Farsi sorpassare a sinistra dal Cile

January 15th, 2006 § 22 comments

Il Cile – paese con cui l’Italia ha in comune solo una censurabilissima passione per Laura Pausini – elegge un Presidente donna e socialista.

E noi stiamo qui, presi tra estremisti di centro ed estremisti di sinistra, pronti a far risorgere Berlusconi dalle ceneri della sua inettitudine e disonestà.

La smetteremo mai di fare così schifo quando si tratta di votare, noi italiani?

§ 22 Responses to Farsi sorpassare a sinistra dal Cile"

  • Suzukimaruti says:

    AquaT, da titolare di partita iva da più di un lustro concordo pienamente.

    Conta che quest’estate ho assistito al congresso provinciale dell’ARCI di Torino e alcuni (quelli schierati a sinistra dei DS), nei loro interventi, usavano la parola “imprenditore” come insulto. A priori.

  • AquaT. says:

    Quando una volta m’è capitato di dire che Rifondazione Comunista era un partito conservatore sono stato deriso perchè i miei interlocutori avevano in mente i Tories inglesi. In realtà intendevo che molto spesso RC, non metteva in discussione certe sue idee fondanti perchè propugnava un’idea “estetica” della sinistra, quella rivolta al passato ai momenti eroici della sua storia. Che quando s’irrigidisce diventa un atteggiamento da conservatori. A volte ho la sensazione che sia così perchè basa la propria strategia sull’immagine che ha di se’ invece che in base ad un corpus di idee che segue nella loro evoluzione confrontandosi con la realtà. Per questo ha facile appeal su un certo tipo di elettore, grazie appunto all’estetica e perchè è uno dei pochi partiti che s’identifica in un’immagine idealizzata della politica. Non c’è niente di male, se non per il fatto che quando si lotta per un’immagine ideale invece che per un ideale, basta la lotta fine a se stessa e non importa molto il risultato finale.
    Pur essendo di sinistra sono uno dei tanti del popolo delle partite iva e queste sono le sensazioni che ricevo da RC. Probabilmente un tipico caso d’incomprensione reciproca.

  • Antonio says:

    Anch’io mi davo risposte simili a Suzuki. Per me un partito nella tradizione della sinistra italiana è prima di tutto di massa. Ne è sia la premessa teorica – gli interessi della maggioranza, contro gli interessi delle élites – che sostanziale.
    Il problema è che i DS di oggi sono un po’ sottili come partito di massa. E che se veramente fossimo in una situazione simile a quella degli altri paesi Rifondazione non raccoglierebbe tanto consenso. Né ci sarebbe bisogno di ricorrere a Prodi.

    Tra l’altro lo spaccato che dai di Rifondazione non mi sembra molto fedele in alcuni aspetti che appartengono più al PCDI che a loro. Come la posizione su Cuba, l’ostilità alle P.IVA o la nostalgia del passato.

    Quindi sono d’accordo che la spaccatura a sinistra sia la chiave delle debolezze e contraddizioni a cui abbiamo assistito in questi anni, meno sull’analisi delle cause.

    ciao

  • Suzukimaruti says:

    003, ti capisco. Ma io in primis credo che Rifondazione a parte una rabbia interiore mal indirizzata e totalmente distruttiva non abbia assolutamente nulla.
    Cioè è un partito che considero vuoto, privo di idee e totalmente basato solo sul concetto – apprezzabile, ma parziale – di “difesa”.

    Il fatto è che io non credo che la sinistra debba giocare solo in difesa, altrimenti continua con il suo antimodernismo, con la sua naturale inimicizia (ambigua: abbiamo accettato il fatto che viviamo in un’economia capitalista e che siamo riformisti?) verso il mercato, verso chi produce, chi lavora in proprio, ecc. E perde perché il paese è più avanti.

    Lo dico perché i nuovi sfruttati sono i tizi con la partita IVA che lavorano come consulenti (cioè gente che fa il lavoro degli assunti, ma senza ferie, mutua, ecc.), che lavorano nei call-center, ecc.

    E noi non li comprendiamo. E nemmeno Rifondazione lo fa, legata com’è a vecchi schemi operaisti.

    Insomma, per certa sinistra antagonista il popolo delle partite IVA è ancora un nemico. E questi poveracci non li rappresenta nessuno.

    Dico un’altra cosa: ma l’elaborazione teorica, l’avanzamento, le nuove forme di comprensione della società, la ricerca (magari con errori) di andare “avanti” dove stanno in Rifondazione?

