Per una volta la penso come il Manifesto – gli eroi sono altri

January 10th, 2006 § 45 comments

Non so voi, ma il fatto che il video dell’esecuzione di Fabrizio Quattrocchi sia stato casualmente "liberato" solo adesso e che le reti a controllo governativo (toh, tutte!) lo rimandino in loop con zoomate, slow-motion e pause strategiche (insomma, vera e propria pornografia, nel senso più deleterio del termine), mi fa riflettere.

E’ iniziata la campagna elettorale e abbiamo capito l’unico tema su cui la destra può cercare di fare perno: la paura. Quindi guardate un telegiornale e fatevi spaventare: aviaria, terrorismo, immigrazione (e tra un po’ la pedofilia, altro tema caro alla destra).

Ecco, io rifiuto di farmi mettere paura. Mi spaventano di più gli incompetenti che attualmente ci governano.

In compenso su Quattrocchi avrei molto da dire. Ma per una volta mi limito a linkare quanto dicono dalla redazione del Manifesto.

Avrei anche qualcosa da dire sulla insignificante frase "vi faccio vedere come muore un italiano". In primo luogo perché gli italiani sono persone di pace, contrarie in grandissima parte alla guerra in Iraq. E se muoiono, non lo fanno facendo i militari di ventura al soldo degli invasori dell’Iraq.

Non c’è niente che mi fa girare di più le palle delle volte in cui qualcuno usurpa – credendo di parlare per tutti – l’italianità altrui (e in particolare la mia). Per anni lo ha fatto l’estrema destra, avocando a sè il concetto di patria, che di fatto non le spettava (questa patria non l’ha certo fatta la destra che, anzi, quando la patria nasceva stava ancora flirtando con gli invasori tedeschi di Hitler). E ci è voluto Bassolino nel 1996 per ricordare alla Sinistra che il concetto di patria (quello bello, quello dell’ "Italia che resiste") era patrimonio di chiunque credesse in quel tot di valori che sono scritti nella Costituzione e non di chi la Costituzione non la voleva.

Ecco, Quattrocchi fa il soldato di ventura, muore (e non è nemmeno una cosa così straordinaria, visto il suo mestiere) e già che c’è, prima di essere colpito a morte, produce un concetto che nella sua mente deve essere emblematico e lasciare il segno, evocare chissà quali sentimenti.

Ok, analizziamolo, prendiamolo sul serio: cosa significa? In che senso "muore un italiano"? Un italiano che combatte? Un italiano che si vende al migliore offerente? Un italiano nel senso di fascista (i quattro sembrano più o meno quello, guardate il delirante blog di Stefio – non lo linko, ovviamente).

Ho in testa un pensiero negativo per cui il modo in cui "muore un italiano" sia figlio di un concetto molto fascista e crepuscolare (a modo suo perfino affascinante): "cercare la bella morte" (nota: il libro linkato è bellissimo, anche se è innegabilmente fascista), con atti di eroismo per difendere un ipotetico orgoglio nazionale (che per definizione l’Italia non ha, almeno sul piano militare, visto che siamo considerati titolari dell’esercito più impreparato e "traditore" d’Occidente).

Ecco, anche accettando il principio per cui "dulce et decorum est pro patria mori", Quattrocchi non difendeva nessun interesse nazionale, non era lì per conto nostro e nemmeno per conto di questo sciagurato governo da operetta.

Ma era lì per soldi, per interessi propri (magari anche legittimi: mangiare, mantenersi, ecc.), per fare il soldato di ventura (non uso "mercenario", che sarebbe la parola esatta, perché per alcuni suona automaticamente dispregiativo), per rispondere ad interessi di aziende straniere o di eserciti stranieri. Il tutto in incognito.

Quindi niente eroismo. Non è morto nell’esercizio di funzioni pubbliche, non è morto combattendo per la libertà, non è morto per dei valori, per un’etica condivisa, per qualcosa che non fosse la sua committenza. Non è morto per aiutare nessuno, non ha fatto niente per noi, per il suo paese e per il suo popolo, non è nemmeno morto arrotato da una Golf mentre aiutava una vecchietta ad attraversare.

E’ morto da militare privato all’estero, ammazzato da delle bestie esattamente come l’altro giorno una povera donna è stata sequestrata in casa e ammazzata in Kenia da un criminale. E nessuno ha pensato di farla eroina. Semplicemente tutti si sono limitati a rispettare il dolore dei suoi parenti. E nulla più.

