Tragedia olimpica

January 30th, 2006 § 33 comments § permalink

TORINO – Un’ inattesa tragedia macchia di sangue innocente le Olimpiadi. 
Durante la nevicata nella notte tra venerdì e sabato 29 gennaio, Neve e Gliz – apprezzatissime mascotte ufficiali delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 – sono state vittima di due tragici incidenti mortali, che rischiano di mettere a serio repentaglio il clima di gioia globale che tradizionalmente caratterizza gli eventi olimpici.

Davvero tragica la fine di Neve: uscita dalla sua residenza presso la sede del Comitato Olimpico in Via Bologna per una passeggiata pomeridiana, è stata scambiata da un ignaro addetto dell’Amiat per un cumulo di neve particolarmente sgraziato ed è stata spazzata da un mezzo meccanico e lasciata dolorante a bordo strada.
Nonostante le richieste di aiuto della mascotte – forse poco chiare a causa dei suoi forti difetti di pronuncia, dovuti alla sua bocca con un solo dentone – nessuno è intervenuto ad aiutarla, complice anche la straordinaria ritrosia dei torinesi. Verso le 18 il decesso, pare causato da un inopportuno volontario della Protezione Civile, che ha posto fine all’esistenza della mascotte con un esiziale spargimento di sale.

Agli inquirenti, giunti sul luogo dell’incidente a seguito di una segnalazione anonima, si è presentata una scena straziante: neve ovunque e il cadavere della mascotte irriconoscibile, anzi introvabile.
La vittima è stata riconosciuta grazie al rinvenimento della tutina rossa che indossava (pare da un po’ troppo tempo) prima di morire, incastrata nella griglia di un tombino non distante.

Più rocambolesca, ma non meno tragica, la morte di Gliz.
Noto per la sua straordinaria empatia, Gliz era uscito venerdì sera con una comitiva di amici torinesi per un classico aperitivo mangereccio.

Raggiunto un cocktail bar del centro, la star delle Olimpiadi è incappata in un tragico equivoco: un barista acrobatico – cioè un barman che miscela cocktail in gran velocità facendo roteare bottiglie e ingredienti con mosse da funambolo – preso dalla foga di esibirsi, ha inavvertitamente preso la sua testa e l’ha sfondata con un pestello di legno, gettando i resti della vittima in un bicchiere da cocktail.

Ma l’orrore non si è concluso. Oltre all’omicidio efferato, si è consumato uno scempio di cadavere e forse addirittura un atto di antropofagia (reato talmente efferato da non essere nemmeno contemplato dal codice penale italiano). I resti di Gliz, infatti, sono stati profanati con zucchero di canna, lime, rhum bianco e tonica e serviti – con una inattesa corona commemorativa di rami di mentuccia – in un Mojito, che è stato prontamente ingurgitato da uno degli avventori del locale.

"Non sapevo che ci fosse Gliz nel bicchiere – si è giustificato l’inconsapevole "cannibale" – e pensavo che la tutina blu galleggiante tra un pezzo di lime e l’altro fosse solo l’ennesima promozione olimpica: ormai quei due erano dappertutto".

Grande il cordoglio nel mondo dello sport: dopo il drammatico suicidio di Ciao, la mascotte di Italia ’90 che era andata incontro ad una lunga fase di depressione a causa della sua bruttezza, e dopo il tragico e involontario lancio mortale di Naranjto – la mascotte dei Mondiali di calcio del 1982 – durante una visita al Carnevale di Ivrea, il mondo dello sport aveva posto particolare attenzione alle mascotte da adottare, compiendo scelte apprezzabili per solidità strutturale e resistenza agli urti e mettendo solo in secondo piano (se non oltre) valutazioni di tipo estetico.

Disperazione ma anche grande paura per Aster, la mascotte delle Paralimpiadi, che attualmente vive segregata in un residence di periferia, guardata a vista dal servizio d’ordine del Comitato Olimpico.
Gli incidenti mortali ai suoi colleghi hanno fatto temere l’Organizzazione per la salute mentale della terza mascotte. Il Comitato, tuttavia, è intervenuto prontamente e ha garantito al superstite pieno supporto psico-fisico.

