Il 25 aprile non è una festa di tutti

April 27th, 2006 § 28 comments

Come ogni 25 aprile (ma capita anche al Primo Maggio), la destra prepara dei trappoloni incredibili in cui qualcuno (questa volta Rifondazione se l’è giocata bene ed è stata fuori dai guai: speriamo davvero stia maturando) casca come una pera matura. Tenderei a dividere la questione in due parti, perché si rischia la confusione. In più c’è una postilla.

Parte 1 – La contestazione a Letizia Moratti

Ci si scandalizza perché gran parte dei manifestanti (e non una minoranza) ha fischiato e insultato Letizia Moratti che sfilava nel corteo delle Associazioni Partigiane il 25 aprile. Tutti a dire che il 25 aprile è una festa di tutti e che non bisogna contestare i politici di centrodestra che partecipano alla celebrazione della Liberazione.

Dissento assolutamente. C’è un dato politico di cui non si tiene conto, e cioè che la partecipazione a queste manifestazioni da parte di esponenti della destra è nel 99% dei casi una provocazione. Insomma, la vera domanda da porsi è "ma noi l’abbiamo mai vista in precedenza la Moratti ad un corteo del 25 aprile?". Non sarà un caso che abbia deciso di partecipare ad una manifestazione proprio l’anno in cui è candidata sindaco a Milano?

Questo è già un dato a sfavore della Moratti: non ti svegli antifascista all’ultimo minuto. E’ palese che sei venuta lì a fare – nella migliore delle ipotesi – un po’ di passerella e – nella peggiore – la provocatrice.
Io ovviamente credo alla seconda opzione, perché gli elementi del ricatto ci sono tutti, incluso il povero babbo della Moratti, ex deportato e costretto su una sedia a rotelle, usato come "scudo umano". Il ricatto è implicito ma chiarissimo: contestando me, contestate lui che è uno che il fascismo l’ha pagato in prima persona e sulla sua pelle.

Su tutto questo c’è un grosso "ma", che avrebbe fatto sì che – se fossi stato alla manifestazione – avrei riempito di fischi pure io la Moratti. Ed è il fatto che non solo non ci si improvvisa antifascisti una mattina – giacché l’Antifascismo è un valore che è fatto di pratiche, di coerenza, di orgoglio e di onestà ed è di fatto il valore fondante della parte sana di questo paese – ma prima di prendere parte ad una manifestazione partigiana bisogna avere i requisiti etici, morali e politici per farlo.

E francamente il ministro di una coalizione che alle ultime elezioni si è alleata con 3 (tre) partiti dichiaratamente fascisti e nostalgici del Duce (e almeno due di essi negatori dell’Olocausto) deve tenersi bene alla larga dal 25 aprile, perché il vero insulto alla Resistenza, alla Democrazia e all’Italia intera lo fa chi si allea politicamente coi fascisti e i loro epigoni, chi raccoglie i loro voti e chi non prova schifo nei loro confronti ma anzi ci va a braccetto.

Insomma, la Moratti della Casa delle Libertà, alleata politica con la Fiamma Tricolore, Forza Nuova e il Movimento Idea Sociale, in piazza il 25 aprile non ci doveva stare. E mi meraviglio che suo padre ex deportato non le sputi negli occhi ogni volta che la vede. Soprattutto contando che il governo di cui la Moratti è ministro è quello che ha cercato di equiparare legalmente – e come indennizzi – i partigiani, gli ex deportati e gli ex repubblichini di Salò. Ed è lo stesso governo che ha tagliato i fondi ad enti morali come l’ANPI.
(a proposito: Violante ha fatto un’intervista abbastanza condivisibile, che si legge qui)

Potrei infierire, ricordando che dalla Resistenza e tra i deportati – in ambito azionista, non marxista – è nata l’idea di un europeismo illuminato. Parlo di gente al confino come Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, che è stata in grado di immaginare un’Europa futura e unita, con dei valori comuni, con una modernità buona alla base di tutto. Un liberalismo illuminato e certamente non filosovietico, che tuttavia è patrimonio della sinistra italiana. (a questo proposito, è immancabile la visione di questo film)

E non è certo patrimonio di chi fa il ministro per una coalizione in cui ci sono ben due partiti dichiaratamente anti-europeisti (la Lega e il fantozziano movimento NO EURO) e in cui il Vicepresidente del Consiglio è talmente europeista da proporre i dazi doganali per le merci.

Fuor di polemica, ma con curiosità vera: su quali valori politici condivisi può Letizia Moratti sfilare il 25 aprile?
Non ne vedo nemmeno uno: l’antifascismo non c’è, l’europeismo nemmeno, la difesa della Costituzione meno che mai, visto come hanno tentato di scempiarla (ma il 25 e il 26 giugno abbiamo l’occasione di fermarli al referendum). Quello che voglio dire, insomma, è che non basta dirsi democratici per potersi sentire antifascisti e degni di sfilare in piazza il giorno della Liberazione.

La festa non è di tutti. Ma è di tutti quelli che condividono (e non solo teoricamente, ma anche praticamente: per esempio nelle alleanze politiche) alcuni valori fondamentali. Certo, fossimo un paese civile sarebbe la festa di tutti (anche quelli di destra), perché tutti condividerebbero i valori di cui sopra. Ma non è così.

Si potrebbe, poi, discutere del fatto in sè, che ovviamente è stato uno stupido boomerang perché i media sono ancora lì a tifare per la destra. La provocatrice Moratti, alleata dei fascisti e degli anti-europeisti ed espressione della coalizione che cerca di attentare alla Costituzione, non andava contestata per pura ragion politica.
Si meritava ogni singolo fischio che si è presa ed era oltraggioso che fosse lì, ma politicamente era più utile farla sfilare in un silenzio spettrale, ignorarla, magari fare un cartello in cui si salutava il padre e si prendevano le distanze da lei. Sarebbe stato più intelligente. Sicuramente meno giusto e meno soddisfacente, ma in prospettiva una scelta più intelligente.

