungere l’Arno e si capisce dove andare).

Un’impressione derivata da quella precedente riguarda la totale incapacità dei pisani di spiegare un qualsiasi percorso. Ho qui di fronte a me gli appunti presi mentre un pisano mi spiegava la strada dal centro a San Giuliano Terme: sono 11 step, alcuni difficilissimi. Il tutto si è tradotto, in termini pratici, in un percorso così riassumibile: "vai sempre dritto, ti trovi sull’Aurelia e segui i cartelli per San Giuliano". Ma lui l’ha spiegato in 11 punti (ed era il più light dei tanti interpellati).
Il fatto è che il pisano tende a riempire le direzioni stradali di dettagli insignificanti (almeno per noi). Credevo fosse un caso, ma ho scoperto che è così per tutti.
Per questo motivo, le indicazioni sono del tipo "Vai a dritto [la "a" in più è un pisanismo incorreggibile], trovi una via a destra e poi una via ancora più a destra ma dove c’è un macellaio che si chiama Angelo. Costeggia la vetrina dei polli di Angelo e vai fino ad una piazza con una chiesa di mattoni sbrecciati. Segui il profilo della chiesa fino al terzo tombino e poi cammina fino a quando vedi una scaletta con il quinto gradino un po’ storto. Sali sul gradino, fai mezzo giro su te stesso, costeggia una tintoria frequentata da rumeni e gira a destra in una via senza nome (altro classico pisano: chiamano le vie con nomi diversi da quelli scritti sui cartelli). Poi sei praticamente lì. Ma aspetta, c’è un altro modo: segui l’arno fino al terzo rottame arrugginito di bicicletta…".
L’evento più tragico è quando ad un pisano che spiega la strada se ne aggiunge un altro, con idee completamente diverse sul percorso da farti fare. Già solo attendere che si mettano d’accordo porta via mezz’ora. Poi ti spiegano una strada in 150 comodi passaggi, interamente basata su particolari minimali a cui solo loro prestano caso. Ovvio che sia la capitale scientifica d’Italia: sono tutti attentissimi al dettaglio.

Insomma, il risultato è che perfino blogger più lucidi del sottoscritto sono stati visti girare nottetempo per le vie di Pisa con aria disperata. E personalmente sono arrivato al paradosso di vedere un ospite della conferenza a cui assisto che mi ferma e mi chiede "Scusi, lei è di Pisa?". E alla mia risposta negativa aggiunge "Ah, meno male. Allora lei mi può indicare la strada per il mio albergo".

Comunque, domani termina il ciclo di conferenze/eventi a cui assito come una vestale al sacro fuoco e mi auto-imporrò un bagno di mare notturno: non accetto l’idea di capitare in una città quasi di mare in piena primavera e non farmi una nuotata. Se vedete uno strano tizo che fa il bagno in boxer alle 2 di notte (non ho portato il costume, ahimè) dalle parti di San Rossore, sono io o un raro tricheco tirrenico quasi in via d’estinzione.

Un simpatizzante del Livorno a Pisa

May 19th, 2006 § 1 comment § permalink

Per questioni lavorative ed esistenziali, in questi giorni sono a Pisa per questa manifestazione qui. Se siete da queste parti o contate di passarci, fatevi vivi.

Oggi de nuevo su Casa Torino

May 17th, 2006 § 4 comments § permalink

Già lo sapete da ieri, ma ve lo ribadiamo. Apriamo con Luciana Littizzetto, che ovviamente ci illuminerà con la sua torinesità molesta, cosa che noi non vediamo l’ora che accada.

Ma non finisce qui, perché per fare da congruo accompagnamento musicale e non solo alle prolusioni littizzesche ci gustiamo pure Giorgio LiCalzi, noto jazzista/elettronico torinese, che è una bella testa e fa un sacco di cose interessanti. Capiremo quali.

E poi la nostra inviata permanente con bimba al seguito, cioè Tosca, oggi alle prese con una inquietante collezione di figurine dei Santi e tutta l’umanità che vi gira intorno.

Chiude, come ieri, il nostro saggio della settimana, cioè quel mattacchione di Fabrizio Vespa, che non ha bisogno di presentazioni, visto che basta leggere il suo blog.  

Per ricomporre il paese spaccato

May 16th, 2006 § 19 comments § permalink

A conferma che le critiche ad Apple che sono partire più di una volta da queste pagine non erano dettate da antipatia precostituita ma sano scazzo per la politica commerciale sconsiderata della casa di Cupertino, ecco che quando se lo merita partono le lodi.

I nuovi MacBook con lo schermo da 13,3 pollici obiettivamente hanno dei prezzi ragionevoli (anche in Italia, anche se la Apple continua a fregarci nel cambio euro/dollaro) e una dotazione buona. Poco più di 1000 euro IVA inclusa per il modello base sono decisamente un prezzo alla portata di tutte le tasche. Peccato solo che non ci giri Windows sopra (si fa per scherzare, neh).

Se lo prendete, magari compratevi l’espansione di memoria a 1 Gb (possibilmente con memoria non-Apple, così evitate di pagarla uno sproposito), che con 512 Megabyte non andate lontano.