"Il paziente è in un evidente stato di tensione e apprensione – ha comunicato un portavoce dello staff medico incaricato di seguire la salute mentale di Aster – ma non così grave da consigliare il ricorso a psicofarmaci o terapie d’urto. Nelle prossime ore sarà sottoposto ad un ordinario ciclo di trattamenti rilassanti: massaggi shiatsu, agopuntura e sauna".

Update su Rifondazione – un motivo in più per non votarla

January 27th, 2006 § 50 comments § permalink

Ragazzi, non ho parole: Rifondazione candida pure Francesco Caruso, uno dei tanti capetti dei no global, insomma la versione napoletana di Casarini. Forse uno degli idioti più funzionali alla destra (che lo ricambia spesso e volentieri) che ci siano in questo paese.

Non so voi cosa ne pensate, ma il duo Caruso-Casarini è tutto quello che detesto di certa sinistra: violenti, stupidi, facili ad accettare provocazioni, massimalisti, impreparati e vanitosi. Gente che Lenin liquidò nel suo adorabile (e da rileggere) libretto sull’estremismo come malattia infantile del comunismo.

Di Caruso mi ha sempre colpito una cosa: è ovunque, ad ogni corteo nazionale ed internazionale (tipo che lo si è visto in Brasile, in Messico, in Svizzera, ecc.), è spesso e volentieri in Tv, coccolato da Vespa che sa che ogni volta che i tipi come lui aprono bocca, 1000 moderati scappano a destra, gira l’Italia per assemblee, incontri, ecc.
E tutto questo mi porta a chiedermi: ok, ma che lavoro fa, visto che è sempre in giro? Come si paga tutta questa attività nazionale ed internazionale? Materialmente, come si mantiene?

La mia idea è che siamo di fronte al solito rivoluzionario (sic) di professione. Lo spauracchio antagonista che la destra sventola in Tv, traendone grande profitto.
Questa è la mia prima domanda al candidato di Rifondazione di nome Caruso: spieghi ai lavoratori (quelli veri) come si mantiene, come si paga i viaggi e così via.

Non mi meraviglierei se dietro Caruso c’è un papà che paga. O magari direttamente il libro paga di Berlusconi.

Ecco, fatemelo dire. Un partito che candida capolista (!!!!!!!) Caruso è un partito stupido, mi spiace per la gente intelligente che – sbagliando – lo vota. Fossi un militante/simpatizzante di Rifondazione, mi incazzerei come una iena per l’affronto, anche perché gli autonomi napoletani di Caruso (ma fanno tutti così) li ho visti più di una volta insultare e maltrattare in corteo i nonnetti delle sezioni dei DS: gente che magari si è sparata di fila la Resistenza, le lotte operaie e 50 anni di militanza.

Sul serio, fermate Rifondazione perché sta portando la sinistra alla rovina. Sono pazzi, non c’è altra spiegazione. Stanno candidando gente che odia la sinistra proveniente dal PCI, gente che non ha nulla a che vedere con la nostra storia, gente ambigua, violenta, ignorante e odiosa, con stili di vita discutibili e in certi casi inconciliabili con l’essere di sinistra.

D’altronde la strategia a medio termine è ormai chiara: far vincere di poco il centrosinistra, vedere il governo Prodi di nuovo in crisi e godere una rendita di posizione, soprattutto se si materializza l’opzione di un governo bipartisan, qualora vi sia incertezza.

La cosa non deve sorprendere: la sera del 13 maggio 2001, mentre la destra metteva le sue mani luride sul paese, Bertinotti e soci festeggiavano nelle sezioni e in diretta tv perché il loro partito aveva raggiunto un ottimo risultato (tra l’altro facendoci perdere la maggioranza al senato, visto che si erano presentati da soli).

Fermiamoli. Facciamogli capire che così non va. Non votateli, riflettete con calma su quanto ho scritto, fate girare queste notizie, perché la gente che vota "di cuore" Rifondazione non lo sa, soprattutto i ragazzini, che trovano figo e autogratificante votare "comunista", che dà più o meno lo stesso piacere dell’ascoltare heavy metal.
Nel 99% dei casi è gente che vuole una sinistra di governo e a vedere gente come Casarini e Caruso gli scattano i nervi. Ma non lo sa.

