Now he’s in the land of a 1000 dances

January 20th, 2006 § 0 comments § permalink

E’ morto Wilson Pickett.

Da queste parti si è quasi in lutto. In compenso "In the Midnight Hour" continua da 40 anni a far ballare la gente.

A certi livelli, morire è un dettaglio: l’ "anima" resta.

Schifezza ubiqua e mantra politici; o tecniche radiofoniche di lancio?

January 18th, 2006 § 14 comments § permalink

La mia impressione – che solitamente si rivela sbagliata – riguardo all’occupazione dell’etere da parte di Berlusconi è che stia tentando un’operazione ben precisa: l’effetto martello.

Come mi disse un tizio che voleva menarmi ad una festa, una decina di anni fa, "se dici cento volte in giro che un tizio è un coglione, alla fine quel tizio è un coglione" (nota: gli avevo dato del coglione una volta sola e in effetti lo era).

Insomma, il principio è quello del mantra. Berlusconi è convinto che andando in giro a dire – a reti unificate e per una settimana – che ha governato bene, che va tutto bene, che gli altri sono zozzi e che lui e i suoi sono i più belli del mondo, la gente a lungo andare ci crede.

Ora, questo ha relativamente senso se chi fa un’operazione di persuasione ripetitiva è nuovo, è sconosciuto o fa persuasione su parametri non misurabili. Orientare l’opinione pubblica con una comunicazione a raffica non ha molto senso, se chi la produce non è percepito come sincero nemmeno da chi lo vota.

Insomma, la figura di Berlusconi può avere un valore politico per i "suoi", ma credo abbia un valore etico solo per Bondi. I pochi che conosco che votano Forza Italia dichiarano apertamente di farlo pur sapendo che il brianzolo malefico e verticalmente svantaggiato è un mentitore abituale. E’ che loro apprezzano il fatto che lo sia.

Tradotto in termini pratici, significa che l’insistenza berlusconiana – in questo scenario – potrebbe addirittura rivelarsi inutile, se non controproducente. Posso prendere un cucchiaio di legno e dichiarare cento miliardi di volte pubblicamente che non è un cucchiaio ma un cane, tanto non abbaierà. E difficilmente la gente penserà che possa abbaiare, se ho una bassa credibilità.

Il tutto, scusate il paragone, mi ricorda certi capricci dei bambini piccoli che, a corto di argomenti, sostengono una tesi a colpi di urla ossesionanti. O peggio ancora quelli a cui squilla il telefono, rispondono "pronto" ed è muto dall’altra parte. E in tutta risposta iniziano a ripetere "pronto" in modo sempre più ossessivo, violento e incazzato. Non ho mai capito se sperano che – raggiunto un certo livello di decibel e bile – l’eventuale molestatore dall’altra parte dica "ok, ha detto ‘pronto’ ad un volume sufficiente, mi scusi: sono un maniaco; le va se ansimo un po’ al telefono?".

Al di là dell’occupazione dell’etere pubblico, che non sempre porta buoni risultati e – da quel che capisco – inizia a puzzare un po’ alla gente, che fiuta il sopruso, ho il timore che questa strategia berlusconiana non funzioni. Quantomeno richiede tempo, forme più suadenti e sottili di comunicazione, strategie di insinuazione dei concetti, ecc.
Fatta così, la propaganda ricorda quella dei tempi del fascismo, con le scritte "il duce ha sempre ragione". E per convincere di questo la gente ci hanno messo vent’anni. E ne hanno comunque convinti meno di quanto si credesse.

Le azioni del nano di questi giorni mi sembrano, quindi, un po’ buttate lì. E forse perfiino lui lo sa, visto il nervosismo da cui è preso. Ieri alla prima domanda vagamente provocatoria ha reagito infuriato come un’erinni. E quando il nano perde le staffe rivela il mostro che è. E perde ancora più voti.

Poiché raramente la destra sbaglia così tanto la comunicazione (certi errori si fanno solo a sinistra, tipo i manifesti di Livia Turco con lei coi denti gialli e il vestito blu che fa pendant e ricorda i colori di Torino), mi sorge il dubbio che dietro ci sia qualcos’altro, magari una strategia più sottile e intelligente.