La cosa sorprendente è che attualmente a quei prezzi non ci sono molti Pc comparabili. Il tutto, mi sia concesso, mette in evidenza il prezzo osceno dei vecchi MacBook Pro da 15 e 17 pollici, come evidenziavo tempo fa (tra gli strali di molti).

Cioè, con i soldi di un MacBook da 15,4 pollici uno si compra 2 MacBook da 13 pollici (che come potenza e dotazioni sono lì e francamente li trovo più stilosi, soprattutto quello nero [che però costa più caro rispetto agli altri]) e gli avanzano pure quei 500/600 euro che non guastano mai.

Anzi, devo dire che alla fine Apple si è messa sulla linea che consigliavo, cioè adeguare la sua politica di pricing al mercato dei Pc. Evidentemente i MacBook Pro da 2700 euro non hanno venduto bene per niente, anche perché il loro prezzo era ingiustificabile. Adesso per equilibrare il listino dovrebbero venderli a 1500-1600 euro. Stiamo a vedere. Per ora un ben fatto alla Apple e a quel puzzone di Steve Jobs.

Oggi su Casa Torino

May 16th, 2006 § 9 comments § permalink

Sintonizzatevi sui 91.2 in FM di Radio Centro 95, se non guardate Ballarò (noi guardiamo Ballarò e intanto trasmettiamo). Stasera a Casa Torino vaghiamo tra l’apocalittico e il mistico.

Per il versante apocalittico ci facciamo presentare direttamente da uno dei fondatori la rivista "Giudizio Universale", che ovviamente è edita proprio qui all’ombra della Mole, ma ha collaboratori di/in tutta italia.

E poi ci diamo alla mistica, l’unica di cui siamo capaci. In un periodo in cui i cattivi patiscono un po’ del male che meritano, noi ce la cantiamo felici ascoltando il racconto di quel che accade al Parco Ruffini (non sulla collina piatta, dove è noto che smazzano hashish), ma nello stadiolo. Infatti lì si festeggia il trentennale dell’ultimo scudetto del Toro e ci sono le vecchie glorie (anche perché di nuove glorie non è esattamente che ce ne siano tante…) che giocano una partitella di quelle che mettono a repentaglio le coronarie. E ovviamente cercheremo di sentire qualche vippone del Toro. Giuro che se mi passano Pulici mi viene un colpo. Lo stesso vale per Cairo.

Nel mezzo, come sempre a sorpresa come piace a lei, la nostra inviata con bambina al seguito, ovvero l’ineffabile e analitica Tosca, che settimanalmente scandaglia gli eventi "de curtura" a Torino e ci racconta cosa accade.

Chiude la trasmissione l’unico Vespa che ci piace, cioè Fabrizio. Ovvero il giornalista/blogger/dj/agitatore culturale/fine dicitore/possessore di scooter/amico che ci illuminerà con le sue visioni trasversali su Torino e dintorni. Insomma, il saggio della settimana questa volta è uno avanti.

Ah, la notizia bomba è che domani abbiamo una diretta nientemeno che con Luciana Littizzetto! Il che francamente è un’ottima notizia! 

Stile juventus: ieri come la mafia, oggi come la camorra

May 14th, 2006 § 21 comments § permalink

Credo non sia un caso il fatto che sulla juve indaghi un Pubblico Ministero anti-camorra.

E per di più il PM rivela che già lo scudetto del 1999-2000 (quello rubato all’ultima giornata con il goal annullato al Parma da De Santis) era stato deciso a tavolino: ci sono intercettazioni chiare e incontrovertibili a questo proposito.

Da quanti anni va avanti questo malaffare? Da quanti anni i signori in bianconero ci prendono per il sedere? Da quanti anni il campionato di calcio italiano è una farsa?

 

In questo momento, poche centinaia di idioti nella mia città stanno festeggiando in piazza uno scudetto che è stato – come molti altri – rubato. Mi chiedo con che faccia un individuo dotato di cervello possa decidere di festeggiare oggi. Io mi vergognerei per un paio di decenni almeno. Non c’è limite all’abominio umano.

Avete perso, dissociatevi

May 13th, 2006 § 32 comments § permalink

Inquietanti paralleli nella vita: la juve come la mafia. E come è capitato con la mafia, faccio un appello: dissociatevi.

Almeno voi juventini non torinesi, che avete un po’ di tifo generico all’acqua di rose per la juve così come si tifa per la Ferrari (che ha ben altro mito e una storia limpida, ma gode anch’essa di un tifo generico, vago e un po’ superficiale), pentitevi.
Cambiate squadra: è il momento di farlo e di scegliere di stare dalla parte giusta. 

Se siete di Isernia, tornate a tifare per l’Isernia. Se siete di Savona, tifate per la Savonese. Se siete di Vattelapesca, tifate per la Dinamo Vattelapesca o il Real Vattelapesca.
Insomma, tornate a fare quella cosa sana (e logica) che è tipica del calcio bello e pulito di una volta: tifate per la squadra del posto in cui vivete, per la squadra della vostra città, al massimo per una squadra della vostra regione.
Ma lasciate stare i soliti due squadroni nazionali con la maglia a strisce, che sono famosi solo perché vincono e che tra l’altro sono sempre meno radicati localmente.