Davvero, fate uno sforzo di logica e di buonsenso e – tappandovi tutti gli orifizi del vostro corpo, se necessario – votate DS. Qui si ha da mandare via Berlusconi e fare un paese migliore, il che comprende una sinistra migliore.

E nella sinistra migliore – mi auguro su questo concordino tutti – mantenuti (chissà da chi) violenti e ottusi come Caruso e Casarini non ci sono (e magari non ci sono pure Salvi e Livia Turco). O sono stati spediti – per la prima volta nella vita – a fare una cosa per loro assolutamente nuova: lavorare.

Incroci pericolosi tra serie

January 27th, 2006 § 8 comments § permalink

Piccola nota per chi è appassionato di Veronica Mars e ha appena finito di guardare l’ultima puntata.

Riguardate l’ultima scena e scoprirete che il bigliettino che Veronica appende allo specchio recita "True love stories never have endings".

E sulla riga sotto c’è scritto "4 8 15 16 23, 42".
Numeri che mi sa che conosciamo, no?

La cosa sorprendente è che questo "aggancio" avviene tra due serie appartenenti a network diversi. In ogni caso sono letteralmente saltato sulla sedia, quando ho visto i numeri. Chi è malato di Lost non può che reagire così.

Il tutto è un motivo in più affinché coloro che non sono ancora stati battezzati al culto di Veronica Mars si convertano al più presto, perché ne vale assolutamente la pena.

D’altronde dove la trovate una serie in cui la protagonista – presa male sentimentalmente – pesca dalla mensola il cd della colonna sonora di "The Virgin Suicides" – quella completa, non solo i brani degli Air – e si propina "How Can You Mend A Broken Heart" fatta da Al Green? (nota: tra i cd accanto si scorgono "Odelay" di Beck e il primo album dei 13th Floor Elevators).

E questo non è che primo brano di una intera notte di ascolti lacrimosi via via peggiori, che partono dal romantico cool e terminano col melenso trash, fino all’alba in cui – con estrema cattiveria teppista degli autori – si vede Veronica semiaddormentata per terra, mentre suona il brano trashissimo e sdolcinato/democristiano che fa da sigla di Dawson Creek?

Senza parole

January 26th, 2006 § 12 comments § permalink

Buona visione

Votare una serpe in seno – evitate Rifondazione, per favore!

January 25th, 2006 § 59 comments § permalink

Come sapete, dal giorno in cui il mancato voto di fiducia di Rifondazione Comunista fece cadere il primo Governo Prodi non mi fido più di Rifondazione Comunista.

Lo dico apertamente e spero mi tuteli dagli strali di qualche potenziale elettore di Rifondazione (che spero si ravveda in nome del buonsenso): non lo faccio per anticomunismo o per un insano attacco di sentimenti destrorsi, non potrei proprio vista la mia storia umana e politica.

Il fatto è che Rifondazione la conosco benissimo, come le mie tasche. Non fosse altro perché quando nacque a Torino ero lì, addirittura contento. Non vi ho militato apertamente, ma per un po’ è stato il mio referente politico (diciamo per gran parte della gestione Garavini). E poi con i militanti torinesi di Rifondazione e la relativa federazione giovanile (e anche i collettivi studenteschi che facevano capo ad essa) ho passato anni gomito a gomito, quasi quotidianamente. Era un periodo – durato circa 10 anni – in cui vivevo l’impegno politico in modo ossessivo, come una vestale, e penso di essermi fatto vere e proprie "overdosi" di sinistra in ogni sua declinazione più o meno perversa, tra assemblee, cortei, amicizie e frequentazioni personali, ecc.

Ecco, io sono qui a chiedere alle persone di buon senso, anche a quelle che si devono per forza sentire "più a sinistra" dei DS, di non votare per Rifondazione. Non per cattiveria, non per astio, ma perché rischiamo di farci del male, di eleggere gente inaffidabile, che in nome di un’intransigenza ai limiti dell’ottusità potrebbe riconsegnare il paese alla destra, come ha fatto in passato. E noi un altro quinquennio di Berlusconi non possiamo permettercelo.

