La seconda volta in vita mia in cui sono d’accordo con Bertinotti

April 21st, 2006 § 33 comments

Chi legge questo blog sa che da queste parti siamo rancorosi, ci fidiamo poco e non abbiamo assolutamente ancora digerito l’infamata fatta da Rifondazione Comunista nel 1998. Anzi, facendo un discorso politico più ampio, auspico da sempre il superamento politico del concetto stesso di "sinistra (fenotipicamente) antagnonista", così come sono passati di moda i borselli per uomo.

Detto questo, la Presidenza della Camera deve andare a Fausto Bertinotti. E lo dico un po’ scazzato con il partito in cui più o meno mi riconosco, cioè i DS. Il fatto è questo: prima delle elezioni è stata promessa a Bertinotti, quindi non facciamo i cretini e diamogli questa benedetta presidenza.

Insomma, io non sopporto quelli che fanno dei patti e poi all’ultimo minuto cercano di sfilarsi con argomenti più o meno pretestuosi o "perché la situazione è cambiata". E’ banalmente una questione d’onore, lo so. Ma insomma, teoricamente dovremmo trasmettere dei valori, no?

Da anni continuo a pensare che l’orgoglio di partito sia uno dei mali più gravi del centrosinistra. E i DS ne sono gravemente malati. Ovvio, di fatto nel centrosinistra siamo noi che mettiamo i soldi, i militanti, la classe dirigente migliore, le infrastrutture e soprattutto siamo noi che facciamo da portatori d’acqua mentre i vari cespuglietti si sfanculano bellamente, ma questo non ci legittima come partito a venire meno ai patti mancati.

C’è, tra l’altro, una miopia tremenda nel partito. Dare un ruolo istituzionale a quel vanitoso di Bertinotti è come prendere due piccioni con una fava. Di fatto gli si dà una platea permanente di fronte a cui pavoneggiarsi e in più lo si inchioda ad un ruolo istituzionale. E poi voglio vederlo, quando ogni tanto si sveglia col trip del rivoluzionario della domenica, tenere il piede in due staffe e cercare di reggere la farsa del "partito di lotta e di governo".
Se fa il Presidente della Camera forse matura, forse capisce (e con lui i suoi elettori) che cosa significa governare, gestire le istituzioni, mediare, normare, ecc.

E poi c’è un vantaggio ulteriore: evitiamo di mettere un uomo come D’Alema in un ruolo di garanzia e di mediazione. Purtroppo D’Alema, come molti ex del PCI, ha una classica sindrome permanente da legittimazione. E’ una sindrome strana, che deriva da Togliatti e dalla sua sciagurata amnistia nel 1946, per cui ogni tanto la sinistra istituzionale fa cose di destrissima o stupide (spesso coincidono per definizione, by the way) per dimostrare al mondo che non è bolscevica e non mangia i bambini.

D’Alema ha già sbagliato nel 1998, salvando Berlusconi dalla fogna d’oblio in cui era stato cacciato dal successo (e dall’ottimo governo) di Prodi e ridandogli un ruolo e una dignità con il più grosso errore della sinistra dai tempi in cui decise di candidare Livia Turco: la terribile "Bicamerale".
E’ che D’Alema è un uomo intelligente, ha una forza dialettica attualmente impareggiabile nel Parlamento e ha la presunzione (non a torto, per certi aspetti) di essere il più dotato politicamente di tutti, a destra e a sinistra. Peccato che nel 1998 si fosse messo in testa di fare il padre della patria, il traghettatore, il personaggio super-partes, ecc.

Fu un errore politico. E il tragico è che D’Alema continua ad essere l’uomo con la migliore vis dialettica in Italia, ma politicamente mi pare abbia ben poco da dire. E infatti si rifugia nel solito e terribile inciucio. Di fatto è colui che in questi giorni ha fatto più aperture alla destra. E già per questo bisogna tenerlo lontano da un ruolo di intermediazione tra maggioranza e minoranza.
Sarà perché si è romanizzato, sarà perché non ha capito che Berlusconi non si può normalizzare, ma lo si elimina solo con un procedimento lento e per lui velenosissimo: l’oblio politico e mediatico, sarà perché ha capito che per la sinistra ormai è una figura pericolosa, che sottrae voti e sta antipatico a tutti, ma fatto sta che cerca agganci a destra, fa delle aperture che non gli competono e francamente mi inquieta.