 

Parte 2 – la presunta contestazione ai partigiani ebrei

Ecco il trappolone politico numero due, in cui invece è caduta solo una esigua minoranza di cretini dei centri sociali. I media, che non vanno mai per il sottile e – tv in testa – si sa da che parte stanno, ci dicono che una parte di manifestanti ha contestato i "partigiani ebrei", fischiandoli e bruciando delle bandiere di Israele.

La verità è un’altra. E cioè che sono state contestate delle persone che, in mezzo ai partigiani ebrei, ai deportati e ai perseguitati politici che sfilano ogni anno il 25 aprile perché è la loro festa, la festa di noi tutti antifascisti, c’era qualcuno che ha pensato bene di portare le bandiere di Israele.
Ed è ovvio che a qualcuno sia saltata la mosca al naso, perché quella è una provocazione senza se e senza ma.

Cosa c’entrano le bandiere di Israele con il 25 aprile? Niente di niente. Anzi, in mezzo ai deportati le bandiere di uno Stato che costringe con la forza militare milioni di palestinesi a vivere in campi profughi e a sentirsi uomini di serie B sono un insulto.

Vorrei fosse chiara una cosa: l’identificazione ebreo-Israele è totalmente arbitraria. Il mondo è pieno di persone di religione o di discendenza ebraica che non hanno nulla da spartire con lo Stato (che si presume laico) di Israele, non ne condividono le politiche, spesso non ne condividono l’esistenza stessa (io la penso come loro, anche se è un giudizio storico a posteriori che non cambia il fatto che ora Israele c’è e bisogna che esista sicura e pacificata: Israele non sarebbe dovuta nascere e l’Europa nel dopoguerra avrebbe dovuto ripagare i sopravvissuti ebrei prendendosi carico della loro integrazione nei loro paesi di appartenenza e non ghettizzarli in Medioriente rimuovendo il problema e aprendone mille altri)

Insomma, se tra i nonnetti dell’ANED – con cui personalmente ho fatto decine di manifestazioni e incontri, visto che sono persone che hanno una storia tragica e importante da trasmettere – vedo una bandiera di Israele, pure io mi infastidisco.

La differenza tra un uomo di sinistra sveglio e un cretinetti dei centri sociali è tutta qui: io mi infastidisco, capisco che è una provocazione politica (il flirt tra certe frange odiosamente sioniste delle comunità ebraiche italiane e la destra berlusconiana è preoccupante e francamente antistorico, così come il tentativo di far passare per antisemita la sinistra italiana, che per le sue battaglie, la sua storia e i suoi valori si sente ed è ebrea, come ebbe a dire giustamente [!] Bertinotti all’ultimo congresso del suo partito), saluto con un applauso i manifestanti dell’ANED, i partigiani ebrei e i perseguitati politici e poi passo avanti, magari soffocando un "fanculo".

Il cretino dei centri sociali non si tiene e fa una porcata perché spara i suoi insulti nel mucchio. Il fatto è questo: se un tot di stronzi provocatori si mescolano ai partigiani ebrei con la bandiera di Israele e tu li insulti, il risultato è che i media vedono (e non vedono l’ora di raccontare) te che insulti i partigiani ebrei. Ovvio che gli fa comodo e per una settimana almeno ci beccheremo le lagne di Fiamma Nierenstein (riecco che trattengo le parolacce), le lamentele dell’ambasciatore di Israele in Italia e sicuramente stasera ci sarà ad Otto e Mezzo il solito portavoce polista della comunità ebraica romana di cui ora mi sfugge il nome (quello in sovrappeso con la barba).

Insomma, la destra cerca di fare confusione tra ebrei ed Israele, tentando di far sì che la gente non capisca la differenza tra chi contesta le azioni fasciste di uno Stato e chi odia gli ebrei in quanto tali.

Ora si scandalizzano tutti, perché ovviamente nessuno ha l’intelligenza di capire, di fare delle distinzioni. E nessuno tra i politici ha il coraggio di dire – pena il linciaggio mediatico – che sfilare il 25 aprile con le bandiere di Israele, dopo le colpe storiche, il genocidio e la repressione di cui Israele è complice, è inappropriato.

Anche vedendola con tutta la calma possibile, le bandiere di Israele non c’entrano una mazza. Sì, è vero che anche lì sta cambiando qualcosa, è anche vero che lì una piccola parte dei cittadini è sinceramente democratica anche per quanto riguarda gli uomini e le donne palestinesi, ma la Storia non si cancella con un colpo di spugna. Il 25 aprile è proprio lì a ricordarlo.

Sia chiaro: mi sarei scandalizzato uguale – e lo faccio ad ogni corteo a cui partecipo (e so già che mi capiterà il primo maggio) – se qualche idiota fosse andato lì con la bandiera di Cuba. Insomma, il giorno della Festa della Liberazione mi sembra quantomeno intelligente (e appropriato) evitare di sbandierare vessilli che sanno di dittatura, di repressione, di violazione dei diritti umani.

Da lì a lanciarmi in un insulto generalizzato ce ne passa. Io agli ebrei deportati voglio umanamente bene e ai partigiani ebrei sono grato: ne ho conosciuti a decine, mi indigno ancora adesso per cosa la Storia gli ha riservato, ma so distinguere tra loro (per esempio qui a Torino una persona meravigliosa – oltre che una compagna di partito – come Giorgina Levi) e qualche provocatore di centrodestra che pensa bene di creare un caso politico (e ci riesce, visto che i Tg non aspettano altro) sfilando con la bandiera sionista in mezzo ad un corteo antifascista.