Per esempio è noto che in alcuni casi un brano musicale si promuove così: lo si fa trasmettere ad nauseam per una o due settimane da tutti i network radiofonici, da ogni canale tv e si cerca di ossessionare la gente (l’ultimo vero caso di adozione di questa strategia con un brano musicale, ben oltre il solo tormentone estivo, è stato "Attenti al lupo" di Lucio Dalla).
Poi di colpo, esaurite le due settimane, il brano sparisce. E la gente, disperata, drogata dall’abitudine a quel brano, corre in massa nei "migliori negozi di dischi".
Classico marketing della privazione.

Quindi se per caso dopo questa settimana di Berlusconi ovunque (pare che domani interverrà in radio, facendo con la bocca il rumore di interferenza che si sente tra una stazione e l’altra, mentre la notte farà lui personalmente il beeeeeeeep del monoscopio e al mattino aprirà lui le trasmissioni cantando l’ouverture del "Guglielmo Tell") capita che il nano malefico sparisce dalle scene, potrebbe darsi che qualcuno ne senta la mancanza.
Non ho idea di chi, ma se la strategia ha funzionato con un brano tremendo come "Attenti al lupo" (lo considero un crimine contro l’umanità, a dir poco), potrebbe funzionare anche con lui.

Ci sarebbe anche da sviluppare un intero discorso sul fatto che sono convinto che negli ultimi due anni ogni volta che Berlusconi apre bocca in tv fa perdere voti alla sua coalizione (è connaturato a certi personaggi, come Gasparri, Tremonti e – dal lato nostro – la mia passione Livia Turco, Bertinotti e Franco Parisi), ma tra un po’ gioca il Toro e devo iniziare a vestirmi (con almeno 3 strati) e affrontare il gelo del Delle Alpi.

Dopo aver visto Ballarò

January 17th, 2006 § 16 comments § permalink

Immaginando un futuro da ministro per Fassino, che ne direste di fare segretario dei DS Anna Finocchiaro?

Io ci metterei la firma subito, anche vedendo come ha annichilito e sbertucciato Berlusconi.

Sono così preso bene che quasi riesco a perdonare a sua sorella quella tremenda fiction sulle suore.

Farsi sorpassare a sinistra dal Cile

January 15th, 2006 § 22 comments § permalink

Il Cile – paese con cui l’Italia ha in comune solo una censurabilissima passione per Laura Pausini – elegge un Presidente donna e socialista.

E noi stiamo qui, presi tra estremisti di centro ed estremisti di sinistra, pronti a far risorgere Berlusconi dalle ceneri della sua inettitudine e disonestà.

La smetteremo mai di fare così schifo quando si tratta di votare, noi italiani?

Ogni cosa è illuminata

January 15th, 2006 § 5 comments § permalink

La visione ieri sera di "Ogni cosa è illuminata (dalla luce del passato)" (completo tra parentesi la frase perché sennò il film sembra una vaccata para-spirituale per segretarie frustrate, alla Tamaro o alla Coelho; e linko il libro) mi ha illuminato su due cose:

1 – Elijah Wood l’attore che fa Frodo nel Signore degli Anelli, pettinato con la riga e con gli occhiali da sfigato, è assolutamente identico e indistinguibile da Toby McGuire mentre fa Peter Parker (quello che diventa Spiderman, insomma).

2 – i Gogol Bordello – che sono il gruppo musicale in cui milita l’accompagnatore del suddetto Frodo/Peter Parker in versione ebraica – sono caciaroni e simpatici. E il singolo "Start Wearing Purple" (qui il video), pur non essendo il mio genere, è abbastanza zingaro e sguaiato da piacermi.

Ecco che si perde del tempo parlando del tempo

January 15th, 2006 § 9 comments § permalink

Non so voi, ma io mi sono fortemente rotto le balle del freddo, dell’inverno e del buio. E siamo solo a metà gennaio. Che noia.

Mai come in questo periodo ho l’impressione di avere un bioritmo e in generale un’attitudine più adatti ad altre latitudini, altre stagioni, altri climi e altri stili di vita.

La lettura dell’ultimo numero di "Dove" mi ha fatto venire voglia di trasferirmi a Città del Capo, almeno nei mesi invernali europei. Ma pure lo special sulle zone meno note del Brasile non è che mi ha lasciato indifferente.

