SimCity gratis e online

December 14th, 2005 § 20 comments § permalink

Se siete tra coloro che agli inizi degli anni Novanta impazzivano per SimCity (quello originale, che funzionava in MS-DOS) e passavano le notti a fare piani regolatori (all’epoca non c’era Internet e la Tv satellitare era fantascienza: che fare di notte?), gioite con slancio.

Simcity – the original – è disponibile, gratis e online.

Personalmente sono sempre rimasto affascinato da questi giochi di simulazione in cui non era previsto essere vittoriosi o sconfitti. Mi piace l’idea di "inesorabilità" del gioco (un bicchiere di Arneis e già filosofeggio su SimCity, siamo messi bene…), cioè il gioco è come la vita e in certe situazioni non ci si può tirare indietro.
Allo stesso modo di SimCity mi ha sempre affascinato il fatto che la città era un organismo in evoluzione che, se non governato, stabiliva suoi equilibri (magari perversi, ma in ogni caso equilibri) pur restando in costante cambiamento. Un organismo, insomma.

Sarà l’età: normalmente – entrato già nella fase "bei tempi", uno tende ad idealizzare la fidanzata dei 16 anni. A me capita di farlo con i videogiochi (il che magari spiega la relativa scarsità di fidanzate verso i 16 anni) e con il PCI (che all’epoca c’era ancora ed era lì lì dallo sciogliersi). Sono soddisfazioni.

Veramente Bravi(a)

December 13th, 2005 § 16 comments § permalink

Convincetemi del fatto che la pubblicità della linea Sony-Bravia non è la migliore del 2005.

Cioè, si è addirittura meritata un sito ufficiale. Non un sito del prodotto specializzato: proprio il sito della pubblicità. Tra l’altro mi ha fatto venire una voglia incredibile di andare a San Francisco.

L’effetto che ha su di me è assolutamente ipnotico e attualmente è al numero 1 nella mia mini-classifica televisiva di questi ultimi giorni, che è così composta:

1 – La pubblicità dei televisori Sony-Bravia

2 – Il video di "You gonna want me" di Tiga (indiscutibilmente il brano dance dell’anno, per quanto mi riguarda)

3 – Miracle Blade (una droga da mesi e mesi: lo so a memoria eppure non riesco a togliermelo dalla testa)

4 – Il video di "Bottle Rocket" dei Go! Team

5 – La pagina 120 del Televideo (quando vinciamo elezioni impossibili come a Messina)

Creative Zen Vision:M vs iPod Video – schermo a schermo

December 11th, 2005 § 108 comments § permalink

Più delle opinioni e dei qualunquismi, più dei crudi dati su un foglio (che in effetti dicono poco, se non verificati e provati), valgono solo le immagini, che in effetti sono incontrovertibili.

E le immagini parlano chiaro, ma lascio valutare agli occhi dei singoli: ecco una galleria di immagini che compara lo schermo dell’iPod Video (che poi sarebbe l’iPod di quinta generazione, o 5G) con quello del Creative Zen Vision:M.

La mia impressione (e quella delle migliaia di persone che stanno invadendo il sito) è che non c’è storia: il Creative ha un display strepitoso e l’Apple uno così così. Perfino gli utenti Apple lo stanno ammettendo, sebbene a denti (e non solo) stretti.

Nota: il link porta ad un post dell’ottimo DapReview, che ha un’immagine che parla chiaro, ma se volete vedere le altre immagini di comparazione dovete registrarvi al forum

A proposito di qualità.

Ecco un’immagine dei due schermi comparati (presa dal forum di DapReview)

)

Ed ecco l’immagine del Tv-out (entrambi i player possono inviare il segnale video sul televisore), per ciascuno dei due contendenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Direi che la differenza balza all’occhio, vero?

La nuvoletta (di germi) del lavoratore in proprio

December 11th, 2005 § 1 comment § permalink

Mi spiegate per quale folle motivo ho l’abitudine assolutamente masochista di prendermi male di salute durante ponti/vacanze/ferie?

