Pure stasera su Casa Torino

April 19th, 2006 § 5 comments § permalink

Oggi si va decisamente sull’istituzionale, sul cinefilo e sul danzereccio (ma non solo). Basta sintonizzarsi sui 91.2 Mhz in FM di Radio Centro 95 e farsi infastidire dalle voci di quei due signori che sproloquiano.

Già, perché ospitiamo telefonicamente nientemeno che Alessandro Altamura, che è il presidente del Consiglio Comunale di Torino. Ci spiegherà cosa succede in Sala Rossa, come funziona il Comune dietro le quinte e insomma ci racconterà un pezzo importante della vita cittadina da un punto di vista privilegiato.

Ma non finisce qui: parleremo del Festival del Cinema Gay con Cosimo Santoro, uno dei programmatori del Festival. E poi di cinema splatter giapponese (bleah!) con Tosca, che più che guardare i film guarda le facce dei frequentatori dei cinema e ce le descrive.

E poi gaudeamus igitur, le nostre frequenze ospitano mister weekendance, ovvero Fabio De Luca, che non solo è un sodale blogger con la passione per le piste da ballo, ma pure un uomo col groove dentro e un libro fuori (che in verità è la riedizione allargata di un libro che noi danceofili comprammo anni fa in massa, se non ricordo male per i tipi di Theoria, ormai svanita nell’oblio; fu anche il primo libro di cui chiesi un capitolo aggiuntivo – sulle posse – via mail).
Tra l’altro il libro sarà presentato domani alla FNAC di Torino dal De Luca stesso in compagnia di Giorgio Valletta. Ovviamente ci si vede pure lì.

Chiude le danze la saggezza eteroimposta di Axell, il commentatore forzato a commentare dal sottoscritto, con ricatti mostruosi! 🙂 Il primo caso di editorialista per rappresaglia.  

Ah, tra l’altro Valletta è andato a fare vendemmia di dischi a Milano, quindi è tornato con un po’ di cose nuove, vecchie e succose che ascolteremo in anteprima o giù di lì. Per dire, il nuovo singolo dei Raconteurs, il progetto alternativo di Jack White dei White Stripes. Ma anche il nuovo (zzzzzz) di Carmen Consoli e qualche vecchio classico spaccapietre, tipo "Moterhsip Reconnection" remixata dai Daft Punk, che è sempre un bel sentire.

Questa sera a Casa Torino

April 18th, 2006 § 8 comments § permalink

La trasmissione radiofonica più divertente di Torino (ma solo per chi ci trasmette: ad ascoltarla è ok, ma fuori onda è mooooolto più funky), cioè "Casa Torino", questa sera tratta di cose torinesi underground.

Innanzitutto ascoltiamo Emanuele Rebuffini, giornalista che ha curato due documentari su alcune iniziative di volontariato umanitario in Brasile, ad opera di un prete ed una suora (così la si smette di dire che su questo blog siamo mangiapreti! :-)), diventati cittadini onorari di Torino.  

E poi Elena Barolo (non la velina) ci presenta RBMK, (o ce lo spiega il regista Claudio Conti) che è uno spettacolo collettivo e torinesissimo sulla tragedia di Chernobyl: un’esperienza di memoria condivisa.

Infine, i Perturbazione (gruppo musicale di amici e colleghi, ma anche gruppo musicale dotato di un blog, ma anche gruppo musicale di queste parti che sta riscuotendo sempre più successo) ci raccontano il loro nuovo video e già che ci sono ci dicono cosa faranno da grandi. 🙂

Chiude la trasmissione il "saggio" della settimana, ovvero Axell, qui nelle sue vesti di esperto di urban-blog, ma anche torinese verace, raffinato osservatore dell’esistenza e compare di scorribande mediatico-comunicative.

Nel mezzo, gli interventi di Tosca, che oggi – ancora non abbiamo capito come – combina botanica e cinefilia.  

The Suzuki Witch Project

April 16th, 2006 § 13 comments § permalink

Teoricamente questo è un post post-elettorale, ma la politica non c’entra niente.

Non so voi (anzi, di molti so), ma da lunedì 10 ho accumulato una carica di nervoso incredibile, ovviamente per questioni politico elettorali. Penso che peggio di me possano stare solo quelli di destra, illusi per qualche ora e trovatisi fregati per poche migliaia di voti.

Fatto sta che ero nervoso, preso mediamente male e assolutamente non in grado di sublimare in qualche modo rabbia, ansia e incazzatura.

