Don’t do it, Romano

February 3rd, 2006 § 16 comments

Caro Romano,

come saprai grazie ad un colpo di maggioranza in commissione, la destra si è auto-approvata un regolamento di attuazione della par condicio che è semplicemente geniale, nel senso che garantisce a Berlusconi l’ultima parola in una conferenza stampa riassuntiva di fine mandato, in cui non avrà contraddittorio. Questo la dice lunga sulla correttezza della destra.

L’altra cosa prevista da questo regolamento è l’istituzione di due faccia a faccia tra i leader di entrambi i poli, insomma tra te e Berlusconi.

Ecco, io sono dell’idea che puoi evitare di farli entrambi, esattamente come ha fatto Berlusconi nel 2001 con Rutelli.
Il motivo è semplice: come coalizione abbiamo un vantaggio di 5 o 6 punti percentuali a livello nazionale e partecipare ad un faccia a faccia non può certo contribuire ad aumentarlo più di tanto, anche ammettendo che lo si vinca lasciando Berlusconi in lacrime sulla poltrona di Porta a Porta macchiata di fondotinta sciolto.

Insomma, abbiamo tutto da perdere e poco da guadagnare. Per di più legittimeremmo Berlusconi come avversario (mentre la regola è lasciarlo gridare ai 4 venti: dopo un po’ la gente ci fa il callo), scendendo a discutere sui suoi temi. Meglio evitare.

Per quanto ne so, il modello da seguire è la Coppa America. Se conquisti un vantaggio, non fare cazzate e stai sempre tra l’avversario e la boa, ossessivamente. Lascia che sia lui a cercare il vento scardinando qualsiasi percorso di buonsenso. E tu marcalo, virata dopo virata.

Tu devi fare proprio così, come Alinghi: trova un bel pretesto (ce l’hai già ed è credibile: proprio il regolamento di attuazione della par condicio), evita il confronto, lascia Berlusconi gridare, difenditi dall’accusa di codardia esattamente come fece Berlusconi nel 2001 quando evitò di incontrare Rutelli e gli sottrai le due più grosse opportunità di confronto.

Insomma, Romano non lo fare! Non cedere ai media, che su queste cose ci campano, ed evita le trappole berlusconiane. Meglio se nella sera dei confronti TV te ne stai in giro per l’Italia a presentare il programma dell’Unione (ci accontentiamo anche di un indice succinto, neh) in qualche piazza reale e non nella tana del nemico.

Certe cose lasciale agli esperti dialettici del settore: non ti fare tirare in mezzo da Berlusconi, lascia che vadano (in altre occasioni, che di certo non possono fare la figura di quelli che ti sostituiscono) a sfondargli le terga con una mietitrebbia due faine come D’Alema e Rutelli (che possono piacere o meno, ma quando si tratta di mordere in tv non hanno rivali), magari aiutati dall’astro nascente Anna Finocchiaro, che ha già messo in crisi Berlusconi qualche sera fa in Tv e si vede che ci sa fare.

Guarda che Berlusconi è in piena "fase bunker", cioè è ridotto come Hitler nel suo bunker berlinese mentre le truppe sovietiche avanzano inesorabili a portare la libertà (nota patetica: mi sono emozionato scrivendolo; una parte di me è endocrinamente legata a vecchi miti): mente a se stesso, vede complotti e tradimenti ovunque, accusa tutti, è di umore variabile, vive di miti fasulli e fa pure un po’ schifo a vedersi.

Ora la questione è tenere duro, iniziare ad abbozzare uno straccio di programma e far capire alla gente che è utile votare per noi e non solo contro la destra satrapo-clericale che c’è in Italia. Ci accontentiamo di poco, anche due o tre slogan belli generici, di quelli tipo le tre"i" di Berlusconi.
Dai, sono 50 anni che noi di sinistra produciamo questi splendidi slogan vuoti eppure efficaci. Qualcosa tipo le tre "s": solidarietà, sviluppo e supplì.