Sono praticamente senza voce in gola (cioè, ho una vociona toracica da crooner anni Cinquanta assolutamente non mia, che sto utilizzando da ore per cantare orride carole di natale imitando Bing Crosby o l’Elvis di Heartbreak Hotel – ma senza ancheggiamenti, che è meglio) e a guardarmi nello specchio sono da vietare ai minori.

L’ipotesi più accreditata è che mi sia raffreddato durante l’ultimo Harry Potter: quei cavolo di multisala sono sempre gelidi (orrida moda americana, l’aria condizionata) e ovviamente sono malsani, essendo chiusi, obbligati ad un ricircolo forzato dell’aria e per quasi tutto il giorno pieni di bambini tossenti, sputacchianti e in generale raffreddati, nonostante le insistenze materne e nonnesche affinché mettano "il cappellino" o "la sciarpina" (cose che peraltro inducono all’odio genitoriale).
La prossima volta che vado al cinema mi porto la mascherina filtra-aria alla Michael Jackson.

Grandi manovre sul Web – Yahoo! si compra del.icio.us e Google mette gli RSS in Gmail

December 10th, 2005 § 1 comment § permalink

A conferma del fatto che gli ultimi 3 mesi sono oggetto di un notevole fermento online, ecco due notizie fresche fresche che presumo interesseranno molti blogger (e non solo).

La prima è che Yahoo! si è comprata del.icio.us e già pregusto le possibilità di interazione con Flickr, anch’esso proprietà di Yahoo!.

La seconda è che Google ha integrato la lettura dei feed RSS in Gmail, facendo una cosa decisamente intelligente (anche perché il reader di RSS online che ha proposto qualche settimana fa non mi era sembrato il massimo)

Ah, già che ci siamo, ecco un altro link a tema: "Le cinque ragioni per cui il Web 2.0 conta"

Pagine Bianche – qui ci prendono in giro

December 9th, 2005 § 15 comments § permalink

Non prendete questo post come un sussulto di beppegrillismo ma, si parva licet, vorrei incazzarmi pubblicamente per cosa accade su www.paginebianche.it.

Mi spiego: fino a qualche tempo fa se uno cercava un numero di telefono o un indirizzo legato ad un numero di telefono, si collegava su PagineBianche, immetteva i suoi dati e otteneva i risultati. Di fatto era un’operazione apparentemente gratuita: il sito ti dava informazioni gratis e nel mentre ti piazzava qualche pubblicità inserita nella pagina. Insomma, il classico modello di business con cui funzionano decine di servizi online.

Ho provato qualche volta a collegarmi a www.paginebianche.it, ma il sito mi dà sempre la stessa risposta ad ogni ricerca (ne ho provate a decine):

– se metto un numero per sapere a chi corrisponde, mi scrive che che l’utente non ha dato l’assenso a comparire su elenchi pubblici

Con tutta la buona fede e l’ingenuità possibile, allora, ho cercato il mio numero di telefono fisso. Risultato? La stessa risposta: il diritto alla privacy dell’utente ci impedisce di rendere pubblico questo dato.

Eppure sono certo che all’epoca fu dato il consenso affinché il numero comparisse negli elenchi pubblici. E per di più fino a qualche mese fa il risultato compariva su www.paginebianche.it bellamente, senza problema.

Ora, se non fosse che non voglio dargli una sola lira, sarei tentato di chiamare il numero a pagamento che mi consigliano e chiedere aiuto all’operatore . Scommetto che in quel caso la ricerca funziona e la privacy – casualmente – va a farsi benedire.

La mia impressione è che la privacy è una bella scusa, visto che quando un servizio è gratis la applicano (non so quanto debitamente) e quando è a pagamento sono pronto a scommetterci che se ne fregano (o la interpretano in modo diverso).

