Inquietudini post-rapimento (post controverso)

April 2nd, 2006 § 54 comments

In effetti i tempi non sono ancora maturi affinché si faccia un post che ragioni sulle dinamiche mediatico-emozionali legate al rapimento + omicidio del bambino Tommaso.

Non spreco nemmeno una parola sui colpevoli, perché sono inutili e – francamente – fastidiose. Non c’è niente di originale da dire, no?

Prendo giusto qualche appunto qua e là, poi ciascuno faccia i suoi ragionamenti.

I

Il primo appunto è che i media ci progettano le lacrime. Ogni giorno in tutto il mondo muoiono migliaia di bambini nelle modalità più atroci. Gli italiani lo sanno benissimo, ma se i media non lo ricordano a reti unificate, non si indigna nessuno. E’ che la cronaca nera dà più vibrazioni del sapere che c’è la fame nel mondo. Insomma, la gggente si scandalizza per i casi particolari e non per il male generale.

II

Il secondo appunto è che continuiamo ad essere un popolo di guardoni dalla lacrima facile e dall’anatema facilissimo. Insomma, dopo un mese in cui tutti hanno avuto accesso al contenuto dei singoli cassetti della casa della famiglia di Tommaso, dopo un mese in cui tutti (tutti, non fate i furbi cercando di tirarvene fuori) hanno sospettato del padre con un interesse morboso per i sani cazzi suoi, ora tutti sono qui che si indignano, ovviamente con forme apocalittiche e fasciste.

III

Il terzo appunto è che nella mia personale classifica di odio di questi ultimi minuti, al secondo posto dopo quel pazzo siciliano e i suoi complici assassini ci sono gli idioti che qua e là vaneggiano di pena di morte.
Qui ci si indigna per le "creature", ma solo quelle riprese dai media. Se spendessero per combattere la fame del mondo (che uccide mille volte di più di un rapitore mafioso siculo) un terzo dell’energia con cui invocano la pena di morte (cioè un rimedio peggiore del male), vivremmo in tempi migliori.

IV

Il quarto appunto è – ora a posteriori – l’inutilità dei tanti che facevano i cartelli (o i banner sui blog) con su scritto "Liberate Tommaso". Quasi come se i rapitori si potessero convincere con un bottoncino animato su un blog. O con una fiaccolata. O coi disegni dei bambini della scuola elementare di Carugate (faccio per dire). Insomma, con le tante iniziative inutili che in verità non servono altro che a dare visibilità a chi le promuove. Non si è mai visto un gruppo di rapitori restituire una vittima a furor di popolo o di fiaccole.
E’ la stessa idiozia di quelli che quando al telefono non sentono nessuna voce all’altro capo si ostinano a gridare "pronto!" a volume sempre più alto.

V

Il quinto appunto è sull’impegno. Ora ci sarà qualcuno che per aver messo il famoso bannerino o aver fatto la solita fiaccolata (un classico) sarà convintissimo di aver contribuito a migliorare il mondo. Questo è il concetto qualunquista di "impegno": reagire emotivamente come pecoroni in massa ad un caso morboso di cronaca nera, dopo aver fatto i voyeur per settimane. E per "reagire" intendo scribacchiare anatemi sui forum, invocare la pena di morte, gridare insulti, ecc. Siamo un popolo che non fa NIENTE per migliorare questo paese, ma è bravissimo a con l’invettiva sterile. Se il lancio dello strale fosse una disciplina olimpica, vinceremmo l’oro di sicuro.

VI

Il sesto appunto è sui media, che ovviamente stanno facendo la pornografia di cui ci stiamo tutti cibando avidamente. Già sappiamo che il padre di Tommaso al sopraggiungere della notizia è uscito in giardino gridando a squarciagola tre volte "No!". Ed è solo una questione di tempo prima che qualcuno vada da lui a fargli la famosa domanda "Cosa ha provato quando…" (a cui spero sempre rispondano con un insulto o direttamente uno schiaffone).
Giusto qualche secondo dopo l’edizione straordinaria del TG1 riprendeva il programma della Carrà con Venditti che avrebbe dovuto cantare una canzone. Per nessun motivo al mondo mi sarei perso lo spettacolo della Carrà che spiegava che Venditti non voleva cantare ma avrebbe cantato lo stesso per "tirare su di morale la famiglia di Tommaso" (mi sembra giusto: ti hanno appena ucciso a badilate il figlio e tu ti rilassi guardando una trasmissione tv sui bambini…). Stavo aspettando una brillante chiosa di Venditti (che in queste cose dà il peggio di sè), ma mi hanno fatto cambiare canale a forza.
Ma spero tutti abbiate capito il livello di eccitazione dei media. Prossimo appuntamento: il funerale di Tommaso, con predica (e anatemi) del vescovo o di qualcosa di simile, i paesani che attaccano i giornalisti, le interviste ai vicini di casa dell’assassino ("sembrava tanto una brava persona", solitamente pronunciato da una pensionata in semi-dialetto), l’incredulità dei parenti e su TUTTI i giornali un inutile articolo sulla "reazione della famiglia", evidentemente una cosa imprevedibile…