Quindi, con spirito da Giovane Marmotta, sabato decido di mettere in pratica la mia classica strategia rilassa-nervi: aggredire la collina torinese, facendone metà in automobile con l’autoradio a volumi da arresto e a velocità demenziali (se vedete una Grande Punto che prende i tornanti alla rally, col freno a mano, sono io), ovviamente in orari tali da non rischiare incidenti, e poi scavalcandone metà a piedi, con un sano trekking estremo e pieno di foga.

Ed è esattamente quello che ho fatto sabato, arrivando al Parco della Rimembranza (per i non pratici: il Parco della Maddalena) nel tardissimo pomeriggio, dopo aver terrorizzato buona parte della collina.

I non torinesi magari non lo sanno, ma ieri qui era novembre: giornata grigia, Torino avvolta in una nube per cui alle 2 di pomeriggio già si teneva la luce accesa in casa, mood generale assolutamente bassissimo e pure un po’ di freddo.

Nonostante questo, parcheggio accanto ad altre macchine piene di gente che copula, cerco di non passare per guardone, e – verso le 18 e 30 – mi lancio in una corsa a perdifiato lungo il Parco della Rimembranza.
A parte il nome allegro, il Parco della Rimembranza ha una caratteristica curiosa: prende il dorso di 3 colli, è gigantesco e ha un bello sviluppo verticale, visto che arriva fino al faro della Maddalena (non quello in Sardegna!) e scende quasi fino a San Vito e Valsalice.
E per di più è un parco in cui i sentieri battuti sono una minima parte rispetto alla wilderness. Insomma, si corre in mezzo alla natura relativamente selvaggia. 

Devo aver accumulato un bel po’ di nervoso e adrenalina, perché il risultato è che corro come una bestia. Sono praticamente in una nube, avvolto da un nebbione tremendo e con un’umidità attorno che ricorda la foresta di Manila. Per di più sono senza occhiali, perché si appannano clamorosamente e quindi non vedo praticamente nulla. Cioè corro nella nebbia e semicieco in un parco collinare e all’imbrunire, indeciso se sentirmi Cappuccetto Rosso o il Lupo Cattivo.

Il bello è che più corro e più mi piace, un po’ perché va via il nervoso dei giorni passati e un po’ perché mi salgono endorfine nascoste che mi spuntano solo allo stadio quando il Toro segna (ne sanno qualcosa i miei vicini di stadio, vittime dei miei scatti violenti ogni volta che il Toro segna), quindi assai di rado.

Corro, corro, corro, inciampo come non mai (ricordate che non vedo una mazza ed è mezzo buio), ma corro. Ad un certo punto realizzo che mi sono spinto decisamente in là ed è il momento di tornare verso il parcheggio. E qui scatta il problema: pur avendo un senso dell’orientamento più che buono, mi sono inesorabilmente perso.
Normalmente saprei orientarmi: conosco la collina torinese come le mie tasche e già solo guardando il paesaggio che filtra tra gli alberi saprei dove sono. Ma la visibilità è nulla.

L’unica cosa che capisco è che sono capitato dalle parti della cascina Mainero, ma non sento automobili in lontananza (anche perché è risaputo che la nebbia assorbe i rumori) e soprattutto so che mi basta fare una cavolata, tipo scendere dal costone sbagliato) per trovarmi una o due valli più in là rispetto al Pian del Lot dove ho parcheggiato.

Insomma, mi sono ufficialmente perso, non vedo e non sento niente e so che entro venti minuti farà buio pesto e lì non ci sono lampioni. Per di più sono bello cotto perché ho corso un po’ troppo per le mie energie.
Per non farmi prendere dal panico mi accorgo pure che il cellulare non prende, segno che sono abbastanza vicino ai ripetitori radio-tv della Maddalena (che è uno dei luoghi con il maggior radio-smog: tuttora alla Maddalena c’è una cabina telefonica nella cui cornetta si sente Canale 5). Mi devo sbrigare.

Per un po’ batto vari sentieri, sempre più invisibili causa buio e nebbia. Poi capisco che ho davvero pochi minuti di luce e mi rendo conto che o risolvo la situazione in fretta o mi trovo in mezzo ad un bosco al buio e in piena notte e lì si ride a tornare a casa.
Il bello è che già mi immagino i titoli della Stampa: "Blogger balengo si perde in un parco cittadino: recuperato dopo 2 giorni di vita all’addiaccio". Anche perché da uno così ti aspetti che faccia naufragio con un pedalò a Rimini o che si perda in una spedizione speleologica in cantina.

Aver letto Fenoglio a volte serve a qualcosa. Mi ricordo, infatti, di quel passo del Partigiano Johnny in cui si dice che per ritrovare la strada quando si è persi in collina c’è un solo modo, cioè andare sempre in discesa: prima o poi si incontra qualcosa.

