Slittamenti progressivi del gusto

December 22nd, 2005 § 16 comments

Oggi sono stato ad un matrimonio (parenti acquisiti: gente ottima, bella compagnia e di fatto alcuni "più parenti" di molti consanguinei) .

E il matrimonio era qui: un classico esempio di architettura d’interni neomatrimoniale su cui vedrei bene uno studio di Labranca. Direi che il sito mostra tutto, ma ecco qualche foto.

Questa è la sala-aperitivo. Notare le tende tirate (caratteristica di questo locale, tuttora inspiegata), il soffitto in metallo a specchio con modanature multicolori, i lampadari in "cristallo", le colonne di gesso in stile ionico (d’altronde siamo sullo Ionio) e le statue classicheggianti in gesso.

Questa è la sala da pranzo, con trompe l’oeil a tema nuziale (dietro il tavolo degli sposi c’era la gigantografia di due piccioncini) e a tema bucolico-fantastico (naiadi, tritoni, amorini, arcobaleni, ecc.), statue in gesso di chiara provenienza greca (non fate caso alla presa elettrica), soffitto a quadroni luminosi (tipo il pavimento di una discoteca anni Settanta, ma appeso in alto), pavimento piastrellato con effetto-bandiera marinara e le solite immancabili tende tirate a creare buio, rischiarato da luce artificiale e a volte stroboscopica (cosa un po’ inquietante: provate voi a pranzare mentre il pianobar suona il classico medley para-brasiliano da trenino e ci sono le strobo, oltre che 40 persone che fanno il trenino tra i tavoli, mentre cerchi di capire da che parte prendere la fetta di porchetta, che sotto le luci viola è fosforescente e vagamente aliena – ma poi si rivela buona).

Per riprendersi dall’affanno e dal vago senso di claustrofobia causato dalla mancanza di luce diretta, niente di meglio che uscire qualche minuto e godersi un po’ la luce del sole salentino, che è un peccato mortale oscurare.

L’unica accortezza è riuscire a passare indenni attraverso le altre sale, inclusa quella che presenta una collezione sterminata di bomboniere lasciate qui dai vari sposi che hanno scelto lo stile techno-ionico o ellenico-rockets per il loro ricevimento nuziale. Altro che MoMa. (nota: gli sposi NON avevano la bomboniera, saggia scelta).

Poiché vi voglio bene e sono collegato con l’UMTS, vi ometto i video del trenino, dell’ingresso della torta nuziale accompagnata da una curiosa chiesa in polistirolo e della presentazione trionfale della porchetta (sala buia e un maiale incendiato che entra in sala tra gli applausi collettivi, mentre il tastierista fa partire una versione sua della marcia trionfale dell’Aida).

In ogni caso tra qualche giorno – datemi il tempo di tornare in riva al padre Eridano e avere una banda dignitosa – aggiorno il mio photoblog con gli ultimi 3 mesi di immagini, incluse quelle scattate al ricevimento nuziale.

§ 16 Responses to Slittamenti progressivi del gusto"

  • Ma era un matrimonio oppure la continuazione del terzo episodio di “Viaggi di nozze”?
    Per caso, non c’erano pure Ivano e Jessica tra gli invitati? 😉

  • regulus21 says:

    Ma t’è arrivata l’e-mail? Son sempre 5Mb e nessun cenno di vita da lassù…

  • pietro says:

    beh, racconigi non è proprio aq due passi ma si può provare ad imbucarsi a qualche matrimonio. rigorosamente di sconosciuti!

  • ipicchi says:

    un locale cosi’ a Torino esiste, a quanto mi dice Popi. Si trova a Racconigi e permette fino a 5 diverse band che cantano Romagna Mia, Papaveri e pepere e altre attuali piece musicali. Pare che le centinaia di ospiti di diversi matrimoni, pur separati da ingenti misure di sicurezza, si mischino, dimenticando la propria festa e perdendosi altrove. E uscendo convinti di avere parenti che non sono i loro.
    Il locale e’ dello zio di Popi. abbiamo una conoscenza che e’ un blasone….;-)

  • Pietro says:

    questo posto è geniale!!! Suz, ma perché a Torino non ce l’abbiamo un posto così? :-DD
    (o c’è e io non lo conosco?)

  • A X E L L says:

    OT> link sbagliato su Gommaweb…

  • regulus21 says:

    Una infamata coi fiocchi, direi 😛

  • Pedro Almaviva says:

    Non ho capito perchè le tende fossero tirate, visto che c’era un bel sole fuori. Io avrei lasciato filtrare il sole finché c’era e poi, dopo il pasto (o a metà, vista la durata) tende tirate, strobo e via con le danze, cui peraltro ho anche partecipato quando c’era il momento disco ’70. A YMCA non so resistere eppoi se ballava lo sposo (cosa rarissima!!) non potevo certo esimermi io. 🙂

    C’è stato anche 1 momento commuovente – per lo meno per me – in cui mia zia (gran donna, filosofa di sinistra e amante degli animali) ha letto una poesia che ha composto lei per gli sposi. Nel farlo però ha rivelato il soprannome con cui tutti gli zii hanno sempre chiamato lo sposo (NO, non lo rivelerò MAI neanche ora) che da quel momento è stato sfottuto a morte dai suoi amici. 🙂

  • regulus21 says:

    Brasiiiiiiiiiiiil, lallarallarallarallààààààààààà! 🙂

  • suzukimaruti says:

    mi pare di no. Noi eravamo parenti dello sposo. 🙂 ma sono pessimo coi nomi

  • estragon says:

    hei suz…attento alle foto che posti! 😉

  • supafAb says:

    la sposa si chiamava Lucia????

  • TOlove says:

    Anch’io ad un matrimonio in puglia ho magiato in un ristorante chiuso e senza finestre (nonostante affacciasse su un bellisimo paesaggio). Sarà un’usanza tipica per evitare fughe ?

  • spider says:

    beh ma è SUBLIME!!

    uno straordinario esempio di architettura kitsch-psichedelica

    Un assoluto e una coerenza formale davvero al di sopra della media…

    Talmente brutto e carico da ingenerare allucinazioni sacre e profane…

    …a me per esempio è parso di vedere un culo viola nella prima foto… 😀

  • nohaybanda says:

    Sei troppo avanti.Anzi inarrivabile. Aggiungerei alla minilist qui sopra: i POOGLIA TRIBE.
    See ya!

  • cilli says:

    un po’invidio la tua vacanza, non vado a trovare i miei mille parenti barlettani da circa vent’anni… solo chi ha vissuto direttamente quello che racconti può capirne la follia. Consiglio quale buon surrogato i film di Alessandro Piva, “la capa gira” e “mio cognato”. Puglia Power!

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