Per i dj-chiavetta e i dj-laptop

December 8th, 2005 § 13 comments

Visto che si moltiplicano i dj che lasciano a casa il borsone dei CD e si presentano in consolle con un paio di portatili (o anche uno solo, ma con due uscite audio, sennò addio preascolto), l’arte del djing sta un po’ cambiando. E’ un dato di fatto e so che lascia un po’ di puristi con l’amaro in bocca.

La principale critica mossa a chi mixa mp3 invece che vinile o CD è che l’atto di mixare manca di fisicità. A parte il fatto che la fisicità del mixing sarà cagione di orgasmo per il dj stesso, ma a me utente interessa solo il risultato sonoro, in verità da un po’ di tempo esistono decine di gadget che permettono di controllare la musica digitale tanto quanto la musica registrata su supporto analogico o sui CD.

In verità con gran parte di questi controller si fanno molte più cose che con un mixer con crossfader, i kill-switch e magari qualche effettino. In una notte insonne mi era balzata in mente l’idea di indicare qui sul blog un po’ di dj-tool moderni, ma grazie al cielo qualcuno lo ha fatto prima e meglio di me.

Dopo aver dato un’occhiata all’elenco, mi sono reso conto che gran parte degli attrezzi fondamentalmente cerca di replicare in salsa digitale il "feel" che dà il vinile sul piatto. Evidentemente la sensazione di controllo data dal pasticciare i dischi di vinile con le mani è tuttora ineguagliata.
Quindi alla fine siamo di fronte ad un’evoluzione con un occhio al meglio del passato (personalmente adoro i vinili e fino a quando era possibile scegliere tra disco o CD ho sempre optato per il primo).

§ 13 Responses to Per i dj-chiavetta e i dj-laptop"

  • dj Ghizzi says:

    Salve…ad agnuno il suo…mi spiego…
    per lo meno io,che mi sono comprato da pochi giorni i cdx della numark…sono ritornato ad essere contento come negli anni che cominciai ad aggeggiare sui 1210…per quanro riguarda l’argomento portatili e dj…siamo alla saturazione della specie nel senso che e’ molto facile mettersi su’ il materiale(per lo meno con un pc)pero’,per lo meno qui,nella mia nuova citta'(S.Sebastián)ci sono tanti presunti dj e pochi dj con fondamento…io sto imparando sui cdx e vi assicuro..per mettere su’ un set decente,non facendolo come lavoro,tardero’qualche mese…con i 1210 compro dischi come posso..con i generi che con gli anni cambiano…con il pc??qualcosa faro’…Comporro’ dei pezzi,ho qualche bozza pronta….ma non mixero’,sono un po’ all’antica .per voi machintoshiani e non…che dire se lo fate bene(non create il disordine come fanno tanti) BEN VENGA.RESTA OVVIO CHE BISOGNA DOCUMENTARSI E CONOSCERE UN PO’ la musica Prima di scarica’…senno’penso che possa fare tutto il pc e noi DJ si venda tutto e si vada a bere 100 birre invece di star li’ a vede’ se ci riesce di far ballare un po’ sta benedetta gente che ogni giorno che passa e’ semrpe piu’ sfavata e matta…CIAO DA S.Sebastián.

  • no hay banda says:

    Allora rifo. Un attimo, prendo la rincorsa…

    SACRILEGA!

    dj Savonarola

  • djdona says:

    :-)) cmq al massimo saro’ sacrileghA …

  • djdona says:

    precisazione, non perche’ non vorrei essere un dj-vinile, semplicemente perche’ e’ tutto piu’ costoso e piu’ difficile da reperire (visto anche i generi che faccio)

  • djdona says:

    Alla fin fine non e’ questione di tecnologie, ma di gusto e di voglia di esplorare la musica.. io per esempio avevo pensato a diventare un dj-laptop, ma alla fine trovo piu’ scomodo farmi gli mp3 di tutti i cd che ho, che non farmi i cd da quelle cose che ho in mp3… pero’ spero’ di non bestemmiare dicendo che si puo’ essere un ottimo dj anche con solo due cdj e mixer (io uso solo quelli,mai messo mano sui vinili)…

  • degra says:

    certo che mixare via software col solo mouse è praticamente impossibile… ho provato vari software, ma non è un granchè… senza parlare poi delle questioni SIAE, per cui se non hai gli originali *non potresti* suonare gli MP3…
    quindi, detto da uno che non ha mai messo un disco su un giradischi e apprezza i DJ già solo perchè lo sanno fare, prima di soppiantare l’hardware col software, di strada ce n’è ancora (nonostante i sw musicali siano migliorati tantissimo in pochi anni…).

  • fmf says:

    Emh, ho scazzato il blockquote…
    Scusa.

  • fmf says:

    Beh, questo se si tiene valido l’assunto che il dj-chiavetta si scarica i pezzi con l’adsl.
    Perche’ se si parla di comprare i cd originali i costi fanno in fretta a salire. E io non conosco nessuno che giri cd che non abbia anche il trip di avere gli originali.
    E per restare nel solco di Vespa, gli scriventi fanno il loro librucolo, ma al secondo non se li incula piu’ nessuno.

