Votare una serpe in seno – evitate Rifondazione, per favore!

January 25th, 2006 § 59 comments

Come sapete, dal giorno in cui il mancato voto di fiducia di Rifondazione Comunista fece cadere il primo Governo Prodi non mi fido più di Rifondazione Comunista.

Lo dico apertamente e spero mi tuteli dagli strali di qualche potenziale elettore di Rifondazione (che spero si ravveda in nome del buonsenso): non lo faccio per anticomunismo o per un insano attacco di sentimenti destrorsi, non potrei proprio vista la mia storia umana e politica.

Il fatto è che Rifondazione la conosco benissimo, come le mie tasche. Non fosse altro perché quando nacque a Torino ero lì, addirittura contento. Non vi ho militato apertamente, ma per un po’ è stato il mio referente politico (diciamo per gran parte della gestione Garavini). E poi con i militanti torinesi di Rifondazione e la relativa federazione giovanile (e anche i collettivi studenteschi che facevano capo ad essa) ho passato anni gomito a gomito, quasi quotidianamente. Era un periodo – durato circa 10 anni – in cui vivevo l’impegno politico in modo ossessivo, come una vestale, e penso di essermi fatto vere e proprie "overdosi" di sinistra in ogni sua declinazione più o meno perversa, tra assemblee, cortei, amicizie e frequentazioni personali, ecc.

Ecco, io sono qui a chiedere alle persone di buon senso, anche a quelle che si devono per forza sentire "più a sinistra" dei DS, di non votare per Rifondazione. Non per cattiveria, non per astio, ma perché rischiamo di farci del male, di eleggere gente inaffidabile, che in nome di un’intransigenza ai limiti dell’ottusità potrebbe riconsegnare il paese alla destra, come ha fatto in passato. E noi un altro quinquennio di Berlusconi non possiamo permettercelo.

Penso che questo articolo del Corriere della Sera su Rifondazione spieghi tutto. (da leggere assolutamente: merita e apre gli occhi)

Insomma, ci rendiamo conto che il 41% dei dirigenti di questo partito (la minoranza anti-Bertinotti) sono in gran parte trotzkisti?

A parte il fatto che la definizione di "trotzkista" nel 2006 fa ridere quasi come il conseguente concetto di "rivoluzione permanente", che può sembrare uno slogan della L’Oréal, la cosa che mi spaventa è che quasi metà dei "capi" di quel partito si rifaccia a categorie di pensiero così vecchie e fuori dal mondo da essere quasi comiche.

Ma c’è di peggio: Rifondazione lascerà ben 9 seggi sicuri a rappresentanti della sua minoranza. Gente che non voterà la fiducia ad un eventuale governo di centrosinistra, gente che dice (testualmente) "No al governo con i banchieri dell’Unione".

Ora, ditemi voi che senso può avere votare un partito che – per di più al Senato dove la maggioranza parlamentare potrebbe essere risicatissima – fa eleggere 9 persone che voteranno, insieme alla destra, contro un eventuale governo di centrosinistra. Ma ha senso?

Guardate che il dibattito qui è pragmatico, è puramente di buonsenso. So benissimo che si può essere più di sinistra dei DS e che probabilmente ci andrebbe un qualcosa che rappresenti chi non ce la fa a votare Fassino & C e vuole stare oltre.
Ma mi chiedo quanti di quelli che votano Rifondazione davvero desiderano eleggere gente che vota contro un governo di centrosinistra e che fa volantini che inneggiano (sul serio, senza che a nessuno scappi da ridere) all’abbattimento dello stato capitalista.

Ma, soprattutto, mi chiedo che senso ha (e che sanità mentale media ha) un partito che ha una minoranza così massiccia di gente che pensa che la sinistra debba stare per definizione all’opposizione (cazzo, il 41%: alla faccia della minoranza), che rimpiange il PCI e addirittura il PCUS, che flirta coi COBAS e con i casseur, ecc. E dire "sinistra per forza all’opposizione" automaticamente significa "destra al potere". Non ci sono posizioni intermedie.

Leggetevi questo documento programmatico delirante di una delle figure più importanti del 41% di minoranza rifondatrice (ma basta legggere i titoli dei capitoli…): vuol cacciare Berlusconi dal Governo, cacciare l’Ulivo dal Governo e contemporaneamente stare all’opposizione. E chi governa?

Oppure leggetevi quest’altra perla di mozione congressuale, intitolata "Rompere con Prodi: preparare l’alternativa operaia". Cazzo, sembra il titolo di un disco heavy metal.

Io ho l’impressione che Rifondazione, a parte lo zoccolo duro, raccolga molto voto superficiale, cioè gente che vota "comunista" perché si sente molto di sinistra, ma di fatto non "vive" il partito, le persone che lo animano, la quotidianità di chi lo rappresenta, ecc.

Ecco, io inviterei tutti a farsi un giro ad un’assemblea di Rifondazione (anzi, un comitato centrale/federale o come cavolo lo chiamano ora) e ascoltare gli interventi. Ci metto una mano sul fuoco che quasi metà degli interventi saranno un’esperienza psichedelica, con gente che – sul serio – inizia i discorsi dicendo "come diceva giustamente il compagno Mao…", che ancora crede al socialismo reale, che difende apertamente la dittatura cubana (ricordiamo, per esempio che a Cuba i gay sono perseguitati per legge, anzi diciamola in modo terroristico ed efficace "Nichi Vendola a Cuba sarebbe già stato incarcerato"), che apertamente crede ad un "partito rivoluzionario".

Davvero, leggetevi i manifesti, i volantini e i documenti del 41% dei dirigenti di Rifondazione Comunista, perché sono un salto indietro nel tempo o quattro passi nel delirio. Ricordo con terrore uno di questi trotzkisti che – ovviamente ripreso da non so più quale trasmissione di Mediaset – inneggiava a Stalin e giustificava in parte il brigatismo rosso.
E ricordo Mara Malavenda, eletta con Rifondazione che già nel 1996 votò insieme alla destra contro la fiducia al primo Governo Prodi.