Mi spiego ancora meglio: io non pretendo che PagineBianche mi regali il suo servizio online: hanno aperto uno di quei numeri sostitutivi del 12 (i vari 892-892 e compagnia belli, quelli che hanno un prezzo così alto da essere sulle soglie del furto con destrezza) e vogliono giustamente (?) farci pagare il più possibile.

Quello che mi dà fastidio è il metodo subdolo che applicano.
Cari signori di PagineBianche: avete un servizio telefonico a pagamento? Non fingete di darmene uno gratis online, se poi non lo fate funzionare.
Oppure ditemelo chiaramente "Caro utente, il periodo delle vacche grasse è finito (per te) e ora o paghi una coltellata di soldi o stai senza informazioni telefoniche: i nostri operatori ti aspettano".
Ma la presa in giro no: con questa mossa avete perso per sempre un cliente (che non vi avrebbe utilizzati comunque: adesso metto una guida in macchina e una la tengo in casa e torno ai sani metodi analogici), un po’ perché i prezzi sono da rapina e un po’ per i vostri metodi subdoli.

Tra l’altro sarebbe ora di capire che i consumatori – almeno una discreta parte – iniziano a fare caso a certi metodi. Gli specchietti per allodole attirano sempre meno allocchi. E come consumatori magari ogni tanto iniziamo ad incazzarci, a passarci le informazioni e a distruggervi la reputazione.
Detta con tipica finezza piemontese, insomma, piciu sì ma non tre volte.

Per i dj-chiavetta e i dj-laptop

December 8th, 2005 § 13 comments § permalink

Visto che si moltiplicano i dj che lasciano a casa il borsone dei CD e si presentano in consolle con un paio di portatili (o anche uno solo, ma con due uscite audio, sennò addio preascolto), l’arte del djing sta un po’ cambiando. E’ un dato di fatto e so che lascia un po’ di puristi con l’amaro in bocca.

La principale critica mossa a chi mixa mp3 invece che vinile o CD è che l’atto di mixare manca di fisicità. A parte il fatto che la fisicità del mixing sarà cagione di orgasmo per il dj stesso, ma a me utente interessa solo il risultato sonoro, in verità da un po’ di tempo esistono decine di gadget che permettono di controllare la musica digitale tanto quanto la musica registrata su supporto analogico o sui CD.

In verità con gran parte di questi controller si fanno molte più cose che con un mixer con crossfader, i kill-switch e magari qualche effettino. In una notte insonne mi era balzata in mente l’idea di indicare qui sul blog un po’ di dj-tool moderni, ma grazie al cielo qualcuno lo ha fatto prima e meglio di me.

Dopo aver dato un’occhiata all’elenco, mi sono reso conto che gran parte degli attrezzi fondamentalmente cerca di replicare in salsa digitale il "feel" che dà il vinile sul piatto. Evidentemente la sensazione di controllo data dal pasticciare i dischi di vinile con le mani è tuttora ineguagliata.
Quindi alla fine siamo di fronte ad un’evoluzione con un occhio al meglio del passato (personalmente adoro i vinili e fino a quando era possibile scegliere tra disco o CD ho sempre optato per il primo).

I Verdi della valle entusiasti della TAV (quelli francesi): come la mettiamo?

December 7th, 2005 § 22 comments § permalink

«Cari italiani, in questo modo firmate la vostra condanna: camion e inquinamento soffocheranno la vostra valle». Gérard Leras: presidente dei Verdi della Rhône-Alpes, la regione francese pronta (e ben disposta) ad essere attraversata dalla Lione-Torino.

Corriere della Sera – Gli ecologisti francesi: niente Tav? Lo smog vi ucciderà

A quanto pare gli ecologisti in Europa ci stanno ridendo dietro per la paradossale opposizione alla TAV.

E il fatto che questa critica arrivi dai Verdi francesi, che sono assolutamente iper-intransigenti e preparatissimi per quanto concerne le questioni ambientali (oltre che estremamente influenti, soprattutto nella Francia montana) dovrebbe far riflettere un bel po’.