VII

Il settimo punto è lo sfruttamento politico di questa vicenda. A destra sono così spudorati che cercheranno di fare qualcosa. Già Castelli ha parlato, chiedendo "pene esemplari", ma scommetto che qualcuno ci metterà lo zampino. Non mi meraviglierei di vedere il nano brianzolo direttamente al funerale. C’è il rischio che la strumentalizzazione dell’evento sia troppo evidente, quindi non è automatico che ci vada, ma stiamo pur certi che starà valutando la cosa. Quel che è certo è che un bel po’ di gente cercherà di capitalizzare questa disgrazia straparlando di pena di morte (e ovviamente saranno tutti di destra). Sappiate che sono sciacalli, quelli.
A sinistra non ci sono molti argomenti. E se stiamo zitti, al di là di qualche frase di circostanza (perché state pur certi che i giornalisti stanno raccogliendo le impressioni dei politici su questo), facciamo meglio. La reazione a questo evento potrebbe essere una prova della civiltà dei due schieramenti.

VIII (che in verità non è l’ottavo punto ma una considerazione a parte che riguarda tangenzialmente il caso di Tommaso)

L’ottavo punto in verità è quasi un post a sè e mi è venuto in mente a causa dell’omicidio di Tommaso, ma non ne è strettamente collegato, se non da un tenue filo. Il fatto è che in Italia abbiamo un problema sociale che si chiama Sicilia.

Inutile autoassolverci con la teoria della mela marcia. Il rapitore assassino e la sua banda (tutti con notevoli precendenti penali, provenienti da Agrigento, da poco al Nord) non sono un incidente del destino, ma sono il frutto di uno scenario sociale, culturale ed umano che dobbiamo affrontare: il degrado che permane in certe zone della Sicilia. Ovvio che non sono tutti così, che nell’isola abitano milioni di persone meravigliose; ma, mi duole dirlo, in quella regione il tasso di penetrazione della criminalità è fuori controllo e di gran lunga superiore alla media nazionale.

Altrettanto ovvio che il problema nasce molto (ma molto) prima dell’omicidio di Tommaso, che non è che un caso di sangue tra i tanti che vede coinvolti dei siciliani , ci mancherebbe. Ma approfitto dell’occasione per parlarne: fatemi il piacere di non vederci per forza un rapporto causa-effetto, ok?

(cioè vorrei esprimere un concetto pragmatico, filo-siciliano e sinceramente preoccupato senza che il primo che legge in fretta e non capisce si metta lì a gridarmi dietro che sono un leghista o peggio)

Di fatto la Sicila esprime e concentra – in mezzo a tante cose e persone eccelse, le prime vittime di questo scenario – molti mali di questo paese: criminalità organizzata, assenza di senso dello Stato, arretratezza economica, culturale ed umana, umiliazione della donna (giusto un paio di giorni fa il caso di un tizio – giovane – che ha sparato alla sorella perché ha una relazione fuori dal matrimonio), omertà, incuria per l’ambiente, bigottismo religioso.

Il chiedermi il perché di questo male italiano potrebbe portami a tirare fuori risposte paraleghiste, belle rapide e ovviamente sbagliate e razziste. Sarebbe tanto facile e mi eviterebbe un arrovellamento.

Questo è un argomento spinoso: a dire certe verità si rischia di passare per razzisti o per stronzi, ma fare i benpensanti e fingere che sia tutto ok è ipocrita. Se si ha a cuore questo paese, bisogna affrontare il problema di una regione dove il senso dello stato e del bene non sono chiari a tutti, tanto che i fatti di sangue nell’isola sono in media molti di più che nel resto d’Italia.

Fatto sta che non posso non pensarla come Giorgio Bocca, che a questo problema ha dedicato un paio di libri, incluso uno – molto forte – in cui parlava di "inferno". Ecco, il degrado che ha espresso i criminali assassini di Tommaso è una cosa molto simile all’inferno come lo immagino io: un misto di violenza, di ignoranza, di maschilismo, di crudeltà, di fascismo e di avidità che ha tutti i tratti del pensiero mafioso. 