Confesso anche che scrivere queste cose mi costa un po’, visto che in Rifondazione ho un tot di amici e addirittura una delle persone citate nell’articolo del Corriere è un’amica di famiglia da una vita (e prima che diventasse europarlamentare la incontravo tutte le sere mentre portavamo a passeggio i rispettivi cani). Ma è anche una che per anni ha fatto – da sola – opposizione a Chiamparino in Comune, insieme alla destra.

Lo dico a coloro (spero pochi) che progettano di votare Rifondazione e sperano che questo serva a mandare via Berlusconi (per sempre) e ad avere un mondo migliore: state attenti, il vostro voto potrebbe eleggere (ora con le liste bloccate non dipende dall’elettore) uno che magari vota contro un governo di centrosinistra, che magari non sarà il massimo, ma è già un passo avanti rispetto a Berlusconi & complici.

Già solo per il fatto che Rifondazione ha dato 9 seggi sicuri a gente che in Senato voterà come Calderoli, Castelli e Gasparri (ovviamente con motivi diversi, ma esito identico), ma chi ce lo fa fare? Perché votare un partito che elegge un sesto circa della sua rappresentanza parlamentare composto di gente che vuole stare all’opposizione?
E voi, votate Rifondazione perché pensate che debba governare la destra? O votate Rifondazione perché sperate che la sinistra (più o meno sinistra) governi e faccia cose di sinistra?

Insomma, consideratelo un appello alla vostra logica: su 60 seggi sicuri (più i bonus) per Rifondazione, 9 saranno di gente che vuole che la sinistra stia all’opposizione e voterà di conseguenza. Gente che non crede al sistema parlamentare, in gran parte.

Non vi basta come motivo per votare – magari a malincuore – un altro partito di sinistra?

Nota: non sto dicendo che i DS siano i migliori (lo penso, ma non è questo il punto) e sono più che certo che chi vota Rifondazione lo fa in buona fede, cercando di fare qualcosa di sinistra. Mi limito solo a discutere gli effetti logici e fattuali di un voto a Rifondazione. Una questione puramente matematica e di efficacia del voto. Votereste un partito in cui un sesto degli eletti non fa quello che – come elettori – gli chiedete di fare?

Vanno bene perfino i Comunisti Italiani, che vista l’età media del partito (il più gettonato nelle bocciofile) non possono fare male più di tanto. Va bene perfino votare per i Verdi, che hanno lo stesso programma della maggioranza bertinottiana di Rifondazione, ma non candidano "nemici di fatto".
Ma in nome della logica, se ci tenete che la destra perda, non governi, non faccia danni e questa Italia migliori un po’, votate altro all’interno del centrosinistra.

Anche perché un partito rappresentato per il 41% da trotzkisti o peggio non credo sia ragionevole, nel 2006. E dubito che il 7,5-8% degli elettori italiani (che è quanto Rifondazione prenderà alle politiche, decimale più, decimale meno) siano per il 41% trotzkisti, filobolscevichi nel 2006, nostalgici di Mao e di Baffone.

§ 59 Responses to Votare una serpe in seno – evitate Rifondazione, per favore!"

  • delio says:

    nooo! la discussione sui laibach nooo! l’abbiamo fatta pari pari pari sei mesi fa – suz, ripeschi il link?

  • spider says:

    Beh dai

    In effetti l’estetica fricchettona fa proprio cagare 😀

    E’ il motivo per il quale , amando gli indumenti militari e la pelle nera e non avendo (come tu sai Suz 🙂 ) neanche un pelo sul cranio, molti “mi scambiano per”…

  • Suzukimaruti says:

    come ebbero a dire i Laibach “siamo nazisti nella stessa misura in cui Hitler era un pittore” (e in effetti Hitler dipingeva).

    Detto questo, essendo jugoslavi ai tempi della Cortina di Ferro, ovvio che per fare scandalo adottassero un’estetica nazista, così come i CCCP facevano i filosovietici.

  • swampthing says:

    certo che ne ha suscitate di discussioni quell’ “innocuo” articolo sul Corriere. Lo hanno postato anche sul mio blog.Qualche voto a Rifondazione l’hanno rosicato, sicuro. potere della stampa.

    ps. I Laibach non sono fascistoni, usano quell’estetica solo per provocare.

  • Antonio says:

    Comunque sui quesiti che ponevo su America del sud e Cuba interessante ascoltare la trasmissione di cui a questo link, specie se si ha la pazienza di seguire fino alla fine.

  • Suzukimaruti says:

    dubito: non riesco nemmeno ad essere un diessino ortodosso.

    su alcuni temi sono assolutamente in linea (a volte considerata estremistica) con alcune battaglie che qui in Italia fanno i Radicali (mai votati, beninteso) e la sinistra abbozza o prende con le pinze: per dire, sono un ultraliberal per quanto riguarda la bioetica (mentre a sinistra conserviamo una cautela berlingueriana), quindi pochi vincoli etici e tanta sperimentazione, nemmeno sulla clonazione.

    Lo stesso vale per le droghe: sono totalmente antiproibizionista (e NON consumatore, anzi detesto i tossici, i tossicofili e i fricchettoni), anche per quanto riguarda le droghe pesanti. E – in un’ottica liberale – sono per la legalizzazione di tutte le droghe (così non saranno più droghe), mentre la sinistra è ambigua su questo tema e mantiene un giudizio morale su chi si droga.

    Se poi parliamo di famiglia, sono assolutamente ultraliberal: piena libertà di matrimonio, unione civile e adozione indipendentemente dal sesso dei singoli. Insomma, 100% sulla linea Zapatero. E anche qui la sinistra, inclusa quella estrema, ci va coi piedi di piombo, avendo ancora sulle spalle un po’ di moralismo ereditato dal PCI.

    E poi mettetevi nei miei panni: mi fanno CAGARE i Nomadi, patisco Guccini, detesto la musica militante italiana, patisco tutti i cantautori escluso De Andrè e ho ascolti e letture più simili ad un missino che ad un antagonista.

    Ah, aggiungo, sarà un rigurgito di stalinismo alla Pajetta (quello sì, amato come un parente), ma non amo particolarmente i fricchettoni, i capelloni, l’atteggiamento zingaresco di certa sinistra, le barbe lunghe, i sandali, le R4, ecc.
    Insomma, tra Damon Albarn, Bertinotti e Diliberto, scelgo quello che canta meglio 🙂

    In ogni caso, dubito che il rifondatore medio (salvo rari casi apulo-tedeschi :-)) ascolti buona musica: basta andare ad un corteo e si piange dallo schifo, a sentire cosa suonano i gggiovani comunisti dai loro camioncini.
    Ma è in generale un male della sinistra: in generale a sinistra si ascolta musica orribile, con la scusa che è schierata.
    Francamente preferisco fascistoni come Dj Hell o i Laibach alla Bandabardò o a Fiorella M(‘)annoia.