    Io seguo con attenzione ossessiva (peggio della Apple) l’evoluzione di Rifondazione, ma ricorda quelle vecchie partite del Toro in cui capivi che non saresti andato oltre lo 0 a 0, in cui non succedeva niente.

    Cioè, non mi spaventa il “comunismo” di Rifondazione, che ormai è folklore (ricordo che uno dei capetti dei giovani di Rifondazione era un beota travestito da Che Guevara, con tanto di sigaro e cappello d’ordinanza, ma ciccione).
    Mi fa molto più tristezza il concetto di “arroccamento”.
    Cioè Rifondazione come baluardo, non come avanguardia.

    E Rifondazione come cultura del non-governo, come assenza di responsabilità.
    Insomma, la solita vecchia sinistra che sa cosa NON vuole, ma non sa cosa vuole, che si vergogna a governare, che non ha nel DNA la cultura del compromesso (che è una merda, ma senza di essa non si governa…)

    Aggiungo una cosa: se il centrosinistra non è il massimo ora, il tutto è dovuto al clima invelenito, alle anomalie del nostro sistema politico e così via.
    Se fossimo un paese civile come la Spagna, in cui la maggioranza degli elettori di centrosinistra si concentra su ciò che è l’equivalente dei DS, cioè un grande partito del socialismo europeo, saremmo a posto.

    Invece a sinistra trionfa ancora il populismo degli “antagonisti”, che tra l’altro sono partiti-fotocopia.

    Io, per esempio, non riesco a vedere la differenza programmatica tra Verdi, Rifondazione e Comunisti Italiani (partito composto per il 99% da vecchietti nelle bocciofile). Tre partiti identici, pronti a sfruttare un incredibile 10-12% di voti alla sinistra della sinistra tradizionale ed europea (i DS, insomma).

    In Francia il PCF è ridotto al lumicino, in Spagna pure, in UK peggio ancora. Giusto in Germania si sono inventati una Rifondazione alle ultime elezioni e infatti ora governa la destra, seppure un governissimo.

    Quello che voglio dire è che la sinistra è assolutamente perfettibile (e ci mancherebbe). Ma la soluzione non è votare Rifondazione che, anzi, contribuisce a peggiorare lo scenario, con i DS messi in mezzo a cercare una sintesi tra estremisti di sinistra ed estremisti di centro.

    Cioè, in una prospettiva futura un partito come Rifondazione non dovrà esistere, al massimo può ridursi ad una lista da 0,qualcosa di trotzkisti over 70. In tutta Europa, dove vi è una cultura e una civiltà politica superiore alla nostra, a sinistra c’è un unico grande partito di sinistra europeo, moderno e non-antagonista/ascellare/adolescenziale.
    Dove la sinistra estrema e anti-governativa per definizione esiste, il risultato è che la destra governa.

    L’hanno capito perfino in Cile, in Portogallo, in Francia.

    Capisco che votare Rifondazione fa sentire a posto: sono contro tutto e di fatto non si sbaglia, non si fanno danni. Però non si propone niente, non si danno alternative, non si progetta e non si evolve.

    Ma se non prendiamo un po’ di responsabilità noi, finiremo solo per incancrenire ulteriormente gli equilibri a sinistra.
    E’ anche per quello che continuo a votare i DS, cioè il partito erede di PC e PDS, cioè il grande partito di massa della sinistra: perché nel resto d’Europa la sinistra istituzionale vince, governa e spesso fa cose ammirevoli.
    E il particolarismo di sinistra se lo sono scordati negli anni Venti.

  • 003 says:

    in linea generale potrei essere d’accordo, sul fatto che la politica è anche sintesi, e in questo momento quella sinistra è la migliore sintesi. però, sarò meno razionale e più romanticamente e anacronisticamente idealista, ma penso che la politica sia soprattutto ideologia, almeno nel momento in cui vado a mettere una croce che in qualche modo dovrebbe rappresentare il mio pensiero. e sinceramente (e altrettanto amaramente, mi trovo a dire) quella croce che andrò a mettere non corrisponde alla mia linea. mi sento obbligata, a metterla, è inutile che lo nasconda. lo vivo come un ricatto morale. o quello o altri 5 anni di sfacelo berlusconiano. certo, poi nella vita il meglio non esiste, esiste un qualcosa che credo sia simile a quello che l’economia definirebbe l’ottimo paretiano. è così in tutto, ci troviamo in un contesto specifico e decidiamo per un meglio relativo. però non sono soddisfatta, ecco. e il teatrino di questi ultimo giorni, e in particolare la capacità autolesionista e poco propositiva della sinistra attuale, mi scoraggiano ancor di più. detto questo, non mi ritengo un’estremista di sinistra, vorrei anzi essere più razionale e capace di adattarmi alle nuove forme che la politica ha assunto nella nostra società. e leggo sempre con attenzione quello che scrivi, proprio perchè ritrovo nel tuo sguardo più lucidità di analisi che nel mio, a volte forse un po’ ingenuo e miope. però, accidenti, sono nata in dicembre e ho il diritto di lamentarmi. posso dire che a volte ho davvero la nausea?