Quel che so è che una vita in cui ti svegli, guardi fuori dalla finestra e vedi il grigione (che non ha nulla a che vedere con la Svizzera, ma è il cielo coperto da quella cappa grigiastra invernale, che non è proprio fatta di nuvoloni coreografici, ma da un misto di smog e nuvolame) per 150 giorni all’anno è meno allegra di una in cui il sole splende un po’ di più.

Ok, ci manca che aggiunga un paragrafo sulla pummarola e mi trasformo in Marisa Laurito, ma capitemi. Almeno una volta nel Nord Italia c’erano la nebbia e la neve, ora manco più quelle (e con la seconda che latita, sai che Olimpiadi da qui a un mese…).
Anzi, c’è quel freddo secco che è traditore: non ti "sale" subito, esci scoperto e ti ammali (sta capitando a mezza blog-community torinese). E poi non piove, quindi c’è pure l’aria polverosa, quindi ci si ammala ancora di più. Il tutto nella grande città italiana che – dati alla mano – ha la migliore qualità dell’aria. Che palle.

Se vivessimo tutti a Capri o giù di lì (insomma, posti col microclima per cui ci sono sempre 15-20 gradi anche d’inverno, tipo appunto Città del Capo), forse bloggheremmo di meno causa maggiore vita all’aperto, ma saremmo tutti più abbronzati e felici. E invece che quattrosaltinpadella rimediati all’ultimo minuto ci stroncheremmo di gamberoni tutte le sere, aumentando ulteriormente la qualità della vita.

Perché mi piace Lost

January 13th, 2006 § 11 comments § permalink

Mentre qui si hanno ancora i capelli dritti per la nuova puntata di Lost e ancora si deve capire come il sottoscritto reagirà al primo falò dotato di fumo nero che gli capiterà di incrociare, intanto capita che sul Seattle Times una giornalista attenta forse ha capito perché alla gente come me piace tanto Lost. (l’articolo merita assai)

E in effetti, pensandoci bene, mi sa che non sbaglia.

Prezzi, prezzi, prezzi – parlano i dati

January 13th, 2006 § 49 comments § permalink

Constatato che del chilometrico post qui sotto quasi tutti hanno ignorato gli spunti di discussione (ad esempio cercavo di capire cosa sarebbe accaduto da ora in poi) e hanno preferito dibattere vanamente dei prezzi degli Apple vs la concorrenza, quando questi ormai erano cosa nota e verificabile, credo di mettere fine alla discussione postando un po’ di crudi fatti, che dimostrano che i prezzi dei MacBook sono molto più alti di quelli della concorrenza, ovviamente tenuto conto delle dotazioni hardware di ciascun prodotto.

Nota: considererò un atto di maleducazione qualsiasi tentativo di attacco personale o insinuazione che non contenga almeno 2 battute sugli ex comunisti o che parta dall’assunto che qui si vuole distruggere Apple.

Banalmente, ecco qui i dati relativi ai nuovi Sony Vaio Dual Core in commercio, con tanto di prezzi. Mi preme far notare che partono da 1650 $ e arrivano a 2300 $ per un modello deluxe con in più: case in fibra di carbonio, connettività wireless con passaggio seamless tra Wi-Fi, Bluetooth, LAN e EDGE (è integrata la scheda Cingular per usare il notebook via connessione-dati cellulare), sistema intelligente di gestione del calcolo grafico (risparmia molta batteria spostando, quando necessario, i carichi di lavoro grafici al processore centrale) e ultraportatilità unita al classico display retroilluminato a LED, che è sorprendente come sempre per quanto è bello. (lo so che non è un dato numerico, quest’ultimo: fateci attenzione la prossima volta che capitate in un Mediaworld: è più facile a vedersi che a spiegarsi).

Ah, ovviamente tutti i Sony Vaio hanno lo slot PCMCIA e il masterizzatore DVD dual-layer…

Scegliendo un marchio meno "premium" ma molto diffuso negli USA, ecco Dell.
Qui trovate tutti i prezzi della nuova linea dual-core. Tenete conto che sono in sterline e che di solito in USA ed Europa i prezzi sono più bassi di circa il 15%. E scoprite che al 10% in meno di un MacBook di fascia bassa (insomma, quello da 2000 dollari) è possibile comprare un notebook da 17" con una dotazione hardware a dir poco imponente, tra cui un display da 1920×1200 (!) e volendo pure il sistema operativo Windows Xp MediaCenter, con tanto di videoregistratore digitale, sintonizzatore Tv, ecc.