Penso che questo articolo del Corriere della Sera su Rifondazione spieghi tutto. (da leggere assolutamente: merita e apre gli occhi)

Insomma, ci rendiamo conto che il 41% dei dirigenti di questo partito (la minoranza anti-Bertinotti) sono in gran parte trotzkisti?

A parte il fatto che la definizione di "trotzkista" nel 2006 fa ridere quasi come il conseguente concetto di "rivoluzione permanente", che può sembrare uno slogan della L’Oréal, la cosa che mi spaventa è che quasi metà dei "capi" di quel partito si rifaccia a categorie di pensiero così vecchie e fuori dal mondo da essere quasi comiche.

Ma c’è di peggio: Rifondazione lascerà ben 9 seggi sicuri a rappresentanti della sua minoranza. Gente che non voterà la fiducia ad un eventuale governo di centrosinistra, gente che dice (testualmente) "No al governo con i banchieri dell’Unione".

Ora, ditemi voi che senso può avere votare un partito che – per di più al Senato dove la maggioranza parlamentare potrebbe essere risicatissima – fa eleggere 9 persone che voteranno, insieme alla destra, contro un eventuale governo di centrosinistra. Ma ha senso?

Guardate che il dibattito qui è pragmatico, è puramente di buonsenso. So benissimo che si può essere più di sinistra dei DS e che probabilmente ci andrebbe un qualcosa che rappresenti chi non ce la fa a votare Fassino & C e vuole stare oltre.
Ma mi chiedo quanti di quelli che votano Rifondazione davvero desiderano eleggere gente che vota contro un governo di centrosinistra e che fa volantini che inneggiano (sul serio, senza che a nessuno scappi da ridere) all’abbattimento dello stato capitalista.

Ma, soprattutto, mi chiedo che senso ha (e che sanità mentale media ha) un partito che ha una minoranza così massiccia di gente che pensa che la sinistra debba stare per definizione all’opposizione (cazzo, il 41%: alla faccia della minoranza), che rimpiange il PCI e addirittura il PCUS, che flirta coi COBAS e con i casseur, ecc. E dire "sinistra per forza all’opposizione" automaticamente significa "destra al potere". Non ci sono posizioni intermedie.

Leggetevi questo documento programmatico delirante di una delle figure più importanti del 41% di minoranza rifondatrice (ma basta legggere i titoli dei capitoli…): vuol cacciare Berlusconi dal Governo, cacciare l’Ulivo dal Governo e contemporaneamente stare all’opposizione. E chi governa?

Oppure leggetevi quest’altra perla di mozione congressuale, intitolata "Rompere con Prodi: preparare l’alternativa operaia". Cazzo, sembra il titolo di un disco heavy metal.

Io ho l’impressione che Rifondazione, a parte lo zoccolo duro, raccolga molto voto superficiale, cioè gente che vota "comunista" perché si sente molto di sinistra, ma di fatto non "vive" il partito, le persone che lo animano, la quotidianità di chi lo rappresenta, ecc.

Ecco, io inviterei tutti a farsi un giro ad un’assemblea di Rifondazione (anzi, un comitato centrale/federale o come cavolo lo chiamano ora) e ascoltare gli interventi. Ci metto una mano sul fuoco che quasi metà degli interventi saranno un’esperienza psichedelica, con gente che – sul serio – inizia i discorsi dicendo "come diceva giustamente il compagno Mao…", che ancora crede al socialismo reale, che difende apertamente la dittatura cubana (ricordiamo, per esempio che a Cuba i gay sono perseguitati per legge, anzi diciamola in modo terroristico ed efficace "Nichi Vendola a Cuba sarebbe già stato incarcerato"), che apertamente crede ad un "partito rivoluzionario".

Davvero, leggetevi i manifesti, i volantini e i documenti del 41% dei dirigenti di Rifondazione Comunista, perché sono un salto indietro nel tempo o quattro passi nel delirio. Ricordo con terrore uno di questi trotzkisti che – ovviamente ripreso da non so più quale trasmissione di Mediaset – inneggiava a Stalin e giustificava in parte il brigatismo rosso.
E ricordo Mara Malavenda, eletta con Rifondazione che già nel 1996 votò insieme alla destra contro la fiducia al primo Governo Prodi.