  • Suzukimaruti says:

    aggiungo:

    è per quello che parlavo di “estremisti di sinistra” e “estremisti di centro”

  • Suzukimaruti says:

    003, non sono andato alla manifestazione solo perché era a Milano e avevo da fare, altrimenti sarei stato lì. Esattamente come erano lì i DS.

    Detto questo, votando Rifondazione il rischio di rivedere Berlusconi tra i piedi dopo un paio di mesi di nostro governo paralizzato è più che alto.

    Tra l’altro non è certo votando rifondazione che si rintuzzano gli eccessi centristi di prodi.

    La politica di schieramento non è una bilancia in cui se uno tira troppo a destra si può bilanciare il tutto tirando un po’ più a sinistra. Anzi, si fa un danno doppio.

    Questo la gente non lo capisce. La politica è sintesi. E in questo momento la migliore sintesi, in uno scenario di sinistra, la fanno i DS.

  • 003 says:

    mi dispiace, forse rifondazione non sarà la risposta, ma per me non lo è nemmeno uno che liquida una manifestazione di piazza a sostegno di quelli che si considerano diritti come folklore. e aggiunge: con amarezza. quello che c’era in piazza a roma e a milano, sabato, che gli piaccia o no, è il popolo dei suoi elettori. e screditarli non aiuta la campagna elettorale. detto questo, non andrò ad alimentare la schiera degli astensionisti. come dici tu, non è la migliore sinistra possibile ma è l’unica croce che posso mettere. ancora una volta, con l’urgenza e la necessità di levarsi Berlusconi dai piedi.

  • Mark says:

    Su rifondazione, suzuki, sottoscrivo. Dal ’98, oh yes. Per il resto, sono preoccupato e spaventato. Perchè so per certo che quell’uomo sarà capace di qualsiasi cosa, pur di rimanere dov’è. E sono convinto che una parte di quest’atmosfera claustrofobica e opprimente di queste settimane deriva dal fatto che tutti noi sappiamo bene che è così.

  • 001 says:

    que viva la Bachelet! (da leggersi: Bacelet. Idem per Pinocet: non alla francese ndr) Il muri del Cile erano, ad agosto, completamente coperti di campagna elettorale: La destra ne occupava decisamente di più ma vedo che non è servito a nulla. Que buena onda o come dicono loro: Cachai!

  • Suzukimaruti says:

    delio, io credo che la bachelet in Italia avrebbe militanto nel grande partito erede del PCI, a cui hanno fatto da sempre riferimento i profughi cileni. e sarebbe lo stesso partito politico di d’alema, in cile come in Italia

    vero che sono noioso quanto parlo di rifondazione. il fatto è che continuo a pensare che sia una patata bollente per la sinistra
    mi chiedo come possano non fare un’autocritica su cuba, per dire
    insomma, inneggiare ad un paese in cui non c’è la libertà di espressione e in cui i gay sono repressi (due cose che non riguardano l’embargo) e alla fine comandano i militari (e le elezioni sono la farsa che sono), mi sembra folle
    Fare questa critica non significa per forza riabilitare Batista, ma dire che la revolucion è stata tradita e che la libertà non è quello che c’è ora a Cuba mi sembra come minimo ragionevole.

    Ma i motivi di scazzo con Rifondazione sono mille, primo fra tutti il fatto che dal 1998 non mi fido di quel partito, che ha già tradito la sinistra una volta (con o senza la complicità di D’Alema è da dibattere, ma ciò non toglie che chi ha tolto il voto a Prodi fu Rifunda).

