Candidature folli e aria di Zorro

February 15th, 2006 § 27 comments

Ho aspettato un po’ a fare questo post, perché nel mezzo delle cose sarebbe sembrato antipatico.

Il fatto è che i fatti di questi giorni dimostrano che le mie ansie e anche un po’ il mio schifo per le candidature trotzkiste di Rifondazione (qui e qui)erano assolutamente giustificati.

Non solo Ferrando ha iniziato a dichiarare ai quattro venti (con i media ben felici di amplificarne l’idiozia a reti unificate e far vedere che è meglio votare per gli altri) cose abominevoli e solo in grado di sputtanare l’intero centrosinistra, ma si è pure bullato (confermando dall’interno quanto si diceva qui) che "il 41% del partito la pensa come me".

Insomma, la psicosi interna di Rifondazione è palese. E il fatto che siano un rischio per il centrosinistra è ormai chiarissimo. Se poi entriamo nel merito di quello che pensano alcuni suoi candidati (e futuri eletti: ora faranno fuori Ferrando, ma i suoi possono contare sul 15% dei seggi sicuri di Rifondazione, più quel "gran lavoratore" di Caruso), si ride.

In compenso, e ben lungi da me dal fare il paragone fascismo=comunismo (in primis perché Rifondazione non ha nulla da spartire con la tradizione comunista italiana, a partire da Bertinotti che orbitava intorno al PSI craxiano [e non è MAI stato del PCI!] fino a 10 minuti prima di essere eletto segretario) visto che il primo è un termine che appartiene alla cronaca nera e il secondo alla filosofia, a destra sono messi ancora peggio, visto che sono riusciti a candidare il peggio del neofascismo, tirato fuori a forza dalle fogne.

Sto parlando di Tilgher, Fiore e Saya. Quest’ultimo è un uomo spettacolare: era quello che aveva fondato un corpo abusivo di polizia (con complicità al Viminale tutte ancora da indagare), con cui mangiava soldi dello stato e giocava al poliziotto cattivissimo. E’ tuttora indagato e Berlusconi lo candida. Ma ci rendiamo conto? Un pazzo criminale che candida un pazzo criminale, ecco.

Ovvio che è un personaggio da operetta, da "Vogliamo i colonnelli", ma intanto si è prodotto in qualche dichiarazione del genere "gli immigrati vanno cacciati perché sporcano la razza", dove la parte inquietante è quella sulla razza, visto che ormai "cacciare gli immigrati" tristemente non fa più scandalo. "I ‘comunisti’ (per loro significa da Castagnetti in su) vanno colpiti con la repressione e probabilmente avremo bisogno di andarli a cercare uno ad uno". "Gli omosessuali, anzi i finocchi, possono tranquillamente lavorare ma devono restare nascosti" e così via.

E un individuo così è in grado di dire – e il tragico è che per loro è vero – "Dopo Mussolini, il migliore è Berlusconi".

Il tutto dovrebbe farci riflettere su cosa è marcio in politica. Il sogno di un paese civile in cui non esistono la destra sguaiata affarista e mentitrice, in cui i neofascisti – per quanto ridicoli – tornano a fare compagnia al ratto delle chiaviche e in cui esiste una sinistra moderna, intelligente, civile e non un partito di finti estremisti funzionali al nemico è ancora lontano.
Certo che se la gente smettesse di votare Rifondazione e provasse almeno una volta a dare fiducia alla sinistra vera (cioè quella responsabile e con una visione strategica della politica), almeno dal lato nostro avremmo fatto un passo avanti enorme verso il presente.

Attualmente siamo ancora un paese sudamericano di inizio secolo, a livello politico. C’è tutto: la destra che mescola fascismo, peronismo personalista del fazendero più ricco e crimine organizzato, la chiesa che tifa per la destra, e i campesinos divisi tra loro con una parte monopolizzata da rappresentanti massimalisti, funzionali ai fazenderos cattivi. Se si facessero tutti crescere i baffoni (Saya già li ha), l’equivoco sarebbe perfetto.