Confesso anche che scrivere queste cose mi costa un po’, visto che in Rifondazione ho un tot di amici e addirittura una delle persone citate nell’articolo del Corriere è un’amica di famiglia da una vita (e prima che diventasse europarlamentare la incontravo tutte le sere mentre portavamo a passeggio i rispettivi cani). Ma è anche una che per anni ha fatto – da sola – opposizione a Chiamparino in Comune, insieme alla destra.

Lo dico a coloro (spero pochi) che progettano di votare Rifondazione e sperano che questo serva a mandare via Berlusconi (per sempre) e ad avere un mondo migliore: state attenti, il vostro voto potrebbe eleggere (ora con le liste bloccate non dipende dall’elettore) uno che magari vota contro un governo di centrosinistra, che magari non sarà il massimo, ma è già un passo avanti rispetto a Berlusconi & complici.

Già solo per il fatto che Rifondazione ha dato 9 seggi sicuri a gente che in Senato voterà come Calderoli, Castelli e Gasparri (ovviamente con motivi diversi, ma esito identico), ma chi ce lo fa fare? Perché votare un partito che elegge un sesto circa della sua rappresentanza parlamentare composto di gente che vuole stare all’opposizione?
E voi, votate Rifondazione perché pensate che debba governare la destra? O votate Rifondazione perché sperate che la sinistra (più o meno sinistra) governi e faccia cose di sinistra?

Insomma, consideratelo un appello alla vostra logica: su 60 seggi sicuri (più i bonus) per Rifondazione, 9 saranno di gente che vuole che la sinistra stia all’opposizione e voterà di conseguenza. Gente che non crede al sistema parlamentare, in gran parte.

Non vi basta come motivo per votare – magari a malincuore – un altro partito di sinistra?

Nota: non sto dicendo che i DS siano i migliori (lo penso, ma non è questo il punto) e sono più che certo che chi vota Rifondazione lo fa in buona fede, cercando di fare qualcosa di sinistra. Mi limito solo a discutere gli effetti logici e fattuali di un voto a Rifondazione. Una questione puramente matematica e di efficacia del voto. Votereste un partito in cui un sesto degli eletti non fa quello che – come elettori – gli chiedete di fare?

Vanno bene perfino i Comunisti Italiani, che vista l’età media del partito (il più gettonato nelle bocciofile) non possono fare male più di tanto. Va bene perfino votare per i Verdi, che hanno lo stesso programma della maggioranza bertinottiana di Rifondazione, ma non candidano "nemici di fatto".
Ma in nome della logica, se ci tenete che la destra perda, non governi, non faccia danni e questa Italia migliori un po’, votate altro all’interno del centrosinistra.

Anche perché un partito rappresentato per il 41% da trotzkisti o peggio non credo sia ragionevole, nel 2006. E dubito che il 7,5-8% degli elettori italiani (che è quanto Rifondazione prenderà alle politiche, decimale più, decimale meno) siano per il 41% trotzkisti, filobolscevichi nel 2006, nostalgici di Mao e di Baffone.

Dopo quanti giorni diventa una dittatura?

January 23rd, 2006 § 23 comments § permalink

Uno degli aspetti più inquietanti dell’occupazione dell’etere da parte di Berlusconi in questi giorni è che finalmente mostra pienamente la debolezza del nostro sistema di regole e in generale l’avaria umana e morale in cui si trova il paese.

Insomma, uno dei contendenti politici delle prossime elezioni decide di sfruttare pienamente i vantaggi che nascono dal suo naturale conflitto d’interessi. Di fatto passa di trasmissione in trasmissione, senza chiedere: manco si accorda, va semplicemente e parla. E tutti gli fanno ponti d’oro.

Ci sono tre cose che mi preoccupano più delle altre:

1 – non c’è una regola scritta che possa fermare questo sopruso: Berlusconi fa il buono e il cattivo tempo e non c’è modo di fermarlo, se non appellandosi ad un buonsenso che a quanto pare pochi hanno voglia di esercitare. E questi appelli li sta facendo perfino il Presidente della Repubblica, ma non cambia nulla. Cioè in Italia non esiste una legge che possa impedire questo squilibrio. Tecnicamente, salvo l’ingresso del regime di par condicio, Berlusconi avrebbe potuto occupare l’etere per cinque anni di fila.
Questa, per quanto mi riguarda è una falla mostruosa del sistema di regole italiano.