Francamente non so come la Sicilia possa uscire da questa spirale orribile in cui si è cacciata negli ultimi anni, soprattutto ora che la criminalità tutta la fa da padrona e di fatto governa l’isola, essendosi alleata con la destra. A guardare i sondaggi elettorali e parlando con qualche amico siciliano che ho qui a Torino, l’impressione è che non stia cambiando niente, salvo qualche raro esempio positivo tipo i ragazzi di Libera, tipo la candidatura della Borsellino, tipo un paio di amici che fanno cose eccelse con le nuove tecnologie e cercano una prospettiva economica per reagire al degrado.

In verità sono molto sfiduciato e ho il timore che non cambi nulla nemmeno se la Borsellino vincesse le elezioni regionali battendo l’inquisito per mafia Cuffaro. La mia ansia principale è che non si ripetano altri casi – come l’omicidio di Tommaso – in cui il male della parte non sana della Sicilia viene esportato al di fuori dei suoi confini. E la mia seconda ansia, in questo momento, è capire come potrà mai l’isola di Montalbano liberarsi dal degrado. Giusto perché non vorrei dare ragione a quel mio parente siciliano che di recente mi ha detto che la Sicilia "è una bella barca con un pessimo equipaggio".

§ 54 Responses to Inquietudini post-rapimento (post controverso)"

  • Suzukimaruti says:

    ma infatti nel post scrivo che non c’entra direttamente: è che il caso mi ha fatto venire in mente la questione siciliana, ma più per un link sinaptico che per una questione fattuale.
    .
    Detto questo, non è la sicilianità a creare il crimine, ci mancherebbe. Ma è certo che in Sicilia c’è un ambiente in cui prospera la cuiltura dell’illegalità.
    .
    Insomma, il fatto che l’isola e i suoi abitanti siano oggetto di buona parte dei fatti di cronaca nera in Italia è emblematico. Cioè sono le condizioni sociali del luogo – non certo il “sangue” – a indurre una persona a darsi al crimine (efferatissimo, in questo caso).
    E l’assassino di Tommaso è strapovero, culturalmente, economicamente, socialmente e moralmente. E purtroppo in Sicilia quella (in)cultura prospera (per mille motivi, tutti rigorosamente non razziali – ci tengo a dirlo). E mi premeva farlo notare, per capire cosa si può fare.

  • panda says:

    suzuki, se mi permetti, la sicilianità degli assassini di tommaso non c’entra una beneamata con l’omicidio. e mi stupisce che proprio tu sia caduto nella trappola del “non sono razzista ma…”.
    la sicilia è afflitta da svariati problemi – sviscerati qua nei commenti, ma soprattutto dai siciliani stessi a partire dalla primavera di palermo dopo gli omicidi falcone e borsellino – certo non dal fatto che i due tizi siano nati ad agrigento.

  • Coglilacqua says:

    Anche io mi sono permesso di linkarti nel blog.
    Ho risposto al tuo commento, ma ti riporto il contenuto qui, che forse ti viene più facile.

    “Cogli l’acqua ha detto…

    Oh, il linkato in persona 😀

    Avrei voluto avvisarti ma era notte tarda quando t’ho letto e non sapevo bene come fare.
    Diononvoglia che pensi che ce l’avevo con te, anzi nella tua analisi ho visto lucidità e raziocinio come ne ho visto poco, di questi tempi.

    Avevo anche intenzione di linkarti in un forum che frequento abitualmente, sempre che non ti dispiaccia.

    Quando parlo di odio, non mi riferivo al tuo discorso, mi riferivo a fatti, anche piuttosto personali, da me visti, vissuti o resocontati. Ho fatto semplicemente una delle mie solite invettive facendo una zuppa, un minestrone, un infuso di tutto quello che avevo in testa: il modo migliore per far sentire tutti attaccati.

    Non era questo il mio intento. Tra l’altro i riferimenti sui “blog politici” e sulla “lavata di coscienza” erano impossibili da cogliere, perchè si presuppone che tutti leggano tutto il tuo post con relativi commenti (complimenti a Carola, per la voce soprattutto), cosa altamente improbabile, visto che è un blog privato e se dico che lo leggono in 10 faccio la figura dello sborone.

    Saluti dalla Sicilia, ti leggerò quando posso.”

    Hai delle notevoli doti diplomatiche, continua così.

  • Suzukimaruti says:

    djdona: il tema è interessntissimo e le tue osservazioni preziose, ma mi sa che ci dobbiamo fare un post apposito (ma post-elezioni, che il tempo stringe!) 🙂

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