  • Antonio says:

    Comincio a sospettare che ci sia un risvolto tutto sabaudo nei giudizi di Suzuki, voglio dire nel resto d’Italia chi si fa avanti e indietro da Londra per stare dietro alla house e ai club vota Rifondazione! Mica gli stalinisti sostenitori di Cuba 😉

    Suzuki prendine atto: tu altrove saresti un elettore rifondarolo tipico

  • Ja says:

    >Rifondazione ha 2 correnti che sono – per >autodefinizione – trotzkiste, cioè per la >rivoluzione permanente.
    >E io trovo folle che siano così numerose.

    Dipende. Schumpeter – e anche Gobetti, se mi ricordo bene – sosteneva che il capitalismo nella sua forma ideale aveva molti elementi di rivoluzione permamente.

    Non e’ poi tanto folle essere per la rivoluzione permanente.. un vero partito progressista deve saper mantenere le cose buone che ci sono e saper cambiare quelle che vanno male. Il cambiamento fa bene.. Basta mettersi d’accordo sul significato di rivoluzione permanente.

    >i cascami dell’antimodernismo vanno estirpati fra i giovani.

    I giovani sono per definizione modernisti: guarda dove sono finiti i fricchettoni degli anni sessanta e ottanta, ora tutti con politiche conservatrici e con la barca a vela..

    >dio salvi le bocciofile!

    Ecco, mandiamo tutto in vacca.. qui si e’ per il poker, il blackjack, il tressette e lo scopone scientifico contro un esercito di ottantenni.

  • Suzukimaruti says:

    delio, non ci capiamo: dio salvi le bocciofile!
    Non ho mai trovato così tanta disponibilità e apertura mentale come nei “nonni” dell’ANPI, gente aperta a idee nuove, in grado (alla loro età) di mettersi in discussione, di cambiare idea, di rompere convenzioni, ecc.

  • ma uno che frequenta la bocciofila se va bene ha 80 anni e per essere antimoderno – ammesso che lo sia, visto che nelle bocciofile di Reggio Emilia votano DS a stragrande maggioranza e non Prc – ha una scusa.

    i cascami dell’antimodernismo vanno estirpati fra i giovani.

  • delio says:

    >Ecco, io penso che questi cascami di antimodernismo
    >andrebbero cancellati dalla sinistra stessa.
    giusto! al rogo le bocciofile di reggio emilia!

  • Suzukimaruti says:

    è che da noi le mazze da piccone da corteo si chiamano “barotti”. 🙂

    Comunque sì, un trotzkista che inneggia a Stalin è improbabile, storicamente.

    Facciamo che la riforumulo così: ho vusto un rappresentante della minoranza di Rifondazione (evidentemente non trotzkista) che, ecc.

    Insomma, il discorso non cambia.

    Detto questo, Rifondazione ha 2 correnti che sono – per autodefinizione – trotzkiste, cioè per la rivoluzione permanente.
    E io trovo folle che siano così numerose.

    Insomma, mi sembra quantomeno che RIfondazione dovrebbe risolvere l’equivoco: è un partito che accetta la democrazia parlamentare, lo stato capitalista (riformabilissimo, anche radicalmente), il mercato (idem), ecc?

    O continua sospesa nell’ambiguità tra istanze rivoluzionarie (usate come mantra), massimalismo autolesionista e flirt col centrosinistra?

    Proprio per questo motivo ritengo che non vadano votati mai più, anzi spero che l’esperienza di Rifondazione (che considero una parentesi triste e inutile nella storia della sinistra italiana, in gran parte dei casi funzionale alla destra e totalmente incapace di incidere sulla politica nazionale) si esaurisca e si passi ad altro.

    Perché il bello è che si può essere di sinistra senza essere come il rifondarolo medio. Lo dico perché a 20 anni fui preso in mezzo da 2 o 3 antagonisti di Rifondazione, che mi fecero un processo politico perché ascoltavo i Blur, che erano a loro detta “servi delle major”, perché mi piaceva andare a Londra a fare clubbing e sperperare il salario in 12 pollici house (“musica fascista in una capitale di uno stato imperialista, divertimento massificato, ecc.”) e perché (questa è tragica e venata di luddismo quasi teneroso) ero un appassionato di informatica (“razionalismo aziendalista, che nega l’uomo”).

    Ecco, io penso che questi cascami di antimodernismo andrebbero cancellati dalla sinistra stessa.

  • delio says:

    >Un trozkista degno di questo nome non inneggera’
    >mai a Stalin:
    giusto, ja. del resto, suzuki, hai fatto troppi servizi d’ordine per non sapere che le mazze di piccone in gergo si chiamano stalin in onore della mazza di piccone primigenia, quella usata dai sicari di stalin per far fuori trotzky in messico.

  • Ja says:

    Grande Delio, sui fricchettoni dei Gruenen – e confermo che la Loony Left c’e’ anche nel Labour al governo, e un suo esponente e’ diventato sindaco di Londra pappa e ciccia con la City 🙂

    >Ricordo con terrore uno di questi trotzkisti che – ovviamente ripreso da non so più quale trasmissione di Mediaset – inneggiava a Stalin e giustificava in parte il brigatismo rosso.

    Ma Suzuki, perche’ ce l’hai con i trozkisti? Questo e’ un falso storico clamoroso, una pagliacciata di Mediaset: Un trozkista degno di questo nome non inneggera’ mai a Stalin: del resto e’ roba ampiamente acclarata dalla storiografia che Baffone odiava Trotsky e i trozkisti tanto da toglierli di mezzo o esiliarli dopo la presa del potere nel periodo dopo la morte di Lenin.
    Secondo me ‘trozkista’ e’ un contenitore per insulti generici, come da sessant’anni a questa parte.. Ammettilo, sei uno stalinista di ferro 😀

    Faccio notare che i trozkisti governano la politica estera degli USA..