Tradotto in atti pratici, avrei ignorato la provocazione. E’ la frase più ripetuta ai cortei tesi: non accettate provocazioni. E mai che qualcuno le dia retta.

 

Postilla – noi (intesi come la sinistra) e i centri sociali

A me questa identificazione tra i centri sociali e l’estrema sinistra rompe un po’ le scatole. Fa comodo ai media: di fatto quell’area lì è uno stagno torbido in cui sguazza di tutto, dai neonazisti alla Pellissero (che contestava la TAV ma era un fan di Hitler con venature leghiste) ai casi umani (tanti), ai figli di papà con la vocazione da maudit (ricordo sempre uno dei capetti dell’antagonismo torinese che arrivava ai Murazzi in taxi, dalla collina, ma per decenza scendeva al di là del Po e faceva il fiume a piedi, per non farsi beccare), fino a i Carabinieri in borghese (li hanno fotografati al G8 a Genova) e ai provocatori veri e propri messi lì dalla destra.
Si sa che da sempre l’estremismo serve al potere. E lì non c’è bisogno di spendere tanto per orientare la massa a fare ciò che vuoi. Essendo stato secoli fa un estremista, so come funziona: vince chi grida più forte. Quindi se la destra ha piacere che ci siano scontri di piazza ad un corteo dei centri sociali basta che mandi un paio di provocatori: al primo sasso lanciato, tutti gli altri seguiranno.

Ciò che sfugge ai media (o che non vogliono dire) è che quelli sono extraparlamentari. L’affermazione di Casini per cui il centrosinistra governa coi voti di quella gente lì è assolutamente avventata, oltre che in malafede. Quelli non votano, da sempre portano via parte del voto giovane alla sinistra, buttando i ragazzini nel non-voto, nell’antagonismo militante e nella sfiducia verso qualsiasi forma di democrazia rappresentativa.

Non a caso i centri sociali tutti – e in questo si uniscono quelli a base anarchica e quelli a base autonoma – hanno uno strumento decisionale pessimo ma che adorano: l’assemblea. La regola del "chi c’è decide" è alla base del loro "fare politica", spesso con risultati comici ma soprattutto con inefficienze clamorose. Infatti le assemblee, che rispondono più alle grida e all’umore che ai fatti, in verità sono strumenti vuoti e in mano a chi comanda realmente nei centri sociali, cioè i "capetti": quelli che gridano di più.

Ovvio che il tribalismo dei centri sociali non ha nulla da spartire con la sinistra tutta, inclusa quella che per anni ha flirtato con quell’area (Rifondazione e i Comunisti Italiani: per esempio qui a Torino Marco Rizzo era l’uomo-ponte con l’antagonismo militonto), ma nella realtà non ha mai portato un singolo voto.
Prendete un qualsiasi autonomo e chiedetegli chi odia di più. Nel 90% dei casi farà un nome di qualche politico della sinistra "istituzionale".

Tutto questo è per dire che con i centri sociali non c’è nulla in comune, se non con alcuni partiti il riferirsi al Comunismo (contando che i comunisti veri non ci avrebbero pensato più di 2 minuti, prima di prendere a pedate gli autonomi). Si tratta di comunanza di facciata: gli autonomi non credono alla democrazia rappresentativa, alle regole, alla mediazione. Di fatto non credono alla politica ma all’azione diretta, minoritaria, spesso settaria e – con il loro ramo sindacale, cioè i CoBas – praticamente corporativa (curiosamente è una visione di stampo fascista del sindacalismo).

Qualcuno può obiettare che la sinistra avrà sì tutte le distanze del mondo dai centri sociali ma di fatto non li sgombera. E io penso che faccia bene a non sgomberarli, salvo casi particolari. Il fatto è semplice: un centro sociale sgomberato è un problema, perché signifca gettare benzina sul fuoco dei casi umani incazzati che lo animano. Sgombrare un centro sociale significa avere occupazioni a raffica nei mesi seguenti e magari ha pure il risultato di far passare gli squatters per vittime del "sistema" (parola che adorano). La destra non capisce queste finezze, mentre la sinistra sì.

Il risultato migliore è prendere i centri sociali e vedere se possono essere utili. Se lo sono – è il caso di El Paso a Mirafiori: da quando l’asilo è stato occupato, gli spacciatori sono spariti, il quartiere è migliorato e lì dentro si fanno decine di attività sociali utili a tutti – è giusto che stiano. Magari col tempo si riesce a normalizzarli (gli si fa pagare le bollette, gli si richiede un po’ di igiene e il rispetto di qualche regola di civiltà) e in generale a far sì che non siano solo posti in cui i freak vanno a sguazzare nella monnezza e nel degrado.
Ci sono anche casi in cui un centro sociale come il CSA Murazzi (non occupato, ma assegnato anni fa da un ex assessore comunale ora berlusconiano) "muore" per inerzia, cioè esaurisce la sua attività politica, non incide sul territorio e fa una fine miserella (ora è il posto in cui si nascondono i marocchini quando ti borseggiano ai Murazzi – e io mi chiedo perché quei 4 gatti che ancora stanno al CSA li difendono).

Francamente, in Italia il periodo dei centri sociali è passato e – se si esclude il boom delle posse nei primi anni Novanta – sono di fatto un fenomeno marginale e anche un po’ tristanzuolo. In gran parte a lungo andare si trasformano in sale concerti e la loro unica politica è fare un po’ di rumore (un classico: il camioncino degli autonomi con pessima musica a fine corteo) durante le manifestazioni.