Tristemente in Euro non sarà così economico, visto che i prezzi italiani di Dell (e temo di Apple) aumentano: in ogni caso sul sito della Dell il notebook dual-core con monitor da 17" 1920×1200, 1 Gb di RAM, 100 Gb di hard disk, Windows Xp Mediacenter con telecomando, più il Bluetooth 2.0 integrato costano circa 2300 euro. (e il tutto comprende il masterizzatore dual-layer e lo slot PCMCIA, che a dire il vero a me sembra inutile da un po’ di tempo…)

Mi fermo a due esempi di fascia medio-alta (non sarebbe corretto confrontare i Pc marchiati Apple con i portatili della Datacaz [nome inventato da me], venduti al Carrefour per quattro soldi e con il case fatto di stecchini riciclati dei ghiaccioli), per non scrivere l’ennesimo post chilometrico.
Ma sappiate che il discorso prezzi in linea di massima vale anche per le altre marche, bellissime o bruttissime che siano.

Come vedete, perfino prodotti con specifiche hardware altamente superiori costano sensibilmente meno dei MacBook. E questo capita anche nel caso di un grande marchio come Sony Vaio, i cui portatili sono assolutamente di ottima fattura (mi spiace dirlo, perché non ho simpatia per la Sony da quando decide di sponsorizzare la juve).

La mia opinione è che la differenza di prezzo non sia giustificata da nulla, nemmeno dalla marca (che per me non dà affatto valore aggiunto, visto che non son un patito di mac, ma che per qualcuno può contare qualcosa). Se qualcuno pensa che le differenze di prezzo evidenziate siano giustificabili dal sapere di avere un Pc sostanzialmente ordinario nelle dotazioni, ma marchiato "Apple", è ovviamente liberissimo di agire e pensare come vuole: siamo in democrazia, grazie al cielo e ai partigiani. Come diceva Battiato in "Up patriots to arms", non è colpa mia…

In tutto questo, teniamo in mente che per i Pc non marchiati Apple parliamo di prezzi di listino, che nei negozi calano ulteriormente del 10-20% a seconda dei casi. Non ho idea se questo accadrà coi notebook Apple, ma lo dubito fortemente visto che finora non è accaduto.

A meno di smentite clamorose (tipo che gli addetti alle vendite si sono sbagliati a scrivere…), direi che il caso è chiuso e non ammette il solito disco rotto che suona "sì, ma Mac Os è meglio di Winzozz perché sì". E’ un discorso che non mi interessa: ognuno usa il suo sistema operativo preferito. E se a me piace usare IBM OS/2 2.1 in dialetto paraguayano e in braille, sono cavoli miei.

Qui stiamo parlando di hardware e lasciamo che le nude cifre dicano la pura verità incontestabile. Amen.

Ah, visto che qui leggono giustamente molti mac-isti: discutiamo, ora, degli scenari futuri? Cosa accadrà col software? Insomma, riprendiamo a discutere (discutere: non litigare) i punti 2 e 3 del mio post precedente, che incredibilmente mi sembravano interessanti per tutti?

Update: anche Asus ha proposto la sua nuova linea di portatili Dual-Core. Questo è il più costoso. Le sue specifiche hardware sono leggermente superiori al MacBook più caro (masterizzatore DVD 8x Double Layer, PCMCIA, lettore di memory card, ecc.), le dimensioni sono simili ed è più leggero.
E il suo prezzo è inferiore al meno costoso (e meno dotato) tra i due MacBook. Cioè circa 600 dollari in meno del MacBook con dotazione vagamente simile. Non mi sembrano pochi.

Update 2.0: l’offerta di Acer dà l’idea della differenza di prezzi tra Apple e il resto del mondo. Guardate questo modello Dual Core, osservate la sua dotazione.