E in effetti faccio così: taglio perpendicolarmente un sentiero e mi butto a capofitto nei rovi e tra gli alberi infestati di sottobosco non battuto. La cosa simpatica del bosco torinese è che è coperto per il 90% da rovi spinosi, principalmente piante di mora, quindi camminare è stato un panico, anche perché il dislivello era notevole e la pendenza altrettanto. E ovviamente non vedevo niente. In ogni caso scendevo tipo discesa libera, cercando solo di non prendermi qualche ramo in testa.

Tra l’altro i boschi al buio e con la nebbia fanno veramente un effetto alla Blair Witch Project e le fascine di rami raccolti che ogni tanto incontravo sembravano oscuri feticci pagani. Per non parlare dei rumori che si sentono nel bosco, che col buio prendono una piega sinistra. Grazie al cielo non sono impressionabile e sono un appassionato di film horror, quindi non mi agito. Ma in una situazione simile un pensierino un po’ inquieto lo si fa, inutile negarlo.

Dopo circa 20 minuti a tentoni in un canalone scavato da uno di quei ruscelletti collinari mi trovo ancora più nei guai: è ormai praticamente notte, la nebbia avvolge tutto e per di più non sono nemmeno su un sentiero, ma in pieno bosco. E non ho nemmeno la minima sensazione vaga di dove posso essere.

L’unica soluzione è proseguire la discesa fino a quando non incontro la pianura o – mio terrore – un’altra collina. Fortunatamente nel buio quasi pesto intravedo un lampione lontano lontano.

In qualche modo lo raggiungo dopo una decina di minuti di districamento tra i rovi al buio e spunto dal nulla in mezzo ad una strada collinare, terrorizzando la signora alla guida di una Panda che passava di lì, che ha pensato bene di sbandare, sgommare e accelerare alla mia vista. In effetti ero proprio saltato fuori come in un agguato, per di più interamente ricoperto di fango e umidità.

La cosa divertente è che pochi minuti dopo il mio arrivo il lampione, che già era fioco, si è spento improvvisamente.  

Nell’immagine si vede il luogo da cui sono saltato fuori e le piacevoli condizioni di visibilità.

Dopo essere saltato fuori dalla verzura come una specie di Tarzan meno allenato, ho cercato di capire dov’ero. E pur essendo pratico della collina proprio non riuscivo a capire. Dopo una decina di minuti di camminata in discesa ho capito: ero fuori strada di un paio di km ed ero capitato in una di quelle strade private, chiuse da una sbarra al traffico generico, in cui ci sono le ville dei ricconi. Gente che si terrorizza a vedere uno sconosciuto che sbuca dal bosco con un balzo.

Allarmando i cani di ogni singola villa della strada privata, continuo il mio percorso in discesa, raggiungo la strada collinare principale (Strada Valsalice) e mi accorgo che non solo sono troppo in là, ma sono pure troppo in basso rispetto all’automobile. Quindi mi sparo mezz’ora di camminata in salita, tagliando i tornanti e finalmente raggiungo la Grande Punto, ormai lasciata sola dai vari copulanti pre-pasquali.

Nella foto si vede il luogo dove ho parcheggiato la macchina, che è qualche metro dopo il lampione con la luce arancione.

Salgo in macchina, spanno gli occhiali, infilo la chiave, accendo i fari e gli antinebbia e riparto verso casa, notando con somma gioia che la mia intera muscolatura è nel panico e mi trema la gamba sinistra ad usare la frizione. In ogni caso in discesa rischio il frontale con un idiota su una Porsche che guida in mezzo alla strada, tiro un paio di madonne in sua grazie, arrivo a casa e mi tuffo di testa nella vasca da bagno, che ho mezza collina torinese appiccicata addosso.

E poi scopro che bene o male mi sono rilassato. I magoni elettorali, già leniti dal fatto che si è vinto, sono passati, i Levis che non mi andavano più ora mi entrano che è un piacere e ho avuto il mio personale "tranquillo (pezzo di) weekend di paura"

Pugno!

April 16th, 2006 § 26 comments § permalink

A destra non si rassegnano all’idea di aver perso e di aver preso meno voti del centrosinistra (la matematica non è un’opinione: chi ha preso più voti alla Camera ha preso più voti di tutti, essendo gli elettori del Senato un sottoinsieme degli elettori della Camera).

Cercano in tutti i modi di ribaltare un risultato elettorale che gli rode in un modo tremendo. Tra un po’ grideranno "pugno! si rifa" (non ho mai capito perché non lo pronunciavano con l’accento finale), tanto si è capito il livello intellettivo ed umano a cui arrivano: bulli undicenni da campetto dell’oratorio.