  • spider says:

    Pedro :D!

    ..in compenso si è schierata la Bellucci…

    in questo paesiello conterà piu’ MAMMA’ o (scusate la plasticità) LA FIGA?

  • Stamattina Berlusconi era di nuovo in tv. Ho visto il video su Repubblica.it (eh no, va bene conoscere il nemico ma non guardo Costanzo).
    Due giorni fa era da Bonolis e c’era se non sbaglio sua madre.
    Siamo ancora in un paese in cui si vince parlando della “mamma”, signori miei. Altro che rifondare l’internazionale.

    Se incontro un trotzkista credo che gli chiederò gentilmente di tenere la testa dove già ce l’ha – e cioé saldamente infilata nel suo stesso culo – e di fare il santo piacere di farsi le seghe intelletuali in casa, dove c’è più tranquillità e può usufruire delle riviste atte all’uopo, e non in Parlamento.

  • spider says:

    Suzuki

    Scusami se torno sulla questione. Ho scritto rozzamente, lo so, ma io non volevo certo banalizzare riferendomi all’abusato “piu’ sono di sinistra piu’ abitano in centro” e non volevo certo fare un inno al pauperismo.

    La questione è che Rifondazione Comunista è a mio avviso una formazione che GENETICAMENTE nasce per fare opposizione e basta.A Rifondazione di fare mediazioni per garantire a milioni di cittadini scenari migliori di quello attuale nè conviene nè interessa, perchè l’appeal di rifondazione nasce proprio dall’ essere aprioristicamente un partito antagonista.
    Io suppongo che rifondazione catalizzi tre tipi di elettori
    1 Gli intellettuali benestanti e non organici che rinchiusi nelle loro torri , criticano la società ma si guardano bene dallo sporcarsi le mani

    2 Gli adolescenti al loro primo o secondo voto, sui quali hanno ancora un certo ascendente le icone di ribellione

    3 (e qui sono d’accordo con un sacco dei tuoi post) I vecchi tromboni antimoderni che inneggiano a Fidel senza fare minimamente cenno alle palesi violazioni dei diritti umani

    Ora il problema è

    Come si fa a convincere queste fasce di elettorato a non “tagliarselo per dispetto alla moglie”? (proverbio pugliese)

  • delio says:

    rispondo adesso e poi giuro che smetto di forumizzare:

    >i verdi tedeschi sono una realtà ben diversa dalla
    >sinistra radicale
    tu non sai bene, allora, cosa sono i verdi tedeschi. i verdi tedeschi sono nati dal movimentismo anni ’70, sono quelli che picchettavano le centrali nucleari, sono quelli che nelle foto in bianco e nero hanno i barboni e le ascelle pelose e le bandane in testa, sono i fricchettoni. sono passati 30 anni, d’accordo, ma gran parte della base è ancora quella. che fischer sia diverso è un altro conto, ma i verdi tedeschi hanno ideali molto simili a quelli di rifondazione, anche se non si autodefinirebbero mai “comunisti”.

    >La mozione di claudio grassi se non sbaglio dice
    >una cosa tipo: “il nostro appoggio al governo
    >prodi non è scontato”. E sti cazzi!
    perfetto. è quella che definivo una tesi “discutibile quanto vuoi”, ma quello che *tu* sostenevi è che la mozione di grassi puntasse all’opposizione permanente. come vedi sono due paia di maniche. ammetti di aver bluffato, please.

    >La realtà è che quei 9 non voteranno la fiducia a
    >Prodi.
    scommettiamo? una bottiglia di salice salentino contro una di barolo 🙂

    >Io, poi, attendo sempre un’autocritica su Cuba,
    >ma non arriva da nessun rifondatore.
    guarda, quando fai così mi sembri bondi. ma davvero secondo te non c’è nessun tema piú urgente di cui discutere che il giudizio che il vertice di rifondazione fa di cuba? tra l’altro, ho come la sensazione che sia molto piú vicino a cuba un vertice di partito di discendenza stalinista (quello del pdci) che uno di discendenza parzialmente trotzkista (quello del prc). perché di quello che diliberto dice di cuba non te ne fotte niente?

    infine, ritornando alle parole di antonio: è giusto, parliamo di america latina, che è un laboratorio politico infinitamente piú grande e interessante di cuba. parliamo di zapatero e dell’appoggio economico e militare che dà a chavez. parliamo del mercosur e dell’integrazione politica che parrebbe essere in atto lì tra le forze di una sinistra ben piú radicale di quella europea (psoe a parte). se tutto quello di cui si riesce a parlare è la richiesta un autodafé su cuba (ma poi, da quant’è che un partito comunista italiano non dà un euro a castro?) davvero mi sembra di star leggendo camillo e non suzukimaruti.
    Nemmeno da Vendola.

  • Suzukimaruti says:

    Il problema è che si guarda al PCI come ad un’epopea dorata, quando andava tutto bene.
    Invece andava tutto male: la DC ha governato per 50 anni e ha fatto i suoi porci comodi e il PCI non è MAI stato in grado di proporsi seriamente come alternativa di governo, in primis perché non aveva risolto i suoi problemi interni, le proprie ambiguità, ecc.
    E lo dico da persona che quando scrive PCI lo fa con la stessa enfasi con cui scrive “mamma”.

    Riguardo Cuba, l’autocritica va fatta e in fretta, in primis perché è giusta. E in secundis perché mancano sì e no 2 settimane alla fatidica puntata in cui Bertinotti sarà invitato da Vespa e gli tenderanno il trappolone su Cuba e lui si troverà a fare la parte del balengo.

    Perché l’esperienza Cubana, ora come ora, è indifendibile: una dittatura militare, che reprime il dissenso, mette all’indice libri e idee (magari odiosi, ma non importa), perseguita per legge gli omosessuali, nega alcuni diritti civili, ecc.

    Quando sarà risolta questa ambiguità su Cuba? Ovvio, il giudizio macro-storico mi fa dire che la rivoluzione è stata un bene, che ha dato identità ad una nazione, ha liberato molti da Batista e ha strappato Cuba da un’altra dittatura.

    Ma ora che cosa è? Insomma, è indifendibile da tutti i punti di vista. La revolucion è stata tradita, ecco.

