Morte accidentale di un anarchico

March 20th, 2006 § 10 comments

Ma davvero la destra crede che cambiando le lapidi si cambi la Storia?

Il risultato, per quanto ne so, è che se un ragazzino di 16 anni fino a ieri non sapeva chi fosse Giuseppe Pinelli, ora lo sa proprio a causa dello scandalo creato dalla decisione della giunta Albertini. Insomma, le lapidi adornano i giardini e si fanno coprire di erbacce: le idee circolano e non c’è lapide che possa coprirle. E la decisione di cambiare la lapide è tanto comica quanto inutile.

Mi sa che la destra si accontenterà di questo: la loro cultura, gratta gratta, è quella delle associazioni di combattenti e reduci RSI: gente attaccata ai simboli, agli alamari, alle cicatrici e alle decorazioni. E sono talmente superficiali e attaccati ai simboli da non accorgersi che cambiare le parole ad una lapide non cambia nulla nei fatti, nella memoria condivisa.

Insomma, la destra ha colpito il simbolo, credendo di colpire le idee che rappresenta. Esattamente come facevano i brigatisti. Grazie al cielo nel caso della lapide non c’è una persona di mezzo, tra la pallottola e il simbolo. Cioè c’è ed è stata uccisa una sera in questura a Milano, lapide o non lapide.
La destra come le BR. L’ipotesi mi convince: sono isolati, autoreferenziali, intimamente sconfitti e presi da un delirio in cui tutti sono nemici. Accerchiati. E colpiscono a destra e a manca, in nome di una giustizia che non hanno mai frequentato, nemmeno per sbaglio.

Scrivano pure "morto tragicamente". Sono gli stessi che 65 anni fa erano convinti che scrivere sui muri di mezza italia che "Mussolini ha sempre ragione" gli desse ragione per davvero.

Si dice che dopo una guerra sono i vincitori a scrivere la Storia. In questo caso ci stanno provando i futuri sconfitti, con risultati patetici.

§ 10 Responses to Morte accidentale di un anarchico"

  • d2 says:

    cantiamo in cuor nostro la canzone anarchica senza abbassare la guardia ‘quella sera a milano era caldo, ma che caldo che caldo faceva…’

  • marco.inge says:

    …si puo’ cancellare una scritta, imprigionare un uomo, ma mai un pensiero…
    Bertold Brecht.

  • rmxl says:

    Futuri sconfitti??? Vedremo…. 😀

  • Samuele says:

    Da me trovi la foto…
    😉

  • spider says:

    ….mhhhh

    …a me sa che stanno tentando di rimettere in scena un bal casino tipo porta Venezia…

  • L’unica cosa grande come una casa che si vede da questo gesto patetico e vigliacco è il preciso intento di provocare.
    De Corato (tanto per aggiungere fuoco al fuoco) ha dichiarato “il Comune ha reso omaggio nello stesso tempo a Pinelli la cui tragica morte non è più ricordata con una targa abusiva ma con lo stemma della città” sono sicura che l’ANARCHICO Giuseppe Pinelli si sentirebbe davvero “omaggiato” sapendo che il suo nome è ricordato dallo stemma del comune di Milano…
    Mi fa schifo come stanno provocando, mi fa schifo come stanno tornando dalle fogne…

  • Gilthas says:

    Da un lato questo, dall’altro la beatificazione di Quattrocchi. Disgustorama.

  • Suzukimaruti says:

    se ce l’hai, assolutamente sì 🙂

    l’ho anche visitata da ragazzo (pur essendo un diessino ho sempre avuto una fascinazione ottocentesca per gli anarchici veri, quelli anticlericali, anticonformisti e poetici, non gli spaccavetrine).

  • Samuele says:

    E la vuoi una foto della lapide “prima” ?
    🙂

  • senera says:

    un applauso sentito a questo post.
    hai ragione: una lapide non cambiera’ il sentire e la memoria delle persone. poi sicuramente non in una citta’ che si appresta a commemorare le cinque giornate.

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