Riusciamo a fare altrettanto – magari tenendo anche conto del mestiere di Quattrocchi – o dobbiamo ancora ingollare ettolitri di sbobba retorica?

§ 45 Responses to Per una volta la penso come il Manifesto – gli eroi sono altri"

  • fede says:

    eh, magari solo quello… comunque come sindaco ce lo teniamo ben stretto anche se… vabbè, lasciamo perdere…

  • Suzukimaruti says:

    è che a me piace pure come politico, nel senso che è uno iper-efficace e anche capace a comunicare il successo.

    ha giusto quel difetto gravissimo: la squadra per cui tifa.

  • urza says:

    e dire che come scrittore mi piaceva 🙁

  • Suzukimaruti says:

    John Zorn, è chiarissimo.

    Ma ciò che qui viene discusso è la legittimità di un popolo invaso di mandare via chi invade. E questo avviene indipendentemente dalle intenzioni di chi invade, di chi resiste o dalla natura di chi c’era prima.

    Insomma, sostenere la legittimità di chi resiste all’invasione in Iraq non significa condividerne le motivazioni, le idee e la visione del mondo.

    urza: veltroni è tanto un grande comunicatore, quanto un uomo che eccede nell’ecumenismo. 🙂

  • urza says:

    ‘vi faccio vedere come muore un italiano’ sembra una frase da ventennio. direi che il tag ‘fascismo’ ci sta benissimo.
    un’ultima cosa: chi lo dice a veltroni?

  • John Zorn says:

    Qui mi pare si stia facendo confusione

    Un conto è se io invado un paese democratico e quelli giustamentie mi sparano addosso.

    Un conto è se tu mi spari addosso quando, se non ci fossi stato io, non eri neanche libero di ruttare troppo forte visto che eri avversato da chi era al potere…

    Chiaro ora che intendo?

  • Suzukimaruti says:

    dico la mia:non è esattamente che penso che i resistenti iracheni abbiano ragione. Penso che non sia così fuori dal mondo che desiderino mandare via l’occupazione americana. Insomma, ci sta.

    Detto questo, dovessi scegliere se essere governato da un integralista islamico o da un integralista pro-bush, non avrei dubbi a scegliere il secondo. Non ne sarei affatto felice (anzi), ma sicuramente saprei che scelta fare.

    Detto questo, chi sono io per scegliere per gli iracheni? Se loro preferiscono farsi governare da qualche muezzin incazzuso, per quanto mi riguarda ne hanno piena facoltà.
    E’ lo stesso discorso – ma ribaltato – per la guerra in Kosovo (a cui ero favorevolissimo): Milosevic invadeva il Kosovo per avviare una pulizia etnica tremenda. Perché non fermarli? Qualcuno diceva “per non estendere il dominio americano in quella zona”.

    E di nuovo: chi sono io per scegliere per i kosovari e stabilire che è meglio morire stuprati da un miliziano di Arkan piuttosto che vivere sotto la sfera d’influenza americana?

    Mi sembra geometrico che i due ragionamenti si sostengano.

    Il problema, come sempre, è di metodo: i resistenti iracheni che fanno la guerra ai soldati che occupano la loro terra (inclusi quelli italiani) non trovano in me alcuna opposizione pregiudiziale, se non la mia nonviolenza.
    I resistenti iracheni che si fanno scoppiare nei mercati sono infami assassini, esattamente come i chi ha ordinato l’uso del fosforo a Falluja o spara a sangue freddo al “nemico”.

    L’unico effetto positivo di questa guerra sciagurata è che non comanda più Saddam. Detto questo, attualmente non ho bene idea di quanto ci abbia guadagnato l’Iraq – salvo un’elezione fasulla, condizionata da gruppi di potere armati, ecc – e l’intera zona mediorientale, che non mi sembra più stabile e democratica di prima.

