Il solito post per punti che faccio quando sono al mare

April 24th, 2006 § 7 comments

Eccomi, sono di nuovo al mare per cercare di sfuggire alla depressione metropolitana (cioè, io adoro la città, ma svuotata durante i ponti non mi piace e non ha il fascino strano di Torino vuota d’agosto) e ovviamente mi produco in quella tristezza che è il post per punti, la cui forma non mi piace. (e se qualcuno si chiede perché lo faccio, non posso che rispondere che con la connessione GPRS ballerina non è che uno abbia tutto sto tempo per navigare, aprire e chiudere WordPress, ecc. Si fa tutto in una volta, con un post solo).

– I MILANESI URLANTI: come già alcuni di voi sanno – anche perché me ne lamento ogni volta – le mie fughe in Liguria sono molestate dalla vicinanza di odiosi vacanzieri milanesi, che passano la giornata ad urlare (soprattutto al mattino presto e subito dopo pranzo). Ieri non c’erano e ho dormito qualcosa come 11 ore di fila, felice come un bambino.

Oggi sono arrivati, ahimè. E ovviamente erano tutti sul terrazzo (sono almeno in 300, a giudicare dal rumore che fanno), accompagnati dalla solita quantità abnorme di bambini che li caratterizza. In effetti sono innegabilmente milanesi ma si accoppiano come napoletani (perdonate il razzismo implicito: è una citazione della scenetta dei due leghisti di Sarcinelli e Covatta a "Telemeno", secoli fa su Odeon Tv), visto che ad ogni vacanza sfoggiano pargoli nuovi, ovviamente urlanti e "urlati" dietro da madri/zie/nonne vocianti.

Non vorrei che da questa descrizione voi immaginiate che:
1) sono un musone fastidioso che pretende il silenzio a tutte le ore (anzi, sono un casinista con una tolleranza disumana per il rumore altrui; per capirci, sono uno di quelli che dorme in campeggio in tenda a qualsiasi ora, indipendentemente dal vociare del prossimo)
2) i milanesi urlanti sono un simpatico caso di famiglia nucleare estesa, molto proletaria e molto italiana, insomma una sorta di "Rocco e i suoi fratelli" in versione aggiornata e ovviamente un paio di generazioni più in giù.

No, è tutto il contrario: questo è un posto da ricchi o semi-ricchi (infatti sono ospite) e questa è una famiglia di bauscia con la grana, la fabbrichètta e ovviamente pensieri odiosi. Quest’estate, per esempio, alle 2 di notte due milanesi urlanti maschi discutevano tutti seri e dandosi ragione a vicenda sull’ "operaio albanese che sì in fabbrica ti lavora, tanto gli basta ubriacarsi il sabato sera e poi tornare a casa a violentare la figlia".
Padronato illuminato, insomma. (dalla lampada abbronzante, ovvio).

Fortunatamente oggi me li sono persi perché sono riuscito ad andare in riva al mare e cuocermi un po’ la panza, dopo che la visione del Gran Premio di Formula 1 mi ha dato le stesse sensazioni di 2 weekend fa. Infatti ha vinto Schumacher di un soffio grazie al voto dei piloti Ferrari all’estero. Che ansia, comunque.

Vediamo domattina a che ora antelucana i milanesi urlanti si sveglieranno e inizieranno a gridare tutti in coro e quanti millisecondi riuscirò a trattenermi prima di iniziare a concepire scenari alla Kill Bill, in cui li stermino uno ad uno cantando Bandiera Rossa, usando dei nunchaku fatti di torinesissimi grissini rubatà.

 

– L’HANDICAPPATA PRESA BENE: in questo ameno luogo di villeggiatura ligure in cui mi trovo, non so perché ma abbondano gli handicappati. Cioè, non sono esattamente qui, ma nel paese accanto, che durante l’estate ha un tasso di anziani e portatori di handicap superiore a Lourdes. Devo ancora capire il perché.
Sarà perché da bambino ho avuto a che fare strettamente e per lungo tempo con un portatore di handicap mentale (un mongoloide di nome Carlo), ma ho sempre avuto un rapporto positivo con down e simili.
Fatto sta che oggi mentre cercavo di intercettare un po’ di raggi UVA si è posizionato accanto a noi un gruppetto di madame con al seguito una portatrice di handicap mentale sulla ventina d’anni di età. A dire il vero non era handicappatissima: pur avendo look e modi da portatrice di handicap mentale, parlava correttamente, canticchiava canzoni in inglese (Celine Dion, ahimè) con proprietà di linguaggio e pronuncia giusta, ragionava e sembrava assolutamente lucida.

Fatto sta che era l’handicappata meglio presa al mondo: le piaceva l’idea di essere al mare. Anzi, l’idea la esaltava. Tanto che esultava ad ogni onda, come se fosse un gol del Toro (che, by the way ha vinto, con un provvidenziale Stellone all’83°), chiosando ogni volta con un "che bello il mare, che bello essere al mare".