2 – Berlusconi chiama e l’intero sistema televisivo – deferente – risponde. Non uno che abbia provato a dire "vabbè, ma stai esagerando": tutti ospitano Berlusconi senza indugio e senza contraddittorio. Al che mi vengono in mente un paio di domande. Ma è tecnicamente possibile che qualcuno dica di no? E se lo fa, cosa gli capita? E’ ovvio che se – per dire – Michele Mirabella si oppone all’intervento di Berlusconi ad Elisir per parlare del meteorismo, ha due scenari di fronte: se Berlusconi perde le elezioni, torna a spadroneggiare nel mondo delle TV e fa in fretta a tagliarlo fuori dal piccolo schermo; se Berlusconi le vince, idem.
Il mio pensiero, tuttavia, è che la gente accetti che il nano brianzolo imponga la sua presenza perché a modo suo fa audience. E questo opportunismo è più forte di qualsiasi senso di giustizia o anche solo di equilibrio.

3 – Ma in che ruolo Berlusconi va in Tv? Come Presidente del Consiglio o come capo di Forza Italia? Perché la cosa cambia, i ruoli non possono essere confusi. Dico questo perché già è grave che il capo del Governo occupi tutte le reti, ma sarebbe ancora più grave moralmente e politicamente se il capo di una delle due coalizioni elettorali fa questo. E la mia impressione è che Berlusconi si presenti da Presidente del Consiglio e poi infili la casacca di quello di parte.

Il brutto è che a parte a sinistra, nessuno nota lo squilibrio, il sopruso e la prepotenza di un potente. Perché è quello che sta capitando. E sta capitando a tutti.

Lo chiedo ai lettori di destra, ma vi sembra giusto, equilibrato e corretto quello che sta accadendo? Potrebbe fare altrettanto, per dire, Prodi?

Poiché la risposta è – ragionevolmente – no, mi chiedo quanti "tifosi" della destra se la sentono di dire "ok, è scorretto ma ci serve"?

Ma soprattutto, dopo quanti giorni, quanti minuti-uomo in TV questa cosa diventa apertamente una dittatura? Perché se non ricordo male la Tv irachena pre-guerra mostrava Saddam tutto il giorno, inframmezzato a orridi spezzoni patriottici.
Cioè, una TV in cui il capo di governo si mostra praticamente a reti unificate, approfittando della mancanza di una legge che equilibri tutto ciò, dopo quanto diventa una dittatura?

Che differenza c’è tra questa televisione e quella – per dire – bulgara ai tempi della "dittatura socialista reale", a parte il numero di giorni?

E poi voglio dire una cosa che mi gira da tempo: ma cazzo, oh elettori del centrodestra, ma siete disposti a tollerare tutto questo pur di tentare di non perdere? C’è un momento in cui uno, seppure di destra, si ferma e dice "ok, no, questo non si fa"? C’è un limite alla disonestà, fatta salva anche un po’ di quella scorrettezza di parte che posso anche capire (pure io sono un fazioso di merda, ma mi troverei quantomeno a disagio se un eventuale governo di centrosinistra abusasse così tanto del proprio potere)?

Vorrei capire, perché la mia impressione è che a destra manchi l’onestà, ma non perché il loro capo è un farabutto (non solo, ecco). Manca l’onestà intellettuale, quella che ad un certo punto (che non deve essere per forza quello esatto, come dicevo prima), di fronte a certi abomini ci si ferma. O vale tutto, anche sostenere un cumulo di palesi violazioni del vivere civile, in nome della politica di parte?
Insomma, c’è là fuori un elettore di destra che – restando di destra – trova vergognoso quanto accade in questi giorni in Tv?