Se le cose vanno come devono andare, già mi vedo Berlusconi che si produce in un classico ultimo disperato tentativo, tipico di quegli undicenni bulli da campetto dell’oratorio di cui sopra quando non accettavano l’idea di perdere: "o gol, o rigore!"

D’altronde cosa aspettarsi da una coalizione che per 3 o 4 giorni l’ha smenata sul fatto (fasullo, ovviamente) che Prodi voleva portare via le merendine ai bambini?

Va a finire che scopriamo che la Casa delle Libertà è un prodotto marchiato Clementoni.

Tema: cosa ho fatto durante le vacanze di Pasqua

April 15th, 2006 § 5 comments § permalink

Mettiamola così: non amo le feste comandate, ma è cosa nota i lettori di questo blog.

Quindi a Pasqua non ho niente da festeggiare e non vado da nessuna parte. Per qualche strana coincidenza astrale passerò il weekend di Pasqua a lavorare, seduto di fronte al Pc. Così imparo a fare come il Grinch e detestare le feste.

Confesso che non è che sia troppo un problema: resto a Torino e la cosa non è che mi dispiaccia, anzi. Giusto lunedì faccio un mini-raid dalle parti di Genova, recupero almeno in parte la crisi d’astinenza da mare, ma torno in giornata.

Per il resto, sono in città e mi perdo volentieri code, pic-nic e compagnia brutta.

Confesso che l’opzione di trovarmi a fare sub nel Mar Rosso o a Ustica sarebbe una valida alternativa (…). Quindi se vedete un pazzo con la muta e le pinne che spunta ai Murazzi dall’acqua del Po, potrei essere io: nella vita bisogna sapersi accontentare

Gnè gnè gnè!

April 14th, 2006 § 10 comments § permalink

Silvio, con tutta la simpatia del mondo: hai rotto il cazzo.

Ora è ufficiale che hai perso le elezioni e ora lascia governare gli altri. E rassegnati.

E’ dai tempi delle elementari che non vedo gente rifiutare una sconfitta con argormentazioni simili (riassumibili in un pratico "Uffa, no! Ho vinto io, gnè gnè gnè"). Poi l’intervallo finiva e – con le mani inzaccherate dal cioccolato del Tegolino – tornavamo a fare le aste.

Visto che hai una certa età, comportati da ometto e mentre intraprendi il viale del tramonto fai il favore di riconoscere che il centrosinistra ha vinto. E ricorda quanto ti dissi mesi e mesi fa: hai un karma talmente negativo che sei riuscito, come dice brillantemente Luca Sofri a mettertela in quel posto da solo con leggi autoproclamate.

Non hai voluto il maggioritario e ti sei fatto il proporzionale in casa? Ti è andato per traverso.
Hai voluto far votare gli italiani all’estero, convinto che fossero per metà tutti nostalgici del Duce con i fiaschi di chianti, gli "spageti bolognaise", i santini e l’aglio appeso sul balcone e per l’altra metà italo-mafiosi alla Sopranos dispostissimi a votare uno di loro? Ti sei fatto fregare.

Il sottoscritto è un ateo di quelli mostruosi, ma all’idea del karma ci crede. Cioè esiste nella vita una specie di bilancio che, prima o poi, ti fa pagare il conguaglio di tutte le cattiverie che combini nella vita. Fai il furbo? Prima o poi la paghi, magari a rate , magari in ambiti completamente diversi, magari tutta in una volta. Ma la paghi.

E tu la stai pagando, con l’aggravante che sei stato incastrato nella cornicetta di quelle vignette intitolate "Ironia della sorte". Cioè, ti è andata male e il tuo destino karmico ti ha ridotto a farti del male da solo. Il che, francamente, un po’ ci fa godere, dopo che il destino karmico ci ha fatto passare un 10 aprile tra alti e (molto) bassi, tanto che non ci siamo ripresi tuttora. (anzi, quasi quasi avvio un gruppo di auto-aiuto, i "Sinistristi anonimi": ci troviamo, ci mettiamo in cerchio e ci facciamo coraggio a vicenda "Ciao, sono Suzukimaruti e sono un preso male di sinistra" – "Ciao, Suzukimaruti".)

In ogni caso è il momento che molli, che ti va dietro solo più La Russa (e, detta tra noi, conoscendolo non sarei molto tranquillo ad averlo dietro) e quel poveraccio di Rotondi, uno che a vederne la faccia in Tv sembra sorpreso perfino di esistere, figurarsi di essere intervistato da Anna La Rosa.