Ecco, se teniamo D’Alema lontano dalla Presidenza della Camera è meglio. Ovvio che il problema è gestirlo: di fatto è un pezzo da Novanta, ma se cessa il suo ruolo politico e pretende di governare, si ride. E’ l’esatto contrario di Prodi, tanto poco performante come politico, tanto efficace come amministratore, come uomo di governo.

Che fare di D’Alema? Di certo non lo si può mandare in pensione. L’idea è dargli uno scranno inutile, qualcosa che alimenti il suo ego e gli impedisca di fare danni. Da sempre in Italia lo scranno più inutile è quello del Presidente della Repubblica (è triste ma è così), che ha talmente pochi poteri da essere comico. Potremmo – a maggioranza, quindi in terza lettura – mandarlo lì: fa qualche inaugurazione, fa qualche viaggio di Stato inutile, gira in monopattino per i corridoi del Quirinale e firma le leggi senza fiatare.
I romani dicevano "promuovere per rimuovere", ecco.

Per di più ne potremmo trarre un vantaggio politico, dicendo che finalmente abbiamo un Presidente della Repubblica giovane (per gli standard nostrani, ovviamente: finora abbiamo eletto "nonnetti della Repubblica", alcuni anche combattivi e con le palle, vedi Pertini, ma sempre nonnetti) e facendo un po’ gli Zapateri che non siamo.

L’alternativa, perché ‘sto D’Alema da qualche parte lo dobbiamo mettere, è perfida: Prodi lo manda in Europa, così come fece D’Alema all’epoca. Tanto non sa le lingue: vivrebbe perennemente ostaggio dei suoi traduttori e dopo un po’ si ritirerebbe a vita privata.

Insomma, se la sinistra ha due iatture principali, cioè Bertinotti e D’Alema, la soluzione per metterle a tacere e neutralizzarle c’è. Al primo diamo il contentino della Camera, così gioca al Piccolo Ingrao, diventa noioso come la morte ed evitiamo di dare ministeri a gente di Rifondazione, che è meglio per tutti. Al secondo diamo una bella promozione inutile, ce lo leviamo dalle balle e pensiamo al futuro.

E per una volta i DS stiano zitti. Tanto li voto lo stesso, che questo proliferare di partitini inutili mi fa senso.

Non vedo l’ora che si faccia questo benedetto Partito Democratico (e magari una bella legge elettorale con uno sbarramento proporzionale al 10%), così sparisce tutto questo cespugliame inutile e vanitoso e possiamo votare per un solo grande partito del centrosinistra.

§ 33 Responses to La seconda volta in vita mia in cui sono d’accordo con Bertinotti"

  • marco.inge says:

    anch’io…

  • archeogaia says:

    Marco ti ringrazio e attendo il parere di Suzuki sul mio scritto.
    Inoltre vorrei sapere se tu Suzuki abiti nella Circoscrizione 1.
    Cordialmente

  • marco.inge says:

    ti quoto archeogaia, pur essendo stato fino alle scorse amministrative un fedele elettore dei Ds…
    troppa perdità di identità. troppa paura delle proprie radici, considerate scomode (elettoralemente parlando). troppa poca discussione interna sulle linee programmatiche, con Congressi pro-forma senza una vero dibattito, ma con risultati già scritti.
    ma soprattutto troppo Dirigismo: questa è un’eredità scomoda del vecchio PCI, lo so… ma almeno un tempo si aveva un partito di massa, con tanti iscritti, con sezioni corpose ed attive distribuite sul territorio. c’era confronto democratico all’interno, anche aspro. e soprattutto si era capaci di raccogliere gli input della società e trasmettere alla società le proprie linne programmatiche spiegandoli. c’era il cosiddetto effetto “cinghia” dalla base al vertice e viceversa.
    e il dirigismo poteva anche starci.
    ora, col partito ridotto al lumicino, composto e controllato perlopiù da funzionari assolutamente non permeabili al contributo esterno (leggi: o ti cooptiamo, o tornatene pure a cuccia… magari, quando c’è campagna elettorale, se vuoi dare una mano… ma niente di più), con pochissima voglia di spiegare e spiegarsi, persi più nelle discussioni di potere che non nello sviluppo delle idee e nel confronto, il dirigismo diventa assolutamente inaccettabile.
    e per rubare una battuta di Ghigo sulla Bresso, diventa Celodurismo. e basta.
    e gli elettori, in un modo o nell’altro l’hanno capito, visto che dopo 5 anni di opposizione i Ds (al Senato) nonostante gli scempi di Berlusconi, nonostante che si siano sbiaditi diventando quasi incolori per accreditarsi a un ipotetico elettorato moderato, non han preso un voto di più di 5 anni fa.
    ora, so che all’interno del partito si è già aperta un po’ di bagarre, sopita qui a Torino giusto dal fatto che ci sono le amministrative…
    ma penso che il gruppo dirigente una discussione seria su questo la debba fare.
    se no continuerà a rimanere lì, nè carne nè pesce, continuando a sognare gli infiniti pascoli del centro senza accorgersi che perde consensi a sinistra. tanti.
    e assieme ai consensi perde la sua identità, cosa se vogliamo assai più grave, almeno per me.
    non è parlando di soglie di sbarramento (peraltro con un fare antipaticamente assai poco democratico) che si possono risolvere i problemi della sinistra moderata.
    nè facendo discorsi “alti” sui sistemi elettorali, mascherando i “bassi” istinti spartitori.
    bisogna confrontarsi con la gente e spiegare e spiegarsi.
    perchè la democrazia è questa: anche quando è scomoda, faticosa, difficile. ma è questa.

  • archeogaia says:

    Non proferisco nemmeno parola sull’accusa fatta a Bertinotti di strenuo protagonismo e immaturità perchè sono convinta che chi sta peggio,e scusa se mi permetto di dirtelo francamente,sono i DS che dello spirito comunista hanno perso qualsiasi valore e simbolo,infatti è simpatico analizzare l’evoluzione dei simboli del PDS poi DS a paartire dallo scioglimento del PC:si parte infatti con un a piccola falce e martello per arrivare ad una margherita(?).
    Abiurare ciò che si è stati non la vedo una mossa di coraggio politico,fare quelli che stanno nel mezzo per pigliare sempre voti la vedo una vigliaccata.
    Inoltre,continuare a rivangare il 98 mi sembra stucchevole,visto che all’interno dell’Unione oggi Bertinotti è il più saldo adesore ed il più rispettoso dei patti.
    Mi sembra invece che i DS sfoggino un nuovo tipo di aggressività che non mi è chiaro da dove pervenga,forse dalla conclusione alla quale sono approdati,di non essere più forza politica di massa,ma di essere un partito che cerca di barcamenarsi per sopravvivere.Infatti uno dei prodotti di questo disorientamento,e di questa senzazione di non sapere chi si è,è il nostro splendido sindaco Chiamparino,che si è permesso di boicottare mediaticamente la commemorazione di Antonio Gramsci il 25 apile fatta da Rifondazione,solo perchè nel comunicato da noi stilato,vi era un’accusa reale di lottizzazione di Casa Gramsci,strappata ai suoi abitanti e al ricordo di un grande uomo,per farne un albergo.
    Insomma,per quanto io abbia simpatia per alcuni componenti del vostro partito,come ad esempio Gioavanna Melandri,ritengo sia aassurdo e fuori dal mondo proporre un Partito Democratico composto da due schieramenti come voi e la Margherita che tra di loro non hanno comunanze,se non la sopravvivenza.
    Conludendo,non mi vergogno di far parte della sinistra antagonista,quando questa parola sta a significare un guizzo di intelligenza di amor di popolo contro il qualunquismo e la negazione dei diritti civili (TAV).
    Sempre comunque con rispetto,cordiali saluti.

  • regulus21 says:

    Aspettiamo con ansia il SUPERPOST di Albert.
    Mai più senza!

