Considerazioni sparse

December 1st, 2005 § 14 comments

– Perché tutti i post per punti richiedono prima o poi una frase in cui si parla male dei post per punti?

– Oggi un allievo ha alzato la mano e ci ha chiesto  – visto che usavamo da mezz’ora la parola "sinossi" – che cavolo significasse. Fortunatamente alla medie ho fatto religione e sono riuscito a ricordarmi la risposta, salvando parzialmente la faccia (ma l’avevo già persa il giorno prima con una freddura agghiacciante "Sei ingegnere edile? Quindi ti piace la musica house, vero?"). Penso che sia la prima volta nella vita in cui mi torna utile un concetto imparato nell’ora di religione. Ovviamente è il primo passo verso la conversione. Sappiatelo. Con questi ritmi nel giro di 1750 anni potrei diventare un agnostico.

– Ma quei fresconi disinformati dei NO TAV non potrebbero utilizzare al meglio le loro forze e andare a manifestare in Piazza Vittorio contro l’orribile tendone – chiamato, per la teoria per cui un po’ di liquore trasforma una cacca in un babà, Olympic Store – che deturpa una delle piazze più belle, dechirichiane e generatrici di euforia? (le foto le trovate da No Hay Banda, che anche su questo è un prime mover).

– Qualcuno è stato al Gabrio a vedere Horace Andy? Com’è stato?

– A proposito di centri sociali, estremismi e antagonismo. Dopo anni di frequentazioni e visioni (da vicino e poi da lontano) di sedicentei estremisti politici di ogni genere, dagli squatters ai neofascisti extraparlamentari mi sorge una domanda spontanea: l’essere brutti (o il sentirsi tali) contribuisce a scelte politiche di un certo tipo?
Mi spiego: se io non mi accettassi esteticamente, probabilmente sarei incazzato col mondo. E in effetti delle mie frequentazioni "extra" giovanili ricordo prevalentemente assemblee piene di bruttone di Socialismo Rivoluzionario o dei Cobas e ben poca bellezza complessiva in mezzo a tanto antagonismo (pure io all’epoca tenevo la media bassa, con certi look che non vi sto a dire).
E il bello è che tempo fa un amico con frequentazioni politiche esattamente opposte mi confermava la stessa teoria da destra.

– Se uno sogna (come mi è capitato ieri) di possedere una PSP e per tutto il sogno sente "Je t’aime, moi non plus", è malato?

– Ho scoperto che nelle versioni italiane di Harry Potter Parvati Patil viene "tradotta" Calì Patil. Ora, io già non amo le traduzioni, ma qui chiaramente l’idea alla base è quella che siamo un popolo di idioti o di razzisti. Quindi l’hanno chiamata Calì perché temevano che non capissimo che era indiana? Oppure dietro la traduzione c’è uno di quei geni del finto multiculturalismo provinciale razzista alla Puccini (quello per cui Madama Butterfly si chiama Cio-cio-san e la sua cameriera Suzuki…), per cui i cinesi si chiamano tutti Cin-ciau-lin, gli africani Bongo o Magimba, gli ebrei Aronne Piperno e i sudamericani Pedro o Sancho?
E poi uno si prende pure dello snob perché cerca di non leggere i libri tradotti. E sti cazzi!

– A proposito di Lost: è cosa nota che nella prossima puntata si vede qualcuno che bacia qualcuno (notate come non faccio spoiler). E a quanto pare un certo conto alla rovescia viene lasciato andare a zero. A quanto pare. Di più non so. Fatto sta che pare le prossime 2 puntate dovrebbero tornare a rimescolare le acque del mistero. E forse un certo filmino super-8 potrebbe tornare a far capolino sui nostri schermi.

– Ho visto – con molta calma, che magari è in giro da secoli – il video di "Robespierre" degli Offlaga Disco Pax e mi è decisamente piaciuto. Forse più della canzone. Alla fine sono un bel frullato di CCCP e Massimo Volume, senza le paranoie dei secondi e senza l’egotismo ferrettiano dei primi.

– A proposito, segno dei tempi, quando oggi a lezione sono stati nominati i CSI, su 35 ggggiovani dai 20 ai 25 anni solo un paio hanno drizzato le antenne, e spiegare "sono quelli che sono venuti dopo i CCCP" non ha sortito effetti migliori. Giusto un paio devono avere avuto un fratello maggiore in vena di cassette propedeutiche. O forse – terrore – un padre? (no, dai, non sono così vecchi; non SEI così vecchio) 

