Far finta di essere berlusconiani

December 19th, 2005 § 7 comments

Non so per quale motivo ho deciso di guardare – di fatto disturbandomi mentre cerco di lavorare – lo special che qualche tempo fa ReteQuattro ha dedicato a Giorgio Gaber e che stasera – in mancanza d’altro – replicano in seconda serata.

Sapevo che mi sarei incazzato come una bestia, anche perché il documentario nasce nel periodo in cui la destra cercava di fare di tutto pur di accaparrarsi qualche riferimento vagamente culturale che non fossero Lando Buzzanca e la Pampanini (o Pamela Prati) e Gaber faceva comodo, visto che era morto e non poteva fare causa a nessuno e visto che sua moglie Ombretta Colli faceva danni e illeciti come presidentessa polista della provincia di Milano.

E infatti noto con somma gioia che nel documentario – condotto da Enzo Iachetti, che continua a fingersi uno di sinistra, nonostante sia palese a che corte fa il giullare (nota: dice di essere di Rifondazione) – si fa di tutto per rappresentare Gaber come un uomo di destra o quantomeno come un confuso, con la sua dose di rancore verso la Sinistra.

E già che ci sono ripercorrono la sua storia artistica e sorvolano bellamente su cosette come "I borghesi" o "Far finta di essere sani", mentre indugiano pesantemente sugli ospiti ad un convegno su di lui, organizzato dalla Regione Lombardia, dove fu compiuto materialmente il tentativo di piazzare Gaber a destra.

Parlo da cultore di Gaber: sicuramente era un pessimista e per questo non troppo compatibile col pensiero ottimista di certa sinistra d’antan. E fin qui ci siamo. Però era un vero ribelle, fuori dagli schemi. Ma anche un intelligente, che non temeva di essere controverso. Ma mai e poi mai (e ancora mai) avrebbe potuto anche solo condividere lo stesso chilometro quadrato con Berlusconi o un suo succedaneo. E meno che mai con la destra. Era troppo intelligente, troppo iconoclasta e troppo problematico per poter sopportare una destra di hostess, kit del candidato, quizzy, lampade e chirurgia plastica.
Ovvio che pativa le barbe, la trasandatezza, il fricchettonismo, l’arroganza intellettuale e gli eccessi verbali di certa sinistra (la stessa che ora tifa per i TIR in Valle Susa), ma tra questo e il parteggiare per Berlusconi ce ne passa.

Forse la destra italiana dovrebbe anche interrogarsi un po’: non ha padri nobili, ha epigoni mostruosi, non ha cultura vera (quelli bravi, tipo Cardini, sono più a loro agio a sinistra – e Cardini è pure filo-islamico), non ha mai prodotto nulla di intelligente, apprezzabile, memorabile in alcun campo dell’arte o della cultura.
E’ la stessa destra che chiama "Bottega dell’arte" un pellicciaio della bassa padana, che fa pubblicità su TelePadania. O che chiama "maestro" Amedeo Minghi.

Fossi uno di destra, mi interrogherei su questo. Il tutto mentre proverei qualche brividino per la vergogna. E poi inizierei a chiedermi se per pura ipotesi la destra italiana non è all’altezza della destra storica europea, che ha un suo heritage politico, artistico e culturale assolutamente di pregio. 

§ 7 Responses to Far finta di essere berlusconiani"

  • stefano framarin says:

    Gaber secondo me è un’artista, che ha saputo NON essere di sinistra in un italietta che pensa che tutti gli artisti sono per definizione di sinistra, meglio COMUNISTI. Non credo fosse di destra, ma ha smerdato tutti quei genialoidi che reputano la sinistra superiore alla destra. Per lui era tutta la stessa merda, ma forse quella di sinistra gli puzzava di più, forse…

  • Bizarre says:

    Gaber non era di destra, ok. Ma Gaber non era neanche di sinistra, non della sinistra istituzionale per lo meno. Lui si dichiarava anarchico, perché fondamentalmente non credeva nella politica e nella trasmissione di messaggi al popolo, di qualsiasi connotazione essi fossero. Quindi non c’è un bel niente da riprendere, in realtà, se non un idem sentire di fondo che può farlo credere ‘di sinistra’. E anche se cantava ‘libertà è partecipazione’ (detta così, una frase moooolto di sinistra), la sua scelta di ‘splendido isolamento’ nel quale si era ritirato per circa trent’anni, lasciando parlare solo i suoi spettacoli teatrali, snobbando partiti, giornali e tv, beh questa è una posizione quanto meno discutibile.

  • Suzukimaruti says:

    appunto. lancio un’iniziativa: riprendiamoci Gaber! (e gli sputacchi)

  • e.l.e.n.a. says:

    l’avevo visto a suo tempo.
    tentativo ignobile e perpetrato, appunto, con la connivenza di quell’essere immondo che è sua moglie, di attribuirgi un’appartenenza a quella parte.

    io ricordo i suoi spettacoli, all’alfieri, appunto. e io bambina che correvo alla fine sotto il palco a vedere lo show oltre lo show, quel rientrare e urlare e sputare (evabbè) su chi era sotto. sarà stato teatralità, opportunismo, gigioneria, non so. so che io non me ne sarei mai andata via senza quel finale da brividi.

    ps: e che dire del buon amendola che fa gli spot con il mafioso?

    baci, suz

  • Giù le mani da Gaber, davvero…ricordo un suo “Polli d’allevamento” al teatro Alfieri di Torino, con il solito pubblico composito (signore impellicciate e freakkettoni) ed egualmente urlante contro di lui, che sembrava così solo e così gigante di fronte al nanismo umano dei due omologhi conformismi che stava smascherando, con la solita feroce lucidità. Un grande. Patetico colui che tenta di appiccicare un cartellino su quella intelligenza, di cui sentiamo dannatamente la mancanza.

  • regulus21 says:

    “Fossi uno di destra, mi interrogherei su questo. Il tutto mentre proverei qualche brividino per la vergogna. E poi inizierei a chiedermi se per pura ipotesi la destra italiana non è all’altezza della destra storica europea, che ha un suo heritage politico, artistico e culturale assolutamente di pregio.”

    E saresti in grado innanzitutto di farti quella domanda così articolata? E di risponderti? 😛

    Credo che ormai ci sono macchine da voto (quelli che si chiamavano elettori) che non fanno altro che ripetere “sissignore” a chi consiglia loro di votare cdl. Massificati, omologati, grandefratellizzati… that’s all folks!

  • spider says:

    “CDL” e “CULTURA” è una contraddizione in termini
    Altro che Gaber…

    Lo chiedo anche a te
    E della Pivano che fa parte del comitato Pro-Moratti cosa ne pensi?

    Ciao Suzuki

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