I Verdi della valle entusiasti della TAV (quelli francesi): come la mettiamo?

December 7th, 2005 § 22 comments

«Cari italiani, in questo modo firmate la vostra condanna: camion e inquinamento soffocheranno la vostra valle». Gérard Leras: presidente dei Verdi della Rhône-Alpes, la regione francese pronta (e ben disposta) ad essere attraversata dalla Lione-Torino.

Corriere della Sera – Gli ecologisti francesi: niente Tav? Lo smog vi ucciderà

A quanto pare gli ecologisti in Europa ci stanno ridendo dietro per la paradossale opposizione alla TAV.

E il fatto che questa critica arrivi dai Verdi francesi, che sono assolutamente iper-intransigenti e preparatissimi per quanto concerne le questioni ambientali (oltre che estremamente influenti, soprattutto nella Francia montana) dovrebbe far riflettere un bel po’.

Anche perché i Verdi francesi sono assolutamente favorevoli alla TAV, che interpretano come un beneficio per l’ambiente.

Ovviamente – e personalmente concordo – anche loro sono contro la militarizzazione della Valle, ma hanno l’intelligenza e la preparazione per guardare all’affaire TAV con un meno miopia.

Il tutto conferma il giudizio orribile che ho sui Verdi italiani: non un grande partito della tradizione verde europea (quella che governa da sempre con la Sinistra e che esprime leader e istanze all’altezza della situazione, spesso facendo un’ottima politica), ma un insieme velleitario di rottami politici dell’estremismo anni Settanta, un po’ di settarismo snob e ignoranza a secchiate. I migliori – come l’ottimo Mattioli – sono stati emarginati, mentre cani e porci (su tutti, Ripa di Meana: solo a scriverlo mi scappa da ridere) sono addirittura diventati dirigenti.

In ogni caso, lo dico ai tanti NO TAV che passano da questo blog, provate ad interrogarvi sul perché i Verdi francesi – che non hanno interessi in Italia come la moglie di Lunardi – la pensano in maniera completamente diversa.

Non vi sto chiedendo di cambiare idea, ma di provare a confrontarvi  con chi – nella vostra condizione (cioè gli abitanti della valle opposta alla vostra) – sta pensando cose diametralmente opposte, pur essendo ecologista quanto (se non più) di voi.

Come la mettiamo? Già chiederselo è un risultato ed è magari il primo fatidico passo verso la fine dello scontro di sicumere. Anche perché quando si scontrano ottusità e manganelli mi passa la voglia di discutere (e mi schiero – in ogni caso – a favore della libertà di manifestare senza essere menati).

§ 22 Responses to I Verdi della valle entusiasti della TAV (quelli francesi): come la mettiamo?"

  • ginevra says:

    francamente non vedo un entusiasmo dei verdi francesi per la TAV. ho cercato un po’ sui siti dei giornali francesi e su quello dei verdi francesi. vedo che i francesi auspicano il passaggio del trasporto delle merci da gomma a ferrovia e mi domando se veramente la TAV per come è stata studiata possa favorire questo passaggio in un futuro o se invece sono maggiori i danni che provocherà mentre verrà costruita. Il problema è che mancano i dati e le opinioni super partes. Una valutazione d’impatto ambientale, ad esempio, come dicevate più sopra. Però dovrebbe esser fatta da qualche ente indipendente non direttamente coinvolto.

  • Suzukimaruti says:

    avevamo?

  • urza says:

    1.hai fatto bene a cancellare la propaganda elettorale.
    2.avevamo ragione noi NO TAV

  • Suzukimaruti says:

    Ho cancellato due commenti firmati da sedicenti “Federazione dei Verdi Italiani” e l’altro “Verdi Sudovest Milano”, perché abusano di questo spazio (vanno bene i commenti, ma i volantini no: è un abuso) e non so quanto siano veritieri, visto che provengono dallo stesso IP ma sono firmati da identità diverse.