§ 27 Responses to Candidature folli e aria di Zorro"

  • Mara says:

    Leggo solo adesso il tuo commento. Non mi sono interessata alle nuove regole elettorali non avendo pensato, per i motivi che sai, di votare. Vedo che nel tuo delirio non pensi che si possa essere di idee differenti dalle tue senza essere un troll. E vedo anche che, sempre nel tuo delirio, sai anche quello che un militante di estrema sinistra si può permettere di fare o non fare. Comunque ti faccio felice (certa che questo comportamento ti renderà ancora più convinto della bontà della tua onnipotenza . Contento tu! Per quanto mi riguarda, per fortuna, ho avuto un lavoro che mi porterà molto lontano dall’Italia (e anche da cyber point) per qualche mese. Buone elezioni dunque, e spero che i risultati ti possano fare felice, visto il fanatismo filo prodiano di cui fai bella mostra. Sarebbe un dolore troppo forte per te una sconfitta dell’Unione. Ove accadesse, io invece me ne farei una ragione.
    Au revoir, caro amico,
    Mara (che è proprio una donna di sinistra ma di una sinistra diversa dalla tua)

  • Suzukimaruti says:

    il che dimostra, cara mara, che sei un personaggio fasullo (ho anche una mezza idea su chi sia il tuo autore): a queste elezioni non voti nessun candidato. Le liste sono bloccate, voti il simbolo e gli eletti vengono espressi automaticamente dalla posizione in lista. Niente preferenze, insomma.
    Un vero militante di estrema sinistra non si sarebbe mai permesso di ignorare una cosa così basilare. Tradotto in termini pratici: sei un disperato che cerca di seminare zizzania con delle finzioni. Ritenta, sarai più fortunato.
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    Riguardo alla Bolkestein, lo dico per gli altri, visto che tu sei un troll, è una legge voluta dalla Commissione Europea, nel periodo in cui Prodi la presiedeva. Commissione che era a maggioranza destrorsa.
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    Prodi ha “subito” la legge, che aveva principi validi (cioè accentuare il carattere di sistema dell’Unione Europea) e proposte pratiche in alcuni casi inaccettabili.
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    Grazie alla sinistra europea, seguendo le linee guida di Prodi, la legge è stata profondamente cambiata, le parti inquietanti sono state tagliate e sono passati i principi giusti e socialmente accettabili.
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    Gli estremisti avrebbero fatto le barricate (e la destra si sarebbe votata la Bolkestein dura e pura senza cambiarne una virgola.
    Grazie all’azione riformista della sinistra europea, la legge è diventata assolutamente buona. Talmente buona che perfino la sinistra antagonista ha votato a favore dei passaggi emendanti. Tutto detto.
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    Lo dico a tutti: pensateci bene prima di venire qui e fare i bucanieri. La scorrettezza non paga mai in politica. E il comportamento della finta-Mara è un chiaro indice del livello umano infimo a cui arriva questa destra.

  • Mara says:

    Guardate che la Bolkestein è stata voluta dalla Commissione presieduta da Prodi che si è sempre dichiarato favorevolissimo a questa legge! E te la meni con i trozkysti di Rifondazione, ma pensa a quello che farà l’Unione spacciandolo per politica di sinistra (a cominciare dalla TAV). Comunque il 9 aprile volevo annullare la scheda, dopo aver incontrato questo blog e letto le simpatiche critiche di suz, ho deciso di votare per i candidati trozkysti di Rifondazione, sperando che facciano sentire la loro voce in Parlamento.

  • Suzukimaruti says:

    A proposito di Bolkestein (legge che è stata talmente modificata nel suo impianto da avere un altro relatore, questa volta di sinistra), qui i dettagli sulla sua approvazione http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=47473

  • delio says:

    suz, tutto bello e giusto. ma chi governa il partito non sono le persone che vedi in sezione, e lo sai.

  • Suzukimaruti says:

    franco: sante parole. Messa così la legge non ha nulla a che vedere con la bolkestein e contiene elementi assolutamente buoni.
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    Il tutto dimostra che la cultura riformista produce cose buone e l’allarmismo generalizzato, cieco ed estremista lascia il tempo che trova.
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    Non ho idea di come possano essere stati tirati nella polemica i DS e Prodi, contando che i DS hanno manifestato contro la Bolkestein originale giusto il 14 febbraio a strasburgo (nei commenti credo di aver addirittura linkato il volantino).
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    E’ che a certa sinistra – la stessa che ci ha donato 5 anni di Berlusconi facendo cadere il governo Prodi – fa comodo dipingere i DS come nemici dei lavoratori. Basta entrare in una sezione per rendersi conto della realtà, delle facce belle, del decoro e della dignità di chi compone questo partito della sinistra europea.