– Questione autoradio: da queste parti si sta riflettendo su che autoradio acquistare e far installare sull’auto di famiglia rimasta senza. Per ora – tra l’altro ad una cifra ragionevole – ho più che una mezza idea di provare una radio cn Giga-mp3. Cioè un’autoradio che legge i DVD con sopra gli mp3, cioè 4,7 Gb di file musicali per ciascun disco.
Francamente – ad un prezzo di poco superiore ad una buona (che ce ne sono tante di pessime: ho passato notti a leggere manuali e specifiche) autoradio che legge i CD con gli mp3 – si prende una radio che ti permette di portarti dietro tutta la tua collezione musicale in 20 dischi. E la discografia essenziale e irrinunciabile in 1 o 2. E il tutto è più pratico, infinitamente meno costoso e più a prova di errore di un’autoradio con hard-disk integrato. Fate gli avvocati del diavolo e trovate qualche motivo tecnico per cui dovrei scegliere altro, che di solito mi preoccupo quando prima di un acquisto ho solo benefici da soppesare

– Cinema o quasi. Più che altro attratto dalla presenza di Asia Argento (che non ho mai apprezzato, ma anni fa la trovai in un sogno, peraltro intenta ad occupazioni ben poco erotiche: era ospite ad un comizio antimafia), l’altra sera ho provato a guardare "La sindrome di Stendhal" di Dario Argento.
Con "l’uomo che progetta gli horror guardandosi allo specchio" (vado molto fiero di questa mia definizione) ho sempre avuto un rapporto di amore-odio, nel senso che per anni non l’ho potuto sopportare. Mi facevano senso i suoi film più gore, su tutti Phenomena (che ho guardato solo per ascoltare "The Flash Of The Blade" degli Iron Maiden nella colonna sonora). Poi con gli anni ho capito che non mi piace tanto il suo cinema, ma ha fatto troppi film a Torino perché io non lo consideri.
Fatto sta che "La sindrome di Stendhal" è – per quel che ho visto – un film imbarazzante perfino per chi lo vede. Da un’idea semi-buona, una realizzazione da recita della parrocchia, con effetti speciali fatti di pasta di sale, Asia Argento ispirata come il mitico Danilo Pileggi quando Radice lo obbligava a fare il fantasista, la storia che fa concorrenza all’Activia di Danone per quanto fa cagare e in generale un senso di "ho un video della comunione di mia nipote: ci metto un po’ di ketchup, un po’ di quadri di Teomondo Scrofalo e faccio firmare tutto da Dario Argento, così rinnoviamo i sedili alla Fiat Argenta" (che ho sempre pensato fosse l’auto di Argento, cioè fossi stato lui me la sarei comprata per principio).

§ 14 Responses to Considerazioni sparse"

  • sceriffo says:

    per quello che ho letto fin qui, mi sembra di essere capitata in un bel blog in cui intelligenza ed ironia sottili vanno a braccetto..e lo volevo dire perche’ fa piacere.continuate cosi’, siete forti, ed io qui in sala vi sto a vedere.
    saluti a tutti e buon natale!

  • no hay banda says:

    A sorpresa, piazza Vittorio si sta trasfromando in una galleria degli orrori nonchè fucina di incubi dell’immaginario. Il cubo rosso di fronte al Caffè Elena è una chiara citazione della stanza delle torture di Videodrome formato discount. I pollai sono un omaggio alla scomparsa e strapaesistica Fiera dei Vini. Se l’urbanistica di oggi è un decalogo della decomposizione, beh, allora viva i Danzig!

  • gareth jax says:

    Pedro, le traduzioni italiani sono sempre state uno scempio dal ventennio in avanti… piu’ la roba arriva da lontano, piu’ i traduttori deficienti lavorano di fantasia.
    Parlo per luoghi comuni, alcune felici eccezioni ci sono, ma sono appunto eccezioni.
    Questo perche’ ogni 5 traduttori generici ci vorrebbe un linguista.

  • Pietro says:

    concordo con violetta, sia su nonhosonno che sull’affaire Potter (un tema che mi fa rabbrividire da anni). Aggiungo che secondo me un minimo Argento si è risollevato con il suo episodio dei MoH. Il più ridicolo, certo, ma anche una spanna sopra alla sua ultima produzione. Sarà la sceneggiatura finalmente non sua? Saranno gli anonimi attori americani? Comunque un prodotto godibile.

  • ciro says:

    prendi un autoradio con la porta usb

  • degra says:

    Gli Offlaga li ho visti dal vivo a Spazio quest’estate. Non sono male, appena un po’ pallosi alla lunga (cioè dopo 2 canzoni hanno rotto le balle), però i testi non sono male.
    Video non ne ho visti, nemmeno credevo ne avrebbero fatti…

  • E tra parentesi (scusate per lo sfoggio che sta per seguire di para cultura indiana): Parvati, moglie di SHIVA il Dio generatore è una divinità positiva anzi è LA divinità femminile per eccellenza, che si è anche incarnata, se non sbaglio, nella MATA GI ovver la Madre Terra.
    Calì invece sapete tutti chi è: distruttrice – anche se questa non è sempre una cosa negativa – e va in giro fregiandosi di una collana fatta di teste mozzate.
    Non esattamente la stessa cosa quindi. Mi puzza davvero di nome-luogo comune, per indicare genericamente un’indiana.
    Mi aspetto presto un personaggio italiano tipo Gennaro Spaghetti.