    A chi ha fatto quest’opera di spamming: fatti furbo. Se devi difendere una causa in cui in qualche modo credi, cerca innanzitutto di essere onesto e di utilizzare mezzi che non prendano in giro l’intelligenza altrui. Ci fai una figura migliore e magari non sputtani la tua causa.

    E se hai qualcosa DI TUO da dire, firmati.

    Ho segnalato con una mail alla federazione dei Verdi il tuo gesto, allegando il tuo IP e i tuoi dati di connessione.

  • Federazione dei verdi Italiani says:

    [omissis]

    Altro commento che “occupa” questo spazio, firmato apocrifamente “Federazione dei Verdi Italiani”. Un po’ più credibile e meno delirante del primo. Fatto sta che la Federazione dei Verdi Italiani si guarda bene dal commentare il mio blog, quindi lo cancello.

    Ovviamente l’IP è identico a quello del commento precedente, cioè

    84.220.125.246: un utente di Tiscali di Milano o dintorni, che è giunto qui utilizzando la Blogsearch di Google, cercando la parola “Verdi”.

    Chiunque tu sia, sei un cretino. E non perché la pensi diversamente da me, ma perché ti danneggi da solo.

    Ricordo ai furbi che qui si viene per commentare e non per incollare i volantini, soprattutto se si è così beoti da firmarli per conto terzi e sperare che qualcuno ci creda.
    Per quelli c’è la strada e va tutto il mio rispetto a chi si sbatte per fare militanza politica, anche se è per una causa sbagliata. Ma il dovere, prima di tutto, è la correttezza, altrimenti ne risente la credibilità della causa stessa.

  • Verdi sudovest milano says:

    [omissis]

    commento firmato apocrifamente “Verdi Sudovest Milano”: di fatto una specie di volantino delirante, tutto in stampatello, preso direi da qualche comunicato di un centro sociale o qualcosa di simile

    Censurato non per il contenuto (sloganistico, apodittico, di fatto un’espropriazione di questo spazio per fini terzi), ma per tutelare i Verdi veri che, per quanto non li ami, fanno parte del centrosinistra e sono in ogni caso più seri della massa di stronzate che qualcuno ha riportato qui a firma loro.

    /suz

  • Suzukimaruti says:

    luposelvatico: sposo completamente i 4 punti della linea Bresso, ottimo esempio di come si gestiscono le cose in maniera riformista

  • 1. Ripristinare la valutazione di impatto ambientale sull’opera, anche se non è prevista dalla legge obiettivo;
    2. Stendere un piano complessivo, in accordo con la UE, per la valorizzazione ed il rilancio della Valle di Susa;
    3. Definire un patto politico, concreto e operativo, per spostare le merci dal trasporto su gomma a quello su ferro;
    4. Dire no al progetto se, al termine dei lavori preliminari e dei sondaggi, l’impatto ambientale dell’opera risultasse inaccettabile.
    E’ quel che la Bresso propone a Prodi, e a me sembra ragionevole.
    Il “comunque si fa” in questo momento mi sembra una posizione sbagliata come il “comunque non si fa”.

  • Suzukimaruti says:

    lorenzo: è una cosa nuova. Non ho bene idea di cosa voglia dire “tirarla fuori”.
    Hanno detto così. E francamente concordo con loro in tutto e per tutto.

  • Bobby says:

    Non mi risulta però che da uno scavo in galleria escano sabbie….ma anche blocchi di roccia. Inoltre l’amianto più pericoloso si trova in filoni o strati in zone di frattura e di faglia e ha la caratteristica di essere fibroso, ma non particolarmente compatto, si sfalda facilmente a mano; scavandolo con metodi tradizionali o con la “talpa” non si ottengono sabbie amiantifere, ma polveri costituite anche da fibre molto volatili. Sono d’accordo che si può lavorare in condizioni di sicurezza, ma questo richiede metodologie che rallenteranno notevolmente i lavori rispetto al previsto. Siccome nei progetti la stima delle quantità di amianto non è supportata da misurazioni e rilevamenti dettagliati in situ, questo aspetto è un incognita. E considerando che la formazione rocciosa incontrata è la stessa delle Cave di Balangero (la più grande d’Europa per dimensioni e quantità di amianto in fibra estratta) non sono da escludere grosse sorprese…
    In ogni caso in tutta la zona del Musinè bisognerebbe lavorare secondo le indicazioni del Ministero della Sanità:
    Allegato 4 – Criteri relativi alla classificazione ed all’utilizzo delle “pietre verdi” in funzione del loro contenuto di amianto.
    (Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l’amianto, previsti dall’art. 5, comma 1, lettera f), della legge 27 marzo 1992, n.257, recante:” Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”.)
    Consultabile al seguente indirizzo:
    http://www.edilio.it/normativa/schedalegge.asp?l=&cod=&art=2957519
    Ma il progetto non prevede neppure dove dovrebbero essere stoccate le quantità di roccia pericolose. L’unica discarica prevista nella zona (Almese – Tetti San Mauro) è a cielo aperto…nonchè ubicata a diretto contatto con gli argini di due torrenti (Messa e Morsino) ai quali andrà a fare da argine rialzato in caso di alluvione. In questo caso le acque di tracimazione andranno ad interessare aree abitate.
    Da progetto, la posizione della galleria di servizio, cosiddetta Finestra di Rivera, corre praticamente in parallelo (sulla verticale) di un torrente. Siccome nella maggior parte dei casi un fiume, un torrente si imposta su una preesistente discontinuità (faglia, frattura, serie di fratture, ecc.) è probabile che tale galleria intercetti la falda del torrente e porti al suo prosciugamento (non è matematico, ma sicuramente degno di studi più approfonditi).
    A me sembra che con la scusa della Legge Obbiettivo, si cerchi di fare delle opere senza rispettare le altre leggi. Prova a fare un movimento terra o una scavo senza una relazione geologica, senza una Valutazione di Impatto Ambientale, un piano di risanamento e un progetto esecutivo fatti come si deve! Prova a chiedere il permesso di rifare un tetto quando la tua casa si trova a meno di 100 metri da un fiume/torrente e vedi quanta carta e quanto tempo…
    Dici che la sfida deve essere quella di fare le cose bene, non mi sembra però che si sia iniziato con il piede giusto: si vuole iniziare a scavare prima di avere fatto le verifiche necessarie.

  • lorenzo says:

    questa roba dei verdi francesi viene tirata fuori ogni volta che serve: http://www.arci.it/vallesusa/comunicazione/2005/07_06_05verdi_sutav.shtml

  • Suzukimaruti says:

    Prima di tutto bisognerebbe trovarlo, giacché l’amianto (non quello lavorato, che è volatile, ma le sabbie amiantifere, che sono tutta un’altra cosa) è solo un’ipotesi di rischio.

    In seconda istanza pare non sia affatto un problema – ripeto, casomai vi fosse – rimuoverlo, stoccarlo sotto forma solida e renderlo assolutamente innocuo.

    Mi spiego: la presenza di residui amiantiferi è un fatto noto da decenni a chi fa gallerie. Ed è un non-problema che viene risolto con specifiche soluzioni tecniche, che esistono da tempo, depositi di stoccaggio inclusi.

    Insomma, attualmente è un’ansia non giustificata e – anche se lo fosse – assolutamente mal riposta, visto che esistono le soluzioni per ovviare al problema. Sarebbe come abitare a Milano e non voler uscire di casa per paura di incappare un boa constrictor. Ansia legittima, ci mancherebbe, ma insomma…

  • kiaramente says:

    lo stoccaggio dell’amianto lo facciamo a casa tua enrico?

  • Suzukimaruti says:

    E ci mancherebbe pure che non gliela dessero, la solidarietà.

    Io stesso – come legi nel mio post – sono diessino riformista, pro-tav e assolutamente solidale coi manifestanti aggrediti dalla polizia.