Però in tutta franchezza ho difficoltà a vedere punti di contatto tra la sinistra vera e gli antagonisti dei centri sociali, salvo una predilezione per pessima musica militante e una spiacevole tendenza a fumare troppo. Personalmente, le poche volte che ho fatto a botte ai cortei e in cui ho avuta da ridire con qualcuno per politica è sempre stato con gente alla mia sinistra e nel 99% dei casi con gli autonomi (qui a Torino gli antagonisti di area anarchica sono persone serie). E altrettanto francamente – lo dico a quelli che la pensano come Casini – mi domando cosa abbiamo da spartire con gente che ai cortei gridava "PDS = SS" e con la gente che per contestare la TAV ha riempito la città di scritte contro Chiamparino e la Bresso (e non una contro la destra che non solo è pro-tav ma li ha fatti bastonare).

Insomma, vengo da una cultura in cui ai cortei i vecchi operai mi indicavano gli autonomi e mi dicevano "quelli sono fascisti: lasciali perdere". Penso che i gli antagonisti militonti siano in gran parte dei casi umani che non capiscono niente di politica e detesto i centri sociali, salvo casi particolari. Non ho alcuna forma di contiguità con loro e mi pare – uscendo dal mio insignificante orticello – che la sinistra non ne abbia.
In tutta franchezza sarebbe ora che anche i media se ne accorgessero.

§ 28 Responses to Il 25 aprile non è una festa di tutti"

  • John Zorn says:

    >Forse.
    Con beneficio di discussione.

  • Suzukimaruti says:

    will: in verità non ho affatto scritto che approvo le bandiere bruciate (è reato ed è una cazzata, in my opinion).

    In compenso come iscritto all’ANPI da ormai 17 anni mi incazzo perché la destra usa la festa della Liberazione per fare provocazioni politiche di vario genere.

    E casomai ci fosse ancora qualche dubbio sul fatto che c’è dietro una strategia politica, ci vogliono riprovare domani al corteo del primo maggio.

    La domanda è sempre una: come mai la Moratti non si è mai fatta viva prima (in decenni di vita pubblica) ad una singola manifestazione del 25 aprile e del primo maggio?

  • will says:

    Elamadonna! Questo è un saggio da Micromega!
    Ma come hai fatto in tutte queste pagine a non infierire nemmeno una volta sulla Apple?
    Scherzi a parte, condivido più o meno tutto a parte la questione delle bandiere bruciate. Vero è che i media cercano LA NOTIZIA (se fa comodo alla destra tanto meglio), ma è vero anche che bruciare una bandiera, di qualunque nazione che fa parte dell’ONU, non è mai un bel gesto. E quelli che l’hanno portata non è detto che avessero intenzioni provocatorie. Perchè è giusto -come dici- che non necessariamente chi è ebreo deve essere identificato con lo stato di Israele, ma forse se a qualcuno va di farlo non è il caso di demonizzarlo o aggredirlo. Ha fatto o no la resistenza? Questo è il punto.
    Forse.
    Con beneficio di discussione.

  • marco.inge says:

    sorry…
    il punto 2) di cui al post precedente linka qui.

  • marco.inge says:

    Antonio ti quoto su entrambe le risposte.
    in aggiunta per Paul, basta fare una ricerca su Google con la chiave “Moratti revisionismo” e di opinioni sul revisionismo della moratti ne trovi quante vuoi.
    nel dettaglio ti consiglio:
    1) per avere un sunto dell’opinione di svariati accademici sulla famosa direttiva, puoi leggere qui.
    2) se invece sei interessato le conclusioni di un Convegno sull’argomento organizzato dal Dipartimento di discipline storiche – Università di Bologna l’08 luglio 2004 puoi andare qui
    3)per cio che riguarda invece quanto una direttiva di questo tipo (peraltro uno strumento assolutamente nuovo per il panorama della scuola italiana) possa’ essere comunque lesiva dell’effettiva possibilita’ di esercitare la liberta’ di insegnamento puoi andare qui
    PS francamente il tuo punto 2) non l’ho capito proprio…

  • John Zorn says:

    A dispetto di quel che dicono in giro, buona parte degli storici (ed i sopravvissuti della Brigata in genere) la “Brigata Ebraica” aveva come bandiera quella che poi sarebbe stata adottata dallo stato d’Israele come ha detto giustamente Antonio.
    Non c’è molta chiarezza sul punto, ma in alcuni casi pare che le strisce della bandiera fossero Orizzontali e non Verticali

    (per la cronaca l’equivalenza delle due bandiere, partigiana ed Israeliana, è confermata anche su vari siti dell’ANPI)

    In altre parole quelli erano lì con la LORO bandiera.
    Che poi corrisponda a quella Israeliana è problema dei contestatori, non della Brigata…

    E poi faccio gentilmente notare che la bandiera, anche fosse stata d’Israele, avrebbe avuto più senso come presenza (shoah docet) che non quella Palestinese che MAI avrebbe dovuto esserci, visto che i Paletinesi erano alleati con i Nazisti.

    Dal punto di vista etico, una bandiera Palestinese al 25 aprile, come presenza, non è diversissima da una col Littorio o la Svastica…

    Visto che, pur di difendere gli indifendibili, si è tornati alla storiella degli “alleati dei fascisti”, permetto di essere anche io un po’ precisino… 🙂

  • Antonio says:

    Gianni secondo la mia modesta opinione il tuo problema non è di essere fascista (che è una definizione precisa da non dispensare troppo largamente, checché ne dica Luca Sofri) è che applichi al ragionamento politico idee schematiche e semplicistiche, o che con la politica rappresentativa c’entrano poco, tipo la rivalsa sociale contro una cultura di sinistra da cui vi sentite discriminati.