  • Violetta says:

    Sull’affaire Potter, il danno l’ha fatto la traduzione del primo volume.

    Che se guardi bene non si giustifica come “Dumbledore” possa diventare “Silente”, “McGonagall” “McGranit” e via discorrendo.

    Purtroppo lo stampo era bell’e fatto, e piuttosto che correggere ribattezzando si tirano avanti questi nomi indecorosi.

    (alla fine, poi, i libri della Rowling li ho letti tutti in inglese perchè me li passava la mia amica. quando ho iniziato a comprarli mi sembrava assurdo fare a meno di tutti quei “bloody hell” e “stupid git”. We few, we happy few, we band of brothers, eccetera)

  • svaroschi says:

    Non ci voleva per forza l’ora di religione per sapere cosa e’ una sinossi.
    E cmq gia’ e’ tanto che non ci siano state ripercussioni dopo la battuta dell’ingegnere edile… 😛

  • director77 says:

    Mi sono dimenticato di specificare che mi limito a considerare l’aspetto prettamente tecnico di Argento (e in Nonhosonno qualcosa del vecchio Argento c’è, poi, che Dionisi non si possa vedere e Chiara Caselli tantomeno è un altro conto). Le sceneggiature non sono mai state il suo forte, anzi, da Opera in poi è una debacle inarrestabile.

  • Violetta says:

    No, Simone, Nonhosonno no !

    (mio babbo dopo averne visionati trenta secondi pronunciò la frase: “dov’è che tiene la roba preziosa, dario Argento? Bisognerebbe andare a rubargli in casa”)

  • director77 says:

    Perlomeno La Sindrome di Stendhal aveva ancora un po’ dell’Argento più tecnico. Il film inizia bene per poi lasciarsi andare. Meglio (tra virgolette visto che si parla dell’Argento più recente) Nonhosonno. Ah, per quel che riguarda la recitazione è tutta colpa del doppiaggi: se gli stessi attori evitassero di doppiarsi da sè le cose sicuramente andrebbero meglio (e ti parlo di questi attori giovani e non di mostri sacri).

  • iaco99 says:

    Hai fatto spoiler su Lost.

  • la mela sonica says:

    visto che siamo in tema di considerazioni sparse…

    Telecom Italia contro la Regione Piemonte
    L’ex monopolista proibisce l’accesso alle proprie sedi agli incaricati della Regione Piemonte che vogliono svolgere un’inchiesta sullo stress nei call center.

    [ZEUS News – http://www.zeusnews.it – 30-11-2005]

    Uno dei migliori clienti business di Telecom Italia Piemonte è la stessa Regione Piemonte: un contratto di decine di milioni di euro per la fornitura di apparati, servizi di Tlc e per il traffico telefonico. Il contratto, stipulato dalla precedente amministrazione regionale di Centrodestra guidata dal presidente forzista Ghigo, è ancora in essere nonostante la decisione del Sindaco di Torino Sergio Chiamparino di migrare i telefonini del Comune a Vodafone per protesta contro il trasferimento della sede legale di Telecom Italia da Torino a Milano, con forte penalizzazione economica e di prestigio dell’ex capitale d’Italia.

    Essere una delle più grandi aziende del Piemonte e uno dei migliori clienti di Telecom Italia non ha fornito particolari privilegi ai rappresentanti della Regione Piemonte che, in collaborazione con lo studio di consulenza aziendale Rocc e la Cgil Piemonte, volevano accedere alle sedi Telecom Italia di Torino e Alessandria per presentare ai lavoratori l’indagine, promossa e finanziata dalla stessa Amministrazione Regionale, sulle condizioni di lavoro nei Call Center.

    A questo punto la posizione di Telecom Italia potrebbe portare a un irrigidimento politico della Regione: da indagine sociologica si potrebbe passare alla promozione di una Commissione di inchiesta sul lavoro nei Call Center, ovviamente non solo in Telecom Italia, che hanno assorbito la maggior parte delle nuove assunzioni fatte negli ultimi anni in Piemonte.

    Potrebbero proporla, ad esempio, partiti come Rifondazione Comunista, che sostiene la Giunta Bresso ed esprime il potente Assessore regionale alla Sanità Valpreda che ai temi dello stress del lavoro non è affatto insensibile. A questo punto il rifiuto opposto ai ricercatori non potrebbe essere esteso anche a consiglieri regionali che chiedessero di visitare i Call Center e parlare direttamente con i lavoratori.

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