  • franco says:

    solo per dire una cosa che qui non emerge con chiarezza: la direttiva bolkenstein approvata oggi non contiene più quella norma sul trattamento dei lavoratori che potevano essere assunti in base al paese di provenienza.
    Inoltre questa direttiva liberalizza anche le professioni e in Italia, dove gli albi professionali costituiscono più che una garanzia di qualità una barriera all’entrata nel mondo del lavoro, è una cosa di cui abbiamo assolutamente bisogno. Non è un caso che i lobbisti delle professioni abbiano contestato fino all’ultimo questa direttiva.
    Sulla biografia di Bertinotti non so molto e neanche mi interessa. mi basta ricordare quello che ha fatto nel ’98, che ha contribuito non poco anche a questi 5 anni di merda governativa.

  • Antonio says:

    Emmebi per chi è cresciuto a latte e cortei, biscotti e sezioni questo è assolutamente niente, potremmo andare avanti per ore senza cedimenti. Il fatto è che una volta ci si azzuffava su temi pesi come le prospettive di avanzamento della classe operaia nella presente congiuntura internazionale, oggi ci dividiamo sui dettagli biografici di un gigante del pensiero come Fausto Bertinotti… 🙂

  • degra says:

    Ovvio che per informazione io intendo quella “istituzionale” dei telegiornali nazionali. I giornali non li leggo perchè ci vorrebbe troppo tempo per leggere *veramente* un quotidiano, figuriamoci leggerne più d’uno, e poi leggere le cose “di ieri” fa passare la voglia. Solo oggi i telegiornali ne hanno parlato, per dire che è stata approvata la direttiva, ma che era tutt’altro rispetto all’originale. Però solo Studio Aperto e TG5 ne hanno parlato, il TG3 no…
    Per le ovvie critiche, puntualizzo che Studio Aperto lo guardo per il gossip e la cronaca nera (molto più “pesante” degli altri telegiornali), Tg5 non lo guardo quasi mai (se non per Gusto) ma oggi sì perchè su rai2 ci sono le olimpiadi. Tg3 per le notizie non taroccate e per la politica interna ancor meno taroccata.

  • Suzukimaruti says:

    Sì ma va ricordato che Prodi guidava – da sinistra – una Commissione con un parlamento a maggioranza destrorsa. Di fatto non poteva fare nulla, visto che contano i voti.

  • Axell: bertinotti ci vuole perché mancano i voti per stare al governo, sennò ne farei volentirei a meno.
    Non sono tanto più d’accordo con lui di quanto non lo sia con Mastella.

    E tra chi creerà prima problemi all’Ulivo tra lui e Mastella non ho dubbi: sarà Bertinotti o un coglione del 41% dei trozkisti.

  • Degra, sulla Bolkestein il dibattito c’è stato, ed a lungo. Sarà che io guardo spesso Euronews, che ha un bel telegiornale senza fronzoli molto mirato sulle tematiche europee, ma ricordo che anche in CGIL il dibattito sulla liberalizzazione dei servizi è stato affrontato in profondità.
    Le informazioni si trovavano anche sui giornali nazionali (ricordo articoli dettagliati e comprensibili su La Stampa e Repubblica, nonchè sul Manifesto).
    Una cosa che non riesco a dimenticare è che la direttiva Bolkestein nella sua versione originaria (quella che prevedeva che ai prestatori di servizi fossero applicate le condizioni contrattuali dei paesi di origine!!) era figlia legittima della Commissione Europea guidata da Prodi…

  • AXELL says:

    Bertinotti ci vuole.
    Meglio lui dell’UDEUR.
    Anche se… sarà dura.

  • delio says:

    beh, dipende cosa intendi per “i contro”: attac ne parla da un anno, per dire, e tutto sommato anche rifondazione qualcosina l’ha detta. taccio invece sul fatto che i ds siano stati totalmente muti, preferendo parlare di temi essenziali come la forma dell’alleanza con la margherita; che altrimenti il padrone di casa e fine realpolitico mi bastona.