    (Poi vabbe’, io in battuta col technics ci so entrare, ma che fatica faccio col cdj…)

  • nohaybanda says:

    Siamo in mezzo al guado, è vero. Mentre leggevo però i commenti, mentalmente ho fatto anche qualche conto. Insomma se guardi quanto si spende con le attrezzature digitali, la spesa totale può essere anche superiore a quella per l’analogico.
    Il discorso del ragazzino alla fine penso che non sia cambiato con l’andar dei tempi.
    Negli anni ’90, quando mi son comprato i piatti e il primo mixer, senza essere figlio di papà, i soldi li ho trovati, con fatica (v.passione)ma li ho trovati. Adesso non è diverso: il laptop (sconsigliabile al massimo comprarlo usato) lo compri nuovo, i software magari non li compri al 99% tutti craccati, ma qualcuno nuovo ci scappa sempre, stesso discorso anche per i plug-in, una tastiera midi (anche usata), un mixer analogico, una scheda audio un minimo performante (andiamo dai 600 ai 2500 euro come forbice di spesa), e poi ancora tutto il resto impianto da casa, campionatori, altre macchine…………beh, da spendere ce n’è.
    Il boom del vinile speriamo resista: ho visto che anche la Fnac italiana sta lanciando dei reparti musicali con l’intramontabile supporto.
    See Ya!

  • Pietro says:

    interessante il post e interessanti i commenti! ciau

  • Suzukimaruti says:

    Concordo assolutamente sul fatto che la vera grande cultura della miscela dei suoni nasca dal vinile. E non ci sono cazzi su questo. Un dj con la “d” maiuscola ha bisogno di maneggiare le wheels of steel per farsi una vera base.
    Tra l’altro il 2005 è l’anno del nuovo boom del vinile, quindi…

    Detto questo, capisco anche che un diciassettenne di oggi faccia quel che può. E inevitabilmente si butta online, scarica e mixa (o a mano o con il suo software preferito). Fargli venire voglia di vinile non è facile: a volte manco sa che esiste.

    E sono convinto che ora ci strappiamo un po’ i capelli (anche perché gran parte dei dj-chiavetta – come giustamente ricordi – è in realtà dj-chiavichetta, perché quando una tecnologia abilitante dà la possibilità ad una massa di esprimersi, anche gli incapaci possono farlo e spesso hanno il cattivo gusto di farlo) ma di fatto col cambio delle tecnologie non è che la musica abbia smesso di essere ascoltata o amata di meno.

    La mia idea – da buon ottimista di sinistra – è che alla fine i nuovi mezzi creeranno nuove estetiche (per ora si limitano a scimmiottare più o meno bene quelle vecchie del vinile). E ho fiducia che siano estetiche povere ma belle, come lo fu il primo hip-hop. D’altronde la soglia economica di accesso all’attrezzatura per dj è bassissima, se si sta sul digitale. I Technics costano un occhio perfino da usati e non è facile per un ragazzino averli (io mi ridussi a prenderli a prezzo di favore “usati” da un amico di amici più a suo agio con il piede di porco che con le Stanton).
    In ogni caso per ora siamo in mezzo al guado.

  • nohaybanda says:

    Caro Suz, ti stupirò ma queste sono storie del businnes hi-tech. Cioè del Mercato, tout court.
    Non discuto i gusti personali, più che legittimi, di chi usa esclusivamente questi strumenti digitali anche perchè li uso anch’io. Tuttavia, continuando a fare il dj da anni, penso che laptop e quant’altro siano un po’ una dolce presa per i fondelli. Un pensiero debole. Una manifestazione attenuata della realtà (parlo contro i mulini a vento perchè sappiamo che la direzione generale è questa ovunque). Sandwich di beats e plug-in. Se suono con un laptop ho la consapevolezza di suonare con un laptop con tutte le sue relative possibilità. Ma non mi illudo che quel bellissimo feticcio tecnologico sia superiore all’attrezzatura analogica: sono due stili diversi.
    In un mondo reale in cui la figura del dj, intesa come star, oggetto di culto, superuomo etc etc., è assolutamente e rovinosamente in declino nonostante le apparenze (cosa che non ritengo negativa in linea di principio, visto che il concetto delle TAZ di Akim Bey rimane ancora un traguardo più che auspicabile), adesso ci troviamo a fare i conti con una massa diffusa di dj-enti: scusa il termine astruso, ma per me serve a fare il paragone con un vecchia polemica del mondo letterario in cui si faceva la distinzione tra gli scrittori e gli scriventi. Ecco, in consolle oggi è pieno di scriventi più che di veri scrittori.
    I dj-enti, figli dell’adsl, dello scarico tutto alla velocità della luce, dei giochetti elementari di Tractor e compari, della “minimale” con cui tutti ce lo stanno trifolando piuttosto che i radicali imborghesiti della techno da poltroncina, possono fare quello che vogliono, ma i geroglifici del Turntablism rimangono incisi nella dura pietra delle Tavole della Legge: due Technics e un mixer.
    Il suono è uno spostamento d’aria: non è una pernacchia per cassettine fighette da Mac.
    Non voglio sembrare anacronostico o un mezzo luddista, ma NON si impara a mescolare i suoni senza partire dalle Tavole di cui sopra.

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