  • marco.inge says:

    Albert
    se mi lasci l’indirizzo postale, ti invierei un po’ di opuscoletti patinati stile Novella 2000, lettere personalizzate, libri su Comunisti (questi sconosciuti) che occupano i gangli del potere, piegevoli che mi spiegano, al di la’ dell’evidenza, di come mi siano state ridotte le tasse, addirittura le istruzioni per avere il bonus sul primo figlio (che ovviamente non ho) e su come ottenere l’aumento della pensione a 516 euro (ovviamente non sono in pensione ne’, prob, la pensione la vedro’ mai…) etc., che ho ricevuto, non richiesti, a spese della collettivita’, ovviamente…
    anzi, se mi lasci anche il cell, ti inoltro anche alcuni graziosi SMS firmati PresDelCons.
    visto che fai il collezionista, e a quanto sembra ami il trash, materiale di qualita’ come quello che ti propongo non puo’ mancare nella tua collezione…

  • AXELL says:

    Albert descrivi benissimo l’Itaglia che pensano gli Itagliani… ovvero l’altra metà.
    Paragonato a Silvio Prodi è il maggiore statista che si sia mai visto sul globo.
    E anche io conservo i depliant che nessuno ha chiesto e che invece sono arrivati nelle case degli Italiani a spese di tutti.

  • albert says:

    una pacchia per l’umorismo INTERNAZIONALE. Solo in Italia Prodi è considerato(da alcuni) una persona capace. Ha riso tutta l’Europa della sua reggenza. Non ci resta che stare a vedere. Per sicurezza, comunque, mi sono conservato il depliant in cui vengono illustrati gli obiettivi che il governo promette di raggiungere; lavoro, pensioni, stipendi, occupazione dei giovani, strutture… e lo tengo lì, gelosamente conservato, in attesa del super-post che inserirò nel forum quando, a fine governo, gli Italiani – e ne saranno contenti – si saranno beccati delle superfinanziarie, dei lavori co.co.co.co.co.co.co.co.co.co e magari saremo usciti nell’Europa per entrare nell’Africa. Basta avere pazienza.

  • egine says:

    antonio, la bassa partecipazione non è motivo
    di vanto, forse,se una parte di cittadini non vuole registrarsi per votare in quanto non si sente rappresentata continuerà a non esserlo ma di sicuro le cose funzionano,
    guarda caso qui da noi che è altissima, siamo
    alla solita farsa, passiamo ad altro in Inghilterra si alternano i due partiti, i liberali
    sono il limbo dove si rifugiano gli innocenti,
    per non parlare degli altri che hai nominato del tutto ininfluenti. Per cui sbarramento al 10%.
    Sarei curioso di un eventuale esito referendario.

  • spider says:

    Stavolta, trasecolo dal fatto di essere d’accordo con te
    con dei distinguo

    A mio avviso d’Alema è un ottimo tattico e un pessimo stratega.A parte la grossa cazzata della bicamerale,politicamente non è un granchè, ma come gestore della dialettica politica è fantastico e questa abilità gli arriva dritta dritta dall’aver militato nel vecchio PCI.
    In alcuni casi è utilissimo. Vedi per esempio come ha gestito la questione Unipol. Anche la presunta apertura a destra, io l’ho vista come un tentativo di creare fratture nel fronte opposto(vedi immediata reazione di castelli e silenzio di fini e Casini), piu’ che una reale offerta di intesa.
    Quindi mi chiedo; non è che è meglio tenerlo tra le fila per un ruolo operativo, piuttosto che mandarlo al quirinale?
    In secondo luogo, con questo clima di delegittimazione reciproca, credi davvero che una sua candidatura sarebbe accettata?

  • AXELL says:

    Soglia del 10%.
    E’ cosa buona e giusta.
    Ma in Itaglia non lo vedremo mai.
    In Itaglia esistono idee di partito anche alla convention dal macellaio il sabato mattina.
    Partito Democratico subito.

  • Antonio says:

    Una bassa partecipazione al voto non è mai stato motivo di vanto per una democrazia e su questi gli USA sono sempre stati giustamente fustigati. Quanto all’Inghilterra non è un sistema bipartitico: c’è il partito liberale che ha un suo peso e anche una sua importanza per gli equilibri istituzionali (pur non andando al governo). Poi ci sono anche i nazionalisti e i fuoriusciti a sinistra del Labour (Galloway e la lista RESPECT).

  • D’accordo su tutta la linea. Propongo uno sbarramento del 12,00% (vedi Francia). Non ne posso più di vedere nascere partiti inesistenti, e davvero vorrei non vedere più facce come quella di Intini (Ugo), Mastella, e (sì lo dico) Rutello pure!! Basta davvero. Avevo votato un maggioritario e mi ritrovo ancora con il proporzionale, da NON crederci.
    Comunque auguri per ieri, auguri per la bici nuova, auguri che così con la bici non ti perdi più tanto facile tra le colline e mi diventi un novello Coppi/Bartali e te ne vai a zonzo a mangiar cioccolati buonibuoni in quel di Torino
    lapiccolacuoca

  • egine says:

    vorrei sapere quale è la percentuale dei votanti
    negli stati uniti e in inghilterra, entrambi
    con sistema bipartitico, immagino sia bassa,
    eppure non mi sembrano due democrazie traballanti.

