Vent’anni fa (un post confuso sulla filosofia dell’innovazione)

November 25th, 2005 § 3 comments

Il mio sito preferito di tecnologia e altre tentazioni consu-mistiche (www.engadget.com) ha provato a pensare come sarebbero stati i suoi contenuti e il suo look nel 1985.

Non prendetela per una zingalata (cioè un entusiasmo alla Christian Zingales per qualcosa di retrò che forse era meglio far seppellire dall’oblio), ma il 1985 è esageratamente future-shock!

Sarà che la Rete ci ha abituati a quel male della globalizzazione per cui nulla è nuovo o originale, ma tutto è già stato fatto prima e meglio da qualcun altro, ma quando secoli fa sfogliavo le prime riviste di tecnologia, restavo spesso a bocca aperta.
Cioè compravo MC Microcomputer e spesso mi emozionavo per le vertiginose novità tecnologiche che arrivavano mese dopo mese. Sembrava davvero che il futuro fosse a portata di mano.

Sarà solo un’impressione, forse, ma il sentimento che mi prende in questi ultimi anni – in quanto appassionato di tecnologia – è quello di vivere in un costante presente. Magari un presente in evoluzione, ma non più rivoluzionario o rivoluzionabile.

Per fare un esempio coi videogiochi, c’è stato un salto in avanti enormemente maggiore tra Wolfenstein 3D e Doom (usciti non distanti l’uno dall’altro, ma ricordo che quando vidi Doom girare per la prima volta io e un mio amico non credevamo letteralmente ai nostri occhi: eravamo letteralmente basiti), che tra Doom e l’ultimo Quake uscito giusto qualche settimana fa. Cioè in oltre 10 anni non si è riusciti a fare un "salto" di innovazione grande come allora.

Lo stesso vale per i sistemi operativi: il salto da Windows 3.1 a Windows 95 è stato un balzo di innovazione tuttora ineguagliato, mentre l’innovazione reale intercorsa tra Windows 95 e Windows Vista (che sarebbe il prossimo Windows) non sarà così evidente. Insomma, cambierà ben poco.
Il timore è che i sistemi operativi alla fine diventino come Microsoft Office: di fatto un software che ormai è identico a se stesso da 2 o 3 generazioni. Ogni tanto lo rinnovano e – fatti alla mano – resta sempre identico.
Per il nuovo Office 12 in arrivo pare cambieranno un po’ i menù e finalmente i file dei documenti saranno compatibili con l’XML (questa è una novità reale, finalmente), ma siamo sempre lì. Insomma, Word fa sempre le stesse cose, fin da quando è stata creata la modalità di visualizzazione What You See Is What You Get (prima capivi cosa sarebbe accaduto sulla pagina solo quando stampavi)

Insomma, le novità tecnologiche (che pure sono una delle più grandi gioie per noi geek) non mi danno più le emozioni di una volta. Sarà che ci ho fatto l’abitudine, sarà forse che il primo GPS civile nel 1985 era una vera novità, mentre un televisore LCD da 400 pollici è solo una versione più grossa di qualcosa che c’è già.

Forse la differenza tra ora e allora è proprio questa. Tempo fa c’era spazio per fare reale innovazione, per inventare paradigmi, visioni e prodotti nuovi. Ora, invece, pare che ci sia spazio solo per l’evoluzione di cose che in passato furono innovative.

Paradossalmente mi pare che l’era dell’hardware innovativo sia un po’ tramontata. Cioè l’hardware, i gadget, i dispositivi tecnologici di ogni genere migliorano di mese in mese, sono sempre più performanti, raffinati, compatti e sintetizzano sempre più funzioni in un oggetto solo. Ma di fatto non sono niente di nuovo.
Il palmare più recente, con tastiera, video ad alta risoluzione, wi-fi, gps, ecc. di fatto non è nulla di nuovo. E’ un’ottima somma di cose già note.

A pensarci bene le ultime innovazioni sono arrivate via software e via Rete. Giusto per fare qualche esempio grosso: la diffusione stessa di Internet, Napster e la cultura della condivisione paritetica di file online, il Web socio-protagonista (blog, Wikipedia, social-network, folksonomy, ecc.). Cioè erano cose che prima non c’erano e che hanno cambiato di fatto un pezzo di mondo da quando ci sono state.

[Ci sarebbe una spiegazione maligna per la presenza sul blog di un simile post: probabilmente il suo autore – pur di imporsi un auto-risparmio – sta cercando di auto-convincersi che l’Xbox 360° e la PSP non sono vere innovazioni e quindi non vanno comprate]

§ 3 Responses to Vent’anni fa (un post confuso sulla filosofia dell’innovazione)"

  • Nightwhisper says:

    http://www.thinkgeek.com/ questo è un sito che mi fa sbarellare. Idee strane a volte assurde altre geniali! Ma sinceramente si, manca il cambiamento “ti sconvolgo la vita” come è successo per il mio primo modem 14.4!

  • gareth jax says:

    Mah… ci sono cose che vent’anni fa erano quasi fantascienza e oggi sono quasi realizzabili.

    Ho rivisto qualche weekend fa “BIG” (del 1988) con Tom Hanks e una delle cose che ipotizzava il ragazzino cresciuto era un fumetto interattivo elettronico.

    Le console portatili sono state sicuramente la realizzazione di questa visione futurista dei fumetti.

  • GattoVI says:

    Rimpiango MC: era il mio punto di riferimento.

    Quanto alla tecnologia, ho fatto lo stesso ragionamento qualche tempo fa. Considerando che l’hardware delle macchine ha fatto passi da gigante in frequenza di clock, per esempio, c’è da stupirsi (e rimanere delusi) sulle minime migliorie dal punto di vista software.
    Office non fa che cambiare grafica ad ogni versione, rimanendo immutato (il che è un bene – non costringe a reimparare tutto ogni volta – e un male – neesuna innovazione): viene da chiedersi se a Microsoft lavorino più ingegneri o grafici.
    Windows Vista, promette (?) meraviglie ma togli questo perché non ci stiamo coi tempi, togli quello perché mia nonna c’ha l’artrite, alla fine sarà un WinXP SP3 con qualche lavicchio grafico in più (e di nuovo si torna ai grafici MS).
    I giochi usano più texture e una quantità spropositata di memoria (ottimizzazione questa sconosciuta?) ma, tutto sommato, l’hai già detto tu: niente di nuovo in vista.
    Allargando un po’ lo scenario, vediamo che pure il mondo dell’automobile non è che stia “evolvendo” granché. Nuovi materiali, nuove tecnologie ma si tratta sempre di raffinare qualcosa che già c’è.

    L’unica vera e grande rivoluzione a cui abbiamo assistito di recente è quella della telefonia mobile: è la sola “invenzione” degli anni recenti, non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche di quello culturale.

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