Credo che da questa piccola distinzione nasca la "superiorità morale" della sinistra italiana nei confronti della gente (elettori ed eletti) della destra. Anzi, credo che in Italia uno voti a destra in quanto disonesto moralmente e non viceversa.
Lo affermo perché in questi giorni da destra non c’è una sola voce che si levi a criticare quanto accade. Tutti approfittano delle rendite di posizione.
E lo affermo perché a sinistra una cosa simile non sarebbe potuta capitare senza che qualcuno dei "nostri" si levasse a dire "io mi fermo qui: oltre non ce la faccio". Per dire, alla fine dell’ultima legislatura del governo Amato nel 2000, si fece una "finanziaria elettorale" un po’ larga di manica, sperando che questo riequilibrasse un po’ lo svantaggio elettorale accumulato dal centrosinistra. Bene, a quell’epoca a sinistra si levarono un bel po’ di voci a dire "non facciamo cazzate".

Accadrà mai a destra, in Italia? Io credo di no. Ed è un’anomalia, visto che spesso in Europa è proprio la destra ad essere la guardiana – talvolta perfino in modo un po’ troppo rigido – delle regole, della correttezza, insomma di tutto quel complesso di comportamenti previsti che fanno sì che vi siano ordine, legalità e quieto vivere (che paradossalmente sono parole d’ordine della destra, qui in Italia)

Parole da eliminare

January 22nd, 2006 § 4 comments § permalink

Leggere il Foglio (gratis, così non si danno soldi al nemico; io poi salto le parti più propagandistiche, che tra l’altro sono le meno interessanti e le più tristi) di sabato è sempre un piacere.

Per esempio questo articolo sulle parole da cancellare è assolutamente condivisibile e pure scritto bene. Avrei aggiunto all’elenco le parole "professionalità" (ma già ne parlava male Moretti in "Palombella Rossa") e "mentalità" (che fece pronunciare a Mughini il famigerato "Aborro!"), ma mi accontento.

E già che ci siamo, merita una lettura anche lo sguardo di EmmeBi sull’altopiano del marketing proporzionale su cui tra un po’ i due eserciti si scontreranno. Anzi, i trenta o quaranta eserciti, giacché si è al tutti contro tutti.

The times they are a-changin’ – gli effetti del sovradosaggio di Berlusconi

January 20th, 2006 § 7 comments § permalink

Visti i sondaggi più recenti, l’impressione ho da qualche tempo – e cioè che l’assalto frontale mediatico di Berlusconi è una sana strategia fatta alla cazzo di cane, per dirla con finezza – pare trovare conferma.

Insomma, nonostante il battage mediatico sul non-caso Unipol-DS (che di fatto non ha sortito un singolo avviso di garanzia, una singola accusa a nessun rappresentante dei DS), nonostante Berlusconi presente ovunque (c’è chi afferma di averlo visto spogliarsi alle 2 di notte su TeleCupole di Cavallermaggiore, nella trasmissione condotta da Maurizia Paradiso), i sondaggi restano fermi.

Anzi, l’Unione guadagna addirittura qualche punto percentuale rispetto ai primi giorni in cui il Giornale – ricevendo le intercettazioni illegali da chissà chi e confermando che i leader dell’opposizione sono spiati (cosa per cui ci si è indignati troppo poco: lo dico ai professionisti dell’indignazione che subito volevano correre a votare per Rifondazione) – aveva cercato di costruire il caso Unipol-DS, ora trasformatosi in una leggenda metropolitana come il caso Telekom Serbia.

Il motivo di questo guadagno? Attualmente ignoto. Sforzandosi a trovare una soluzione, tuttavia, qualcosa emerge:

1 – di certo non è merito di qualcosa che ha fatto la sinistra, visto che a parte Fassino eroico nel difendere l’onestà dei DS non si è combinato nulla. Anzi, nel momento peggiore è ripartito un discorso inutile sul Partito Democratico, che è talmente poco interessante, utile e opportuno ora come ora, da essere quasi comico. Ma di questo parlerò in un post futuro, forse.
Insomma, non ci siamo conquistati niente di niente.

