Amazon si butta sul Web 2.0

November 27th, 2005 § 7 comments

Non ho mai avuto dubbio che le menti dietro ad Amazon fossero dinamiche: di fatto il più grosso negozio (ipermercato?) online ha seguito passo passo tutte le evoluzioni della Rete e tuttora è una straordinaria fonte di informazioni (e quindi di affari, giacché il consumatore informato e rassicurato compra).

Quindi non mi sono sorpreso nel momento in cui ho notato che Amazon sul proprio sito sta avviando numerosi servizi chiaramente ispirati alla filosofia del Web 2.0: protagonismo, partecipazione, condivisione.
Per farla semi-breve, non c’è da sorprendersi che Amazon abbia avviato il tagging personalizzato per i prodotti. Cioè ognuno di noi può girare per il catalogo dei prodotti ed etichettare ciò che vuole nel modo che desidera (che poi sarebbe un mio sogno infantile: invidiavo da morire gli impiegati dei supermarket che giravano con quelle etichettatrici “a raffica”) e ovviamente condividere il tutto con gli altri, si sa mai che l’incrocio tra mappe organizzative diverse non porti, per esempio, un utente a scoprire il disco della sua vita o il film di cui i suoi occhi non potrebbero più fare a meno. Insomma, la logica è la stessa adottata per i post o per Flickr, solo che è applicata a cose in vendita.

Magari uno è tentato dal pensare che in fondo non è automatico che Amazon sposi il Web 2.0: è una vita che il più grande sito di e-commerce al mondo si fa bello con servizi in cui la partecipazione dell’utente è fondamentale, dalle recensioni a cura degli utenti, alle liste personalizzate di libri, dischi, ecc, fino alle aree di discussione tra utenti.

Il pensiero maligno, tuttavia, svanisce nel momento in cui Amazon attiva nientemeno che i Wiki per i prodotti in vendita. Per chi non è pratico di queste cose, i Wiki sono mini-siti editabili liberamente da tutti gli utenti, che contengono informazioni specifiche su un argomento preciso. Insomma, lemmi redatti collettivamente di un’enciclopedia diffusa e fortemente correlata internamente.

La cosa è ottima: in pratica Amazon affianca al solito testo editoriale centralizzato di presentazione dei prodotti uno spazio aperto a tutti in cui raccontare nel modo più ordinato e completo possibile la natura di ciascun articolo in vendita, evidenziando in modo ordinato pregi e difetti.

La mia idea è che il risultato dell’apertura dei Wiki (che a quanto pare funzionano e tendono a livellarsi sempre più verso l’informazione equilibrata, multipolare e corretta, pur essendo aperti al primo che passa) su Amazon porterà sì ad un aumento delle informazioni sui prodotti in vendita, ma soprattutto renderà possibile presentare dati diretti e correlati, pregi, difetti e aggiornamenti sui prodotti in un modo più ordinato e fruibile. E il tutto contruibuirà a rendere più informati “dal basso” i consumatori.

Faccio un esempio stupido, ma che rende l’idea. Quando voglio comprarmi un qualsiasi aggeggio tecnologico (cioè tutti i giorni…) prima di passare all’acquisto o al sogno dell’acquisto faccio un bel giro sui principali siti tecnologici, da quelil nazional-popolari come CNet a cose ottime come Engadget o Gizmodo, fino a veri e propri negozi online come Amazon stessa o Expansys (che ha prezzi ipertrofici, talvolta fantozziani nella loro sproporzione coi prezzi medi).

Il senso di questo giro non è leggere le presentazioni dei prodotti, che spesso sono fatte malissimo e che tanto già ho raccolto dai siti ufficiali dei produttori, ma è leggere le opinioni degli utenti, gli avvertimenti che gli utenti si fanno l’un l’altro, contare quanta gente si lamenta perché il prodotto non funziona, capire se c’è aggiornamento dei drivers e così via. Insomma, cerco informazioni e devo stare delle ore a ravanare in mezzo alle user-opinion più inutili pur di capire se un prodotto merita o no i miei soldi.

Coi Wiki sarebbe un’operazione di pochi minuti, perché i dati sarebbero tutti lì in modo ordinato, con i soli parametri oggettivi (o semi-oggettivi) e tutta la fuffa a parte.
Un modello simile, tra l’altro, non funziona solo con la tecnologia, ma secondo me anche con libri, dischi e film, anche se lì spesso la scelta è meno tecnica e più “a cuore”.

Casomai avessimo bisogno di un ripassino, BusinessWeek ha fatto un articolo interessante proprio sull’evoluzione verso il Web 2.0 di Amazon (non a caso intitolato “Wikizon”) e un bell’articolone (già di qualche tempo fa) sul concetto di collaborazione applicato al business.

Se, invece, abbiamo bisogno di un segno dei tempi e del fatto che l’Apocalisse è vicina, perfino il sito di Quattroruote da qualche tempo si è “bloggizzato” e accetta i commenti degli utenti su tutte le news. Manca giusto che si adegui la Settimana Enigmistica e poi il gioco è fatto.

§ 7 Responses to Amazon si butta sul Web 2.0"

  • fmf says:

    Per quanto riguarda i libri io ad esempio faccio riferimento a ibs.it dove spesso ci sono i commenti dei lettori.

    Salvo non poter fare a meno di andare poi in una libreria di fiducia e sentire anche la mia spacciatrice preferita prima di comprare.

  • Suzukimaruti says:

    Beh, direi semplicemente appassionato di gadget. (insomma, un nerd) 🙂

    Tra i blogger c’è chi davvero ne sa di tecnologia, tipo Andrea Beggi (ormai una lettura quotidiana).

  • Axell says:

    Consigliere tecnologico della Blogosfera?
    8-|

  • Suzukimaruti says:

    franco: va benissimo il Kiss. L’ideale sarebbe un Dreambox, che è Linux-based, ma è roba per informatici smanettoni.

  • franco says:

    commento OT
    Visto che sei il consigliere tecnologico di riferimento della blogosfera, ti volevo chiedere un consiglio. Vorrei comprare un HD recorder per la tv. pensavo al kiss dp558, ti sembra valido? oppure conosci qualcos’altro?
    a me basta collegarlo al pc, che legga i divx (sottotitoli compresi) e poco altro.

  • gareth jax says:

    Amazon e’ sempre stata avanti, a partire da quando ha comprato imdb perche’ credeva nelle potenzialita’ del progetto 🙂

  • A X E L L says:

    Per non parlare de … La Stampa…
    Vieni a vedere da me cosa ho trovato… grazie a Lele…

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