  • Antonio says:

    Comunque al di là di tutto questa è una discussione che va fatta e che invece c’è un certo pudore ad affrontare.
    Sia in termini di nudi numeri – DS, Rifo, PCDI, Verdi: una follia – che di prospettive politiche. Come si diceva nell’altro topic il partito democratico, cioè la sintesi di riformisti e cattolici sociali – significherebbe la fine della tradizione socialista in Italia e oltretutto senza la garanzia di risolvere i problemi di fondo. Ci sono dei nodi che con la deflagrazione del PCI non sono stati affrontati e ciò che non risolvi ti ritorna indietro con gli interessi.

    Il fatto che la nascita del PDS sia stata salutata con la fuoriscita di una porzione del partito considerevole e che ha dimostrato di non essere un fatto momentaneo, dovrebbe suggerire che si è sbagliato qualcosa.

    Cosiccome la scissione di Rifondazione indica che pure lì qualche conto non lo si è fatto troppo bene.

  • Antonio says:

    Che tipo di autocritica devono fare su Cuba? Siamo in una fase politica in cui le autocritiche e le dichiarazioni solenni incontrano grande successo. Personalmente mi interessa capire quale sia la riflessione di DS, Rifondazione e la sinistra sul complesso di quello che accade in America latina. O che pensano del Venezuela di Chavez, uno dei protagonisti, comunque la si veda, dei cambiamenti in corso. Oppure mi interessa capire che visione c’è sul medio-oriente, possibilmente a medio termine.
    Questi sono tutti punti ben poco chiari. Mi interessano meno adesioni, appoggi, condanne espresse sul singolo paese e sull’onda della cronaca. Che è quello a cui abbiamo assistito in questi anni, salvo rare eccezioni.
    Quindi sempre interessato a discutere di Cuba o ascoltare ragionamenti a riguardo. Vuote dichiarazioni, no grazie.

    Pedrita: la NATO? Cioè a proposito di arnesi del passato, la NATO è un residuato della guerra fredda che ha ricevuto una pesante sconfessione del suo ruolo e del suo senso da parte della stessa amministrazione Bush. Vi sembra sensato superare i nostri cosidetti ritardi o pregiudizi tradizionali difendendo organizzazioni in cui nemmeno gli americani credono più? Se le vecchie posizioni del PCI sono inadeguate allora devono essere sostituite da nuove elaborazioni, ma che abbiano un senso.

    Se la sinistra supera il suo senso di inferiorità e comincia a offrire delle risposte nuove e credibili ai problemi dell’oggi, invece che ripetere le parole d’ordine dell’establishment mondiale, vedrete che non solo si vince ma i nostalgici non avranno più frecce nel loro arco.

  • Suzukimaruti says:

    delio, ma i verdi tedeschi sono una realtà ben diversa dalla sinistra radicale (che peraltro è nata giusto per le ultime elezioni, di fatto mandando la Merkel al governissimo) e fino a qualche mese fa (ma che te lo dico a fare :-)) erano una forza di governo.
    E raccolgono un voto che in parte è non ideologico e addirittura un po’ trasversale. Nulla a che vedere – come politica e come materiale umano – con i Verdi italiani, che dopo Mattioli (che è un grande) non hanno più combinato nulla.
    .
    La mozione di claudio grassi se non sbaglio dice una cosa tipo: “il nostro appoggio al governo prodi non è scontato”. E sti cazzi! E’ contenta la gente di votare per uno che si dichiara pronto a tradire il centrosinistra?
    .
    Aggiungo una cosa: i 9 eletti sicuri (più gli altri) della minoranza di Rifondazione già hanno detto che sono lì per rendere la vita difficile a Prodi. Conta – per dire – che in una situazione simile ad un ipotetico governo di centrosinistra, cioè il Comune di Torino, Marilde Provera (di cui si parla nell’articolo) stava all’opposizione.
    Perché mai dovrebbe votare la fiducia?
    .
    La realtà è che quei 9 non voteranno la fiducia a Prodi.
    .
    Io, poi, attendo sempre un’autocritica su Cuba, ma non arriva da nessun rifondatore.
    Nemmeno da Vendola.

  • delio says:

    >oggettivamente le mozioni che vogliono Rifondazione
    >all’opposizione permanente, valgono il 41%.
    è falso e tu lo sai. i documenti dell’aria di claudio grassi possono essere discutibili quanto vuoi, ma non sono né deliranti né programmaticamente votate all’opposizione permanente, come tu sostieni: tutti lo possono leggere qui: ecn.org/reds/prc/documenti/prc0601cpnnov2005.html
    e se consideri che i documenti rimanenti non contano piú del 15%, vedi che – lo ripeto – il discorso cambia.

    >La sinistra antagonista in Europa fatica ad
    >arrivare al 5%, a fronte tuttavia di blocchi
    >socialdemocratici e cristiano-progressisti che
    >possono raggiungere il 50% e più.
    falso. in germania verdi e sinistra radicale arrivano insieme ad oltre il 16%.

  • fede says:

    però… mastella e i 99 posse… da pensarci su! madò, suz, tutto giusto ma temo si perda perchè stiamo sottovalutando l’italietta ancora sotterraneamente berlusconiana. cerchiamo anche di convincere qualcuno a votare a sinistra invece che a destra oltre che ds invece che rifondazione (e dico questo essendo decisamente d’accordo con te sul voto a rifondazione). ho davvero oscuri presagi.

  • Suzukimaruti says:

    delio, no: il 41% ha votato contro la mozione bertinotti.
    .
    e alle minoranze sono stati dati 9 senatori, che sono il 15% dei potenziali eletti.