Ha tutto ciò che ha il MacBook pro, inclusa la Gigabit Ethernet, Bluetooth 2.0 + EDR, slot ExpressCard, ingressi e uscite digitali, ecc., salvo:

– lo schermo SXGA

– la tastiera retroilluminata

– il telecomandino

Ma in compenso ha:

– 2 Gb di RAM

– scheda video ATI Mobility Radeon con 512 Mb di memoria (!)

– 120 Gb di hard-disk (a 5400 rpm, io lo avrei preferito a 4200 ma fa lo stesso)

– videocamera integrata da 1.3 Megapixel (i MacBook la hanno inferiore come prestazioni), ruotabile di 225 gradi

– masterizzatore DVD Dual-Layer 8x

– slot PCMCIA

– lettore multiplo di schede di memoria

– modem integrato V.92 a 56K

– uscita VGA e DVI doppia e utilizzabile in contemporanea su monitor diversi

– 4 porte USB 2.0

Il tutto a 1659€ IVA compresa!!!

Non so se mi spiego. In questo caso la differenza con il MacBook più costoso è di 1000€! Cazzo, sono quasi 2 milioni di lire. Per quella cifra mi compro l’Acer e mi faccio illuminare la tastiera da un paggetto, che uso anche come telecomando (cioè si alza dalla sedia e mi cambia i DivX a mano).

Ora, valutati i marchi, le dotazioni e le differenze tra loro e il software, per quanto opinabili entambe le scelte, c’è qualcuno che ha il coraggio di dire che il MacBook vale 1000 euro in più? Sul serio.

L’ennesima marca di Pc

January 12th, 2006 § 112 comments § permalink

Come forse avrete notato (…) su queste pagine si presta una notevole attenzione al mondo Apple, solitamente piazzandosi fuori dal coro agiografico che i grandi media fanno, ben pasciuti dalla grande capacità comunicativa della Mela, e applicando un sano modello "Mi manda Suzukimaruti" in cui si fa l’interesse del consumatore e si fanno le pulci al produttore di tecnologia "tanto buono", rivelandone pregi e difetti al di fuori della mitologia.

Ecco, è il momento di occuparsi di quella che potrebbe essere una delle notizie tecnologiche più importanti del 2006, che di fatto inizia col botto:
[rullo di tamburi]

Apple prende un po’ tutti di sorpresa e annuncia a strettissimo giro di mercato che sono pronti in vendita due nuovi portatili che mollano il vetusto e affaticato processore G4 e passano ad un onesto processore Intel utilizzato sui Pc. E già che c’è presenta pure un iMac con il "cuore" Intel.

Anzi, diciamola meglio, di fatto annunciano dei Pc in tutto e per tutto (perché sono quello in ogni loro componente), su cui però è possibile far girare Mac OS X.

E ancora: trattandosi di veri e propri Pc, ci si può far girare sopra pure Windows (non Windows Xp, per un’incompatibilità del Bios, ma l’imminente Windows Vista). E qui i puristi passeranno direttamente alla canna del gas… 🙂

Insomma, lo scenario cambia. E pure di tantissimo. Qualche purista si strapperà i capelli. Vediamolo con relativa calma:

 

1 – ora i prezzi dell’hardware Apple sono chiari, sotto agli occhi di tutti e facilmente confrontabili con la concorrenza. Nel senso che fino a poco tempo fa ci si trovava a cercare di comparare mele e arance, cioè sistemi completamente diversi dal punto di vista dell’hardware.
Da febbraio (data in cui i nuovi Pc marchiati Apple saranno sul mercato) non ci sarà differenza fisica tra un MacBook Pro, cioè i nuovi portatili, e un qualsiasi portatile Asus, Toshiba, Acer, Sony, ecc.

Mi sa che in questo ambito potrebbe esserci da ridere, nel senso che – per quanto ne capisco – i Pc marchiati Apple rischiano di costare carissimi rispetto alla concorrenza, di fatto non offrendo nulla di più.

Attualmente i due nuovi portatili sono in vendita a 2000 e 2500 dollari, che sono prezzi con cui ci si comprano rispettivamente le due versioni del top di gamma dei Sony Vaio, cioè un notebook che pesa 1,6 Kg, ha un display da 10 pollici ad alta risoluzione, che commuove tanto è bello e ha un’autonomia di 7 ore con la sola batteria (e mille altre cose).