  • degra says:

    Grazie, adesso ne so qualcosina in più: ho letto lavoce.info e anche failacosagiusta, diciamo due pareri opposti… Per ora non saprei da che parte stare, perchè non vedo assolutamente ancora nulla di certo, solo dei potenziali problemi, modifiche proposte, alleggerimenti… Come molte altre direttive o proposte a livello europeo, alla fine verrà completamente stravolta e non si può, per ora, dire cosa verrà fuori, quindi sospendo il mio giudizio.
    La cosa che mi sembra strana è che nessuno ne abbia mai parlato. Fuori dal livello-mobilitazione di base, intendo. O per lo meno mi sembra strano che una direttiva del 2004 mi sia passata così totalmente ignota… Certo è una questione spinosa, ma che non si faccia sapere al grande pubblico (nè dai pro, nè dai contro), mi sembra strano…

  • delio says:

    tra parentesi, accusare di socialismo bertinotti quando il fratello gemello di d’alema è amato, e da almeno cinque anni…

  • delio says:

    suz: se bertinotti ha partecipato (come ha partecipato) alla discussione interna all’area del “no” prima della bolognina, vuol dire che era iscritto al pci. mettila come vuoi, ma sempre lì si ritorna.

    >Aggiungo una cosa: in passato il “salto”
    >dall’estrema sinistra al PSI era un classico.
    non nego: ma non capisco questo cosa c’entri nella fattispecie. tu citi esempi di persone che alla fine dei ’70 sono passati da lc al psi o ai verdi, qui si stava parlando di bertinotti che nel 1972 è probabilmente passato dal psiup (che tutto era tranne una formazione di *estrema* sinistra: forse ti confondi col pdup) al pci. dove sta la similitudine?

    infine, sul tema bolkenstein:
    >Riguardo alla bolkestein, forse sei informato
    >male: *i DS sono contro* e hanno fatto di tutto
    >per modificarla.
    i ds sono stati contro la prima bozza ma ora (come tutto il pse) sono prontissimi a votare dopo il compromesso raggiunto. vedi in che termini ne parla lavoce.info, praticamente l’organo (serio) della destra ds. degra, anche a te consiglio lavoce.info per un parere di parte (una parte contraria alla mia), ma comunque, in breve: la circolare bolkenstein (soprattutto nella sua bozza originaria, ora un po’ smussata) mirava essenzialmente 1) a introdurre una concorrenza assoluta nel mercato europeo dei servizi (similmente a quanto già avviene con le merci), e di conseguenza ad eliminare le attuali possibilità che un governo ha di avocare a sé la gestione ti campi strategici (energia, istruzione, diritto del lavoro…); 2) di permettere alle aziende di assumere lavoratori sul proprio territorio ma alle condizioni lavorative previste nel paese di provenienza: cioè di assumere (esempio archetipico) un elettricista polacco facendolo lavorare a parigi ma pagandolo quanto previsto dal contratto degli elettrici a varsavia.

  • degra says:

    scusate l’ignoranza, ma cos’è ‘sta Bolkenstein? Ho cercato su google ma tra tutti i risultati (non “istituzionali”, ma solo siti e blog “contro”) mica ho capito bene di cosa si tratti…

  • Suzukimaruti says:

    Sull’iscrizione al primo PDS è un dato di fatto (dal 91 al 93) e non l’ho mai contestata, anzi era cosa nota.
    .
    Riguardo alla militanza nel PCI, confermo quanto dice la biografia di Bertinotti stesso: iscritto al PCI e subito uscito nel 1972 e poi vita nella CGIL in quota socialista (unita alla militanza nel PSI) ma di fatto senza tessere in tasca.
    .
    Lo stesso vale per il primo link che hai postato: non c’è scritto da nessuna parte che Bertinotti abbia militato nel PCI dal 1972 in poi. Infatti è citato come nome “di area”.
    .
    Aggiungo una cosa: in passato il “salto” dall’estrema sinistra al PSI era un classico. Si faceva di tutto pur di bypassare l’odiato (dagli estremisti) PCI. Per dire, Mughini, Sofri, Liguori e altri di Lotta Continua sono passati direttamente da LC al PSI di Craxi, grazie al soft-spot di Martelli nei confronti dei fuoriusciti dal congresso rovinoso che sancì la “chiusura” di LC.
    .
    Ben pochi passarono dall’estremismo al PCI. Anzi, la storia di molti, soprattutto di LC, è passata attraverso esperienze varie di mezzo, tipo i primissimi Verdi (che qui a Torino di fatto all’inizio erano una riedizione di LC, addirittura pare nella stessa sede…).