    Ad essere maligni, tra l’altro, ci sarebbe da chiedersi come mai gli Stati Uniti si preoccupano sempre di esportare la democrazia in paesi ricchi di petrolio. Sembra quasi lo facciano apposta…

  • degra says:

    È evidente che la pensiamo in modo diverso… io parto invece dall’idea che, solo per il fatto di volersi liberare di un invasore (senza distinzioni di nazionalità), le resistenze hanno ragione e chi invade, torto. Per il resto non credo ad un vero imperialismo Yankee: a parte garantirsi lo sfruttamento dei giacimenti non credo che interessi altro (beh, Bush aveva un complesso di inferiorità nei confronti del padre e di Clinton, che la loro guerra l’avevano fatta e lui non ancora…). D’altra parte chi ci terrebbe a confinare con l’Iran per più del tempo necessario?

  • John Zorn says:

    Ok, a maggior ragione la resistenza è quanto mai dalla parte del torto, checchè se ne dica.

    Se poi si fa un discorso di imperialismo anti Yankee altro paio di maniche.

  • degra says:

    no, non sbagli… bisogna vedere quanto si sentono grati a chi li ha liberati, e prima di liberare un popolo da un dittatore bisogna sempre mettere in conto che viene a cadere ogni restrizione e divieto dati dal regime, e quindi chi prima era all’opposizione (magari segreta e silenziosa) salta fuori armato tentando di prendersi il potere. Tutto ciò in Italia non successe perchè, prima della liberazione, i contatti tra Alleati e Resistenza furono ampiamente e capillarmente creati e mantenuti, così che i liberatori non trovarono popolazioni ostili, ma solo aiuti per respingere e combattere i nazisti. Così in Francia. Purtroppo gli americani pensavano di essere accolti allo stesso modo anche in Iraq, visto che erano lì per liberarli da Saddam. E invece no…

  • John Zorn says:

    X Degra: salvo i “papisti filo Saddam” (equivalente dei repubblichini e che fan storia a sé) le altre “resistenze” in fondo sparano addosso a chi da Saddam li ha liberati. Sbaglio?

    Che poi li abbia liberati per i propri fini è altro paio di maniche, ma tant’è…

  • no hay banda says:

    Ritornando sulle ambiguità del video con l’esecuzione di Quattrocchi, La Repubblica di oggi riporta le dichiarazioni del sottosegretario Boniver in cui afferma che il video che lei ha visto in forma privata molto tenpo fa è diverso da quello trasmesso dalla telvisione italiana in questi giorni.
    Nel suo non c’erano nè le ombre degli attentatori, nè le loro voci.

  • degra says:

    e non bisogna dimenticare gli anarcoinsurrezionalisti, più uno scioglilingua che una minaccia reale 😛

  • spider says:

    Pietro

    c’è una new entry

    “i cadaveri mummificati delle mamme trovati in casa”

  • degra says:

    John, secondo me (che non sono “della parte politica” e non tifo per le resistenze varie) il problema è un altro: non m’interessa come si comportano i resistenti, se come la Resistenza italiana (che non fece solo belle cose, ricordiamolo) o come i Repubblichini (che non fecero mai belle cose), il fatto è che sono *a casa loro*. Se qualcuno viene a importi qualcosa in casa tua, non c’è una regola per cercare di mandarlo via. Non c’è un modo più o meno accettabile di fare guerra o guerriglia contro quello che tu vedi come invasore. È brutto dirlo, ma è così, è lì da vedere tutti i giorni. Quando i “terroristi” arrivano a far saltare per aria i propri connazionali, non c’è ragionamento che tenga. E le ragioni non interessano più (quando lo scopo di tutte le fazioni è comune). Si prende atto della situazione e chi ha un esercito in missione di pace, se tale è, se ne torna a casa.
    E il fatto che abbiano ucciso anche italiani, oltre che militari di altri stati, non mi fa cambiare idea su QUESTA guerra (non sono contro tutte le guerre, solo quelle assolutamente inutili, e la prima guerra del golfo non lo fu, ad esempio), nè sul fatto che l’Iraq sia un paese occupato militarmente. Se ognuno fosse rimasto a casa propria non sarebbe morto nessuno, e non è qualunquismo, si tratta “solo” della vita di 2500 giovani americani e una ventina di italiani (volendo parlare solo degli occidentali)…

