Ecco che si perde del tempo parlando del tempo

January 15th, 2006 § 9 comments

Non so voi, ma io mi sono fortemente rotto le balle del freddo, dell’inverno e del buio. E siamo solo a metà gennaio. Che noia.

Mai come in questo periodo ho l’impressione di avere un bioritmo e in generale un’attitudine più adatti ad altre latitudini, altre stagioni, altri climi e altri stili di vita.

La lettura dell’ultimo numero di "Dove" mi ha fatto venire voglia di trasferirmi a Città del Capo, almeno nei mesi invernali europei. Ma pure lo special sulle zone meno note del Brasile non è che mi ha lasciato indifferente.

Quel che so è che una vita in cui ti svegli, guardi fuori dalla finestra e vedi il grigione (che non ha nulla a che vedere con la Svizzera, ma è il cielo coperto da quella cappa grigiastra invernale, che non è proprio fatta di nuvoloni coreografici, ma da un misto di smog e nuvolame) per 150 giorni all’anno è meno allegra di una in cui il sole splende un po’ di più.

Ok, ci manca che aggiunga un paragrafo sulla pummarola e mi trasformo in Marisa Laurito, ma capitemi. Almeno una volta nel Nord Italia c’erano la nebbia e la neve, ora manco più quelle (e con la seconda che latita, sai che Olimpiadi da qui a un mese…).
Anzi, c’è quel freddo secco che è traditore: non ti "sale" subito, esci scoperto e ti ammali (sta capitando a mezza blog-community torinese). E poi non piove, quindi c’è pure l’aria polverosa, quindi ci si ammala ancora di più. Il tutto nella grande città italiana che – dati alla mano – ha la migliore qualità dell’aria. Che palle.

Se vivessimo tutti a Capri o giù di lì (insomma, posti col microclima per cui ci sono sempre 15-20 gradi anche d’inverno, tipo appunto Città del Capo), forse bloggheremmo di meno causa maggiore vita all’aperto, ma saremmo tutti più abbronzati e felici. E invece che quattrosaltinpadella rimediati all’ultimo minuto ci stroncheremmo di gamberoni tutte le sere, aumentando ulteriormente la qualità della vita.

§ 9 Responses to Ecco che si perde del tempo parlando del tempo"

  • stefigno says:

    condivido.Questo clima,queste tempistiche relative al brutto tempo, ci uccidono interiormente. Ci vuole sole per l’anima, per gli occhi, per la pelle!!
    EMIGRIAMO!

  • 001 says:

    parla per te! io sono un’ariete di aprile bella e perfetta e. Stonf.

  • Suzukimaruti says:

    e noi nati di aprile siamo brutti e lamentosi, uffa! 🙁

  • 003 says:

    uhm. non c’è rimasto niente da ricercare, che siamo a questo punto? io comunque sono nata a dicembre, quindi posso serenamente lagnarmi sul cielo grigio, sul freddo, sull’aria schifosa che devo respirare, sull’influenza, sull’inverno. in compernso, sono bella e intelligente. accidenti.

  • nohaybanda says:

    A queste considerazioni aggiungerei la notizia data oggi dal Corriere.it di uno studio fatto ad Harvard secondo cui i nati in inverno sono più belli ed intelligenti (però tendono a lagnarsi molto) mentre i nati in estate sono più vivi e ottimisti.
    Va anche detto che lo studio è apparso su una rivista che si chiama “Schizophrenia Research”…

  • 003 says:

    torno dall’influenza, appunto. se continua questo clima siberiano io vado in letargo fino ad aprile. vengo con voi ovunque decidiate di trasferirvi.

  • Suzukimaruti says:

    nah, più giù, più giù, più giù. (smetto sennò sembra un film porno)
    Visto il freddo che ho preso in Salento a dicembre, si va da Lampedusa in giù.

    Oppure molto più a Nord (tipo in Finlandia) ma non esco di casa e mi stronco di vodka (che tra l’altro non apprezzo particolarmente).

    No, anzi, meglio una pina colada in Brasile. O un bel vino sudafricano (ne fanno di ottimi) delle colline simil-piemontesi dietro Città del Capo.

  • A X E L L says:

    mi basterebbe la liguria…

  • luisa says:

    caro suzuki, prova a vivere un anno a Bristol, e poi ti senti rimpiangere il clima di Torino – polluted air compresa! davvero, meglio gli sbalzi, le stagioni con qualche estremo – che le mezze, quelle no, siam d’accordo, non ci sono più. qui sempre tutto grigio e piovigginoso. vedi le ragazze con gli stivali d’estate e i ragazzi in tshirt a gennaio. il clima lo inventa il guardaroba, mica viceversa. l’anno prossimo a Cape Town, allora? 😉
    p.s. ho capito perchè questi parlan sempre del tempo: fanno finta che faccia notizia.

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