  • Suzukimaruti says:

    – cynik e delio 2.0: fatte salve tutte le riserve (che condivido) sul Corriere, vi confermo per esperienza diretta che in Rifondazione l’andazzo è quello. Entrando nel merito, l’articolo di Aldo Cazzullo (che tra l’altro non è l’ultimo arrivato) mi sembra assolutamente ritragga bene lo scenario che è emerso dal congresso.
    .
    Ma nel dubbio parlano i dati: ho passato un paio di sere divertenti leggendomi le mozioni congressuali delle varie correnti di Rifondazione e oggettivamente le mozioni che vogliono Rifondazione all’opposizione permanente, valgono il 41%.
    .
    Detto questo, ovvio che distinguo tra un voto congressuale e un voto parlamentare, ci mancherebbe.
    .
    Ma se notate ho citato un dato numerico parlamentare: 9 senatori che non vogliono votare la fiducia ad un eventuale governo Prodi, che usano parole d’ordine deliranti, ecc.
    .
    E guardate che al Senato potremmo – come centrosinistra – avere una maggioranza di 5 o 6 seggi. E se questi 9 vengono eletti siamo ro-vi-na-ti!
    .
    Un’ultima cosa: questi discorsi non fanno affatto male alla sinistra. In primis perché penso che Rifondazione sia un’anomalia nel sistema politico italiano, esattamente come lo è Berlusconi.
    La sinistra antagonista in Europa fatica ad arrivare al 5%, a fronte tuttavia di blocchi socialdemocratici e cristiano-progressisti che possono raggiungere il 50% e più.
    .
    In Italia è diverso: la sinistra antagonista raccoglie circa il 12-13% dei voti, tra Rifondazione, Verdi e Comunisti Italiani, di fatto partiti identici (sfido chiunque a dirmi 5 differenze sostanziali di programma tra i tre partiti) e al paese manca un grande partito Verde europeo, sulla scorta di quello tedesco.
    .
    Questa è un’anomalia, oltre che un grande favore alla destra.
    .
    Mi preme specificare questa cosa: se vogliamo fare del bene alla sinistra, speriamo che l’esperienza di Rifondazione Verdi e Comunisti Italiani venga superata, che la gente capisca che c’è necessità di una o due grandi forze di centrosinistra in Italia e non questa frammentazione stupida e dannosa.
    .
    E speriamo che la gente maturi e rinsavisca, perché un partito in cui il 41% dei delegati congressuali vota per far perdere le elezioni al centrosinistra è folle.
    Non riesco a capacitarmene.
    .
    E infine una domanda agli elettori di Rifondazione che passano di qui: voi che ne dite? – Cioè, come vi ponete di fronte al fatto che quasi metà del partito vuole stare all’opposizione (e questo implica automaticamente far governare Berlusconi)?
    .
    E in ultimo, che giudizio date a questo scenario e al fatidico 41%?
    .
    .
    Il mio invito – anche a chi milita in Rifondazione – è di ragionare al di fuori degli schemi, di riflettere e di capire cosa si vuole, a cosa si punta, ecc.
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    Riguardo ad altri commenti (il discorso per cui “più sono di sinistra e più abitano in centro”, ecc.), credo siano un po’ abusati. E per di più essere/diventare ricchi – onestamente – non credo sia un peccato. Anzi, il pauperismo e il rifiuto del denaro, del profitto, ecc. sono parole d’ordine stantie e assolutamente degne di Rifondazione.
    Lo so benissimo che il 90% dei militanti di Rifondazione (almeno tra i miei coetanei) sono figli di papà che possono permettersi il lusso dell’antagonismo duro e puro, tanto poi paga il babbo. Ma non è questo il problema.
    .
    Il problema vero – per me – è che un partito del mio schieramenteo per il 41% è costituito da persone deliranti, a livello dirigenziale.
    Ma purtroppo, più per ignoranza che per altro, lo votano in tantissimi. E questo è un male per la sinistra.
    .
    Un’ultimissima cosa: toglietevi dalla testa il fatto che il centrosinistra si equilibri a sinistra se la gente vota tanto Rifondazione.
    .
    Non è così che funziona la politica, non è una bilancia per cui se incameriamo Mastella dobbiamo – per equilibrare – allearci con i 99 Posse.
    .
    Anzi, l’eterogeneità spinta e l’estremismo (di sinistra come di centro) all’interno della stessa coalizione non fanno altro che rendere più debole la sinistra stessa.
    .
    Ci vanno 5 righe del Bignami su Gramsci per rendersi conto che in politica, caso anomalo, l’equilibrio si fa sulle convergenze e non col tiro alla fune.

  • delio says:

    ps continui a ignorare il fatto, lampante, che solo il 15% (e non il 41% come affermi) della dirigenza rifondarola voterà contro un eventuale governo prodi. vale a dire 3-4 *tra deputati e senatori*, se i tuoi calcoli sono esatti, e non i 9 senatori di cui tu parli. vedi bene che messa così l’intera faccenda è davvero una tempesta in un bicchier d’acqua.

  • delio says:

    >- delio: nel 96 votò contro solo la Malavenda per
    >un semplice fatto: Rifondazione eleggeva molti meno
    >parlamentari
    falso: pur senza presentarsi alla camera/uninominale (desistenza), rifondazione ha recuperato nel 1996 55 tra deputati e senatori.

    >e, per di più, li eleggeva nei collegi uninominali
    >maggioritari e sicuri. Era una pura questione
    >numerica
    e che c’entra questo col fatto che abbiano o meno votato contro il governo?

  • Suzukimaruti says:

    Eccomi. Un po’ di risposte varie:
    .
    – delio: nel 96 votò contro solo la Malavenda per un semplice fatto: Rifondazione eleggeva molti meno parlamentari e, per di più, li eleggeva nei collegi uninominali maggioritari e sicuri. Era una pura questione numerica
    .
    Quello che cerco di far notare è che al Senato – se vincerà – per effetto della legge elettorale berlusconiana il centrosinistra avrà una maggioranza risicatissima. Ed eleggere 9 persone a sinistra che non votano la fiducia al centrosinistra è da pazzi, è autolesionista, è folle. Presumo che su questo concordi anche tu.
    .
    Il discorso intitolato “se non ti piace una cosa, allora militaci e cambiala da dentro” è una vita che me lo fanno i cattolici, i missini e perfino i diessini (per convincermi a prendere la tessera). Ed è un discorso che lascia il tempo che trova, soprattutto ora che il congresso di Rifondazione è stato fatto e il 41% dei delegati ha votato contro un accordo con l’Ulivo, preferendo far rivincere Berlusconi (!!!!).
    .
    Concedo il fatto che se ci fosse stato il voto di preferenza (che in verità non amo per altri motivi), uno avrebbe potuto votare Rifondazione dare la preferenza alla maggioranza bertinottiana, che intende governare.
    Ma con l’attuale sistema e i seggi sicuri già decisi a livello congressuale (si sanno perfino i nomi di chi sarà candidato), non si può fare nulla. Se si ha un minimo di buonsenso e di capacità matematica (e a te non mancano!) non si può fare altro che non votarli.
    .
    Vero anche che i partitini come i Comunisti Italiani e i Verdi rischiano di non superare lo sbarramento. Un motivo in più per votare DS, magari turandosi il naso con un autobus a due piani, ma la logica e l’intelligenza politica non mi suggeriscono alternative più efficaci.
    .
    E poi, in ogni caso, riflettiamo sulla “distanza” tra la dirigenza di Rifondazione e chi la vota. Spero con questo post di creare qualche dubbio. Anzi, un appello, diffondete la notizia! Fate sapere che votando Rifondazione rischiamo di perdere in primis per una questione matematica, in secondo luogo (ma questa è una valutazione personale discutibile, la prima è un fatto, non un’opinione) per una questione politica.