    Voglio dire una battaglia culturale per affermare la validità di visioni diverse da quella di sinistra (posto che ne esista un’unica) la fai principalmente sul piano culturale, contestando quello in cui non ti riconosci e cercando di guadagnare consensi.

    Questo può avvenire anche attraverso la politica, però a un certo in politica oltre ad affermare il diritto di esserci a un certo punto ti devi confrontare coi problemi concreti. Dare soluzioni a questioni complesse, come ad esempio rimettere in moto l’economia. Se ti fermi alla recriminazione contro avversari politici, Cina, stranieri e quant’altro combinerai poco o niente, come infatti è stato con quest’ultimo governo.

    Sul tema della liberazione hai la libertà di dire quello che ti pare e ci mancherebbe. Visto che nel festeggiamento tradizionale però non vi riconoscete, non vedo perché venirci a rompere i coglioni ogni volta: fatene un altro con tricolori e stelle e strisce o come vi aggrada, non vedo dove stia il problema. Non sarà il massimo della concordia nazionale, ma se al momento non ci sono le condizioni di fare di più ci si accontenta, poi le cose eventualmente miglioreranno.
    Starsene invece a casa e poi polemizzare frontalmente con chi è sceso in piazza, mi sembra fine a se stesso, o no?

  • Antonio says:

    Paul: c’è una distanza tra gli auspici e lo stato concreto delle cose. Io auspicherei un’adesione ai festeggiamenti per la liberazione molto più ampia, ma non posso non fare i conti col fatto che anche su questo oltre che su molto altro la frattura negli ultimi anni si è estesa. Se le cose andranno per il verso giusto, penso che questo clima di rissa e di polemiche superficiali che domina lo scenario politico – quotidianamente sui giornali, non mi pare che siano dei cortei saltuari a generarlo – si andrà a raffreddare.
    Ma oggi come oggi era del tutto prevedibile che una Moratti non annunciata, che si infila a metà corteo venga sonoramente fischiata. Date le condizioni, cioè clima saturo, attacchi continui dalla sua parte ai valori costituenti, disprezzo degli avversari, calpestamento delle regole, non riconoscimento del risultato delle urne e visita non annunciata, aspettarsi qualcos’altro che contestazione è puro esercizio accademico.
    Pensa poi che sarebbe solo bastato che si accordasse con gli organizzatori per farsi ospitare nel segmento istituzionale, una cosa facile facile che avrebbe risolto gran parte della questione, in partenza.

    Sul punto due non sono d’accordo. Comportamenti discutibili e forzature della concordia sociale nel Polo vengono dagli esponenti di primo piano, compreso il primo ministro. Alla sinistra si chiede paradossalmente di rispondere del comportamento finanche del primo che passa per strada. C’è una certa differenza.

  • gianni says:

    vedi suzuki,
    purtroppo troppo spesso passa il concetto che il peggiore che più o meno condivide le mie idee è migliore di tutti quelli che sono “dall’altra parte”, e purtroppo questo concetto errato comporta che si tenda ad essere indulgenti nei confronti di determinate cose.
    senza voler salire in cattedra, potrei ricordare che non più tardi di un anneto e mezzo fa Fini espulse dal partito un deputato che aveva fatto dono ai propri colleghi di una videocassetta che riabilitava non so più quale gerarca nazista.
    ricordiamoci pure la visita di Fini in israele ed il riconoscimento delle discriminazioni razziali del 38 come crimine contro l’umanità (posizione condivisa unanimente da TUTTA An) e determinerai che se cè qualcuno che negli ultimi anni ha decisamente chiuso con determinate pagine è proprio la destra italiana.
    Purtuttavia all’interno del partito ci sono posizioni critiche nei confronti della politica israeliana, considerata troppo dura nei confronti dei civili palestinesi, ma è una posizione politica, ragionata e spiegata senza fare piazzate e sopprattutto senza offendere persone che hanno rischiato in gioventù la propria pelle per difendere un ideale.
    per quanto riguarda i valori che non verrebbero condivisi…. bè il fatto che io o qualcun altro non partecipi al 25 aprile, non ritengo che mi tolga il diritto di esprimere le mie idee su quale futuro io voglia per il mio paese.
    mi sono francamente rotto, di perdere del tempo a discutere di fatti che erano già storia prima che io nascessi, ho passato la gioventù senza poter parlare di politica con mio nonno perchè da una parola in là, come il discorso virava sulla politica, mi diceva col suo bel dialetto piemontese “mi t’parl nent ansema perchè tè n’fasista”, per cui ritengo che applicheremmo meglio il nostro tempo a discutere su come evitare il crollo della nostra economia (aggredita dallo schiavismo cinese piuttosto che dagli sciacalli alla george soros)
    su come fare in modo che chi commette reati di qualunque tipo sia giustamente ed in maniera umana messo nelle condizioni di pagare il proprio debito con la società, o come permettere ai nostri ragazzi di costruirsi una famiglia.
    purtroppo quando sento dire, (come scrive giovanni poco più in sù) che una tranquilla signora di mezza età non ha il diritto di accompagnare il padre paralitico ad una manifestazione….chi non ha il diritto di fare qualcosa sei proprio tu giovanni, di essere maleducato e di definirti per giunta democratico (chi è il tuo modello politico pol pot o fidel?)

  • paul says:

    Letto, e ti ringrazio, ma, con il massimo rispetto, rimango sulla mia posizione 1) non basta un commento negativo del seppur autorevole Augias ad una direttiva che privilegia lo studio di altre epoche storiche e che nessuno sembra aver letto(anno?numero?pubblicata?) per fare della Moratti una collusa col fascismo, e legittimarne i fischi (anche perchè, da quel che so, lo ius docendi dei professori è amplissimo, dalla scelta del manuale, alla rilevanza degli argomenti da trattare, e non per niente è una direttiva) 2) l’argomento gli amici dei miei amici sono anche miei amici, non sta in piedi, (altrimenti: Teorema Domenico Fisichella). Paul.