Anche perché i Verdi francesi sono assolutamente favorevoli alla TAV, che interpretano come un beneficio per l’ambiente.

Ovviamente – e personalmente concordo – anche loro sono contro la militarizzazione della Valle, ma hanno l’intelligenza e la preparazione per guardare all’affaire TAV con un meno miopia.

Il tutto conferma il giudizio orribile che ho sui Verdi italiani: non un grande partito della tradizione verde europea (quella che governa da sempre con la Sinistra e che esprime leader e istanze all’altezza della situazione, spesso facendo un’ottima politica), ma un insieme velleitario di rottami politici dell’estremismo anni Settanta, un po’ di settarismo snob e ignoranza a secchiate. I migliori – come l’ottimo Mattioli – sono stati emarginati, mentre cani e porci (su tutti, Ripa di Meana: solo a scriverlo mi scappa da ridere) sono addirittura diventati dirigenti.

In ogni caso, lo dico ai tanti NO TAV che passano da questo blog, provate ad interrogarvi sul perché i Verdi francesi – che non hanno interessi in Italia come la moglie di Lunardi – la pensano in maniera completamente diversa.

Non vi sto chiedendo di cambiare idea, ma di provare a confrontarvi  con chi – nella vostra condizione (cioè gli abitanti della valle opposta alla vostra) – sta pensando cose diametralmente opposte, pur essendo ecologista quanto (se non più) di voi.

Come la mettiamo? Già chiederselo è un risultato ed è magari il primo fatidico passo verso la fine dello scontro di sicumere. Anche perché quando si scontrano ottusità e manganelli mi passa la voglia di discutere (e mi schiero – in ogni caso – a favore della libertà di manifestare senza essere menati).

L’iPod video, riveduto e corretto

December 7th, 2005 § 91 comments § permalink

Creative’s new Zen Vision:M (with video)

Creative Zen Vision:M

Creative is introducing their new Zen Vision:M, an answer to Apple’s 5G iPod, and what an answer it is. We know it gets old hearing every new player get compared to Apple’s flagship offering, but can you seriously blame us here? The specs are vaguely familiar, with a 2.5-inch screen at 320×240 resolution and a 30GB hard drive, though thankfully Creative squeezed in 4 hours of video playback, doubling Apple’s endurance on at least video.

[via Engadget]

Ecco l’iPod di quinta generazione in versione Creative. Affinità e divergenze con l’iPod della Apple? Poche – i due prodotti hanno sostanzialmente le stesse specifiche: stessa capacità, stesso schermo, peso simile – ma assolutamente fondamentali, tanto da rendere il player Creative un prodotto usabile realmente anche per il video.

Schematicamente:

– l’iPod Apple ha qualche millimetro di spessore in meno

– il Creative Zen Vision:M ha un’autonomia in riproduzione video di 4 ore, cioè il doppio del player Apple, che di fatto non dura per la lunghezza di un film, se non a pienissima carica

– il Creative Zen Vision supporta i formati video più diffusi online e quindi non richiede conversioni che durano ore, non obbliga a fare il resize dei video, non impone formati astrusi o proprietari. Tradotto in termini pratici, il player Creative supporta il DivX, l’XviD e l’MPEG-4. Insomma, i film e le serie che si trovano online si possono visualizzare senza problemi.

– il Creative Zen Vision integra pure una radio FM e un registratore vocale

Insomma, Creative – almeno sulla carta – ha fatto un player video ultra-tascabile che di fatto è utilizzabile e non è un semplice lettore mp3 con funzionalità video messe lì per fare scena, come capita all’iPod di quinta generazione.
La feature killer per il Creative Zen Vision:M è la piena compatibilità con DivX e XviD. Il video sulla Rete si trova in quei formati e francamente sono ancora basito adesso dalla notizia che l’iPod video non li supporta, limita la risoluzione dei filmati e obbliga gli utenti a fare lunghissime conversioni (parliamo di svariate ore per un film medio), ovviamente con software non compresi nel pacchetto.