  • fede says:

    beh ha ragione la vecchia pedro qui sopra sulle ragioni del “ringiovanimento” di rifondazione. comunque qualcosa di più “appealing” i ds la potrebbero anche trovare. per quanto riguarda le marcette comuniste di bertinotti con il passamontagna di marcos e la sciarpa di cachemire di cenci (per chi non è di roma: negozio ultraricco alle spalle del parlamento) lo so, è ormai diventato una tiritera e un luogo comune ma è drammaticamente fastidioso e semplicemente vero. sulla minoranza trozkista stendo veli pietosi (anche se quella che si definisce trozkista non è il 41% che rappresenta tutte le mozioni antibertinottiane). comunque, o suz, ammiro smisuratamente la passione che ti spinge a fare di questo blog un luogo di riflessione e propaganda (nel senso buono, ovviamente). anche perchè ieri ho deciso di sottopormi a una tortura definitiva (“restare nell’inferno con la ferrea volontà di cambiarlo” diceva calvino): ho visto integralmente la puntata di bonolis con berlusconi e mentre all’inizio ghignavo pensando “ma chi mai può ancora votare quest’uomo” il mio sorriso è scemato sempre di più trasformando il mio viso in una sfatta maschera di terrore. qui lo dico, ragazzi: quell’uomo ha già rivinto. quell’uomo è l’italia. aiuto!

  • Perché i DS sono diventati più “vecchi” e meno “appealing”, come dicono nelle aziende, affiancandosi a maregherite e mastelli vari.

    PRC è diventata più giovane perché si è appropriata di simboli “rivoluzionari” e “contro”, che sono quelli che attraggono i giovani, che vogliono identificarsi in qualcosa che abbia un’immagine – e non necessariamente dei contenuti – forte.

    Di socialdemocrazia, stagnazione economica, rilancio delle aziende et similia difficilmente vogliono sentir parlare.

  • spider says:

    Suz, scusa la rozzezza…

    Dal mio piccolo punto di osservazione

    Buona parte dell’elettorato di Rifonda è costituito da quelli che io chiamo “Comunisti vista mare”(sul golfo di Bonassola)
    L’unica possibilità che hai per proclamarti Trotzkista nel 2006 e fare “grandi battaglie di principio” è perchè sostanzialmente TE LO PUOI PERMETTERE…

  • Ja says:

    Non e’ che l’idea mi aggrada, pero’ tutti nei limiti del legale hanno il diritto di dire e fare tutte le minchiate che vogliono. Esiste il diritto di rappresentanza. E comunque: se anche fossero 6 parlamentari duri e puri su un totale di 1000, sono veramente poca cosa in confronto alle dozzine di parlamentari con idee veramente pericolose.

    Per chi dice che Rifondazione nel 2006 e’ ridicola – spiegatemi, perche’ e’ l’unico partito la cui base di simpatizzanti e militanti e’ diventata sempre piu’ giovane in 15 anni?

  • delio says:

    aggiungo solo che anche nel labour inglese di blair (!!!) c’è una piccola frangia trotzkista. ha ragione cynic: che tu debba citare il corriere è segno di una certa ingenuità, perché sai bene di chi è il corriere, e sai bene che sparlando di rifondazione non fa che tirare acqua al proprio mulino (cioè, in ultima istanza, al centrodestra).
    detto questo, il corriere giochicchia anche parecchio con le cifre: perché il famoso 41% è ottenuto anche aggregando persone, come quelli dell’ernesto (26%), che sono di fatto quelli che non hanno seguito cossutta nel 1998, ma che sono assolutamente devoti al centralismo democratico, e quindi voterebbero qualunque cosa – e l’hanno detto. probabilmente voterebbero contro l’ingresso nel governo, ma spero e credo che tu sappia distinguere un voto (interno al partito) sulla designazione di singoli ministri da un voto (parlamentare) di fiducia.
    e se ora rifacciamo i conti otteniamo che la maggioranza bertinottiana disporrebbe, al momento del voto di fiducia, dell’85% dei voti della base, e probabilmente di piú dell’85% dei parlamentari eletti con prc. però così suona indubbiamente meno pericoloso, no?

  • AXELL says:

    è ridicolo che nel 2006 ci sia ancora Rifondazione…
    (ma anche Silvio)…

  • cYNic says:

    Ben detto Delio!
    Per quanto mi riguarda voterò Prodi non per evitare “la serpe in seno” ma per il principio di “maggioritario puro” (l’idea di Segni per la quale gli italiani si espressero a favore) che (per me e secondo molti studi) è l’unico sistema in grado di permettere governabilità ed alternanza (2 regole fondamentali per la democrazia) ed evitare i soliti giochetti all’italiana (ed il classico voto di scambio).
    Suzuki, post come questo fanno male a tutta la sinistra… gli estremi ci sono e ci sono sempre stati e diffondere notizie “trotzkiste” lette dal Corriere significa solo esporre i fianchi alla propaganda del “nemico”… 😉
    Ciao!

  • alessio says:

    Letto l’articolo, trovo divertente che in Francia ci siano due partitini trotzkisti, però Ferrando non va d’accordo con nessuno dei due: una delle motivazioni è che questo gruppo è “troppo settario”… 🙂

  • delio says:

    suzuki: ma se davvero i rifondaroli trotzkisti sono così intransigenti, come mai nel ’96 solo la malavenda ha votato contro prodi?