  • delio says:

    suz, non mi sembra proprio che il blog che tu linki dica quello che tu sostieni, bensì: “Nel 1972 si iscrive al Partito comunista italiano, schierandosi con la corrente di Pietro Ingrao. Dopo una breve parentesi nel Partito socialista italiano, si trasferisce a Torino e diventa segretario regionale della Cgil (1975-1985).” ammetto che non sia una scrittura cristallina, ma di certo non supporta quello che dici tu. invece, se certchi un po’ in internet trovi altri articoli, come questo: http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/0/0A19991121.html
    che rappresentano un bertinotti pienamente inserito nel dibattito pre-bolognina interno al pci – cosa confermata qui http://bellaciao.org/it/folders/refondation/storia/Storia%20PRC%2091-96.php
    dove emerge con chiarezza che bertinotti, fino al 1993, è stato iscritto al pds, oltre che sindacalista.
    insomma, c’è bertinotti, una serie di siti internet, la rivista del manifesto, ed io a ricordarci che bertinotti è stato piú nel pci che nel psi (e di sicuro anche, per due anni, nel pds); e ci sei tu da solo a negare tutto e a sostenere che bertinotti sia passato – oplà – da martelli a cossutta. ammetti di avere dei ricordi sbiaditi?
    (la cosa bella è che io bertinotti neanche lo amo piú di tanto).

  • Suzukimaruti says:

    EmmeBi: ma infatti mi diverto solo io a parlarne. E’ un uso del blog assolutamente privatistico! E’ come quando parlo di tecnologia: di fatto sono sfoghi esistenziali privati. 🙂

  • Suzukimaruti says:

    Wikipedia dice che il PSIUP confluì nel PCI. Non parla dell’entrata di Bertinotti. Tuttavia lui entrò nel 1972 e poi lasciò il partito subito dopo per confluire nel PSI. (la sua biografia: http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=98&biografia=Fausto+Bertinotti)
    E poi non è mai più rientrato nel partito (ed è pure uscito dal PSI dopo un po’).

    Il bello è che Bertinotti ha cercato in tutti i modi di nascondere questa cosa. Tipo che nella sua biografia sul sito delle primarie dell’Unione omette completamente l’adesione al PSI (che all’epoca passava dal vecchio PSI a Craxi) e mente dicendo di essere stato “iscritto vent’anni al PCI”.

    Lui stesso, nella lottizzazione all’interno della CGIL, veniva considerato in quota socialista pur essendo un “senza partito”.
    .
    Riguardo alla bolkestein, forse sei informato male: *i DS sono contro* e hanno fatto di tutto per modificarla. (http://www.fpcgil.it/internaz/No_alla_bolkestein/Bolkestein_DS_Man14.pdf). E hanno partecipato alla manifestazione anti-blokestein di ieri a Strasburgo.

  • EmmeBi says:

    Lo sai che sei pallosissimo quando parli di politica?
    Te ne accorgi, vero? 🙂

  • delio says:

    ps mi sembra un ottimo specchio dei tempi il fatto che ci si preoccupi piú per un paio di dichiarazioni dementi di ferrando, che fino a prova contraria non nuoceranno a nessuno, e si glissi sul fatto che i ds si apprestano allegramente ad approvare la bolkenstein.

  • delio says:

    >Bertinotti che orbitava intorno al PSI craxiano [e
    >non è MAI stato del PCI!] fino a 10 minuti prima di
    >essere eletto segretario
    cazzata. bertinotti è stato nel pci per quasi vent’anni, ed è persino stato iscritto per due anni al pds:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Fausto_Bertinotti

  • degra says:

    ma la cosa più “divertente” è vedere che i politici italiani (intesi come dirigenza dei due schieramenti) non sanno nemmeno cosa vuol dire la parola strategia… Cioè, a destra ci hanno provato a far passare per ladro Fassino, e poteva anche essere vista come strategia, ma dopo aver urlato ai quattro venti (indignandosi) che la sinistra candidava no-global, trotzkisti e cose simili, vanno loro stessi a candidare ‘sta gentaglia… Se il centrosinistra è capace di farsi gli autogol, la destra non è assolutamente da meno, e sembra che facciano a che ne segna di più… Forse non sanno che dovrebbe essere al contrario… 😛

  • capemaster says:

    D’accordissimo.
    Il parallelismo con il Sudamerica è calzante. Speriamo che non si propaghi a livello economico più di quanto lo abbia già fatto.

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