  • Pietro says:

    il tuo post non poteva esprimere meglio il mio stesso punto di vista… ma poi scusa non ho capito da quand’è che “mercenario” è diventato un insulto?!? Se voleva andare a guerreggiare avrà ben messo in conto qualsiasi possibilità… Per carità mi spiace per lui e la sorella a livello umano, ma tutta sta girandola di palle mi sembra inutile così come tutto il polverone sulle intercettazioni di Fassino così come gli inutili reportage su Sharon che muove un dito… chissenefrega voglio dire… Le notizie che potrebbero interessare mai, eh? Comunque vorrei stilare una classifica di “notizie paura” evergreen per ogni occasione:
    – le ondate di pedofili
    – le ondate di mamme che ammazzano i figli
    – le ondate di sassi dall’autostrada
    – i bambini di satana
    – quelli che siringano il latte con la connegrina
    – unabomber
    – i dobermann che sbranano i bambini
    – gli immigrati che si dànno a criminalità e prostituzione
    – le epidemie
    – le menate sociologiche tipo siamo tutti più grassi siamo tutti più depressi siamo tutti più aggressivi
    – gli arabi
    – i virus informatici e le catene di mail che ne annunciano di falsi
    – le follie della scienza (tipo che so la ricerca genetica o qualsiasi cosa sia destabilizzante per la visione antropocentrica del mondo)
    – le ondate di omicidi/suicidi (“soffriva di depressione da tempo”)
    – il bullismo il mobbing il bossing
    boh continuatelo voi… anzi magari ci faccio un post

  • nohaybanda says:

    In Iraq c’è l’inferno perchè non c’è una sola resistenza, se davvero vogliamo usare questa parola, ma ce ne solo 1000, ognuna con la propria causa, vera o presunta da difendere, molte anche in conflitto tra di loro.
    La resistenza creata dagli appartenenti all’ex partito di Saddam è una tra le tante in campo. Personalmente, in questo momento, penso che sia più appropriato palare di fazioni armate.
    Se guardiamo alla storia recente non è possibile parlare di resistenza autentica in quei casi (come l’Iraq) in cui le armi scorrono a fiumi, i traffici d’ogni tipo imperversano ovunque e il terrore viene elevato a pratica quotidiana.
    Qui è tutto un altro paio di maniche, molto sporche.

  • benty says:

    bro, provai a esprimere gli stessi concetti, più o meno sul presunto eroismo di Quattrocchi a suo tempo. mi si scatenò addosso il finimondo blogghico

  • John Zorn says:

    Ho capito Suz, ma chi spara agli Yankee sono coloro che rimpiangono il regime, mica gli “occupati che voglion la libertà”…

    (Ora capisco a cosa ti riferivi su Bettega, a meno Toro non siano assicurazioni anch’esse :D)

  • fede says:

    francamente la tua teoria mi sembra un po’ paranoica.. credi ci possa essere un comploto massmediatico (stavo per scrivere giudaicomassonico..)

  • Suzukimaruti says:

    Beh, non è la mia fetta di sinistra politica.

    E francamente – in tutta la sinistra parlamentare – faccio fatica a vedere chi tifa per i terroristi, perfino tra gli “amati” (…) rifondaroli.

    Credo che sia il termine “resistenza” a generare scandalo, perché in Italia ha dei sovratoni etici causati proprio dalla “Resistenza”.
    A modo suo, quella in Iraq è in parte una resistenza all’invasione, in parte una guerra civile, in parte un maneggiamento di poteri forti mediorientali e non solo.

    Francamente capisco di più un cecchino iracheno che spara ai soldati, piuttosto che uno che si fa scoppiare in mezzo ad un mercato.
    Ovviamente non tifo (tengo, come ho già detto, solo per l’Unipol e per il Toro). Anzi, vorrei non ci fosse violenza. Ma ormai il danno è fatto (e prima era peggio, con Saddam)

  • John Zorn says:

    Bush non ha fatto la guerra perchè vuol bene agli Iracheni? Vero!

    Il punto è: quella resistenza si comporta come i Repubblichini dei Bei Tempi di Salò, mica come i partigiani…

    Vorrei un po’ più di serietà e onestà da parte di quella fetta di sinistra politica che la giustifica…

  • degra says:

    e comunque chi “tifa” non ha certo responsabilità del fatto che là ci siano connazionali, anzi…
    non penso che si debba cambiare idea sulla guerra e sull’invasione solo perchè l’Italia ha mandato militari in “missione di pace” (con altrettante virgolette come per la resistenza) e questi hanno trovato la morte, cosa non rara, sebbene triste, in tempo e luogo di guerra.
    E dipingere chiunque come eroe non aiuta certo la causa…

  • A X E L L says:

    concordo…

  • Suzukimaruti says:

    John Zorn: non so bene se c’è qualcuno che sostiene la resistenza irachena (pronunciata con la “r” minuscola, l’espressione ha una valenza puramente tecnica).