    >E dubito che il 7,5-8% degli elettori italiani
    >[…] siano per il 41% trotzkisti, filobolscevichi
    >nel 2006, nostalgici di Mao e di Baffone.
    probabile. quindi alla fine della fiera quello che tu chiedi è di dedicarsi con piú passione alla militanza politica per rifondazione, così da cambiare gli organi dirigenti?
    (comunque, dubito anche che il 60% dei diessini siano neoliberisti come il loro mentore d’alema).

    detto questo, a me sembra MOLTO piú pericoloso votare pdci e verdi, che con una certa probabilità non supereranno la soglia di sbarramento e faranno perdere all’unione un buon 5% di voti utili, piuttosto che rifondazione.

  • regulus21 says:

    Io mi son turato il naso e ho votato Komunista per le regionali. Ma mai più!

  • Ma ‘sto Ferrando è uno spasso (lo dico per non piangere…)!
    Uno che sta all’opposizione persino rispetto a Morales in Bolivia…ma è completamente scemo pure rispetto a se stesso!
    Ricordo le riunioni torinese della Quarta Internazionale, di LCR ed LSR (quattro gatti divisi doverosamente in due liste!!!), e ancora mi ricordo quell’atmosfera di tristezza inconcludente e parolaia…ma come hanno fatto a mantenersi vivi? Ferrando secondo me si è affidato agli stessi che manutengono la salma di Lenin, non c’è altra spiegazione…

  • alessio says:

    La cosa della minoranza PRC che non vorrebbe votare una fiducia a un governo Prodi non la sapevo, e se è davvero così mi sembra molto grave: sono abbastanza disincantato, ma proprio per questo credo nei partiti “solidi” e nella disciplina che si portano dietro, quando il partito ha preso una posizione politica strategica è il minimo chiedere ai suoi militanti e ai suoi eletti di adeguarsi o di cambiare aria.

    La minoranza “trotzkista” potrebbe anche avere ragione a proporre una critica più radicale all’Unione e al sistema, ma in questo caso bisognerebbe prenderne atto e in pratica rifare Democrazia Proletaria, da cui peraltro molti di loro immagino provengano – di sicuro a sinistra le scissioni non sono cosa mai vista.

  • Violetta says:

    Concordo al mille per mille (Suzuki è ormai il mio politologo di riferimento).

    Se vi servono argomenti faceti per riportare amici tendenti-rifondaroli alla realtà delle cose, provate con: “Massimo Fagioli sostiene apertamente RC e ha più o meno portato in braccio Bertinotti per le vie di Roma”.

    Massimo Fagioli, cazzarola.

  • gareth: bravo, hai scelto un ottimo esempio di cosa s’intende per programma delirante.

    questi sono fuori dal mondo. hai letto che vogliono rifondare l’internazionale e uscire dalla nato?

  • capemaster says:

    sottoscrivo il commento di Marco
    e dico a Ja che Rifondazione ha già sbagliato una volta, ha il precedente. Mastella è troppo attaccato al potere per andarsene, non è così massimalista come B.

  • gareth jax says:

    Dall’articolo. “No agli aiuti alle imprese, neppure per la ricerca e le nuove tecnologie, perché il conto lo pagherebbero i proletari”.
    Ma sono scemi?
    Gia’ l’Italia non brilla in quanto a ricerca e questo ci mette in svantaggio rispetto alla concorrenza con l’estero…

  • gommaweb says:

    Quanto c’hai ragione. Anche io ho smesso di votarli quando fecero cadere Prodi (anche se pure D’Alemino nostro ebbe qualche interesse a farlo…). Sto cercando di fare propaganda anti rifondarola fra gli amici e parenti. Spero di farcela.

  • Marco says:

    Concordo al 95%: il voto ai Comunisti Italiani o ai Verdi è uguale a quello a Rifondazione.
    Per spiegarmi meglio evoco la faccia di Oliviero Diliberto, uno che non sa fare nulla ed essendo stato defenestrato da Rifondazione ha dovuto fare un nuovo partito perchè non aveva alternative. Uno che cerca di dare di se stesso un’immagine massimalista, quando semplicemente non ha idea di cosa stia parlando. Per quanto riguarda i Verdi, siamo lontanissimi dai Grune tedeschi, i nostri sono da sempre divisi in mille gruppuscoli che non sono in grado nemmeno di dialogare tra di loro… non sono in grado di esprimere un programma che non sia fatto di no. A sinistra purtroppo si possono votare solo i DS.

  • Suzukimaruti says:

    sì, ma questo non toglie che un sesto circa dei seggi sicuri per Rifondazione è dato in pasto alla minoranza di Rifondazione, che – non so come definirli – mi sembra composta da pazzi scriteriati o gente fuori dal mondo. E soprattutto da gente che non vota la fiducia ad un eventuale governo di centrosinistra!
    Insomma, un sesto degli eletti di Rifondazione è parte di quel “c’è di peggio”. Francamente mi sembra troppo…

    E ora con questo sistema elettorale è impossibile scegliere: si vota per il partito e non si danno preferenze.

    Avrei potuto capire la posizione di chi mi dice “voto Rifondazione ma do una preferenza ad un candidato della maggioranza pro-Ulivo”, ma da anni non c’è più il voto di preferenza.

    Immaginandoti elettore di Rifondazione, da quello che scrivi, Ja, quanto ti aggrada l’idea che un sesto del tuo voto vada a chi (seppure per altri motivi) vota insieme alla destra?

  • Ja says:

    Mi spiace, ma sara’ Mastella a consegnare il paese a Berlusconi, non certo Rifondazione. E poi scusa, perche’ ce l’hai coi trotzkisti? i veri trotzkisti ora sono tutti neocon (Christopher Hitchens su tutti). Filobolscevichi e nostalgici di Mao e Baffone e dei loro sistemi di potere [valga unipol-bnl e la scelta ipocrita di andare in guerra o no a seconda delle convenienze del momento] sono rimasti solo i DS e i Comunisti Italiani. In Rifondazione, ora, la maggioranza e’ gente che cerca di far notare le ingiustizie che sono rimaste al mondo. Magari lo fa ad capocchiam, ma c’e’ di peggio al mondo.

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