  • marco.inge says:

    paul
    leggi il mio post di ieri, please…
    dove non si parla di cattive compagnie della Moratti…
    si parla di un atto ufficiale da lei firmato come Ministro nel 2004, di una direttiva ministeriale sui Programmi dell’insegnamento della Storia nella Scuola dell’Obbligo, che fu bollato all’epoca (dagli Storici, non dagli anarcoinsurrezionalisti) come una direttiva chiaramente e interessatamente REVISIONISTA.
    e di quello peggiore.
    cosa c’entri chi firma un provvedimento del genere coi Valori della Resistenza, continuo a non capirlo…

  • paul says:

    Però perdonami, non sono illuminanti gli argomenti che usi per censurare il comportamento della Moratti. 1)in ogni manifestazione, in questa manifestazione, anche a sinistra, c’è una briciola di opportunismo politico: come tutte gli anniversari storici è una festa un po’ retorica (certo ben venga) che si presta ad opportunismi politici; non vedo cosa ci sia da scandalizzarsi. Ciò non giustifica assolutamente i fischi, a fortiori per una persona che non ha la rozzezza culturale e intellettuale di un calderoli qualunque: non mi ricordo una dico una dichiarazione scomposta della Moratti su questo tema. 2)Il fatto che gli amici degli amici della M. siano (pseudo-para-filo)fascisti, non vuol dire che siano anche amici della Moratti, o che ci sia una comunione ideologica, altrimenti questo discorso si potrebbe rovesciare anche a sinistra. Ciao, Paul.

  • Antonio says:

    Stavo rispondendo seriamente a Gianni, ma tutto sommato non ne ho tanta voglia. Carissimo rifletti sul fatto che siete tutti occupati a giudicare un corteo a cui vi siete sempre ben guardati dal frequentare, che viene tenuto a sostegno di valori che avete in spregio, rifletti anche sul fatto che i blog “progressisti” pullulano di polisti che ritengono fondamentale ricordare quanto siamo brutti, cattivi, astiosi, etc. etc.
    Ora trai tu le conclusioni su chi è ossessionato da chi e chi ha in odio chi. Ora per cortesia liberate il governo, poi più avanti si discorrerà con calma delle vostro spirito di “pacificazione” e del vostro atteggiamento di “dialogo” istituzionale e “rispetto” delle regole. O forse ci toccherà fare da soli come al solito…

    Suzuki, mi fa piacere che anche chi non è stato a Milano abbia compreso come si sono svolte realmente le cose. Sono giorni che continuo a ripetere a chiunque mi capiti a tiro che è stato un corteo molto molto tranquillo, anche se dalle cronache non appare e infatti chi era presente si è sentito decisamente estraniato dal racconto che ne è stato fatto sui media.
    Solo una precisazione: la brigata ebraica usava come vessillo quella che poi è diventata la bandiera d’Israele (forse con la differenza nell’orientamento delle bande, da verticali a orizzontali) e molti elementi che la componevano provenivano dall’Haganah e allo scioglimento confluiranno nell’esercito del futuro stato. Questo ho capito documentandomi qui e là. Quindi è più che sensato che partecipino con la bandiera che è anche quella israeliana. Per il resto la storia è sempre meno lineare di quanto si pensi e penso che un ebreo ne sia particolarmente consapevole (ma qui si aprirebbe una discussione di quelle impegnative 🙂

  • Suzukimaruti says:

    gianni: se hai letto tutto il mio post, avrai notato che c’è una lunga postilla in cui dico la mia su squatters e compagnia brutta.
    E la penso esattamente come te: vanno isolati e anche mandati un po’ a fanculo. 🙂
    Non ho mai amato particolarmente Cofferati, ma ha ragionissima.

  • gianni says:

    quando ventanni fa iniziai a fare politica in un partito di destra non avrei mai immaginato di assistere ad una comica come quella incentrata sul 25/04/06, in cui i sinistri extra parlamentari (ma che poi si candidano e votano rifcom checchè ne diciate!) insultano un partigiano bianco e i reduci di una brigata composta di ebrei.
    ma forse mi sono perso un pezzo… ma gli antisemiti o presunti tali ornati di camicie nere svastiche olii di ricino vari ecc ecc non militavano in massa nella destra? ma guardatevi! siete uniti solo e sempre contro qualcosa o qualcuno, che si chiami fascismo, berlusconi, o israele (?!?) l’unica cosa che vi unisce è solo l’odio e l’intenzione di dare contro qualcosa.
    Purtroppo nella sinistra le persone dotate di raziocinio come Cofferati sono una minoranza, ma lo volete capire o no che se continuate a fiancheggiare, appoggiare e scusare comportamenti illegali porterete l’Italia nel caos?
    qualche tempo fa fece notizia un ragazzo che si prese un ceffone da un alto dirigente di An, il ragazzo era reo di aver fatto un (UNO) saluto romano ad una manifestazione ufficiale di An.
    come pensate di gestire una situazione in cui un vostro ministro siederà in un prossimo g8 e caruso fuori a tirare i sassi ed aggredire i Carabinieri?
    in un tempo neanche troppo lontano della gente del genere sarebbe stata presa a badilate nelle gengive dagli efficientissimi servizi d’ordine dei sindacati, e ora?
    permettete che delle minoranze trasformino quella che per voi è la festa fondante della repubblica in uno dei soliti bordelli tipici degli squatter, e tenete ancora loro la parte.
    complimenti!