Guarda che se concedi la vittoria puoi metterti lì coi tuoi tirapiedi e farti coraggio. D’altronde a spanne metà del paese ha decretato che è meglio avere te piuttosto che pagare qualche euro l’anno di ICI. Insomma, il popolo che è disposto a mandare il paese a rotoli pur di risparmiare qualche lira (con cui, se avessi governato ancora tu, non ci saremmo comprati nemmeno un pacchetto di fazzolettini).

Insomma, non sei più PresDelCons ma puoi essere il reuccio di questa metà che vota per i suoi interessi immediati. E fammi sottolineare "immediati".
C’è una sola immagine che mi viene in mente mentre immagino il "popolo dell’ICI" che ti vota: ladri d’argenteria e gioielli sul Titanic. Ricchi, ricchissimi, mentre la nave affonda.
Meno male che grazie alla tua orrida legge elettorale sei stato fregato. Per la serie "partì per suonare e tornò suonato"

Certo, qui sulla scialuppa del centrosinistra si sta come si sta e qualcuno siede pericolosamente troppo vicino alle gallette, ma almeno – permettimi un’espressione abusata – la nave va. A fatica, ma va.

E poi ora è tutto più facile: abbiamo un 50% di italiani stronzi a cui far pagare tasse mostruose, a beneficio degli altri. 🙂

Per chi ha visto la nuova puntata di Lost

April 13th, 2006 § 16 comments § permalink

Questo è il brano musicale da avere.

Brano che – tra l’altro – è un classico per ogni romantico che si rispetti.

Non ci è concesso di sapere se gli isolani si salveranno, ma di certo sappiamo che balleranno un sacco di lenti.

Per chi vota la mafia

April 13th, 2006 § 4 comments § permalink

Magari non lo si è letto molto sui giornali e la Tv si è ben guardata dal farlo trapelare, ma tra il materiale sequestrato nel covo di Bernardo Provenzano c’erano alcuni santini elettorali con il fac-simile per il voto di Totò Cuffaro, ri-candidato governatore per la Regione Sicilia, ovviamente per la Casa delle Libertà.

Sappiatelo. La mafia vota a destra.

Detto questo, basta guardare Cuffaro in faccia per capire tutto. E’ lombrosianamente l’immagine tipo del colluso. Se fossi uno capace a disegnare, magari un genio della fisiognomica come il grande Riccardo Mannelli, che con un ritratto (qui uno splendido Rutelli) dice molto più di un articolo, e dovessi disegnare un politico para-mafioso, mi verrebbe molto simile a lui, anche senza averlo mai visto prima. Sarà che credo più alle facce che alle parole.

Archimede Pitagorico

April 13th, 2006 § 6 comments § permalink

Ho fatto il test-obbligatorio-per-i-blogger del momento ed è venuto fuori che secondo questo sarei un "inventore".

Proprio io, che non ho mai sopportato Archimede Pitagorico (resto un fan di Paper(dr)oga, nei secoli fedele)! E tra l’altro non ho mai inventato niente, salvo un originalissimo (Zzzzz…) cocktail a mio nome, composto da acqua naturale e spremuta di pompelmo.

Vabbè.

Quest’altra sera su Casa(cci) Torino

April 12th, 2006 § 3 comments § permalink

Facciamo che intitolare la puntata , come suggerisce il buon Giorgio Valletta tra un morso di hamburger e l’altro, "Casacci Torino".

Infatti l’ospite d’onore della serata è Max Casacci dei Subsonica, qui in veste non solo di chitarrista del migliore gruppo italiano degli ultimi anni, ma anche di operatore/agitatore culturale all’ombra della Mole.

Ma non ci si ferma qui. Per esempio sentiamo Barbara Rivoira del Progetto Periferie della Città di Torino, che ci racconta le ragioni e la bellezza di SanPablog, il blog del quartiere San Paolo.

E se non vi basta, il collettivo artistico-multimediale di vj Softly Kicking (che nonostante il nome è torinesissimo) ci spiega per bene cosa fa e come riempie di colore e stile ambienti, serate ed eventi. 

E poi c’è l’ineffabile Tosca, che va in giro per eventi, spesso cinematografici, e non guarda gli spettacoli ma le facce della gente e ce le racconta.  

Sintonizzatevi sui 91.2 Mhz in FM e molestateci mentre trasmettiamo con gli SMS al 335-619-37-38, oppure mail a diretta@radiocentro95.it.

E se proprio non ce la fate perché vivete fuori dal Piemonte, attendete che il sottoscritto esca dall’inerzia e continui a pubblicare le puntate in Podcast 

Where am I?

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