Insomma, fate voi. Guarda che basta poco per farsi votare dalla gente: quattro promessone generiche, due o tre speranze, qualche impegno tendente al vago e in generale una faccia seria con cui dire il tutto. Berlusconi con un contratto pieno di palle colossali è riuscito a prendere percentuali bulgare. L’Italia è un paese di creduloni e di ignoranti, e noi siamo un po’ troppo raffinati. Non dico di giocare sporco, ma un po’ di atteggiamento alla Pasquale Bruno ogni tanto ci vuole: grinta e interventi sulle caviglie del popolo italiano. Facciamogli delle proposte politiche a cui non possano dire di no.

Guarda che è una vita che Fini va avanti così: non dice niente, segue Berlusconi in tutte le sue nefandezze politiche (le ha votate TUTTE!) ma poi inalbera una faccia da persona seria che si studia la sera allo specchio e qualcuno ci crede. Uno che nomina Gasparri suo vice non è serio o è un dadaista, non ci sono alternative. 

Per farla breve, da militante generico della sinistra (o del centrosinistra o dell’Ulivo o dell’Unione o della GAD o di come cacchio vuoi chiamarla tu: diciamo tutte quelle realtà e identità che Berlusconi sintetizza con l’appellativo "comunisti", incluso un simil parroco come Castagnetti) ti butto lì una mia richiesta con tanto di slogan: meno dialettica con Berlusconi e più proposta a noi elettori.

Mi piacerebbe vederti mentre elenchi un programma semi-credibile del centrosinistra e liquidi le urla di Berlusconi come il ronzio di un fastidioso moscone (di quelli che girano intorno alle cacche, beninteso): tu hai altro di cui occuparti.

Stammi bene, cambia montatura degli occhiali che la tua fa cagare in TV (solo non chiedere a Klaus Davi; visto come si concia può far tutto tranne il consulente d’immagine), dai una pacca a Flavia da parte mia e già che ci sei saluta tuo fratello: lo guardo quasi tutte le notti mentre fa lezione per il Consorzio Nettuno ed è una valida alternativa alle pubblicità dei telefoni erotici.

Ci si vede poi il 10 aprile, quando porteremo i cavalli cosacchi ad abbeverarsi nelle fontane di Piazza San Pietro. Porto io le bignole, che solo a Torino le facciamo buone (cioè le fanno buone e identiche pure in Ungheria, ma non è proprio dietro l’angolo); tu porta lo spumante; Fassino i bicchieri di carta e Rutelli la chitarra. Guarda che canteremo pure le osterie, quindi se qualcuna ti inquieta (tipo l’Osteria del Vaticano) faccelo sapere in tempo che la sostituiamo con qualche canzonaccia piemontese di quelle che piacciono a me e Piero quando siamo alticci.

Un abbraccio militante,

Suzukimaruti

Ah, un Post Scriptum: non so se conta la tua opinione, ma fammi il favore di convocare qualcuno della Margherita e prenderlo a calci nel culo fino a quando non tira fuori Domenico Fisichella dalla lista dei potenziali candidati. Ma siamo matti? Ok, è un fuoriuscito da AN che si è dimesso schifato dal governo Berlusconi, ma in ogni caso è un monarchico militante (e io i monarchici li tratterei come in Francia duecento e passa anni fa), uno che ha detto che "Mazzini era un terrorista" e soprattutto uno che ha licenziato in tronco un dirigente del suo ministero perché si era fatto fotografare ad una serata al Gay Village di Roma. Già avrei mal sopportato che tu candidassi il pilota, figurati questo qui. Che sarà pure una persona seria, ma insomma: mettiamo dei paletti subito, onde evitare di trovarceli in luoghi spiacevoli in futuro.

 

Update: ma cazzarola, non mi date mai retta, dio pinguino!!! Ma sei proprio un frescone a farti tirare in ballo dalle provocazioni da bullo di Berlusconi. Lascia perdere. Anzi, dì che sei disposto ai confronti se il nano brianzolo rinuncia alla conferenza stampa solitaria di fine mandato. Tanto non ci rinuncia, così hai una scusa bella e buona per non incrociare lo sguardo con quel maiale. Romano, non fare cazzate. E anche voi altri del centrosinistra, cazzo, svegliatevi. Vogliamo fare qualcosa per vincere o dobbiamo sempre soffrire come nelle partite del Toro dove, quando va bene, si sta in difesa sull’uno a zero risicatissimo sempre con l’ansia che l’arbitro dia un rigore agli avversari? 