E poi c’è la questione dell’autonomia. A massima carica, quindi con la batteria nuova e appena uscita dalla ricarica, l’iPod di quinta generazione riesce a sfiorare a fatica 2 ore ottimistiche di riproduzione (molto ottimistiche). Ma basta tenerlo in standby in tasca per 10-15 minuti e l’autonomia video si riduce a meno di 1 ora e mezza. Cioè non ci si vede un film per intero e a fatica 2 puntate di Lost (tanto per fare un esempio…).
Col Creative l’autonomia raddoppia. E fa una differenza incredibile.

Alla fine l’impressione è che il player Creative sia un prodotto calato nella realtà, non un gadget inutile per un mondo utopico in cui la gente condivide il video in formato Quicktime o h.264 (ottimo formato, ma la gente usa il DivX e l’XviD: Apple se ne faccia una ragione). E francamente sono disposto a sopportare qualche millimetro in meno di spessore pur di avere un lettore video portatile che mi permette di scaricare un film dalla Rete e guardarmelo in giro, senza dover fare nulla e senza preoccuparmi che le batterie "tengano".

E per gli hooligan della mela c’è pure la disgrazia di non poter nemmeno criticare il player Creative per l’estetica, visto che è assolutamente identico all’iPod (ma è disponibile in più colori).

Personalmente continuo a preferire il Creative Zen Vision, che ha una risoluzione maggiore (640×480) e uno schermo molto più grande, ma questa è un’alternativa ottima per chi ha budget più ridotti o si veste attillato e vuole qualcosa di ancora più compatto.

Pro TAV e assolutamente anti-manganello

December 6th, 2005 § 22 comments § permalink

Già sapete che sono pro-TAV e non ho mancato di criticare (anche pesantemente) il movimento dei no-TAV e le (s)ragioni della loro protesta.

Detto questo, la voglia di scendere in piazza al loro fianco come atto di solidarietà contro l’attacco fascista delle forze dell’ordine è tantissima. Di nuovo di notte contro manifestanti inermi (evidentemente la barbarie delle violenze alla Diaz durante il G8 ha lasciato un buon ricordo), di nuovo gente picchiata perché manifesta le sue idee (magari non le mie, ma non cambia).

Ciò non toglie che rimango assolutamente pro-TAV: non basta il fascismo delle forze dell’ordine e di chi le comanda (cioè il governo) a farmi cambiare idea. Ma l’indignazione è al massimo.

C’è solo una cosa peggiore del non fare la TAV in Valsusa: militarizzare la valle, picchiare chi manifesta e credere che l’ordine pubblico coincida con la pace sociale. Considero la TAV una cosa buona e giusta, ma nessuno creda che si possa fare (o bloccare) con la forza.

Il bello di tutto ciò è che anche queste cariche infami sono il frutto dell’agitazione dissennata della destra di cui dicevo nel post precedente. E il risultato per Berlusconi & c è di nuovo autolesionistico: c’era una bella divisione a sinistra su cui potevano puntare e ora si ritrovano una sinistra interamente compatta nel condannare le cariche, nel solidarizzare coi manifestanti e nel concordare che la polizia italiana e i carabinieri fanno sempre il lavoro sporco dei potenti, senza mai fermarsi, senza una dignità, una coscienza e un grado di civiltà accettabile.

Uno dei sintomi dell’arretratezza strutturale italiana è proprio il ripetersi di fatti simili: azioni "cilene" di repressione di inermi (magari antipatici, ma inermi). La violenza cieca e impunita delle forze dell’ordine italiane è uno dei motivi per cui non possiamo ancora dirci europei. E per quanto mi riguarda anche un grande motivo di vergogna come italiano.

Ora saltino fuori i nomi dei responsabili di questo gesto infame.

Where am I?

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