    Personalmente, da persona estremamente contraria all’intervento in Iraq (e ancora più sui metodi dell’intervento), comprendo assolutamente le ragioni di chi reagisce ad un’invasione (e innegabilmente lo è stata, poi possiamo dividerci su come valutiamo le motivazioni che la sottendono).
    Non so se ne condivido le ragioni (dubito), ma comprendo la legittima aspirazione di un popolo all’autodeterminazione

    Ovviamente tutto crolla nel momento in cui la reazione non ha come obiettivo l’invasore, ma si concretizza in atti terroristici contro la popolazione civile.

    Francamente vedo sommarsi due torti. In primis perché non penso che gli Stati Uniti abbiano invaso l’Iraq per motivi umanitari. (meno che mai per le armi di distruzione di massa: perfino Bush lo ha ammesso).
    In secondo luogo perché dietro i resistenti/terroristi iracheni si agita ben altro e non la semplice voglia di mandare via l’invasore (scazzi tra gruppi religiosi, come capita da 1200 anni; precisi interessi di gruppi di potere economico-religioso; longa manus iraniana, ecc.).

    Però, per quanto ne so, non c’è nessuno che esulta all’ennesima autobomba. Magari c’è chi tifa per gli iracheni quando si scontrano col contingente militare occupante, ma quella è una posizione legittima. Non è la mia, ma non è invereconda.

  • John Zorn says:

    Scusa ma coloro che sostengono la “””””””Resistenza Irachena””””””” (il numero di virgolette è basso) non sono anche italiani, ben consapevole che quella “””””””Resistenza” uccide nostri connazionali?

  • nohaybanda says:

    La faccenda della prima versione della fatidica frase è cosa che è circolata subito a livello giornalistico e ufficioso. Continuo a non prendere per oro colato tutti gli elementi mostrati nel video, a partire dal sonoro, secondo un esercizio d’obbligo, credo, su tutto ciò che in questo tempo i media ci hanno fatto vedere a proposito della guerra in Iraq.
    Un conflitto che per inciso, si alimenta ed esiste ai nostri occhi, proprio grazie a questa lunga, terribile teoria di esecuzioni e di altre penose quanto reali messe in scena.

  • Suzukimaruti says:

    per i poco pratici, spaventati dal commento di Spider: scoptofilia è un modo elegante per dire “voyeurismo”. 🙂

  • Suzukimaruti says:

    Renato: forse perché non li inquadrano, ma tieni conto che da sempre il tricolore è un simbolo amato dalla sinistra italiana (quella istituzionale: non mi occupo degli estremisti).

    Pensa che addirittura il PCI aveva il tricolore nel simbolo disegnato da Guttuso: tricolore che sventolava insieme alla bandiera rossa.

    http://www.comunistialtofriuli.it/Immagini/PCI/Simboli/simboli_sito/Colore.html

    La tua considerazione nasce da un equivoco: c’è stato per anni un imbarazzo a sinistra nel parlare di “patria”, perché il termine era monopolizzato dall’estrema destra (praticamente solo l’MSI), che faceva una pericolosa sovrapposizione tra nazionalismo sciovinista e amore per la patria.
    Ma – la storia lo conferma – da sempre la sinistra e parte del centro “illuminato” si sono distinti, a volte addirittura in modo un po’ troppo ortodosso, nella difesa della Costituzione, che è la cosa più patriottica (e meno retorica) che c’è in uno Stato.

    Detto questo, all’ultima manifestazione per il 25 aprile a cui sono stato (quella in cui parlò Ciampiin piazza del Duomo a Milano), il popolo della sinistra esibiva con fierezza il tricolore. Cosa che ha sempre fatto (es. la signora diessina che a Venezia agita il tricolore durante i comizi di Bossi).

  • spider says:

    bah

    mi disgusta molto la scoptofilia necrofila a fini propagandistici e non

  • Suzukimaruti says:

    in verità quello che volevo esattamente provare è la totale inutilità cosmica di quanto ha detto Quattrocchi.