§ 16 Responses to Don’t do it, Romano"

  • Edo says:

    SukukiMaruti..ecco il candidato premier che ci vuole!

  • Regulus: ma certo che nelle osterie ci vado.

    Volevo fare la scena della moglie gelosa ma non ci crede nessuno. 😀

  • AXELL says:

    sono terrorizzato…

  • pietro says:

    concordo in pieno con il tuo consiglio a big romano 🙂

  • michele says:

    Silvio sei un mito…..ti seguo sempre in ogni tua apparizione,…liberaci dai comunisti…
    Gentili giacobini di sinistra ricordate a mister ero che il 9si vota …invec di starsene abbioccato in casa mezzo dicorsi in tv può anche farlo….

  • regulus21 says:

    L’indirizzo del mio blog è cambiato. Ti prego di cambiare anche il collegamento a partire dal tuo blog.

    Chiaro-scuro non esiste più.

    Ora c’è regulus21, in tutto e per tutto, e l’indirizzo è http://www.regulus21.splinder.com

    Grazie!

  • regulus21 says:

    Dai, Pedro, non vorresti esserci anche tu?

    A me basterebbe una birreria di quelle accoglienti ed assortite, a Suz uno sprizz e a te na mezza bottiglia di negramaro. Così stiamo tutti contenti 😛

    /me bastard inside!

  • Sioula says:

    Bellissimo, bellissimo, bellissimo.
    Grazie.

  • AquaT. says:

    ho le lacrime agli occhi…mi sono immaginato Bondi nella divisa della Hitlerjugend che fissa come ipnotizzato la rotonda bocca del cannone di un T34 russo che punta contro di lui, dietro al suo 88 senza munizioni.

  • Ah no eh…TU nelle osterie e nei tabaren non ci vai.

    Altrimenti ti aspetto a casa con un mattarello in mano come Alice 🙂

  • degra says:

    Grande, Suz! Non sapevo che avessi questa amicizia da osterie con Fassino 😛
    Per gli slogan, uno per ora l’ho visto sotto un manifesto: “Oggi il contratto con gli italiani, domani gli Italiani con un contratto!” e non mi sembrava male, anche se a me le cose mediatiche rimbalzano del tutto.

  • Suzukimaruti says:

    gilthas, ricordo bene. Ma perché rischiare?

    regulus: per l’occasione bisognerà far ricostruire qualche osteria a Torino, visto che praticamente non ce ne sono più.

  • regulus21 says:

    Sei un mito, fattelo dire!

    Va che se vince la sinistra, vengo a TO a cantare le osterie con te… DIRETTAMENTE NELLE OSTERIE! 😛

  • Gilthas says:

    Direi che già solo per la “destra satrapo-clericale” ti amo alla follia 😉
    Anyway, nel 1996 il confronto TV ci fu e vinse la sinistra, quindi… non fasciamoci la testa prima di essercela rotta.

  • sì ma quando Berlusconi non va in tv la gente non lo critica – per lo meno non i suoi elettori – quando non ci andiamo noi passiamo per vigliacchi.

    non c’è niente da fare: questo qui va fatto fuori e anche in fretta.

    solo dopo potremo avere campagne elettorali semi decenti.

    dico semi perché la Rai riesce a stare con la destra quando la destra vince e con piede in due staffe quando la sinistra vince.

    in più quella pennellata di devozione cattolica a botte di ilpapahadetto o ilpapaèapparso ricorda sempre agli italiani che esiste in centro destra, indipendentemente dai risultati delle elezioni.

  • Marco says:

    Temo che tu abbia ragione! Lasciamo bollire Berlusconi nel suo brodo…. Più lo ignori e più si agita, più si agita e più spara cazzate. E distinguiamoci parlando di programmi e cose serie.

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