E sempre con più o meno quella cifra ci si compra quasi 2 notebook concorrenti con le stesse caratteristiche. Per dire, io possiedo un notebook con tutti i crismi (scheda acceleratrice 3D ATI, display da 15 e passa pollici con risoluzione 1400×1050, 80 Gb di disco e 1 Gb di Ram, Bluetooth, infrarossi, 4 porte USB 2.0, slot PCMCIA e pure uno slot di sicurezza che legge le smartcard, mai utilizzato). L’unica differenza è che non ho il processore dual-core, ma presumo che la sua nuova versione lo abbia.
Ecco, un notebook più o meno così costa – comprensivo di tutto – circa 1200-1400 dollari a seconda dei listini e delle marche.
Per di più proprio in questo periodo le varie marche di Pc stanno annunciando un bel po’ di portatili col processore dual-core e i prezzi sono decisamente inferiori, anche con dotazioni hardware molto più ricche.

Presumo che qualche acquirente di Pc marchiati Apple si chiederà cosa danno di più quei Pc con disegnata sopra una mela. (nota: leggo su molti forum il disappunto per gli utenti per il fatto che i MacBook Pro non sono stati migliorati affatto nel design, che è praticamente identico a quello dei vecchi Powerbook che, lo dice Apple mettendo a tacere molti con cui ho discusso per mesi e confermando una verità ormai assodata, andavano 4,5-5 volte più lenti dei Pc). Difficile dire cosa, salvo un paio di dettagli (le uscite DVI) il disegnino della mela.

Di certo non è l’hardware o la componentistica, visto che è tutta roba pre-assemblata di altre marche.
In verità qualcosa in più lo danno: Apple ha brevettato un’invenzione per cui il cavo di alimentazione non si infila più nella presa del notebook, ma è attaccato a quest’ultimo magneticamente. In questo modo se uno cammina disattento per l’ufficio o per casa e inciampa nel cavo di alimentazione non fa volare il Pc per terra, ma semplicemente stacca il cavo.

Non ho idea di quanto costi realmente questa invenzione (azzeccatissima, ci mancherebbe; anzi, complimenti ad Apple per averla inventata!) ma, insomma, non credo giustifichi certi prezzi.

Dirò di più: non so per quanto Apple possa mantenere questo premium-price sui suoi Pc e ancora di più sulla componentistica varia, visto che i prezzi sul mercato sono notevolmente inferiori e non c’è nulla che giustifichi certi esborsi se non la cieca fedeltà di marca.

 

2 – Il fatto che su un Pc si possano usare i due sistemi operativi (perché accadrà questo; attualmente già un bel po’ di persone fa girare Mac OS X sul proprio Pc Intel) aprirà tremila nuovi scenari.

In primis (e la cosa sta passando un po’ sotto traccia, ma è forse l’evento più notevole) la Apple ha smesso di essere una casa produttrice di "sistemi", ma è una ditta produttrice di hardware genrico ri-brandizzato (scusate la parola in marketingese milanese).

Quindi su un Pc marchiato Apple potranno girare agevolmente Windows Vista e Mac Os X (magari in dual-boot) e, presumo entro breve, anche qualche sana distribuzione di Linux (ma il mio sogno da nostalgico sarebbe un bell’MS-DOS…)

E accadrà anche l’inverso, cioè su qualsiasi Pc di qualsiasi marca potranno girare tutti e tre i sistemi operativi. Pare che Apple stia facendo i salti mortali per far sì che Mac OS X non giri sugli altri computer, ma si sa come vanno a finire queste cose (e poi, insomma, aprite e-mule e cercate "mac os x" e guardate cosa viene fuori già da un paio di mesi): è una battaglia persa.

E potrebbe essere una brutta battaglia da perdere: mi vedo già uno scenario in cui un utente Apple si compra un Toshiba da 1300 euro e ci installa sopra Mac Os X taroccato, risparmia 700 euro e Apple di fatto non fa affari. Boh, ci vedo un grandissimo fattore di rischio. Fossi, per dire, la Sony mi metterei a sviluppare in gran segreto driver non-ufficiali Mac OS X per i componenti dei miei nootebook e li spargerei per la Rete.

Insomma, Apple a livello hardware ha finalmente una concorrenza. E i consumatori più attenti e intelligenti – anche quelli che vorranno usare Mac OS X – potrebbero notarlo e agire di conseguenza.