    Cioè non c’è niente di eroico a dire qualcosa quando ti stanno sparando: lo fanno tutti i condannati a morte, da secoli.

    L’eroismo – concetto che in verità mi sta antipatico globalmente, da qualsiasi parte lo si declini, scusate il momento Brechtiano – eventualmente si manifesta *prima* della morte.

    Insomma, se muori per una causa giusta, per fare del bene, per un’idea nobile, amorevole e universalmente buona, allora forse puoi essere teoricamente un eroe. Oppure – ed è quello che penso – uno che muore facendo una cosa giusta, senza troppi fronzoli retorici.

    John Zorn: in effetti è poco plausibile in entrambe le accezioni. Basta che l’assassino sia uno dei tanti mediorientali che hanno vissuto in Italia e la spiegazione c’è.
    Detto questo, a parte qualche pazzo mi sfugge il nome di chi possa realmente tifare per i terroristi.

  • degra says:

    al di là dell’essere o no mercenario (per me i quattro, o per lo meno lui, facevano parte dei servizi segreti italiani), il fatto è che, nonostante la sorella piangente dica il contrario, il filmato non ha aggiunto nulla di nuovo alla vicenda. Da 2 anni si sapeva benissimo che le sue ultime parole erano state: “vi faccio vedere come muore un italiano”, e ora le abbiamo sentite dal vero. E allora? Hanno detto che così la sua memoria è stata “ripulita” dall’accusa di essere mercenario, ma non vedo come. Quando un gruppo di terroristi/guerriglieri/resistenti (ognuno scelga il termine che preferisce) vuole ammazzarti e sei in ginocchio bendato con persone armate che stanno per spararti, puoi dire qualsiasi cosa, ma non cambia assolutamente. Anzi, per come interpreto io l’eroismo (e qui siamo ben lungi dal poterci avvicinare a questo termine), sarebbe più dignitoso tacere, piuttosto che dire la prima stronzata che ti viene in mente, solo perchè sai che c’è una telecamera e probabilmente in Italia ti vedranno… Tanto valeva urlare una frase qualsiasi, tipo “viva la figa”, stessa figura.
    Tra l’altro non ho mai sentito parlare della versione in cui si parla di come muore un camerata…

  • senera says:

    ho apprezzato moltissimo l’accenno all’idea di patria come l’Italia che resiste, in cui mi riconosco. forse e’ solo che ora bisogna resistere ad altro genere di attacchi, e avere sempre gli occhi aperti.

  • Renato says:

    Scusa, chiedo un chiarimento!
    Ma se è così alto il concetto di Patria com’è che in tutte le manifestazioni per qualsiasi ricorrenza sembra che abbiate “paura” e vergogna di sventolare il tricolore?

  • John Zorn says:

    E perché non dovrebbe essere plausibile? Sai quanti italiani sono affascinati dall’idea di ammazzare connazionali con il merdaio fondamentalista arabo/islamico come alleato? Molti, purtroppo…

  • no hay banda says:

    Per molto tempo la leggenda che è girata intorno alle ultime parole di Quattrocchi accreditava l’idea inquietante che lui avesse detto: “Guarda come muore un camerata”. Personalmente penso che sia una leggenda. E continuo a pensarlo perchè coltivo qualche ragionevole dubbio sull’autenticità delle immagini che ci hanno fatto vedere.
    Cosa abbiamo visto infatti? Un uomo incappucciato, quindi non direttamente identificabile, in ginocchio, circondato dalla presenza di altri uomini di cui non viene inquadrato il volto e, mescolate insieme una serie di voci: quelle di un paio di rapitori e poi la frase di cui si sta discutendo.
    Sarà veramente di Quattrocchi quella frase? Ma soprattutto: nessuno ha trovato strano più di tanto che nella stessa sequenza uno dei due rapitori parlasse quasi perfettamente italiano. Vi sembra una cosa plausibile?

  • djdona says:

    Io non considero eroe nemmeno Che Guevara (per me chi combatte con le armi in pugno non e’ un eroe), figurarsi Quattrocchi, che pero’ merita rispetto, anche per il suo coraggio in punto di morte (rispetto che non sempre gli e’ stato dato)…

    Era mercenario? non era mercenario?
    se per mercenario si intende chi va in un luogo per combattere al soldo di chiunque lo paghi, non era mercenario, ma una guardia come possono essere anche i metronotte in Italia..

    vi linko un post del blog di Pino Scaccia, e’ spiegato che il video e’ stato reso disponibile solo adesso ( http://pinoscaccia.splinder.com/post/6807449 ) … pero’ io non ci vedo nessuna necessita’ di mandarlo in onda… cosa cambia avere visto gli ultimi attimi di vita di una persona?