  • Pappafico says:

    Sempre lucido e corretto: d’accordo quasi su tutto.
    Credo che la cosa migliore per contestare la Moratti sarebbe stato presentarsi con un cartello di ossequi al padre della ministra del tipo “Salutiamo il padre di Letizia Moratti” ignorandola completamente.

    Per quanto riguarda i sinistri militonti, è meglio stare lontano e ignorarli quando si trovano nei cortei, come giustamente dici tu, ma occorre anche che si cerchi di isolarli ancor prima che si accodino al corteo, tanto non hanno niente in comune con chi manifesta.

    I centri sociali non possono continuare ad essere dei porti franchi dove il rispetto della legge è un optional. La sinistra dovrebbe smettere di giustificare certi comportamenti: prendano esempio da Cofferati che a forza di scazzi con la cd. sinistra antagonista, ha iniziato a fare capire come gira il mondo.
    Certi personaggi che animano i centri sociali sono lì semplicemente perchè non hanno niente di meglio da fare (come ad esempio lavorare, creare, mantenere una famiglia).
    Vi siete mai chiesti come sbarca il lunario gente come Casarini?

  • giovanni says:

    La moratti non si deve permettere di sfilare il 25 aprile, anche se sfila con il padre (a dachau? chi sa se è vero…). Lei ministro di BERLUSCONI sta al governo grazie ai nazisti! E poi basta…tanto rumore per due bandiere bruciate!! Pensate ai bambini palestinesi che muoiono tutti giorni sotto il fuoco di israele!!! Anche i cori 10 100 1000 nassiriya…ma è reato cantare in piazza e manifestare per la pace? Non è colpa mia se sono morti due italiani ma di BERLUSCONI e di bush! Se i poveri iracheni non si difendono con le bombe come si difendono???
    ABBIAMO TRASMESSO: SUNTO DI PENSIERO SINISTRO

  • marco.inge says:

    aggiungo una nota relativa alla Moratti.
    Forse ci siamo dimenticati tutti che, nell’esercizio delle sue funzioni di Ministro, la Signora Letizia Brichetto in Moratti (mi piacerebbe poi sapere perche’ si fa chiamare col nome del marito…) nel 2004, ha emanato una direttiva nazionale sull’insegnamento della storia nella scuola dell’obbligo che Corrado Augias (noto no global anarcoinsurrezionalista autonomo) ha commentato cosi’:
    “Lo studio della storia, così come la riforma Moratti lo ha ridisegnato nei programmi della scuola media, istituisce un modellino esangue che tace su troppi aspetti del passato, mentre altri furbescamente accomuna. La conoscenza del mondo greco-romano al quale dobbiamo gran parte della nostra civiltà, viene limitata in modo intollerabile e riservata in pratica solo agli allievi dei licei. Abolita la rivoluzione sovietica che andrebbe studiata comunque, anche da parte di chi la considera un fallimento o un errore; tutti i ‘totalitarismi’ novecenteschi sono gettati in un solo mucchio indistinto, s’ignora il colonialismo così come le guerre di religione che nel Cinquecento insanguinarono l’Europa, si limita il valore della Resistenza al nazifascismo, compresa quella italiana; in poche parole si applicano gli aspetti più discutibili di quel “revisionismo” che da molte parti si sta tentando d’imporre. Quando si è tentato di amputare la scuola di un insegnamento fondamentale come la teoria evoluzionistica, la comunità scientifica ha reagito e i risultati sono venuti. Questa storia sfigurata ha fatto finora meno scandalo. Forse perché gli storici sono ancora più scoraggiati degli scienziati.”
    e per finire, ha votato in Consiglio dei Ministri quella devolution che della Costituzione nata dalla Resistenza fa scempio.
    Ora, mi domando: ma di che cosa ci stiamo stupendo? che un personaggio del genere, che di fatto cerca la provocazione a fini elettorali-propagandistici e se ne e’ sempre stra-fregata, nei fatti, dei valori della resistenza e dell’antifascismo, venga fischiata?
    io, francamente, mi stupirei del contrario…

  • Suzukimaruti says:

    manuele: mi pare siano cose che decide la decenza, la coerenza o – incredibile nell’Italia berlusconiana – i fatti.
    e chi sta coi fascisti mi sembra logico e naturale che sia fuori posto ad una manifestazione del 25 aprile.

    poi se vuole venirci lo stesso, è liberissimo di farlo (libertà che c’è dal 25 aprile 1945). ma la gente è liberissima di mugugnare. quel che conta è che non gli sia impedito.

    da quando non c’è più la dittatura, in Italia si è liberi anche di fare cose disgustose come ha fatto la moratti 3 giorni fa.

  • manuele says:

    Insomma decide Suzuki deve stare in piazza oppure no. Quindi la Moratti “non ci doveva stare”. Il padre poi, se accompagnato dalla figlia non se ne parla neppure. D’altra parte l’ha fatta Suzuki la resistenza, quella vera, mica il paralitico in gita premio a Dachau.
    ma dai.

  • Suzukimaruti says:

    è la sindrome da caps lock: a furia di sforzarsi a scrivere cose maiuscole, si finisce per dire stronzate o – peggio ancora – cose confuse

  • garethjax says:

    Non ho capito nulla di quello che ha scritto il tizio con il blocca maiuscole bloccato.