2 – con buona probabilità è tutto merito di Berlusconi: un uomo che più va in Tv e più scassa. Tra l’altro la sua occupazione militare dell’etere è stata vissuta come una prevaricazione, un atto di potere e di forza davvero arrogante. Non c’è par condicio che tenga: penso che anche il più stupido degli italiani abbia una sensibilità sufficiente per capire che quando è troppo è troppo…

Il fatto è che questo uomo dà fastidio perfino a quelli che lo votano: è odioso nella sua apodissi, è prevaricatore nei modi, è volgare, gradasso, montato. E se c’è una cosa che in questo paese – che continua a farmi generalmente schifo dal punto di vista umano – amiamo fare è smontare i "gasati", quelli che se la tirano e soprattutto quelli che le sparano grosse.
Ovvio che in Italia la gente ci metta un po’ di tempo prima di capire che il primo che passa è un idiota completo con un profilo psicologico tendente al grave. Insomma, prima gli hanno dato retta (non noi, ovviamente…), poi lentamente hanno capito che era meglio liberarsene.

Davvero Montanelli aveva inquadrato Berlusconi e il suo rapporto con l’Italia. Disse che la malattia-Berlusconi si curava solo con gli anticorpi dati da un vaccino. Quindi per liberarsi di Berlusconi l’Italia avrebbe dovuto subirselo per un po’. Cosa che ha prontamente fatto.

E ora, a giudicare da come stanno le cose, Berlusconi si trova come l’alieno del racconto di Flaiano: ignorato da tutti, anche se sta ovunque.

Poi, volendo cogliere segnali ottimistici, c’è da notare che molti topastri luridi a destra iniziano ad abbandonare la nave. Oggi lo ha fatto perfino Antonio Socci, fortunatamente restando nel centrodestra, ma dicendo chiaramente che il nano deve andarsene e al suo posto deve essere candidato Casini. (non cambierebbe niente: non c’è stata una volta che Casini non abbia seguito Berlusconi nelle sue più turpi avventure, prepotenze e mostruosità; fa schifo uguale, politicamente e umanamente), ma è da un bel po’ di tempo che la gente inizia a riciclarsi.
Vietato farli salire sulla nostra zattera. E il divieto vale soprattutto per la Margherita…

In ogni caso – se questi sono i risultati – ben venga Berlusconi ovunque, a reti unificate, magari ospite al Grande Fratello o sesto gay esperto di giardinaggio in "I fantastici Cinque" o ritoccato a mo’ di Pokemon nel pomeriggio di Italia 1. Va bene anche se gli fanno fare la parte di uno degli Others in Lost (e Giuliano Ferrara fa Hurley in versione antipatica): più sta in video e più si vince.

Torino, come sempre all’avanguardia

January 20th, 2006 § 1 comment § permalink

Dopo l’episodio dei cinghiali ai Murazzi, è palese che Torino ha lanciato la moda degli X-files zoologici.

Prima è arrivato Lost con gli orsi polari su un’isola tropicale.

E poi Londra non ha voluto sentirsi da meno e ha pensato bene di ritrovarsi con una balena che sguazza in mezzo al Tamigi.

Serie in arrivo: l’uomo smemorato e quelle povere spie canadesi

January 20th, 2006 § 6 comments § permalink

A quanto pare la ABC ha dato il via libera ad una nuova serie intitolata "Sixty Minute Man", in cui il protagonista è un uomo dall’esistenza assolutamente ordinaria.

Peccato che si accorga un giorno di avere dei piccoli blackout nella memoria, che hanno una durata di un’ora esatta ogni giorno. Quanto basta per metterlo nei guai.

Guai molto più grandi, oscuri e complicati di quanto possa attendersi.

Intanto USA Network (che è una rete decisamente minore, ma già negli anni passati ci ha graziati con l’ottimo "The 4400") ha appena avallato la produzione di una serie TV interamente basata sulla cosa meno exciting al mondo: i servizi segreti canadesi.
Pare la serie si intitolerà "Underfunded" e il protagonista sarà un brillante agente segreto canadese (quindi campione di Campo Minato, di Solitario di Windows e di Microsoft Hearts), alle prese sì con un po’ di lavoro da agente segreto, ma soprattuto con la cronica mancanza di fondi che attanaglia le "spie" canadesi.
Ma d’altronde cos’ha da spiare il Canada?

Quando ho letto la notizia originale non ci ho creduto per almeno un quarto d’ora.

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