  • Antonio says:

    Ah bhe con secondo turno è un altro discorso, sì. Mumble, mumble.

  • Suzukimaruti says:

    Beh, in Francia mi pare che alle politiche c’è una soglia del 12,5% per accedere al secondo turno maggioritario (sono un fan del maggioritario francese da sempre). Potrebbe essere la soluzione, no? 🙂

  • Antonio says:

    Suzuki sei un simpatico massimalista non-radicale. La soglia al 10% è una misura da semi-democrazia, ci sono altri metodi per garantire la governabilità senza inficiare la rappresentanza. Di certo non quello di ignorare l’espressione di una gran parte dell’elettorato che verrebbe così spinto verso l’astensionismo perpetuo.
    Prima di tutto la politica italiana dovrebbe decidere una volta per tutte verso che tipo di ordinamento indirizzarsi. Se si prosegue nel filone intrapreso, con molta fatica ma in modo tutto sommato deciso, del bipolarismo, prima o poi si dovrà determinare una situazione in cui non tutti i partiti partecipano alle coalizioni che si candidano a governare, ma qualcuno concorre pur sapendo che rimarrà comunque escluso. Non è un sistema perfetto, ma altrove viene applicato con qualche successo.

    ciao

  • Suzukimaruti says:

    sì, hai ragione. in passato alcuni paesihanno detto basta alla libertà di espressione. pensa che arrivarono addirittura a vietare i partiti (tranne quello unico, di Stato).
    Una condizione insopportabile, quella di questi paesi, vessati dalle dittature: Unione Sovietica, Cuba, Corea del Nord, Italia, Cina.
    Però adesso non importa: tutto è passato. E sicuramente il Tremaglia che fa (ancora per poco) il ministro è sicuramente solo un omonimo di quel volontario della Repubblica di Salò.
    E sicuramente l’epurazione del decano dei giornalisti italiani, tal Biagi, è un misunderstanding: è stato prepensionato a sua insaputa. Ma per puri limiti di età, mica perché non la pensava come il Pres del Cons.

    Concordo al 100% con te: viva la libertà di espressione.

  • acas says:

    Caro Suzukimaruti in passato in alcuni paesi
    hanno già detto basta alla libertà di espressione.
    Vuoi rifondarli?

  • Suzukimaruti says:

    acas: facciamo che basta?

  • acas says:

    E di Mastella,socio politico di Mortadella,
    che ne farete?

  • Suzukimaruti says:

    ah, ma qui si vola alto, nei commenti da destra. ditelo!
    A che ora la gara di rutti?

  • Suzukimaruti says:

    albert: non mi sembra che si calpesti la dignità di nessuno. questo è un blog, do dei giudizi strettamente personali e il discorso finisce lì.
    si chiama libertà di espressione, concetto che mi sa che non è tanto chiaro a quell’esatto 50% di poveracci che hanno votato per il brianzolo.

  • acas says:

    Non capisco tanto infervoramento per le iniziative
    del centro sinistra il cui governo non arriverà a
    Natale.Per la presidenza della camera vedo più
    indicata e coerente con la politica del centro-
    sinistra la nomina di Vladimir Luxuria o di
    Caruso.

  • Vittorio Ferramosca says:

    Concordo
    D’Alema al Quirinale
    Bertinotti a Montecitorio
    Marina a Palazzo Madama (con un bel ponte verso i fratelli separati dell’UDC)

  • albert says:

    Il tuo proclama sembra più un piano di collocamento di macchine utensili vecchie scritto da un manager capo di grande industria (diciamo come Silvio Berlusconi per fare un nome che ti inquieta, quello votato dalla metà precisa degli italiani) per una delle sue tante aziende: gli uomini trattati come macchine vecchie e non più produttive o oggetti da manovrare e da sistemare nei posti di riposo per non mandarle al ferrivecchio calpestando dignità e storia personale dell’uomo, una mentalità degna del miglior destroide della terra!