Conoscendomi, temevo che la mia positiva disposizione di carattere nei confronti dell’handicap sarebbe crollata miseramente intorno alla ventesima esultazione per un’onda . Invece, incredibilmente, mi sono scattati degli interruttori strani, per cui in verità ero felice che qualcuno fosse felice. E tutto sommato un po’ invidiavo chi riesce ad emozionarsi così tanto e a godersi il bello delle cose, magari anche di quelle che si danno scontate come il mare, appunto. Non ho idea se sia stato un momento di nostalgia della "meraviglia dell’infante", ma alla fine mi sono preso bene pure io e ho addirittura bagnato le caviglie in mare (gelido, ovviamente) per salutare il tutto.
Poi entro 2 ore mi è passata e sono tornato a non godermi la vita come al solito.

 

– ORGOGLIO NERD – 200 RIGHE A TETRIS: so che a gran parte di chi legge non potrà dire molto, ma nei ritagli di tempo mi brucio i neuroni su Tetris DS, che non è una versione diessina del Tetris – quindi coi pezzi che non s’azzeccano – ma banalmente la versione per Nintendo DS del celebre rompicapo russo.
Ammetto che sono sempre stato un campioncino di Tetris, con anche punte di funambolismo e di stile. E’ anche forse l’unica attività para-sportiva in cui eccello, il che la dice lunga sul mio tono atletico medio.
Come nel più classico Tetris, che da sempre è considerato quello per GameBoy circa 16 anni fa, in Tetris DS c’è una modalità di gioco "a maratona", che fissa un obiettivo assolutamente ritenuto impossibile o quasi: giocare e buttare giù 200 righe.

Si parte dal livello 1, coi pezzi lentiiiiiiiiissimi, e ogni 10 righe il livello aumenta. A livello 10 (quindi con 100 righe fatte) i pezzi sono già un razzo, si fa una fatica tremenda a dirigerli ai lati e si gioca ragionando in anticipo sul pezzo seguente. I livelli superiori sono ancora peggio: a livello 15 in pratica i pezzi si materializzano e si gioca con l’intuito (e con la fortuna) per piazzarli.

Fatto sta che, dopo aver giocato per circa 2 settimane ed essermi fermato solitamente intorno alle 140 righe, oggi sono riuscito a raggiungere le 200 righe e a fare partire lo Shuttle (non quello vero: in tutti i Tetris, al conseguimento del risultato massimo, si vede il disegno di uno Shuttle che parte, accompagnato da un’orchestra d’archi). Pare sia un’impresa riservata a pochissimi alienati e ovviamente mi sono sentito in dovere di bullarmi via blog, così il 99% di chi legge penserà – a ragione – che sono un nerd.

La cosa divertente è che non è la prima volta che mi capita di far partire lo Shuttle. Ci ero già riuscito proprio 16 anni fa, tra lo stupore generale (ovvero un amico che si è limitato a dire "a-ha" senza nemmeno guardare), sul GameBoy prestatomi da un amico, in un pullman di ritorno da Riccione. Solo che all’epoca non avevo uno straccio di blog su cui vantarmene.
File under "Perdibili cazzi miei".

 

TENTAZIONI VIA BLOG: a volte ringrazio di non avere una connessione stabilissima, qui. Giusto perché avere un blog talvolta può essere un’arma a doppio taglio, oltre che un efficacissimo teletrasporto nelle infide terre del cattivo gusto. Per esempio l’assenza di connettività oggi mi ha risparmiato un post sull’infarto canadese di Little Tony, ovviamente intitolato "Cuore Matto". (ripigliati, Tony, che qui si è tutti tuoi fans)

E dio solo sa quanto è tentatore per i blogger fare un post solo per giocare col titolo. I vari post sulla morte di Nicky Sudden intitolati "Sudden death", giusto per fare un esempio, non sono casuali, no?.

§ 7 Responses to Il solito post per punti che faccio quando sono al mare"

  • Suzukimaruti says:

    director: per certi giochi è opportuno aggiornare il firmware della card e il software di gestione.
    Se usi la M3, ecco qui indicato tutto http://m3wiki.emuparadise.org/index.php/M3_NDS_roms/0351-0400

  • director77 says:

    ammazza! Io il tetris ds manco riesco a farlo partire!

  • stellalpina says:

    Ti invidio un pò.
    Ma per poco, i primi di maggio mi faccio dieci giorni all’Elba

  • regulus21 says:

    Ma me ti amo lo stesso pure con il tono atletico di un geco albino e la panzetta pelosa!

    Ai tuoi neuroni frega na cippa se sei fuori forma. E a me (a noi, tuoi umilissimi lettori, in senso lato) interessano quelli!

    Buon RIENTRO! (sì, lo so, sono bastardo dentro 😛 )

  • N3mo says:

    Sono tornati i vacanzieri brianzoli!! Me li ricordo! 😀
    Buona sopportazione.

  • egine says:

    primo buon mare
    secondo c’è un ponte e tu vai in liguria, cioè torni sul luogo del delitto.
    terzo pensavi che data la schiacciante vittoria
    i milanesi si fossero azzittiti.
    Accetta, nel senso di accettare perchè come vedi
    ci racconti anche dei pensieri gentili.
    Sul Tetris incommensurabile invidia.
    (commento a punti)

  • Antonio says:

    Accetta il bauscia. Come? Come. No dico, come? Con l’accetta, un bel colpo deciso (cit.).

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