A parte le gioie del dual-boot, finalmente gli utenti potranno avere un assaggio comparato dei vari sistemi operativi, si potranno fare benchmark seri e l’unico elemento su cui si potranno fare i confronti sarà il software.
Togliere ai litigiosi di professione la possibilità di discutere sull’hardware a colpi di "il mio è più potente del tuo" sarà veramente un colpo basso. Tipo che i forum di Punto Informatico potrebbero chiudere per abbandono. Ma anche molti forum di fan della mela in cui ci si fa "i pompini a vicenda" (non sono volgare: cito Pulp Fiction) potrebbero perdere un argomento forte di auto-esaltazione.

Francamente mi sembra tutto così bello. Un grosso tema di discussione mette a tacere beoti di una e dell’altra famiglia. A meno che…
A meno che non capiti come ho già letto ieri su un forum: un tizio asseriva che Intel avrebbe sicuramente dato alla Apple i "migliori" processori dual-core (cioè quelli "sfornati" meglio, visto che sono tecnicamente lo stesso prodotto tra Mac e Pc), perché altrimenti non si giustifica la differenza di prezzo. Il tragico di certi forum è che gli abbiamo riso dietro solo in due.

 

3 – Il terzo effetto riguarda il software, inteso nella sua accezione più larga. Che succederà coi programmi? Le software house che faranno? Svilupperanno i propri software per entrambe le piattaforme o ne faranno solo una versione? E se sì, quale? (a naso, per pura questione di mercato, direi quella per il sistema operativo più di successo). E sarà possibile – magari con appositi software di emulazione – eseguire su un sistema operativo un programma sviluppato per un altro sistema? E come la mettiamo con la sicurezza, coi virus, ecc? E poi finalmente i Pc marchiati Mac potranno avere qualche videogioco? (sì: basta usare Windows)

Sono tutti interrogativi inquietanti che attendono una risposta (anzi, mi farebbe piacere sentire qualche opinione in merito di melomani e non), resi ancora più incerti e oscuri dal fatto che il dual-boot potrebbe diventare una prassi, nel giro di poco tempo. In quel caso, perché ri-sviluppare? Non è meglio farlo per un sistema solo?

Per ora l’unica certezza valida è che la possibilità di avere il dual-boot potrebbe rendere felice almeno un utente.
Il povero ragazzo ha passato il pomeriggio in compagnia di un me stesso gongolante e fastidioso, cercando vanamente un editor XML decoroso per Mac, che ricordasse almeno alla lontana il meraviglioso XML Spy (in verità bastava uno straccio di editor che avesse la grid-view editabile), che ovviamente gira solo su Windows.

Dopo un’ora abbondante di ricerche – e dopo essere capitati su più pagine in cui gli utenti Apple si lamentavano della mancanza di software adeguati per gestire i file XML – abbiamo convenuto su un fatto: nel 2006 gli utenti di Mac non dispongono di un programma almeno decente per gestire l’XML e perfino una petizione che data a luglio 2004, in cui si chiedeva ad una software-house di provvedere, non ha avuto effetti.

Il tutto in uno scenario in cui l’XML di fatto ha rivoluzionato la Rete ed è non solo un formato ma una "filosofia" talmente universale, pratica e intelligente da essere (quasi) epocale, oltre che ormai diffusa e utilizzata in qualsiasi lavoro online.

 

4 – il vero effetto benefico è che il sottoscritto non potrà più alienare il prossimo parlando male dei processori degli Apple, anche perché i nuovi Pc marchiati con la mela di fatto sono Pc veri e propri, al 100%. Almeno di questo, io per primo, dovremmo tutti essere grati a Steve Jobs.

Free Gianduiotti

January 11th, 2006 § 5 comments § permalink

Devo assolutamente ringraziare quel grande osservatore di torineserie che è ToLove per aver segnalato sul suo blog questo articolo su MSNBC in cui si parla (in modo egregio) di Torino.

L’unica cosa che non mi tornano sono i gianduiotti gratis nei bar, ma magari vado nei bar sbagliati (anzi, se c’è qualche bar che li dà gratis ditemelo, che ho la glicemia bassa…)

Where am I?

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