Gomito a gomito con la sconfitta

December 5th, 2005 § 3 comments

Non so voi, ma tutto questo agitarsi del centrodestra sulla legge 194 (per i non informati: la legge sull’aborto) mi sa di reazione scomposta, irrazionale (e sbagliata) ad una crisi ormai strutturale e ad una sconfitta annunciata.

Mi spiego. Questo rigurgito di clerico-fascismo, per cui ogni 2 minuti Ruini o Ratzinger se la prendono con i PACS, col laicismo, con il divorzio, con il relativismo, con i malati di AIDS, con gli anticoncezionali, ecc. è sintomo di qualcosa, ovvero che la destra è convinta che ci sia realmente nella società una voglia diffusa di tornare indietro, di far interferire enormemente la chiesa sulla vita dei cittadini e in generale di far fare il buono e il cattivo tempo a preti & c, rendendo la società italiana sempre più confessionale.

Insomma, l’assunto da cui partono tutti questi ragionamenti politici è che in Italia c’è voglia di chiesa.

La mia idea è che – a parte la mostruosità delle tesi – l’assunto di base sia assolutamente sbagliato. In Italia non c’è affatto voglia di chiesa in assoluto, e in particolare di quella chiesa retrograda, reazionaria e destrorsa.

Insomma, qui americanate come i teocon non prenderanno piede. E meno che mai l’identità confessionale (e neanche troppo sottotraccia razzista e reazionaria) che anima gli stati della bible-belt statunitense.

Sono convinto che tutto nasca da un equivoco, cioè qualcuno (perfino uno intelligente come Giuliano Ferrara) si è convinto che il successo dell’astensionismo al referendum sulla fecondazione assistita sia dovuto ad un reale rigurgito di clericalismo.

Per quanto ne so, l’astensionismo referendario era fisiologico e non certo dovuto alle prediche di chicchessia. Ma a destra sono convinti del contrario, anche se tutti i dati in merito segnalano una crisi nera delle vocazioni, la diminuzione costante dei fedeli e una quasi totale disobbedienza generalizzata ai dettami reazionari della chiesa (sesso prematrimoniale a go go, aumento dell’uso degli anticoncezionali, boom delle convivenze e dei matrimoni civili)

Il risultato è che la destra sa di essere sotto e si agita. Il tragico è che lo fa in modo disordinato, ripiegata su se stessa. E così – fortunatamente – si fa del male.

Ad esempio è palese che questo giro di vite sull’aborto, con la prospettiva oscena di mandare negli ospedali e nei consultori un "operatore" che fa del terrorismo psicologico su chi vuole interrompere una gravidanza, è assolutamente un errore di valutazione che non potrà che procurare danni.

Hanno già perso anni fa, quando la società era molto più cattolica e arretrata: ora rischiano una mazzata (che gli auguro di tutto cuore).
Mi pare tra l’altro di aver visto un sondaggio in cui qualcosa tipo l’89% dei cittadini si diceva favorevole a non toccare la 194 in alcun modo.
Fossi al loro posto ci ripenserei. Ma – tanto per citare il Vate – al loro posto non ci so stare.

Alla fine la destra sta implodendo: sta tirando fuori la sua anima più nera (che inquietantemente coincide con quella più religiosa), a cui si aggrappa per galleggiare e non capisce che il ritorno a forme di clericofascismo ha lo stesso effetto che il rivolgersi alla "tradizione comunista" ha per la sinstra: un mantra rassicurante, che ti fa sentire forte e puro, che compatta lo zoccolo duro e che rigorosamente ti fa perdere.

Conoscendo come funziona la destra, temo che nei prossimi giorni presi dall’ansia tireranno fuori altre parole d’ordine trite, frutto della loro agitazione. Prima fra tutte, la "patria", concetto su cui millantano un copyright che ovviamente non gli spetta (e dopo la legge sulla devolution non si meritano), poi magari andranno a caccia di voti con qualche loro cavallo di battaglia ripescato dalle memorie più torbide (tipo che mi sa che qualcuno in AN non si negherà il piacere di un timido accenno alla pena di morte – giusto per fare 24 ore di polemica e tirare su qualche voto, prima di far rientrare tutto in fretta e furia – magari per i terroristi o alla prima occasione ghiotta).

E poi finiranno con un bel "diminuiremo le tasse" tutti in coro, senza ovviamente indicare come e con che soldi, quando e per chi (e senza spiegare come mai hanno vinto le elezioni 2 volte e non le hanno abbassate).
La dimostrazione che siamo un paese di idioti sta tutta nel fatto che qualcuno ancora gli crede.

§ 3 Responses to Gomito a gomito con la sconfitta"

  • più che paura che la destra vinca, io ho il TERRORE SACRO che la coalizione di centrosinistra di disfi come neve al sole dopo le elezioni, per lasciare il posto a un centro destra rinnovato con Casini in testa che diventerà imbattibile.

  • raccoss says:

    Finchè non abbassano veramente le tasse, possono sempre dire che le abbasseranno nella prossima legislatura.

    Un po’ come le donne che ti fanno intendere che te la daranno… la prossima volta

  • nohaybanda says:

    Più che voglia di Chiesa, si è messa in moto una macchina di propaganda clericale di vecchio stampo. In piazza San Pietro si sente odore di carabattole riviviscenti: P2, Marcinkus, Le Banche, Nobiltà Nera…Personalemnte, non dimenticherò mai la sciura che intervistata dal cronista del TG1, unica in mezzo al coro dei consensi, al caldo annuncio di Ratzinger Papa disse in diretta: no non ci posso credere questo è un passo indietro per la chiesa questo è un papa oscurantista…Sciura dixit

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