    I don’t get your point

  • lorenzo says:

    bah il corriere, giornale dei diessini “riformisti”…
    apro il sito dei verdi francesi. La prima notizia è http://lesverts.fr/article.php3?id_article=2508
    “Solidarietà ai manifestanti in val di susa aggrediti dalla polizia”

  • Suzukimaruti says:

    yes, se torni al post trovi pure un mio commento a proposito

  • Ale says:

    Ora mi informo sull’entità del progetto in Francia…. ma l’articolo di Barbacetto linkato nei commenti sotto lo hai poi letto? 😉

  • AXELL says:

    OT>
    bello il favicon!!!

  • Suzukimaruti says:

    Davide: vanno bene anmche i commenti maleducati 🙂
    Nel senso che se hai argomenti per difendere la serietà politica dei Verdi italiani rispetto a quella dei loro pari europei, ben venga. E’ un dibattito che – da ipotetico elettore verde, se fossi tedesco – mi interessa fare da moltissimo tempo. Ma trovo solo Verdi per sentito dire, cioè gente che non ha la minima idea di chi fosse Alex Langer, che di fatto non capiscono niente di ambiente e politiche relative. Insomma, il classico verde italiano che è contrario alle discariche e agli inceneritori (contemporaneamente) e se gli chiedi che fare con i rifiuti, ti risponde “ricicliamoli tutti!”. Su questo tema avrei un aneddoto che ritrae mio padre (ecologista della prima ora, ma pragmatico e realista) mentre litiga con un anonimo consigliere comunale verde sul tema “ok, riciclatemi il 100% di un pannolino sporco…”, ma me lo riservo per un post in futuro.

    In ogni caso la propensione alla malapolitica italiana non è la ragione per non fare niente.
    Con questa scusa non faremmo NULLA MAI!
    In Italia c’è il malaffare, fermiamo tutto: un bel programmino costruttivo, moderno e molto progressista (sicuro di essere di sinistra?).

    Io invece credo che la sfida per la Sinistra sia *fare* le cose *bene*, non *non fare perché si ha paura di fare male*.

    Siamo seri, suvvia…

  • Davide says:

    Perché i verdi francesi non conoscono come vanno le “cose italiane”, come la maggior parte delle popolazioni di Europa, loro credono che i politici votati per governarci, farebbero del tutto per impedire che un qualsiasi pericolo sanitario possa ferirci.

    Mentre non sanno che, ad esempio, l’ amianto che verrà estratto da sotto il traforo, verrà lasciato nella valle a cielo aperto.

    Una fibra, non un grammo, nei nostri polmoni, in quelli degli animali che popolano la valle, può pregiudicarci la vita. Se l’ amianto viene lasciato nella valle, una fibra la respirerà anche il catanese, distante 1000 e passa km.

    Per quanto riguarda il giudizio sui verdi, mi astengo dl risponderti: sono, e voglio continuare ad essere, ben educato.

  • Suzukimaruti says:

    regulus: quando dico che la cosa più intelligente riguardo la TAV è discutere e confrontarsi, non parlo certo di non farla e di rafforzare (quindi raddoppiare, triplicare, quadruplicare)sciaguratamente la linea ferroviaria che c’è già.

    E’ una linea interamente fuori terra, che passa in mezzo alle case, accanto al fiume e in mezzo alla valle. E’ una risposta talmente insensata da risultare fuori discussione.

    Io sono favorevolissimo al confronto, ma che sia un confronto su come fare la TAV meglio e in modo sano e onesto.

    Cioè la discussione non è sul tema “si fa o non si fa”, ma sul “come si fa”.

    A meno che non scoprano qualcosa di realmente pericoloso/dannoso e non sistemabile, la TAV va fatta e passerà in una galleria lungo la ValSusa.
    Ora si tratta di capire se vi sono ulteriori rischi per la gente, prendere gli opportuni provvedimenti per annullarli e proseguire coi lavori.

  • regulus21 says:

    Finalmente un post appropriato sull’argomento.
    Il tuo post precedente, quello di 32785729038 righe, mi ha lasciato un po’ perplesso per la presa di posizione molto secca e determinata.

    Questo argomenta già meglio il tutto. Anche se non capisco ancora se si può o no (definitivamente) migliorare la linea ferroviaria esistente.

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