    E poi credo abbiano bisogno di un aggiornamento ai programmi. Personalmente sono contrario al salario sociale per i disoccupati, se non accompagnato da regole precise (es. io ente locale ti propongo dei lavori ma al secondo che rifiuti ti nego il salario sociale), sono perplesso dal ritiro istantaneo e non ragionato delle truppe dall’iraq (io sarei per un bilancio: nel giro di un paio di mesi vanno via x soldati e subentrano x operatori umanitari delle ONG), sono spaventato e un po’ incazzato della cultura anti-sistema che ancora aleggia in quel partito (es. capisco che Confindustria non è esattamente una Casa del Popolo, fatto sta che se si governa bisogna parlarci). E mi spaventano ancora di più gli atteggiamenti anti-mercato di Rifondazione. Insomma, credo che in un’ottica riformista (anche radicalmente riformista) il sistema capitalistico non sia più da abbattere, ma da migliorare, rendere più umano, ecc.
    Il fatto che molti di loro ancora sognino la rivoluzione mi mette tristezza. Più per la vanità della cosa che per questioni ideologiche.

  • delio says:

    suzukimaruti, posso dire che quando parli di politica italiana dileggiando rifondazione) (anche a sproposito) sei un tantino noioso? ti sei informato sull’indirizzo politico della bachelet? sai cosa propone? sai che ha passato diciassette anni delle sua vita in germania est? in italia in che partito militerebbe? e soprattutto: in cile in che partito militerebbe d’alema?

  • Antonio says:

    Eh no, infatti. Mai considerare Berlusconi fuori dai giochi. Il cavaliere è un guscio vuoto politicamente da anni, eppure è tenuto insieme da una fortissima volontà di sopravvivenza e affermazione. Questo lo rende, come tutti i “non-morti”, particolarmente ostico e pericoloso. E’ lì che aspetta che la situazione si guasti a tal punto da ribaltare gli esiti: in un certo senso è un gioco allo sfinimento.
    Io poi penso una cosa a questo proposito. Tanto è il disgusto e il disappunto per lo stallo mefitico in cui ha immerso l’Italia, che in qualche maniera avvolge e inquina anche chi dovrebbe avvantaggiaresene, cioè i suoi avversari. Berlusconi questo l’ha capito: più la tira in lungo facendoci scivolare nel grottesco, più aumentano le possibilità che il dissenso nei suoi confronti si trasformi in sfiducia totale tout-court. A quel punto potrebbe persino presentarsi come rimediatore ai suoi stessi danni.
    Scenario sudamericano da manuale. Peccato che invece in sudamerica se ne stiano finalmente cavando fuori.

  • capemaster says:

    Non credo che ce la faremo mai noi italiani a diventare “normali” e a metterci in discussione.

    Attento SuzukiMaruti a sottovalutare la stupidità umana… Berlusconi non ha ancora perso, anzi, la sinistra non ha ancora vinto.

  • AquaT. says:

    Concordo su tutto. Magari tra qualche anno saremo noi ad andare in Cile a cantare canzoni di protesta. Propongo di formare un gruppo: gli Intillitaliani (con Laura Pausini per attirare il pubblico ggiovane).

  • Suzukimaruti says:

    Il fatto è che non sono convinto che Berlusconi sia veramente già fuori dai giochi.

    Bisognerebbe concentrarsi, combattere l’astensionismo a sinistra (che è tremendo) e invitare la gente a fare uno sforzo per mandare via l’anomalia Berlusconi, ristabilire un po’ di quiete in Italia e poi capire che fare.

    Magari questa non è la migliore sinistra possibile, ma va votata nel bene o nel male.

  • Antonio says:

    Berlusconi è un morto che cammina – almeno da quando l’avevamo dato per spacciato a cavallo tra i due suoi governi – che notoriamente sono i più difficili da seppellire.

    E forza Chile

  • Suzukimaruti says:

    cazzo, è vero! Ne ho solo bevuti un paio in una vineria fighetta qui a TOrino qualche anno fa, ma devo dire che mi erano piaciuti. Li avevo trovati più filo-piemontesi (erano 2 rossi) di alcuni vini-fotocopia californiani, troppo raffinati, ripuliti.

    Beh, poi col Cile abbiamo in comune un’altra cosa: le tendenze antidemocratiche della destra.
    Che però lì sta all’opposizione e qui no, uffa.

  • Ja says:

    E la produzione di vini dove la mettiamo?

  • Suzukimaruti says:

    beh, sì, diciamo “quelli che si atteggiano da militanti della sinistra antagonista, finendo rigorosamente per essere funzionali e inconsapevolmente (?) complici della destra”. Insomma, tutta l’irragionevolezza che si pone a sinistra dei DS.

  • Nik says:

    concordo, eccetto su una cosa: gli “estremisti di sinistra” in italia non esistono più da un pezzo.

  • degra says:

    basti pensare che Calderoli (mica uno furbo) ha consigliato a Berlusconi di non parlare più e lasciare che la sinistra si faccia del male da sola, senza bisogno di far campagna elettorale. E se l’ha capito lui…

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