    Complimenti! State venendo fuori più freddi più cinici e più calcolatori del peggiore berlusconide!

  • Matteo says:

    Grande Suzuki. Conosco il tuo blog da poche settimane ma sei giá diventato il mio opinionista politico di riferimento!

    spero non ti dispiaccia se riposto sul mio blog!

  • egine says:

    mi ero dimenticato dello sbarramento, ma vedo
    che ci ha pensato suzukimaruti per cui lo quoto.

  • egine says:

    qui si è votato ds, e ulivo nella speranza
    di un futuro partito democratico, Bertinotti
    alla PdC, penso che riuscirà a fare danni
    anche li, ma sempre meno che nell’usuale veste
    di parlamentare, forbito ospite di Vespa, e grande
    raccoglitore di voti per il centrodestra, per
    D’Alema onestamente non vedo soluzioni, possessore
    di una grande intelligenza politica, che no so se collocare nel passato o in un futuro ancora lontano,è al momento solo ingombrante, quindi
    l’unica cosa è domandare allo stesso D’Alema
    come si può metterlo nel sacco. Puo essere che
    funzioni.

  • Suzukimaruti says:

    ragazzi, lo sbarramento al 10% è una cosa sana, perché obbligherebbe questo cavolo di paese (in cui bene o male 2 milioni di persone votano liste insignificanti e molte di più votano per partitini inesistenti) ad avere un sistema bipolare e teoricamente bipartitico.

    Così votiamo o di qua o di là, come già succede in mezzo mondo.

    Per di più io aumenterei di molto i requisiti per fondare un partito, tipo il numero di firme da avere, ecc.
    Farsi una lista personale è facilissimo, in Italia. E fare liste di disturbo, liste inutili, one-issue parties, ecc. è una tentazione suicida che c’è tantissimo (praticamente solo a sinistra, dove trionfa la cultura del particolarismo e abbondano gli ego smisurati).
    Bisogna fermare la proliferazione di partitini, in my opinion.

    Insomma, vorrei un partitone di centrosinistra di qua e un partitone di centrodestra di là. Tertium non datur.

  • mah il 10% è forte come sbarramento, ma anche essere tenuti per le palle da Idv o Pdci mica è tanto divertente.

    voglio dire: guardate Prodi per fare il programma, lì a ballare per non deludere la vanità irresponsabile e cretina di chi si fregia delle sue idee senza saperle mettere in pratica o meglio senza sapere vedere che è impossibile metterle in pratica, perché altrove e con una certa risonanza – vedi URSS – hanno già fallito.

    comunque l’ho scritto a Repubblica, l’ho scritto sul mio blog e ogni tanto me lo ripeto da sola in cucina la sera mentre scotto i pomodorini per il sugo: Bertinotti alla camera, specie se gli è stata promessa pre-elezioni, è una cosa da farsi ASSOLUTAMENTE.

    giuro che se D’Alema rompe i coglioni gli vado a strappare i baffini con le mie mani. li strappo a tutti i DS i baffini, anche a quelli che non ce l’hanno – Livia Turco sì per esempio.

    e da gallipolina a gallipolino gli direi: “Massimi’, ha’ ruttu la minchia!”

  • Beppe says:

    siamo alle solite, i patti non si rispettano !
    Dissento totalmente sulla statura di D’Alema soprattutto da quando l’ho visto andare in TV verso le 15.30 del giorno dello spoglio ed annunciare alla nazione il grande risultato della sinistra ( poi clamorosamente smentito ).
    Il vero leader avrebbe mandato per un primo commento sul voto uno qualsiasi tra i tanti portaborse al seguito suo.
    Quanto a Prodi e sul fatto del ” grande amministratore ” ho seri dubbi, come pure ho dubbi sul fatto che mettiate a disposizione la classe dirigente migliore; i migliori ( pochi ) vi guardate bene dal farli emergere oppure loro sono così scaltri da non esporsi e magari preferiscono fare i Sindaci di grandi città.

    Povera Italia

  • Pierluigi Cammarota says:

    condivido pienamente la tua analisi pro – Bertinotti così da salvare capra e cavoli, prendendo 2 piccioni con una fava ed evitare sia inciuci che suicide divisioni nell’Unione; lo sbarramento al 10% mi sembra eccessivo

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