  • John Zorn says:

    Non mi esprimo sul concetto d’eroismo, ma forse è stato frainteso da entrambe le parti. Sia di chi ha pianto Quattrocchi, sia di chi sghignazzava felice della sua morte.

    Non penso sia stato un Eroe nell’accezione più comune del termine, ma eroico nel modo di affrontare la morte e questto penso sia oggettivamente innegabile.

  • fede says:

    serge daney scriveva, a proposito di un famigerato “carrello” in avanti usato da gillo pontecorvo in “kapò” durante la morte di una delle protagoniste del film internate in un campo di concentramento, che un uso del mezzo cinematografico simile – di fronte alla morte – era “abietto”. e lo diceva senza aver visto il film ma soltanto avendone letto la recensione fatta da jacques rivette sui cahiers du cinema. ecco, l’uso dell’informazione in questi termini è semplicemente abietta, e lo dico senza aver visto il filmato. ma davanti a una morte, per di più reale, l’uso di mezzucci come fermo immagine e replay merita il più profondo e rigoroso disprezzo. per quanto riguarda le deliranti e parafasciste parole di Quattrocchi, beh non mi dilungo e poi hai già detto tutto tu.
    ciao ciao

  • 003 says:

    completamente d’accordo. avrei voluto fare un post più o meno così. per mancanza di tempo, per il momento, sottoscrivo il tuo.

  • regulus21 says:

    Infatti non c’ho creduto, Pedrita! 🙂

    Peccato però: l’immagine dei carissimi binieri che si esaltano davanti al televisore mi era sfuggita!
    (Fantapolitica: Vuoi mettere la soddisfazione di consegnare QUESTA vhs prima delle LORO elezioni?)

  • La cosa da VOMITO è stato che hanno mandato il filmato ieri sera e poi hanno premuto il tasto “pause” e una voce fuori campo semi-commossa ma finto politicamente corretta fa: “ecco, noi ci vogliamo fermare qui, per rispetto della famiglia…”.

    Peraltro io ve lo voglio dire: nel filmato è incappucciato e poi immagino gli sparino. Vedere ammazzare uno che contributo può dare?
    E le indagini dei carabinieri che stanno “esaminando il filmato” e autopompandosi a vicenda a botte di “maledetti ‘sti arabi”.

    REGULUS: ma tu ci credi veramente che Al Jazeera ha consegnato il filmato solo ora? Proprio Al Jazeera che ha sempre mandato in onda tutto, come mai proprio questo no?
    Noi il filmato lo stiamo vedendo guarda caso ora, ma chi ci garantisce che sia stato consegnato adesso?
    Tra i loro giornalisti – considerati fra i più professionali al mondo – e i nostri, scusa ma credo più facilmente ai loro.

  • regulus21 says:

    Disclaimer: il seguente messaggio esula dal contenuto del post e dalle sue intenzioni pol(em)itiche; esso è dichiaratamente Off Topic.

    E comunque hai piazzato due termini come “ingollare” e “sbobba” troppo vicini tra loro! Non sei ancora riuscito a rassicurarci sulla tua sanità mentale in vista di eLezioni e olimpiadi. :))))

  • regulus21 says:

    Qualche tempo fa cominciarono i cani… che improvvisamente, tutti insieme, hanno preso a sbranare gente. Toh, che coincidenza.

    Manca Unabomber all’appello, poiché il primo terremoto vero l’abbiamo già sentito, qui a sud.

    Al Jazeera non trasmise quel pezzo di filmato. Volevano tenersi in serbo il dolcetto per adesso? Boh, a questo non ci credo. Chissà perché, allora…

    Comunque a me spaventa più il fatto che ho aperto il tuo blog qualche secondo dopo l’inserimento di questo nuovo post.

    Quand’è che flickeri? O almeno manda!!!

  • Completamente d’accordo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

What's this?

You are currently reading Per una volta la penso come il Manifesto – gli eroi sono altri at Suzukimaruti.

meta