Avete visto dove sta la maggior parte del marcio del calcio italiano, quale maglia (mi dicono a strisce bianconere) veste, che nomi coinvolge. E sapete benissimo che questa storia va avanti da decenni.
Vi hanno truffati per anni; una banda di malfattori paramafiosi vi ha presi in giro. I vostri "campioni" erano solo dei damerini dopati, degli scommettitori di frodo, dei favoriti dagli arbitri.

Mi immagino l’imbarazzo di qualche genitore juventino nello spiegare ai bambini che gli scudetti della juve sono finti come l’uccellino di Del Piero. E mi immagino il conseguente dispiacere dei bambini, cresciuti nel mito (inquietante e orrido, ma tant’è) della "grande juventus": è come scoprire che Big Jim è uno stronzo e che Goldrake sotto sotto è alleato di Vega. 

Insomma, siete voi le prime vittime di Moggi e della sua juventus truffatrice, arrogante e dopata. (tra le altre vittime, il calcio italiano, la sportività, il buon gusto, la civiltà, ecc.)

Non voglio pensare che tra i milioni di "tifosi" della juve ci siano così tanti idioti da cercare pateticamente di difendere Moggi e le sue porcate pro-juve, ormai palesi e indiscutibili, come hanno fatto gli juventini torinesi domenica scorsa, esponendo un costosissimo maxistriscione pro-Moggi (ancora bisogna capire chi lo ha pagato, by the way) che resterà nella storia come clamorosa cazzata.

Ma voi che magari siete tiepidi o non torinesi, cogliete la palla al balzo e prendete le distanze da questa porcheria che è forse il più grave caso di corruzione dell’intera storia del calcio mondiale. E’ il momento di avere il coraggio di cambiare, di ammettere gli errori o di riconoscere di essere stati presi per il culo. I vostri eroi si sono rivelati dei mostri: ribellatevi.

E’ come con il nazismo: prima della Liberazione la Germania intera era – almeno a parole – nazista, nazistissima. Eppure non tutti erano bestie sanguinarie, senza onore e prevaricatrici. Un intero popolo – a guerra conclusa – ha preso le distanze da ciò in cui ha creduto ciecamente per anni. Hanno tutti aperto gli occhi e si sono liberati dalla fantasmagoria malata del nazifascismo, da un’idea perversa di superiorità, di razza eletta. (urge un bel ripasso di Heinrich Boll, in questi casi)

Il bunker è circondato, le avanguardie dell’Armata Rossa conquistano la città isolato per isolato e i clamori della battaglia si fanno sempre più vicini. Il grande porco è assediato nel suo covo, perso nei suoi deliri di grandezza, con accanto solo più gli ultimi irriducibili del suo vile cabaret militarista.
Manca poco all’ultimo atto: il revolver, il cianuro, la sepoltura anonima (gli infami si nascondono anche da morti).
Siete ancora in tempo: uscite dal bunker con le mani in alto,sventolando bandiera bianca (ripeto: bianca, non a strisce). Correte verso l’armata dei giusti e chiedete clemenza.

Davvero, allontanatevi dal computer, prendete tutta la paccottiglia bianconera accumulata negli anni e liberatevene, fate un bel falò non autorizzato o buttatela nella monnezza. Dimenticatevi della "vecchia signora": non è mai esistita, era tutta una truffa, un Truman Show osceno. Tuttalpiù era Crudelia DeMon.
E domani perdetevi la partita inutile e lo scudetto-farsa di una squadra che non ha più dignità di esistere. Piuttosto, fatevi una passeggiata e andate a vedere – fosse anche in serie Z – la partita della squadra della vostra città. Quella per cui – in un mondo meno malato di questo – dovreste fare naturalmente il tifo.

Oggi di nuovo su Casa Torino

May 10th, 2006 § 7 comments § permalink

Giornata musicale, mentre Torino è sotto una pioggia da paura.

Iniziamo recuperando Claudio Coccoluto, che ieri ci ha paccati (il pover’uomo si è dimenticato il cellulare spento, ma oggi no e si scusa tanto: noi gli si vuole bene, quindi lo perdoniamo), poi passiamo nientemeno che a Boosta– cioè quel signore che preme i tasti nei Subsonica e che è anche una bella testa- che ci racconta se stesso e i suoi progetti esistenziali, letterari e musicali, tanto per gradire.

Poi facciamo una mini-deviazione dai temi musicali e ci facciamo raccontare che cosa è BlogTorino da uno dei suoi artefici, cioè Maurizio Gomboli (che qui la gente conosce come Gommaweb

Ma non finisce qui, visto che poi dalle nostre parti ci sarà Tosca, che ci racconta le sue visioni in giro per la città e poi anche la nostra saggia, cioè l’ineffabile Augusta Giovannoli (che noi chiamiamo affettuosamente – e anche non affettuosamente – "Popi"), che questa volta divagherà amabilmente, sospinta dalle nostre punzecchiature.

Intervenite numerosi e sintonizzatevi sui 91.2 di Radio Centro 95.

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