  • degra says:

    daccordo su tutto, ma non sul dover ingoiare i rospi. fischiare è un diritto, ed è l’unico modo non violento che la massa ha per farsi sentire fuori dai seggi. piuttosto non approvo l’andar dietro alla destra da parte di tutti i “capi” dell’attuale maggioranza: c’èera proprio bisogno di prendere le distanze e condannare aspramente chi ha fischiato la Moratti, come ha fatto Prodi? L’han fischiata? Chissenefrega! Mica l’eletto è responsabile della condotta degli elettori. Casomai è il contrario…
    I media, forse per la prima volta, hanno invece fatto vedere quello che la destra non voleva: i contestatori non erano noglobal con passamontagna e bulloni da lanciare, ma “gente normale”, nonni con nipotini che gridavano e fischiavano quella che è stata il peggior ministro del peggior governo dal ’46 ad oggi. E si vedeva molto bene…

  • marco.inge says:

    suz…
    per la prima volta ti quoto in pieno!
    sulla Moratti, sui valori del 25 aprile, sul fatto che questi valori bisogna viverli nei fatti, e non solo astrattamente (o utilitaristicamente)…
    così come sulla vicenda delle bandiere di Israele (prima portate lì: provocazione. poi bruciate: della serie “abbocchiamoci sempre”…).
    un po’ meno sui centri sociali, ma per stavolta te la passo…
    anche perchè il tuo garbato cenno al Partito d’Azione e a Giustizia e Libertà (che all’antifascismo militante e alla resistenza hanno dato un contributo fondamentale) mi ha aperto il cuore. perchè GL è stata una delle esperienze di militanza attiva, intellettuali e morali più alte mai espresse da questo povero paese, così povero di socialismo liberale.
    potrei (metaforicamente parlando, ovviamente) quasi “amarti” politicamente per questo!!!
    PS se interessati a GL e alla tensione morale che ha animato il percorso di molti suoi componenti, vi consiglio questo libro di Nuto Revelli. Catartico. Una boccata di ossigeno puro.

  • Suzukimaruti says:

    Matteo: ma infatti dicevo di ingoiare il rospo in entrambi i casi, anche se gente come la Moratti e i fascisti si meriterebbero i fischi. E lo si ingoia per pura ragion politica, perché la giustizia porterebbe a fare altro.

    Su Israele e la democrazia, il problema è uno solo ed è la solita ambiguità: democrazia in casa e fascismo con gli altri, soprattutto coi palestinesi. Qui si spera sempre che le cose cambino, soprattutto ora che i laburisti tornano a governare. Incrocio le dita.

  • Matteo says:

    Grande!
    una sola cosa non condivido. Se la moratti o peggio i neofascisti vogliono sfilare al 25 aprile, bisognerebbe ingoiare il rospo. I partigiani ci hanno consegnato una democrazia per la quale anche la peggior feccia ha diritto a farsi eleggere e sparare le sue minchiate in parlamento ed ovunque voglia nella societá (salvo i limiti di legge ovviamente, tipo la ricostituzione del partito fascista, l’apologia etc.) La differenza morale tra noi e loro é proprio questa: siccome abbiamo vinto noi, loro hanno il diritto di parlare, essere eletti, sfilare. A parti inverse non sarebbe stato vero; ma a questa conquista non possiamo derogare, pena l’abbassarci al loro livello. Ci pensino loro, ci pensi la Moratti a spiegare se ne é capace l’incongruenza delle sue posizioni.

    Altro punto, su Israele. Credo dobbiamo sempre riconoscere che nonostante lo stato ebraico sconfini spesso nel crimine internazionale, parliamo di una solida democrazia che resiste democratica nel terrore da 60 anni (le avessimo noi le istituzioni che hanno loro). Invece di produrre kamikaze, produce premi nobel e scelte coraggiose come l’abbandono della striscia. Non voglio fare la difesa di israele ad oltranza, delle sue politiche verso i palestinesi. Ma non posso prescindere dal vedere che gli interlocutori con cui dovrebbe negoziare la pace sono un manipolo di dittature corrotte o, piú preoccupante, una organizzazione non certo dedita alla resistenza non-violenta.
    sono per altro d’accordo sul fatto che le bandiere di israele non c’entrino un cazzo con il corteo e con la brigata ebraica.

    per il resto, grande pezzo, soprattuto la chiusura sui centri sociali

  • GALENO4 says:

    LA MASTURBAZIONE MENTALE DEL SIGNORE DI SINISTRA , MA NON NO GLOBAL (PERCHè LO DISTURBA E POI NON GLI CRESCONO BENE IGERANI SUL BALCONE )è IL TIPICO ESEMPIO DI MISTIFICAZIONE DEI COMPORTAMENTI REALI E NON ONIRICI. IL VOLER TROVARE A TUTTI I COSTI UNA GIUSTIFICAZIONE A SITUAZIONI ABERRANTI COME QUELLA DEL 25 APRILE APRE LE PORTE AD UN GIUSTIZIALISMO CHE PERSEGUIREBBE OGNI ATTO DI OGNI PERSONA NON ALLINEATO CON IL REGIME.QUANDO IL SIGNORE PARLA DI PARTIGIANI,VORREI RICORDARGLI,ANCHE SE DI SICURO NE è AL CORRENTE VISTE LE DOTTE CITAZIONI, CHE GLI ASSASSINI COME MORANINO E COMPAGNIA CANTANTE (OVVIAMENTE BELLA CIAO) ,HANNO CONTINUATO LA LORO ESECRANDA ATTIVITà(SIC!) BEN OLTRE IL TERMINE DEL 25APRILE . POTREI CONTINUARE ANON FINIRE, MA SO PURTROPPO CHE CERTI PERSONAGGI VIVONO SOLO DELLE LORO E PER LE LORO POVERE IDEE AUGURI!!

  • egine says:

    se ci pensi bene c’è una analogia fra i
    centri sociali di cui sopra e il festival
    dei due mondi a spoleto, fanno parte del
    paesaggio, i media ne parlano dicendo sempre
    suppergiù le stesse cose, aspettiamo tutti
    l’innocente che gridi
    la corazzata potiomkin e una cagata pazzesca

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